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Apertura diaframma

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Capito il triangolo dell' esposizione e la profondità di campo , mi rimane il dubbio se la scelta, per esempio, di f5,6 oppure f11, rispettando i loro reciproci, possa influenzare sulla qualità dell'immagine.
 Massimo

quesito posto 26 Giugno 2012 in Tecnica fotografica da baldini.massi (2 punti)
   

2 Risposte

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Da quanto ne so, ci sono altri fattori che entrano in gioco nel risultato finale in base al diaframma scelto, al di là del discorso profondità di campo:

- l'effetto che il diaframma avrà sulle luci: con diaframmi chiusi tenderai a avere un effetto più "a stella" diciamo, coi contorni più definiti

- un obiettivo non ha lo stesso rendimento a ogni apertura, a alcune avrai più nitidezza che in altre. Solitamente alla massima apertura non avrai il massimo della nitidezza, poi ci sono vari miti su quale sia l'apertura con la maggior resa: chi dice uno step più chiuso rispetto all'apertura massima, chi dice sempre f8 e così via. Il mio suggerimento è provare l'obiettivo alle varie aperture e farti un'idea da solo, solitamente direi che potresti cercare fra f5.6 e f8, f11.

- a aperture molto chiuse, tipo f22 e così via si presenta anche il fenomeno della diffrazione, ovvero la luce attraversando un diaframma molto piccolo cambia l'angolo con cui si propaga causando una perdita di nitidezza (per spiegazioni più tecniche ti rimando a google però non essendo molto ferrato in fisica)
risposta inviata 26 Giugno 2012 da Davide Serafini (50 punti)
Io aggiungerei alla spiegazione che le lenti non sono superfici completamente verticali...anzi ad esempio i grandangoli hanno vetri curvi... e per pura fisica i raggi viaggiano più lentamente nella parte più esterna
Questa poca omogeneità si traduce in una diminuzione della nitidezza...quindi a rigor di logica dovresti scattare ad 1-2 stop di diaframma più chiuso.
Poi come già detto é possibile che diversi obbiettivi abbiano rendimenti diversi in base allo schema ottico e ai trattamenti che magari permettono di ottenere immagini più che accettabili a diaframmi molto aperti.
Poi ovviamente dipende dal tipo di fotografia...dal soggetto ecc, ad esempio non userei mai diframmi aperti su una foto paesaggistica...o tenderei a non usare diaframmi troppo chiusi su un ritratto.
Il mio consiglio é quello di studiarti il tipo di foto in precedenza e scegliere di conseguenza il diaframma, soppratutto se sei agli inizi e conviene provare un po di tutto...e non farti le pippe mentali da "pixel counter"
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Se parlando di qualità ti riferisci ad aspetti come la nitidezza, l'assenza di aberrazioni e di deformazioni, mi viene in mente che ogni obiettivo ha il suo sweet spot.

Ciò vuol dire che ogni obiettivo ha un valore di apertura per cui si ottiene la massima nitidezza. Solitamente questo è un po' più elevato del valore di massima apertura. Cercando su internet il nome dell'obiettivo seguito dalle parole sweet spot probabilmente trovi questo valore.

Ovviamente questa informazioni non serve a nulla se l'apertura corrispondente al sweet spot non ti garantisce la profondità di campo che desideri, in una particolare foto.
risposta inviata 27 Giugno 2012 da Alberto Cabas Vidani (421 punti)