Intervista a Phil Hart, fotografo notturno e autore

Phil Hart è l’autore di A caccia di stelle, ottima guida alla fotografia notturna di cui abbiamo curato la traduzione. L’abbiamo intervistato in occasione del lancio della traduzione e da questa intervista non potrai non notare quanto ne sa ma soprattutto la sua passione.

Ciao Phil, per favore raccontaci qualcosa di te, la tua storia e la tua relazione con la fotografia.

L’astronomia e la fotografia sono arrivate nella mia vita nello stesso momento, quando avevo circa 16 anni. Ho iniziato a osservare il cielo dal giardino di casa a Melbourne usando i telescopi e alcune mappe molto semplici. Nello stesso periodo ho potuto provare alcune reflex analogiche e ho iniziato a usarle sia di notte che di giorno. Sono passati vent’anni e non mi sono mai guardato indietro.

Quali competenze sono necessarie per ottenere delle fotografie notturne di successo? Quali sono quelle assolutamente necessarie all’inizio?

L’unica competenza fondamentale è che ti piaccia passare la notte sotto le stelle con la tua macchina fotografica. Il resto lo puoi imparare, ma se non ti piace stare fuori sotto alle stelle, allora finirai sul divano a guardare la TV!

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Il tuo ebook A caccia di stelle non parla solo dell’attrezzatura fotografica e delle tecniche, ma anche dell’astronomia, dei fenomeni che accadono di notte in cielo. Nella fotografia notturna, cos’è più importante: la tecnica e la conoscenza fotografica, oppure conoscere i concetti astronomici fondamentali?

La comprensione dei fondamenti della fotografia mi sembra normale e necessaria, ma ho visto molte persone creative scattare delle foto meravigliose senza sapere granché del cielo o della propria macchina fotografica. Hanno un talento artistico che a me non viene naturale. Quindi, come in qualunque tentativo artistico, puoi affrontarlo partendo da basi diverse, a seconda della tua forza, e sviluppare le tue conoscenze in quel campo nel tempo.

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Quanto ci vuole per scattare un’immagine singola, compresa l’individuazione del luogo, la preparazione dello scatto, lo scatto stesso e poi la lavorazione successiva?

A volte mi capitadi fare uno scatto vicino a casa e di lavorarci rapidamente su Lightroom e magari pubblicarla un’ora dopo. Solitamente però io scatto le foto in posti che si trovano a due ore da casa e ci lavoro per ore, anche alcuni giorni dopo per scegliere gli scatti migliori.

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Nel tuo ebook A caccia di stelle dici che una macchina base con la classica lente 18-55 è sufficiente per iniziare a fare pratica con la fotografia notturna. Quali sono invece i vantaggi di usare una macchina e delle lenti migliori? Ne vale la pena?

I sensori delle macchine digitali sono migliorati molto da quando sono state create le reflex digitali,  quindi oggi un sensore base è molto migliore di uno costoso che potevi trovare cinque anni fa. I sensori full frame (pieno formato) hanno dei pixel superiori e possono catturare una luce maggiore delle macchine con sensore croppato ma il vantaggio maggiore è che puoi trovare facilmente delle lenti a pieno formato mentre le macchine con sensore croppato sono più rare.

Ci sono alcune lenti 14mm f2.8 molte economiche (es. Samyang) che forniscono un ampio angolo di campo sulle macchine con sensore croppato. Direi che in questo caso vale la pena di fare un investimento per la fotografia notturna. Il salto verso le macchine full frame e le lenti superiori è più grande… per me ne vale la pena, ma potrebbe non essere così se scatti fotografie notturne solo poche volte all’anno.

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A proposito del treppiede, che modello usi e quale testa? Ci sono dei modelli che suggerisci?

Ho usato molti treppiedi Manfrotto in questi anni. Più recentemente ho comprato un treppiede Induro e mi sono trovato bene e ora ho anche delle teste Sirui. Per questo tipo di fotografia è fondamentale avere dei treppiedi e delle teste di qualità che forniscano un supporto stabile durante le lunghe esposizioni.

Riguardo al controllo remoto, hai qualche suggerimento o sono tutti uguali?

Io uso quello con il cavo, così da usare meno batterie e limitare i problemi al buio ma va bene anche quello wireless.

Il timer della Canon TC80-N3 mi ha accompagnato in molti viaggi difficili. All’inizio pensavo che le versioni economiche che si trovano su Ebay fossero simili, ma usandole ho scoperto che sono meno affidabili e richiedono un cambio di batterie più frequente.

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Puoi farci vedere una foto scattata con una macchina e lenti base di cui sei fiero?

Qui sotto trovi una foto che ho scattato in una spedizione l’anno scorso, usando una  Canon 1100D e lenti Canon 10-22mm. È un panorama verticale costituito da due scatti, e lo stesso risultato si sarebbe potuto ottenere con una Tokina 11-16mm economica o lenti Samyang 14mm. Non è possibile non apprezzare una visuale così ampia della Via Lattea.

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Quando cerchiamo i posti migliori per fotografare il cielo di notte, quali sono le caratteristiche che dobbiamo cercare?

Puoi scattare delle foto meravigliose della luna dal della città e riprendere i pianeti brillanti al mattino o di sera dai sobborghi. Comunque, per catturare la Via Lattea devi allontanarti dalle luci, il che può essere difficile in molte parti del mondo.

Pensi che tutti possano accedere a un posto del genere vicino a casa oppure dobbiamo per forza allontanarci per giorni?

Molte persone troveranno il posto giusto con un cielo abbastanza scuro a due ore da casa. Assicurati solo di andarci in una notte senza luna! E quando programmi le tue prossime vacanze, cerca di trovare un posto ancora più buio.

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Di solito la fotografia notturna prevede un’esposizione lunga. Visto che si scatta al freddo, questo può mettere a rischio la tua attrezzatura?

Le macchine fotografiche amano il freddo perché aiuta ad evitare il riscaldamento durante la lunga esposizione. Ho scattato foto in Yukon, Canada, a -40° e in Australia quando c’erano 40°. La mia attrezzatura Canon non ha mai perso un colpo. Le temperature molto basse non sono un problema, mentre la pioggia ovviamente lo è.

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Hai mai abbandonato la tua macchina mentre stava riprendendo la scia delle stelle o un time lapse?

Io lascio sempre la mia macchina da sola. Finché si trova lontano dalle persone ed è coperta nel caso di pioggia, non me ne preoccupo. Un macchina fotografica in mezzo al nulla non fa male a nessuno… Molto meglio usare la tua attrezzatura per scattare foto che vuoi tenere piuttosto che tenerla al riparo nella custodia a casa a non fare niente!

Ed è pericoloso per il fotografo? Ti trovi da solo, nei boschi, di notte…

Magari nei paesi in cui ci sono gli orsi, ma in Australia di notte non è pericoloso. Devi stare attento a dove vai, ma le persone pericolose stanno in città. In campagna in piena notte ci siete solo tu, gli animali e le stelle…perfetto!

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Ti è mai successo, dopo una lunga esposizione, di scoprire che avevi mancato lo scatto e ormai era passato il momento giusto? Come possiamo evitare che ciò accada?

Molte volte! Devi continuare a fare pratica, fare costantemente fotografie notturne, e fare delle prove prima di un evento speciale se vuoi che le cose vadano lisce. E accettare che non andrà sempre bene ma essere felice quando succede.

Se hai un/una campagno/a la fotografia notturna può creare problemi, perché devi uscire nei momenti in cui invece dovresti stare con la tua metà. Come lo gestisci?

Beh, di solito nelle due settimane vicino alla Luna Piena sto a casa, ma sicuramente il mio hobby a volte mi ha portato ad allontanarmi da casa troppo spesso. Cerco sempre di trovare un equilibrio ma a volte non è facile. Cerco di programmare in anticipo guardando la luna e le previsioni meteo e mi assicuro di passare a casa un numero sufficiente di week-end.   

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E cosa fai il giorno prima e quello dopo una “notte di scatti”? Come gestisci le tue energie e le ore quando non hai dormito la notte prima o non dormirai quella seguente?

Sono un ingegnere e lavoro nel settore dell’acqua, ma solo part-time, il che mi fornisce diverse possibilità di stare fuori di notte. Raramente sto via più di un week-end al mese per fotografare il cielo di notte. Quindi lo sfrutto al meglio, e cerco di stare via 2-3 notti. Tutte le volte che vado in vacanza o in luoghi bui lontano dalla città mi porto la macchina e provo a fotografare.

Durante le lunghe esposizioni, come fai a restare sveglio e a non annoiarti?

Sono appassionato di astronomia da molto tempo quindi una notte sotto le stelle non mi annoia mai, a meno che non debba aspettare che le nuvole spariscano. Con la fotografia notturna spesso imposto la macchina per riprendere le scie delle stelle o per il time lapse e poi torno dalla mia compagna o dagli amici per passare la serata.

Southern Sky Panorama with 14mm Lens

Pensi che esista un mercato per la fotografia notturna? Un fotografo professionista dovrebbe prendere in considerazione questo campo?

Sono riuscito a guadagnare qualcosa con la fotografia notturna, ma soprattutto mi sono allenato e ho condiviso la mia esperienza con gli altri. Guadagnare vendendo le foto è difficile oggi ma consiglio a tutti di provarci! E ovviamente se qualcuno vuole comprare i miei scatti sarò felice di aiutarlo.

Ringraziamo Phil per l’intervista. Può conoscere di più della sua esperienza e imparare a fare foto come quelle che vedi in questo articolo dalla sua guida: A caccia di stelle.

Bioluminescenza Sotto le Stelle

Una volta che hai le capacità e l’attrezzatura giusta, le grandi fotografie sono spesso il risultato di trovarsi nel posto giusto al momento giusto e qualche volta ci vuole anche un pizzico di fortuna. Durante l’estate australiana del 2008/2009 io sono stato molto fortunato.

Ho passato diverse settimane ai Laghi Gippsland organizzando campi estivi con Camp Cooinda e la bioluminescenza è una cosa che avevo già visto qualche volta nel corso degli anni, anche se di solito è molto debole e praticamente impossibile da fotografare. Ma alla fine di Dicembre del 2008 e ai primi di Gennaio del 2009 la bioluminescenza era estremamente nitida e visibile. In effetti, una luminosità così intensa è davvero una cosa rara in qualsiasi parte del mondo perché esistono pochissime foto come quelle che ho scattato durante quella estate.

Il motivo per cui la luminosità era così intensa è una complessa storia di incendi estivi seguiti da alluvioni invernali che hanno causato un alto livello di nutrienti nell’acqua e la comparsa del micro organismo Noctiluca Scintillans. Sul mio sito web puoi trovare maggiori informazioni, ma questo post riguarda essenzialmente le fotografie.

Quattro anni fa utilizzavo una Canon 20D che era una reflex di prima generazione, ma fotografava abbastanza bene in condizioni di scarsa luce e molte delle mie immagini sono state scattate con l’obiettivo standard 18-55mm, ulteriore prova che non c’è bisogno di avere una attrezzatura costosa e all’avanguardia per scattare immagini notturne.

 Splashing in Bioluminescence

Canon 20D, lente 18-55mm  @27mm, 20 sec, f4, ISO1600

Alcuni dei responsabili del campo che giocavano nell’acqua mi hanno offerto la prima ispirazione fotografica e con un gruppetto ci siamo messi a lavorare per cercare di realizzare qualcosa. La bioluminescenza è visibile soltanto quando l’acqua viene mossa quindi abbiamo chiesto alle persone di spruzzare l’acqua in alto, evidenziando solo la silhouette che si trova in primo piano (foto sopra).

Poi si sono schizzati direttamente l’acqua l’uno con l’altro – la bioluminescenza illuminava i corpi  mentre l’acqua scivolava sulla pelle. Questo dà un significato tutto nuovo al termine “dipingere con la luce”. La seconda immagine realizzata sulla spiaggia con un flash aiuta a capire cosa stava succedendo, e potete vedere che quella esperienza non era del tutto piacevole per la persona che si trovava in mezzo!

Splashing in Bioluminescent Water

Canon 20D, lente 18-55mm @18mm, 15 sec, f3.5, ISO1600

Quando le persone in acqua hanno cominciato a sentire freddo e sono tornate nelle loro tende, ho passato le ore successive e poi anche le notti successive a cercare di catturare quanto più potevo con la mia macchina fotografica. L’unico obiettivo veloce che avevo era un 50mm f1.4, che non era abbastanza ampio per fotografare paesaggi notturni sotto un cielo stellato, ma è stato perfetto per catturare l’evanescente luce della bioluminescenza mentro gettavo manciate di sabbia e sassolini in acqua.

Bioluminescent Splashes

Canon 20D, lente 50mm, 4 sec, f1.4, ISO1600

Essendo un astronomo, le fotografie che preferisco sono quelle che uniscono la bioluminescenza con le stelle del cielo. Alcune persone hanno pensato che queste immagini non fossero reali, ma posso assicurare che hanno subito pochissimi ritocchi e sono praticamente identiche a quello che è apparso sulla macchina fotografica quando le scattavo.

E poi, l’immagine più bella che ho scattato mi è quasi costata la mia macchina fotografica. Avevo posizionato una torcia sulla spiaggia, puntandola verso la macchina fotografica in modo da avere un punto di messa a fuoco e stavo montando il treppiede parzialmente in mezzo all’acqua (salata) per avera una ottima visibilità delle onde luminose che si formavano subito sotto alla macchina fotografica.

Mentre mi spostavo verso la torcia, ho inciampato con la gamba nel cavo facendo cadere il treppiede e la macchina fotografica nell’acqua. Li ho raccolti subito e sono corso a cercare un lavandino per pulire la mia attrezzatura dall’acqua salata. Fortunatamente la macchina fotografica non si era bagnata molto e sono potuto tornare in breve tempo ai miei scatti.

Purtroppo il treppiede non è più stato lo stesso da quella volta!

 

Canon 20D, lente 10-22mm @10mm, 2 min, f3.5, ISO1600

Quella stessa notte ho finito con una serie di esposizioni di 2 minuti, scattando da una posizione più sicura, e cioè sulla spiaggia. Ho poi sovrapposto gli scatti per ottenere questa immagine di sentiero stellato che è la mia preferita.

 Bioluminescence and Star Trails

Canon 20D, lente 10-22mm @10mm, 45 x 2 min, f3.5, ISO1600

 

Se la fotografia notturna ti appassiona, ho la guida per te. L’ebook A Caccia di Stelle ti spiega chiaramente tutte le tecniche necessarie e tutti i tipi di foto che puoi fare al cielo notturno.

Per saperne di più clicca qui: Guida alla fotografia notturna.

Fotografia al Chiaro di Luna

Se di notte provi a fare qualche scatto veloce con la tua macchina fotografica, resterai sopreso dalla sua capacità di vedere molto di più di ciò che vedono i tuoi occhi, e con colori pieni. Tutto ciò che serve sono esposizioni di almeno 30 secondi alla massima apertura e un’ISO ragionevolmente alta. Certamente dovrai anche pensare alla luce, ma se riesci ad uscire dalla città puoi usare una fonte di luce ovvia e naturale.  

La Luna

La luna è una fantastica fonte di luce naturale notturna, ma quello che forse non sai è che molte delle considerazioni che fanno i fotografi durante il giorno valgono anche durante la notte. Quando la luna è alta nel cielo, come il sole a mezzogiorno, la luce è più intensa ed i colori sono più smorzati. Quando la luna è bassa, la luce è più morbida ed il paesaggio appare gradevolmente saturo.

Ci vuole della pratica per capire come le tue immagini appariranno con la luce notturna, quindi è bene sperimentare con diverse angolazioni e poi rivederle sulla macchina fotografica. Può essere molto divertente e di sicuro ti riserverà qualche sorpresa. Esercitandoti riuscirai a capire qualcosa in più su come il chiaro di luna ed altre forme di illuminazione influiscono sulle tue foto.

Per questa foto di una rampa per bestiame nella Australia rurale, quando sono arrivato la scena era retroilluminata dalla luna, con colori aggiuntivi fra le nuvole provenienti dalla vicina città di Mudgee.

Scattando la stessa immagine dalla direzione opposta, la luna si trovava dietro la macchina fotografica, facendo risaltare i colori e le venature del legno e del cancello arruginito. 

Più tardi, la luna è calata, quindi è stata necessaria una esposizione maggiore per ottenere un sfondo del cielo abbastanza luminoso per evidenziare le forme del legno e del cancello.

 

Per questa ultima immagine, la scena è stata fortemente retroilluminata da un auto di passaggio. Oltre all’effetto dei raggi di luce intorno al cancello, adesso si può vedere anche il colore degli alberi sullo sfondo.

Le Fasi Lunari

Al contrario del sole, la luna varia considerevolmente in luminosità a seconda delle “fasi” che attraversa durante il corso di ogni mese. Nella fase di luna nuova, la luna non è visibile perché è quasi in linea con il sole. E se la luna piena è sicuramente spettacolare, come fonte di luce è spesso troppo forte, oscurando quasi tutte le stelle in cielo.

Il momento che preferisco per fotografare il cielo notturno sono le notti immediatamente successive alla luna nuova, quando la luna è una falce sottile crescente in occidente, mentre scende la notte. Si avrà una morbida illuminazione senza fare scomparire il cielo notturno. Pochi giorni prima della luna nuova, si può di nuovo vedere una sottile mezzaluna in oriente, subito prima dell’alba, ma questo forse per molti non è il momento più indicato della giornata per fare fotografie!

Esistono molti calendari online che mostrano le fasi lunari. Puoi anche aggiungerne uno al tuo calendario di google o cercare una applicazione per le fasi lunari per il tuo smartphone.

Il mio ebook Shooting Stars comprende anche una animazione in 3D, dove viene spiegato come funzionano le fasi lunari ancora meglio che a parole.

Quindi, se vuoi cimentarti nella fotografia notturna, prova a scattare le tue foto nei tre-sette giorni successivi alla luna nuova. 

Se la fotografia notturna ti appassiona, ho la guida per te. L’ebook A Caccia di Stelle ti spiega chiaramente tutte le tecniche necessarie e tutti i tipi di foto che puoi fare al cielo notturno.

Per saperne di più clicca qui: Guida alla fotografia notturna.

Fotografia sotto le stelle

In questo post voglio condividere la semplice gioia di fotografare il cielo notturno con niente di più complesso di una macchina fotografica e un treppiede.

I telescopi e le macchine fotografiche altamente sofisticati e controllati tramite computer non sono sempre una benedizione. Anche se le immagini che riescono a realizzare sono davvero stupefacenti, passare la notte a fissare lo schermo di un laptop non è certo il modo ideale di trascorrere il tempo sotto le stelle.

Quindi, negli ultimi anni, mi sono concentrato nuovamente sulla fotografia diretta del cielo notturno; ricercando luoghi bui e interessanti dove il primo piano terrestre contribuisce alla immagine finale. Un altro vantaggio è che, anziché passare più di un’ora a preparare gli strumenti per l’astrofotografia, posso iniziare a scattare nel giro di pochi minuti, riuscendo comunque a catturare una immagine che l’occhio riuscirebbe a malapena a percepire. Ovviamente un altro grandissimo vantaggio è che tutti possono farlo.

Photography Under the Stars

Scene di Cielo Notturno

La maggior parte delle notti, inizio con esposizioni relativamente brevi per catturare la scena di cielo notturno di fronte a me. Le esposizioni sono di solito abbastanza lunghe per evidenziare più stelle e dettagli in cielo di quanto l’occhio possa vedere, ma non così lunghe da rendere evidente il movimento delle stelle.

È straordinario quanto si può catturare in una esposizione di appena 30 secondi con una moderna reflex digitale, rispetto ai vecchi tempi in cui si lavorava con la pellicola e riuscire a scattare anche solo un accenno della Via Lattea era visto come un successo. Anche le reflex di livello base sono in grado di catturare un dettaglio notevole del cielo notturno, come in questo esempio.

Milky Way

La Via Lattea, Canon 1100D (Rebel T3), 15-85mm lens @15mm

Scie di Stelle

Dopo avere esaminato tutti gli scorci di cielo ed i primi piani terrestri che mi può offrire una determinata location, di solito scelgo l’inquadratura che più mi è piaciuta in base alle esposizioni brevi e posiziono la macchina fotografica proprio in quel punto. Poi apro l’otturatore con un controllo remoto e vado via, lasciando che le stelle disegnino un sentiero attraverso l’immagine e realizzino forme sorprendenti nel cielo, in una singola esposizione che può durare pochi minuti o diverse ore.

A seconda della mia stanchezza o della mia voglia di bere qualcosa, potrei anche lasciare la macchina incustodita durante il tempo di esposizione. Altre notti, però, rimango vicino, in macchina o in tenda, aspettando pazientemente per assicurarmi che le condizioni metereologiche restino buone.

 Star Trails

Foto di Shona Dutton & Phil Hart, Nikon D7000, 10-20mm lens @10mm

La Luna

The Moon

Canon 1100D (Rebel T3), 300mm lens + 1.4x teleconverter

Quando sono in “modalità astrofotografia”, non ho molte belle cose da dire sulla luna. Il chiaro di luna sbiadisce le galassie e le nebulose lontane, rendendo impossibile realizzare delle buone immagini di astrofotografia.

Ma per i fotografi del cielo notturno, la luna potrebbe diventare il bersaglio preferito, e può essere fotografata anche tra le luci della città. E, mentre l’immagine qui sotto è stata scattata con una reflex digitale pieno formato, nella maggior parte dei casi, una macchina fotografica con sensore croppato è lo strumento adatto per avvicinarsi a questo corpo celeste.

Moon over Melbourne

Luna su Melbourne, Canon 5DMKII, 300mm lens + 1.4x teleconverter

Conclusione

Quindi, se ti piace stare all’aperto e scattare immagini di paesaggi naturali o creati dall’uomo, non pensare di dovere smontare tutto e andare via appena cala il sole. Porta con te un maglione o un giaccone e resta per catturare le immagini dei tuoi posti preferiti come non li hai mai visti prima – sotto le stelle!

Se la fotografia notturna ti appassiona, ho la guida per te. L’ebook A Caccia di Stelle ti spiega chiaramente tutte le tecniche necessarie e tutti i tipi di foto che puoi fare al cielo notturno.

Per saperne di più clicca qui: Guida alla fotografia notturna.

5 Suggerimenti per i principianti della fotografia d’interni

Se ha in programma la creazione della copertina di una prestigiosa rivista di architettura o di interior design, oppure vuoi catturare l’attenzione di Martha Stewart, questo articolo potrebbe non esserti utile. Ma se vuoi migliorare le tue capacità di fotografo d’interni per la tua soddisfazione personale o perché sei orgoglioso della tua casa e hai bisogno di mostrarla perché la stai vendendo oppure vuoi ritrarla al meglio, allora qui potresti trovare quello che cerchi.

Fotografare gli edifici e gli interni è una sfida; ma ciò che più conta, più di qualunque tipo di supporto o capacità fotografica, sono le tue capacità di problem solving. L’obiettivo di chi si occupa di fotografia d’interni è creare interesse e dinamicità, mantenendo una rappresentazione accurata degli spazi (spazi abitati in questo caso specifico).

 Sustainable Kitchen di Jeremy Levine Design, Flickr

Non sto dicendo che fotografare le persone non sia una sfida o che non richieda delle capacità specifiche, ma quando hai a che fare con le persone e incontri un problema puoi cercare di sistemare le cose. Ciò non avviene quando devi fotografare gli spazi interni e ti trovi ad affrontare l’allestimento, le luci e- probabilmente la cosa peggiore- le linee verticali.

Con una buona dose di pazienza e creatività, e tenendo a mente i suggerimenti sotto elencati, dovresti essere in grado di produrre dei bellissimi scatti di interni.

Stai attento alle linee verticali

Le verticali ti daranno sempre problemi e, se vuoi ottenere degli scatti decenti, non puoi ignorarle. Il problema sorge quando inclini la macchina verso il basso o l’alto mentre scatti la foto, portando le linee verticali a convergere; questo è il motivo per cui a volte sembra che gli oggetti cadano all’indietro.

Una soluzione a questo problema è l’utilizzo delle lenti tilt shift, che ti consentiranno di controllare la prospettiva mentre muovi la macchina. Una soluzione meno costosa è correggere la distorsione della prospettiva usando un software.

Scegli un Angolo di Campo Ampio

Le lenti ad ampio angolo di campo rappresentano la base della fotografia d’interni, ma solo perché sono in grado di riprendere ampi spazi non significa che puoi posizionare la macchina ovunque e limitarti a scattare. Pensa alla tua composizione.

A volte un angolo di campo frontale ampio e semplice è la cosa migliore. Se vuoi ottenere un lavoro maggiormente descrittivo puoi riprendere un’area più grande, ma ricordati di non separare nessuno spazio esattamente al centro. Compensa la tua composizione e cerca di concentrarti sui due terzi più ampi dell’area.


Mazzali: children and teenagers bedrooms di MAZZALIARMADI.IT, Flickr

Japanese traditional style interior design / 和風建築(わふうけんちく)の内装(ないそう) di TANAKA Juuyoh (田中十洋),  Flickr

Analizza la Scena

Conoscere bene la propria casa spesso può portare a una sorta di apatia e all’incapacità di selezione; non fai caso agli oggetti fuori posto e finisci con il non notarli. A volte ti basta che sia “abbastanza in ordine”.

Ma la preparazione per gli scatti d’interni richiede più attenzione; devi organizzare le cose in modo che non distraggano le persone dalla bellezza del tuo scatto. Tappeti piegati, cuscini sgonfi, copriletto pieni di grinze, e quadri storti sono cose che potresti non notare ma che potrebbero nuocere alle foto dei tuoi spazi.

showroom di jinkazamah, Flickr


dining-room di jinkazamah, Flickr

Prepara la Scena

Puoi dire che un ambiente è bello anche senza l’utilizzo di materiale scenico, ma avere il tempo di preparare la scena porterà il tuo scatto a un livello superiore. Aggiungi fiori e piante dove di solito non ci sono; mostra i tuoi servizi e i tuoi libri patinati migliori- tutto quello che può essere appropriato per lo spazio che stai per fotografare. L’obiettivo è aggiungere classe e uniformità.


interiors di tommerton2010, Flickr


my room di jinkazamah, Flickr

Controlla la Luce

La luce corretta è sempre la preoccupazione di ogni fotografo. Quando utilizziamo la luce naturale a volte non ci resta che aspettare il momento giusto.

Altre volte dobbiamo capire che ciò non avverrà, e dobbiamo usare un piano B. Nelle giuste circostanze, sicuramente la luce naturale può essere perfetta per gli scatti d’interni, ma non sempre è la scelta migliore.

Illuminare la scena ti fornisce un maggiore controllo sul prodotto finale e, quindi, sapere come illuminare un interno nel modo corretto può essere una capacità importante.  Questo soprattutto quando si ha a che fare con spazi con finestre molto grandi o altre entrate che portano la luce naturale e quella artificiale a coesistere.

Al fine di bilanciare l’esposizione ed evitare disastri devi sapere come gestire entrambe le fonti di luce. Una luce soft, equilibrata, è sempre l’obiettivo a cui devi mirare.


Mazzali: “Emiselene” bed / il letto “Emiselene”. Bedroom area di MAZZALIARMADI.IT, Flickr


test di jinkazamah, Flickr

La fotografia d’interni è qualcosa che non attira tutti. Per avere successo devi avere pazienza, essere meticoloso, orientato ai dettagli, e avere occhio per lo stile, l’uniformità e gli schemi del colore, e possedere una conoscenza base dell’architettura ed apprezzarla. Se non possiedi queste caratteristiche, ma sei interessato alla fotografia d’interni, non vedo alcuna ragione per cui non potresti acquisirle; è sempre positivo misurarsi in nuove sfide.

 

Articolo di Jason D.Little, liberamente tradotto dall’originale: http://www.lightstalking.com/5-tips-getting-started-interior-photography.

 

Come sopravvivere quando a un matrimonio va tutto storto

Un altro post dal blog di Jasmine Star, famosa fotografa matrimonialista. Si tratta secondo me di consigli veramente utili per tenere sotto controllo le situazioni più scivolose durante i festeggiamenti per un matrimonio.

 

Cara Jasmine,

mi chiedo se ti sia mai capitato di avere dei contrattempi ai tuoi matrimoni.

Ho fatto il fotografo a un matrimonio sabato, ed è stato un incubo dall’inizio alla fine. Tutto sembrava remare contro di me.

Non ho potuto fotografare l’abito da sposa come avrei voluto perché si era sgualcito. Non ho potuto fotografare i dettagli perché la damigella d’onore mi metteva fretta.

La stanza della sposa era invasa dalle damigelle e dalla famiglia. La cerimonia è iniziata con due ore di ritardo. Quando è finita era buio e quindi il nostro piano di fare delle foto nel giardino è saltato.

Mentre scattavo la foto di famiglia vicino all’altare, lo staff dell’ hotel ha iniziato a smontarlo. La sposa voleva fare delle foto all’esterno e così ho dovuto usare il flash perché non avevo tempo per attivare impostare l’illuminazione artificiale.

Gli invitati sono spariti.

Il coordinatore non ha dato una mano e la mia capacità di gestire grandi gruppi di persone è scarsa.

Vorrei sapere cosa ne pensi e come hai gestito un evento andato male, o se ti è mai capitato. Questa gente non dà priorità alle fotografie, e mi hanno dato l’impressione di volersi divertire, piuttosto che spendere un po’ di tempo per fare delle belle foto.

Mi sono spuntati degli altri capelli grigi sulla nuca. Questo sarà decisamente il mio ultimo matrimonio.

Cordialmente,

Grigio prematuro

 

Caro Grigio Prematuro,

capisco assolutamente cosa significhi vedere volatilizzarsi la programmazione di un matrimonio. Tutto a un tratto la preoccupazione si trasforma in un fiasco completo e affoghi nello stress. Ci sono passata, caro. Ma parliamo delle cose che ho imparato nei miei sette anni da fotografa da matrimonio.

Primissima cosa: le cose andranno storte. Infatti, accade più spesso di quanto non vogliamo ammetterlo, quindi allacciati la cintura di sicurezza perché questa corsa non è per i deboli di cuore. Essere un fotografo di matrimoni a volte significa anche essere un referente/stilista/coordinatore/organizzatore delle tempistiche/organizzatore della famiglia, ma tutto questo fa parte del gioco e col tempo diventa più semplice.

Secondo, devi prendere in mano la gestione delle foto. A prescindere da quanto poco tempo hai, devi fare funzionare le cose. Non hai un’altra opzione.

Ovviamente sarebbe meraviglioso avere 15 minuti per fotografare l’abito da sposa, ma a volte ne hai solo cinque. Prendi quello che passa al convento e crea la magia… I fotografi matrimonialisti professionisti lo fanno ogni settimana.  

Infine, parla. Se hai difficoltà nel gestire ampi gruppi di persone, devi migliorare. Ti sembra difficile? Beh, lo è.

Gestirai l’arte della fotografia durante i matrimoni in modo magistrale e efficace quando riuscirai a portare molte persone a fare quello che vuoi nel più breve tempo possibile.

Se ti sembra un compito spaventoso, ti consiglio di fotografare insieme ad altri fotografi, e imparare da loro. Più velocemente riuscirai a lavorare sulle foto di gruppo, più tempo avrai quando le tempistiche stabilite salteranno.

A questo proposito, qui trovi un paio di suggerimenti che potrebbero aiutarti quando un matrimonio ti scappa di mano…

Memorizza il programma

Ogni weekend imparo a memoria il programma del matrimonio successivo così, se dovesse deragliare, saprò dove e quando recuperare il tempo. Potrò prevedere le conversazioni per mantenere informata la sposa.

Per esempio, nel matrimonio dello scorso week end, le tempistiche sono slittate di 15 minuti (non l’ho saputo finché non sono arrivata dalla sposa). Quando l’ho scoperto, ho dovuto lavorare a velocità doppia per riuscire a documentare i dettagli, ma ho anche informato la sposa che avremmo dovuto scattare le foto con le damigelle dopo la cerimonia.  Sono riuscita a prevedere la sua richiesta in modo professionale in tempo reale, così che lei non dovesse domandarsi quale sarebbe stata la tabella di marcia.

Mantieni il controllo

Credo fermamente nell’energia positiva, anche durante i periodi di stress. Le foto di famiglia in larga scala sono uno dei compiti più difficili di un matrimonio, quindi io chiedo alla sposa di assegnare due membri della famiglia (uno per la sposa e uno per lo sposo) ad aiutare gli altri familiari dopo la cerimonia.

Mentre tutti gironzolano, per il fotografo è importante prendere il controllo. Io posiziono la sposa e lo sposo e poi chiamo (con voce ferma ma gentile) le persone con cui voglio scattare la foto (Posso per favore avere tutti i membri della famiglia Ford all’altare… Famiglia Ford, per favore raggiungetemi all’altare!)

Il mio aiutante nel frattempo ripete l’invito nella folla e inizio a posizionare i membri della famiglia. Più organizzato o professionale sembrerai (anche se ti senti assolutamente incasinato), meglio le persone ti risponderanno.

Trova un testimone

Se le tempistiche sono saltate e capisci che non puoi recuperare, devi parlare con il cliente. Nel momento opportuno (tra un evento e l’altro oppure mentre vi spostate da un luogo all’altro), prendi il tuo aiutante e un’altra persona (la damigella d’onore è perfetta), perché assistano alla conversazione che avrai con la sposa.

Mostrale le opzioni esistenti, assicurati che le approvi e poi vai dai testimoni e verifica che siano della stessa idea, così che lei non possa poi dire che ha capito male. Prendere grandi decisioni (come rimandare l’inizio del ricevimento oppure aggiungere un’ora di lavoro) è stressante, quindi assicurati che lei abbia qualcuno al suo fianco che la responsabilizzi.

Prima di tutto, spero di non averti scoraggiato. Tutti viviamo esperienze difficili, ma queste ci servono per imparare a raffinare le nostre strategie professionali, e anche il nostro carattere. Ti auguro tutto il meglio!

Sii sempre favoloso,

J*

 Articolo di Jasim Star, liberamente tradotto dall’originale: http://www.jasminestarblog.com/index.cfm?postID=1733&how-to-cope-when-all-goes-wrong-at-a-wedding

Fotografia subacquea in apnea: equipaggiamento, tecnica e sicurezza

Nella fotografia subacquea, oltre alle tecniche fotografiche, bisogna soprattutto conoscere le problematiche da affrontare in un ambiente, quello marino, assai diverso da quello cui siamo abituati a muoverci.

Con quest’articolo ti voglio spiegare alcuni aspetti fondamentali. Ti saranno utili quando inizierai a cimentarti nel campo della fotografia subacquea. Più in particolare, consideriamo le immersioni in apnea, una tipica situazione in cui ti troverai da principiante.

Le problematiche da affrontare

La prima, macroscopica, differenza tra la fotografia subacquea e quella terrestre è che in acqua i colori svaniscono all’aumentare della profondità. A 5 metri scompare il rosso, poi l’arancione, a seguire (verso i 10/12 metri) il verde, il blu, fino al buio completo. Qui sotto, un esempio concreto di questo fenomeno noto come “assorbimento selettivo”.

cibo

Dati di scatto: 1/125 – F/5 – ISO 100.

Questa foto è stata scattata a pelo d’acqua con una distanza di circa 4 metri tra la macchina e la scena catturata. Come puoi vedere il blu risalta, mentre il rosso del costume della persona che sta dando da mangiare ai pesci è più sbiadito.

Devi anche considerare che un corpo immerso in un liquido è sottoposto alla forza di gravità (che lo spinge verso il basso) e alla spinta contrapposta (verso l’alto) del cosiddetto principio di Archimede. In più, c’è anche la pressione esercitata dall’acqua che aumenta di un’unità ogni 10 metri. Vedremo nella sezione “equipaggiamento subacqueo” gli effetti di queste forze e le relative attrezzature per sfruttarle a nostro favore o almeno evitare che ci ostacolino eccessivamente.

Equipaggiamento fotografico

Cosa ci serve per poter scattare foto subacquee?
Per prima cosa analizziamo le soluzioni che offre il mercato per quel che riguarda la macchina fotografica.

Compatte digitali

Sono sempre di più le case produttrici che sviluppano modelli di compatte digitali destinate ad uso subacqueo. Sono molti anche i produttori che sviluppano custodie impermeabili per compatte non subacquee.

I vantaggi nell’usare una compatta sono:

  • costi contenuti;
  • dimensioni e peso ridotti;
  • facilità di utilizzo.

Di solito la profondità massima a cui si possono spingere queste attrezzature è di circa 10 metri, una buona profondità per i nostri scopi. Spesso è possibile noleggiare una compatta dotata di custodia subacquea nei diving center attrezzati anche per lo snorkeling.

Sotto, una foto scattata con una Canon DIGITAL IXUS 860 IS noleggiata nel 2010 alle Maldive.

maldive
Dati di scatto 1/320 – F/4.5 – ISO 80       

Custodie per reflex

Coloro che posseggono una reflex debbono invece scegliere se acquistare una custodia rigida o morbida.

Le custodie rigide sono mediamente più costose e vanno abbinate a un preciso modello di reflex (o modelli molto simili della stessa famiglia). A fronte di una scelta limitata i vantaggi sono tanti, primo tra tutti la riduzione degli spazi vuoti occupati dall’aria.

Avere meno aria nella custodia si traduce in una riduzione, se non un’eliminazione totale, dell’”effetto palloncino”, la tendenza cioè della macchina a risalire in superficie a causa dell’eccesso di aria nella custodia.

Le custodie rigide sono dotate di comodi tasti e maniglie che ne facilitano l’utilizzo anche con i guanti. Su alcuni modelli è possibile montare lenti esterne sferiche a seconda del tipo di obiettivo utilizzato, per correggere aberrazioni e distorsioni.

Le custodie morbide sono più economiche e versatili. Costruite in PVC o materiale simile, si adattano alla forma della reflex.

Per questa caratteristica ogni custodia è in grado di ospitare fotocamere di modelli e marche differenti. Alcune hanno pure lo spazio per il flash esterno montato sulla slitta della macchina.

Occorre però scongiurare l’effetto palloncino cui abbiamo accennato sopra, a causa della maggiore quantità di spazio vuoto. Due i sistemi: le zavorre e/o le valvole di sfiato.

Le custodie morbide migliori hanno entrambe le opzioni: uno spazio per ospitare pesi (di solito posizionato sul fondo, subito sotto la reflex) e una valvolina per far uscire o immettere aria. Il giusto equilibrio tra l’aggiunta di pesi e il dosaggio dell’aria all’interno facilita anche il cambio di impostazioni in acqua.  Soprattutto, se viene tolta troppa aria all’interno il PVC si schiaccia troppo sulla camera rendendo difficoltosi l’utilizzo del tasto di scatto e della ghiera.

In definitiva le reflex, rispetto alle digitali non compatte, garantiscono foto migliori per nitidezza, resa dei colori e rumore, specialmente in condizioni di luce scarsa.

Quale obiettivo per la fotografia subacquea?

La domanda successiva è: “quale lente utilizzare?” Ogni volta che ho posto questa domanda a persone più esperte, mi è sempre stato risposto: “usa lenti grandangolari”.

È la stessa risposta che si trova anche in alcuni forum, ma il più delle volte non viene spiegato il perché. E poi c’è sempre la postilla: “dipende cosa devi fotografare”.

In generale il suggerimento è corretto poiché le lenti grandangolari, rispetto ai teleobiettivi, presentano una distanza minima di messa a fuoco ridotta, consentendoci di avvicinare molto di più il soggetto che desideriamo fotografare. La vicinanza inoltre limita l’assorbimento selettivo e quindi avremo foto con colori sicuramente più vivi rispetto ad un’altra scattata con un teleobiettivo a 3 metri di distanza.

Quanto al “dipende cosa devi fotografare”, se è vero che con un grandangolo possiamo avvicinarci molto al soggetto è pur vero che non tutti i soggetti sono avvicinabili, perciò il grandangolo è la soluzione ideale per soggetti statici o facilmente avvicinabili come:

  • un polpo in tana;

polpo

Dati di scatto 1/250 – F/5 – ISO 100

  • un Anemonia Sulcata;

anemonia-sulcata

Dati di scatto 1/200 – F/4.5 – ISO 400

  • un particolare fondale come quello che circonda il Castello Aragonese di Ischia, dal quale fuoriescono una notevole quantità di bolle d’aria arricchito dalla presenza di una verdeggiante prateria di alghe e posidonia;

bolle

Dati di scatto 1/200 – F/7.1 – ISO 400

Al contrario, per il primo piano di un pesce è utile avere qualche mm di focale in più. Ho realizzato gli scatti che seguono usando il 50mm F1.8 (distanza minima di messa a fuoco 45 cm) su una macchina Canon 50D, e il 60mm F2.8 Macro (distanza minima di messa a fuoco 20 cm) su una Canon 70D.

Essendo macchine con un sensore APS-C, le focali equivalenti su una full frame diventano rispettivamente 80mm e 96mm:

  • sarago;

sarago

Dati di scatto 1/200 – F/7.1 – ISO 400 (Canon 50D con 50mm F1.8)

  • donzella pavonina;

donzella-pavonina

Dati di scatto 1/400 – F/7.1 – ISO 400 (Canon 50D con 50mm F1.8)

  • cefalo;

cefalo

Dati di scatto 1/200 – F/7.1 – ISO 400 (Canon 70D con 60mm F2.8 Macro)

  • triglia (50mm);

triglia
Dati di scatto 1/200 – F/9 – ISO 400 (Canon 50D con 50mm F1.8)

  • triglia (60mm Macro);

triglia2

Dati di scatto 1/640 – F/4 – ISO 400 (Canon 70D con 60mm F2.8 Macro)

  • seppia. Da notare gli occhi che mi controllavano, mi ha concesso giusto giusto il tempo di uno scatto, consapevole che la sua mimetizzazione non aveva funzionato è schizzata via;

seppia

Dati di scatto 1/125 – F/4.5 – ISO 100 (Canon 50D con 50mm F1.8)

Quale flash per la fotografia subacquea?

Come la mettiamo invece con flash, torce e faretti? Ci servono?

Se la giornata è soleggiata e l’acqua non eccessivamente torbida, entro i 4 metri circa di profondità abbiamo luce a sufficienza e una discreta fedeltà dei colori. Oltre questo limite, l’assorbimento selettivo è preponderante.

I flash o i faretti combattono questo fenomeno consentendoci di catturare immagini con colori fedeli alla realtà. Anche qui c’è una considerazione da fare a margine. Soffermiamoci, ad esempio, sull’immagine di questa medusa:

medusa

Dati di scatto: 1/400 – F/6.3 – ISO 400 (Canon 50D con 50mm F1.8)

Notiamo quelli che sembrano tanti piccoli pentagoni che riflettono luce. Sono elementi in sospensione nell’acqua e si trovano in una posizione fuori fuoco. È bene sapere allora che l’uso del flash accentua questo fenomeno e si nota di più se è presente molto materiale.

Equipaggiamento non fotografico

Fino ad ora ci siamo preoccupati delle dotazioni fotografiche, ma l’equipaggiamento per l’immersione è altrettanto importante. Occorrono una buona maschera, di quelle che non si appannano e che non hanno punti deboli dove l’acqua riesce ad entrare, il boccaglio e, nel caso non usassimo una compatta molto leggera, anche le pinne per muoverci in acqua con meno fatica.

Per una maggiore permanenza in acqua, specialmente se fredda, dobbiamo dotarci di una muta. Se ne può fare tranquillamente a meno d’estate, sempre che la permanenza in acqua non superi le due ore.

A seconda della costituzione fisica (massa grassa, muscoli ed ossa) potremmo avere bisogno di cavigliere e/o una cintura di zavorra con più o meno pesi. In generale, più massa grassa significa più pesi in cintura.

Il giusto bilanciamento coi pesi ci consente di rimanere immersi riducendo all’indispensabile i movimenti e quindi il consumo di ossigeno. Meno ci muoviamo e più tempo riusciamo a stare immersi.

Un assetto corretto è fondamentale anche perché, come ben sanno gli appassionati di pesca subacquea, l’apnea “all’aspetto” è spesso l’unico modo per riuscire a “catturare” alcuni pesci. Nel nostro caso si tratta di fotografarli, ma tempistica e tecnica di immersione sono requisiti comuni alle due discipline.

Correre dietro a un pesce che raggiunge con facilità i 50 km/h è inutile, meglio stare immobili sott’acqua aspettando che l’animale, incuriosito, si avvicini il più possibile.

Impostazioni consigliate per la fotografia subacquea

Viste le problematiche sui colori cui possiamo andare incontro, il consiglio è quello di scattare in RAW, sempre che la macchina te lo consenta. In questo modo abbiamo la possibilità di fare tutte le correzioni necessarie in post produzione.

Per quanto riguarda i programmi di scatto, di solito bisogna tener conto della profondità e delle condizioni climatiche nelle quali decidiamo di operare.

Col bel tempo, l’acqua limpida e in assenza di correnti preferisco settare la macchina in priorità apertura con un valore tra F/5 e F/8. Se intendo scattare entro i 3 metri lascio ISO auto, mentre a profondità maggiori porto l’ISO sui 400, in modo che la macchina calcoli un tempo di scatto non troppo lungo riducendo la probabilità di immagini mosse.

In presenza di correnti marine consistenti setto la macchina in priorità tempi con un valore di circa 1/200 s, ISO 400 o superiori.

Se l’acqua è torbida, pure se c’è il sole, desistete!!! Dovreste sbattere contro i pesci per riuscire a fotografarli e, anche se ci riusciste, ci sarebbe un sacco di materiale in acqua che disturberebbe non poco la foto.

Consiglio il flash in giornate con acqua limpida ma poco soleggiate, oppure in profondità superiori ai 4 o 5 metri.

Sicurezza in mare

Un famoso proverbio recita: “Per mare non ci sono taverne”. Significa che qualora ne abbiate bisogno il mare non offre appigli.

Perciò la sicurezza in acqua non è un optional, qualcosa su cui sorvolare. Mai farsi sopraffare dall’entusiasmo, sforzarsi di restare in apnea più del dovuto o raggiungere frettolosamente determinate profondità.

Stare a lungo in apnea e scendere a profondità notevoli sono traguardi per cui occorrono pazienza e allenamento, imparando a padroneggiare tecniche come la compensazione. Non è raro il caso di persone che per una compensazione sbagliata subiscono la lesione del timpano con conseguente perdita dell’orientamento.

Immergersi in compagnia è perciò un’altra buona regola da cercare di seguire il più possibile.

Le foto dell’articolo

Le foto che ho inserito nell’articolo sono state tutte (tranne quella delle Maldive) scattate nei fondali dell’isola d’Ischia tra i 2 ed i 5 metri di profondità e nel periodo estivo.

Conclusioni

In questo articolo hai letto quanto ti serve per cominciare a fotografare sott’acqua in apnea. Hai visto come non ti servano grossi investimenti, soprattutto se scegli le giornate di sole.

La tua reflex con una custodia morbida o una compatta resistente all’acqua ti permettono di iniziare con poca o pochissima spesa. Quindi, non ti resta che tuffarti e provare: la pratica rende perfetti!

Se hai domande, falle pure qui sotto nella sezione dei commenti.

La visione e la street photography

http://digital-photography-school.com/wp-content/uploads/2013/08/1-pose_generation.jpg

La posa di una generazione

La prossima volta che cercherai di scattare una fotografia di strada prova a fare questo. Metti giù la fotocamera e guardarti intorno per un po’. Osserva quello che accade e lascia che i momenti si sviluppino di fronte ai tuoi occhi.

Sembra facile ma in realtà è qualcosa che va contro il tuo istinto naturale di mettere la macchina davanti agli occhi ogni volta che vedi qualcosa di vagamente interessante. Questo vale soprattutto con la fotografia digitale.

La macchina fotografica è uno strumento, ma a volte può essere di intralcio.

A volte è più facile nascondersi dietro alla macchina e così questa può diventare una stampella a cui appoggiarsi. È così semplice ribaltare il processo e iniziare a scattare ripetutamente, cercando di catturare tutto quello che ci circonda. E nel frattempo, la fretta ci fa perdere i momenti più importanti.

Gran parte del lavoro che porta allo scatto di una buona foto si svolge prima di prendere in mano la macchina, e dopo, quando ci lavori sopra. Prima di catturare un’ immagine, devi cercare di vedere la foto o il suo potenziale attraverso i tuoi occhi.

Il segreto sta nel fare un passo indietro, rallentare e analizzare l’area fino a quando non riesci a vedere qualcosa. A quel punto puoi cogliere quell’attimo. Spesso, vedere qualcosa non è abbastanza e devi aspettare fino a quando la situazione non si sarà sviluppata a sufficienza.

Chiediti sempre, può essere migliore?http://digital-photography-school.com/wp-content/uploads/2013/08/2-gust_soho.jpg

 Gust, SoHo.

Essere proattivi è meglio che essere reattivi. Devi vedere il potenziale di un momento prima ancora che accada. Ovviamente ci sono immagini grandiose che risaltano immediatamente agli occhi e in quel caso devi fotografarle il più velocemente possibile, ma ciò rappresenta solo una frazione di tempo.

Un suggerimento importante è cercare di notare le persone da lontano, specialmente se si trovano in mezzo alla folla. Analizza l’area e guarda ogni singola persona.

Se riesci a notare solo le persone che si trovano a 2,5 metri o 3 da te, allora tutto ciò che puoi fare è reagire. Sì, alcune delle foto più belle vengono ottenute in questo modo, ovviamente, ma se invece ti concentri sulle persone che vengono verso di te, diciamo da 8 metri, allora avrai più di una possibilità di individuare la giusta posizione e catturare il momento che potrebbe crearsi.

La macchina fotografica è solo uno strumento per catturare ciò che vedono i tuoi occhi. E più i tuoi occhi saranno in grado di vedere, migliori saranno le tue foto.

Per approfondire le tematiche relative alla street photography, ti consiglio il mio doppio ebook: I fondamenti della street photography.

Articolo di James Maher, liberamente tradotto dall’originale: http://digital-photography-school.com/seeing-and-street-photography

I migliori consigli per splendidi ritratti alle luci sul tuo albero di Natale

Se c’è una cosa del Natale che mi è sempre piaciuta da morire, sono le luci. Effettivamente non si vedono in nessun altro periodo, si muovono e sono colorate, cosa vuoi di più?

Sono belle sull’albero di Natale, sulle case o nei disegni elaborati che addobbano le strade di città e i negozi. Guarda caso, tutta questa bellezza si presta molto alla creazione di foto sicuramente affascinanti.

Quasi tutti allestiamo un albero di Natale in casa e quindi abbiamo un soggetto sempre a disposizione per diverse settimane ogni anno (familiari permettendo). In questo post, ti voglio dare i consigli per rendere memorabili le tue foto alle luci sull’albero di natale.

Come inquadrare l’albero di Natale

Prima di tutto, sicuramente puoi fotografare l’intero albero addobbato, ma l’albero da solo potrebbe costituire un soggetto un po’ noioso.

Magari, usa un’inquadratura più ampia per includere i regali ai piedi dell’albero, la stanza addobbata, un caminetto acceso o qualche persona nelle vicinanze. L’albero può fungere da coprotagonista in una foto in cui inquadri ad esempio dei bambini, che a Natale sono un ottimo soggetto.

Una buona idea è fotografare le persone nell’atto di addobbare l’albero. In questo modo le tue foto raccontano una storia, non si limitano ad immortalare un oggetto.

Consigli tecnici per fotografare l’albero di Natale

Dal punto di vista tecnico, ci sono diverse cose da tenere a mente. Primo, fai in modo di spegnere la luce o di usare una sorgente di luce molto debole. Le luci che addobbano l’albero non possono competere con l’intensità della luce artificiale nella stanza.

In questo modo ti troverai a fotografare in condizioni di luce molto scarsa. Ecco come fare per affrontare questa situzione:

  • posiziona la fotocamera su un treppiede,
  • disattiva la stabilizzazione,
  • se possibile, imposta le luci in maniera che rimangano costantemente accese o che lampeggino molto frequentemente,
  • scegli la modalità a priorità di apertura (A o Av),
  • imposta la modalità di misurazione dell’esposizione matrix o valutativa,
  • imposta l’ISO minima,
  • scegli l’apertura più ampia che ti garantisca la profondità di campo che desideri (più dettagli in seguito),
  • usa lo scatto ritardato o un controllo remoto per scattare.

In questo modo, la fotocamera dovrebbe essere in grado di calcolare un’esposizione bilanciata in automatico. Ci possono essere però diverse eccezioni.

Innanzitutto, se non hai la possibilità di far rimanere accese le luci, il loro lampeggiamento potrebbe ingannare il calcolo automatico dell’esposizione. In secondo luogo, la fotocamera potrebbe tendere a sottoesporre per evitare di bruciare le luci.

In entrambi i casi, la soluzione migliore è ricorrere al modo manuale. Ciò significa che devi procedere come descritto sopra, ma in più devi regolare anche il tempo di posa.

Quindi fai così:

  • imposta tutto come sopra (a meno della modalità di scatto che sarà manuale e non a priorità di apertura),
  • regola il tempo di esposizione in maniera da ottenere un’esposizione bilanciata (come descritto nel tutorial sul modo manuale),
  • fai uno scatto,
  • verifica sullo schermo,
  • se la foto risulta sottoesposta, aumenta il tempo, altrimenti riducilo,
  • ripeti.

Ti potrebbe servire regolare il tempo di posa anche se l’esposizione risulta corretta. Infatti, se non puoi tenere le luci fisse, lampeggiando potrebbe spegnersi proprio nel momento in cui scatti. Per essere certo di avere tutte le luci accese nella foto, basta allungare il tempo di posa, in maniera che tutte si accendano almeno una volta intanto che l’otturatore è aperto.

Un tempo più lungo permetterà anche alle luci di essere più intense. Infatti, la luce emessa andrà a sommarsi sul sensore per tutto il tempo in cui l’otturatore rimane aperto.

Ovviamente, per le regole del triangolo dell’esposizione, se ti trovi ad aumentare troppo il tempo di posa, rischi di sovraesporre. In questo caso, la soluzione consiste nell’aumentare il valore dell’apertura.

Così, ovviamente, aumenti la profondità di campo e riduci lo sfocato. A questo punto dovrai fare una scelta, come spesso accade, tra esposizione e sfocato. Non c’è una regola specifica, ti conviene fare qualche tentativo e scegliere il risultato che preferisci.

Pensa ai dettagli

Spesso risultano più interessanti foto che, invece di riprendere l’intero albero, si focalizzano sui dettagli. In questo caso, quindi, prova a fotografare una singola luce o un piccolo insieme di luci. Oppure fotografa un addobbo e usa le luci solo come sfondo, sfocandole piacevolmente.

A questo scopo può tornarti utile un obiettivo macro, per andare molto vicino a soggetti piccoli. Un altro obiettivo interessante in questo caso è il 50 o il 35mm f1.8. Per una cifra accessibile puoi ottenere uno sfocato (bokeh) veramente godurioso.

Non solo sull’albero

Non è scritto da nessuna parte che le luci natalizie debbano per forza stare sull’albero. Certo, possono addobbare varie parti della tua casa, ma non è ciò a cui mi riferisco.

In generale, puoi prendere le luci natalizie e posizionarle dove vuoi e come vuoi, fotografando solo loro o usandole come “scenografia”.

Ad esempio, puoi aggrovigliarle in maniera più o meno ragionata, appoggiarle da qualche parte e creare una foto quasi astratta.

Oppure puoi allestirle come sfondo di un ritratto, per un risultato poetico.

O ancora puoi metterle addosso a qualcuno e ottenere un risultato un po’ inquietante.

Bokeh

Bokeh è un termine giapponese che spesso si usa per indicare lo sfocato. Le luci natalizie si prestano a creare uno sfocato sempre interessante.

Se vuoi usarle in questo modo, ti consiglio un articolo che avevo scritto a riguardo: Come ottenere bellissime luci sfocate.

Mosso creativo

Buttando a mare tutte le regole che hai imparato, fai a meno del treppiede e scatta a mano libera. Imposta un tempo di scatto lungo e agita la fotocamera mentre scatti.

Andando per tentativi in maniera ragionata puoi creare composizioni astratta coloratissime, da vero artista contemporaneo (come avevamo visto nell’articolo sui tempi di posa lunghi).

Conclusione

Questi sono i miei consigli, ora devi metterci la tua creatività per tirare fuori scatti memorabili.

E, visto che ci sei, una volta che avrai fotografato le tue luci, passa per il forum e condividi le nella sezione Critica foto. Troverai molti altri lettori pronti a dirti cosa ne pensano e ad aiutarti a migliorare.