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Fotografia notturna: come calcolare esposizioni mooolto lunghe

Se siamo abituati a scattare le nostre foto di giorno o comunque in luoghi debitamente illuminati, probabilmente non abbiamo mai usato tempi di esposizione più lenti di qualche secondo. Quando però ci cimentiamo nella fotografia notturna, la scarsa quantità di luce disponibile non è paragonabile con nessuna delle situazioni più “normali” in cui possiamo esserci trovati a fotografare. Ci troveremo infatti a dover usare tempi di posa pari a diversi secondi se non minuti.

Come abbiamo visto nell’articolo Guida alla fotografia notturna, un primo approccio per calcolare tempi di esposizione così lunghi è andare per tentativi. La misurazione dell’esposizione da parte della macchina fotografica potrebbe non essere precisa in situazioni così estreme, perciò, all’inizio, potrebbe essere un’idea provare con il tempo suggerito dalla macchina e, se questo non ci soddisfa, aumentare o diminuire di uno stop il tempo di posa, reiterando finché non otteniamo la foto che desideriamo.

City of the future

City of the future di BurgTender

Tempo di posa: 129s.

Ci accorgeremo presto però che in alcuni casi la macchina fotografica non sarà in grado di suggerirci un tempo di esposizione. Si tratta delle situazioni in cui la luce disponibile è estremamente scarsa, come ad esempio nel caso di un paesaggio notturno totalmente privo di illuminazione artificiale e senza la luce della luna. Condizioni simili possono comportare un tempo di esposizione superiore al massimo supportato dalla fotocamera. Come potete vedere provando ad abbassare il più possibile il tempo di esposizione nella modalità a priorità di tempi (indicata sulla Nikon del simbolo S e sulle Canon del simbolo Tv) 30 secondi è il valore minimo oltre il quale il tempo di esposizione non può essere impostato (potrebbe variare in base al modello). In questi casi, dovremo ricorrere alla modalità bulb.

Come usare la modalità bulb

Come già accennato nella Guida alla fotografia notturna, il funzionamento della modalità bulb è di semplice spiegazione: quando premiamo il pulsante di scatto l’otturatore si apre e rimane aperto fino a che non premiamo nuovamente il pulsante di scatto, oppure fino ad un tempo limite che in molti casi è pari a 30 minuti. Per attivare la modalità bulb dobbiamo mettere la macchina fotografica in modalità manuale ed abbassare il tempo di esposizione fino a raggiungere il valore massimo consentito (ad esempio 30 secondi). Lo scatto successivo sulla ghiera di regolazione ci porterà appunto nella modalità bulb. La parte difficile, ovviamente, consiste nel calcolare il corretto tempo di esposizione, in quanto saremo noi a dover chiudere l’otturatore quando questo tempo sarà trascorso. Esiste per fortuna una tecnica che permette di farci aiutare dalla macchina fotografica in questo calcolo.

Startrails_7_

Startrails_7_ di Aitor Escauriaza

Tempo di posa: 289s.

Come calcolare esposizioni più lunghe del tempo di esposizione massimo

Le lunghe esposizioni tipiche della fotografia notturna portano ad aumentare il rumore acquisito dal sensore. Perciò, come abbiamo visto nella Guida alla fotografia notturna, più che in altri casi è necessario usare il valore di ISO più basso possibile. Sappiamo però (come visto nell’articolo su triangolo dell’esposizione) che quando si abbassa l’ISO, per avere la stessa esposizione, è necessario aumentare il tempo di esposizione. Quindi, come avrete intuito, se vogliamo abbassare tempo di esposizione dobbiamo aumentare l’ISO. Sempre per le regole che governano il triangolo dell’esposizione, al fine di ottenere lo stesso risultato possiamo diminuire l’apertura. Mettendo insieme questi elementi, possiamo comprendere la tecnica che ci permette di calcolare esposizioni maggiori del tempo massimo consentito.

Innanzitutto, impostiamo l’apertura al più basso valore possibile. In questo modo, il sensore catturerà una maggiore quantità di luce. Se, impostando l’ISO al minimo e il tempo di esposizione suggerito supera i 30 secondi (o il valore massimo per la fotocamera in uso), la macchina fotografica non propone un tempo di esposizione preciso (spesso indica “Lo” invece che un tempo di esposizione). Allora applichiamo questa tecnica:

  1. impostiamo l’ISO al valore massimo possibile (potrebbe essere 3200)
  2. leggiamo e annotiamo il tempo di esposizione suggerito, che sarà probabilmente sceso sotto il valore massimo,
  3. riportiamo l’ISO al valore minimo (che in molte macchine e pari a 100),
  4. calcoliamo il numero di stop che separano il valore massimo e il valore minimo dell’ISO,
  5. aumentiamo dello stesso numero di stop il tempo di esposizione,
  6. mettiamo la fotocamera in modalità bulb,
  7. premiamo il pulsante di scatto,
  8. attendiamo il tempo calcolato al punto cinque e premiamo di nuovo pulsante di scatto per chiudere l’otturatore.

4min exposure, full moon

4min exposure, full moon di gadl

Tempo di posa: 4 minuti.

Questa tecnica funziona per merito del triangolo dell’esposizione. Se non avete letto l’articolo relativo vi consiglio di dargli un’occhiata. Il concetto fondamentale è che quando si diminuisce di un certo numero di stop uno degli elementi del triangolo dell’esposizione (apertura, tempo di esposizione e ISO), si può aumentare dello stesso numero di stop un altro degli elementi per ottenere la stessa esposizione. Nel nostro caso, misuriamo l’esposizione con un valore di ISO sufficientemente alto da visualizzare un tempo di esposizione. Poi, riportiamo indietro l’ISO sottraendo un certo numero di stop. Aumentando dello stesso numero di stop il tempo di esposizione, otterremo la medesima esposizione, avendo però minimizzato l’ISO e quindi ridotto al minimo rumore.

Ma come calcolo la differenza di stop?

Abbiamo parlato in dettaglio del concetto di stop sia nell’articolo sul tempo di posa, che nell’articolo sul ISO, che nell’articolo sull’apertura). Vi invito quindi ad andare a rileggerli per approfondire.

Per capire però come applicare la tecnica appena descritta, facciamo un esempio. Supponiamo che il valore minimo per l’ISO sulla nostra fotocamera sia pari a 100 e il valore massimo sia pari a 3200. Ad ogni stop l’ISO viene raddoppiata, quindi la differenza di stop tra 100 e 3200 è pari a cinque, seguendo questa scala: 100, 200, 400, 800, 1600, 3200. Scopriamo quindi che il tempo di esposizione calcolato con ISO pari a 3200 deve essere aumentato di cinque stop per ottenere la stessa esposizione con ISO pari a 100. Supponiamo che il tempo di esposizione a 3200 fosse di 15 secondi. Dobbiamo aumentarlo di cinque stop, ovvero moltiplicarlo per 2 cinque volte. La scala che otteniamo sarà quindi: 15, 30, 60, 120, 240, 480. Quindi, dovremo tenere l’otturatore aperto per otto minuti (480 secondi equivalgono ad otto minuti).

E se volessi una maggiore profondità di campo?

Finora abbiamo ragionato tenendo fissa l’apertura, ed in particolare tenendola al valore più basso possibile. Se avete letto l’articolo sull’apertura, sapete che un valore basso per l’apertura porta ad una minore profondità di campo e quindi ad una foto meno nitida. Se stiamo fotografando un paesaggio, probabilmente vogliamo che la porzione dell’inquadratura perfettamente a fuoco sia grande, perciò dobbiamo aumentare il valore dell’apertura. Per le regole derivanti dal triangolo dell’esposizione che abbiamo citato sopra, dovremo allora aumentare dello stesso numero di stop anche il tempo di posa, per mantenere costante l’esposizione.

Conclusione

Calcolare esposizioni che vanno oltre il valore massimo calcolato dalla fotocamera è abbastanza laborioso, anche se i singoli passi sono piuttosto semplici. Inoltre, siccome saremo noi a chiudere l’otturatore alla fine del tempo di esposizione calcolato, non saremo precisissimi. Probabilmente, soprattutto nei primi tempi, ci troveremo a ottenere foto con l’esposizione sbagliata per aver sbagliato il calcolo o per aver premuto troppo presto o troppo tardi il pulsante di scatto. Come sempre, però, una pratica metodica, in cui impareremo dai nostri errori, ci farà imparare velocemente e ridurre di molto il numero di foto scartate.

Spero che sia tutto chiaro. Se avete dei dubbi, se non mi sono spiegato bene ponete le vostre domande con un commento qui in basso.

Autore: Alberto Cabas Vidani


Alberto è il creatore di FotoComeFare e l'autore della maggior parte degli articoli. Fotoamatore appassionato, condivide le sue conoscenze in maniera da renderle il più possibile comprensibili a fotografi di qualsiasi livello.

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  • Alex

    bell'articolo, comunque volevo fare una precisione quando si scatta in modalità B o T con esposizione di svariati minuti uno sbaglio di 5,10 secondi non influisce su una errata esposizione.
    Ciao e buon lavoro

    • Alberto Cabas Vidani

      Grazie della precisazione, condivido totalmente.

    • Steppas

      sicuramente! ma se sbagli l'ultimo conteggio, tralasci metà del tempo di esposizione corretta, o sbaglio?

      • Alberto Cabas Vidani

        Quale intendi come ultimo conteggio?

  • Andrea

    Ciao, non ho capito questo passaggio "er le regole derivanti dal triangolo dell’esposizione che abbiamo citato sopra, dovremo allora aumentare dello stesso numero di stop anche il tempo di posa, per mantenere costante l’esposizione."

    cioè i 480 secondi vanno moltiplicati per 2 cinque volte di nuovo??

    • Alberto Cabas Vidani

      Hai ragione, il passaggio è ambiguo. Non intendo 5 volte di nuovo ma dello stesso numero di stop di cui abbiamo aumentato l'apertura. Per esempio, se avevi calcolato l'esposizione con apertura a f2.8 e vuoi portarla a f8 hai tre stop di differenza: f4, f5.6, f8. Quindi devi moltiplicare il tempo per 2 per tre volte.

      • salca

        su quest'argomento potevi spendere altre 2 righe…….comunque grazie !!!

        • http://www.fotocomefare.com Alberto Cabas Vidani

          Grazie a te, c’è qualche aspetto in particolare che vuoi approfondisca?
          Non so se hai visto, ma questo non è l’unico articolo che ho scritto sul tema: http://www.fotocomefare.com/tag/fotografia-nottur

          • salca

            ""Se stiamo fotografando un paesaggio, probabilmente vogliamo che la porzione dell’inquadratura perfettamente a fuoco sia grande, perciò dobbiamo aumentare il valore dell’apertura. Per le regole derivanti dal triangolo dell’esposizione che abbiamo citato sopra, dovremo allora aumentare dello stesso numero di stop anche il tempo di posa, per mantenere costante l’esposizione.""

            A questo passaggio integrerei un altro esempio come hai fatto per "Ma come calcolo la differenza di stop?"

      • Dany989

         Quindi se i 480 secondi citati nell’articolo fossero stati calcolati in base ad un’apertura di f2.8, e noi volessimo portarla a f8, aumentando di tre stop, dovremmo moltiplicare 480 per due, 960 per due e poi 1929 per due giusto?

        Comunque grazie mille per questo sito,è davvero tutto utilissimo e indispensabile per chi impara tramite internet!

        • Dany989

          1920 scusate

          • Alberto Cabas Vidani

            Esatto, moltiplichi 3 volte per 2. Poi, ovviamente, devi arrotondare per ad2guarti agli stop del tempo di posa.

  • Andrea

    Grazie!!!!

    • Alberto Cabas Vidani

      Di nulla

  • Lorenzo

    Per un principiante come me il tuo sito è oro e l’impegno da te prestato è davvero lodevole!!grazie!!

    • Alberto Cabas Vidani

      Di nulla, sono emozionato dalle tue parole. Grazie a te.

  • Mimmo

    Condivido pienamente con Lorenzo! Le tue spiegazioni sono semplici e dirette, un grandissimo aiuto per chi inizia a cimentarsi con il mondo della fotografia. Un grazie di cuore da parte mia e da tutti quelli che come me "principianti", con il tuo sito, riescono ad apprendere subito ciò che in pratica ci vorrebbero anni.

    • Alberto Cabas Vidani

      Io ringrazio te delle tue parole, invece. Spero di continuare ad essere all\’altezza.

  • Rinux

    <<un valore basso per l’apertura porta ad una minore profondità di campo e quindi ad una foto meno nitida.>>
    Qua hai detto una grossa… ti risparmio il termine perchè non è mia intenzione offendere nessuno; dimostrando di aver molto nebuloso il concetto di nitidezza di un'immagine. Che nulla la lega alla profondità di campo. Una foto nitida è caratterizzata da una alta definizione dei dettagli dipendente da una buona messa a fuoco nonchè da un'adeguata risoluzione dell'elemento sensibile della fotocamera, esaltata – ovviamente – da un'ottica di grande qualità.
    Il tutto circoscritto alla parte dell'immagine a fuoco. Il resto – magari volutamente sfuocato – dell'immagine stessa non può in nessun modo concorrere alla maggiore o minore nitidezza della (intera) immagine.

    • Alberto Cabas Vidani

      Ti trovo un po' controcorrente. Dappertutto, quando si parla di "come ottenere foto nitide", il consiglio è quello di usare valori alti dell'apertura per influire sulla profondità di campo.
      Questo perchè si collega la nitidezza della foto alla porzione perfettamente a fuoco e come sai la profondità di campo determina la porzione di foto a fuoco.

      • salca

        dai Rinux sei ridicolo…..vai a fare il professore su altri forum

  • claudio battaglia

    Caro Rinux,

    mettici per cortesia il LINK al tuo sito, cosi almeno potremo imparare anche dai tuoi articoli che senz'altreo saranno molto professionali.

    grazie

    ciao

  • salca

    ma come faccio a calcolare il numero di stop che separano il valore massimo e il valore minimo dell’ISO, se la mia macchine non ha iso di questo tipo: 100, 200, 400, 800, 1600, 3200 …ma di questo tipo: 100, 125, 160,200,250,320,400,500,640,800,1000,1250,1600,2000,2500,3200,400,5000,6400?????

    • http://www.fotocomefare.com Alberto Cabas Vidani

      Non esistono 2 tipi di stop. Quelli che vedi tu sono gli stop interi più i terzi di stop che sono visualizzati su molte fotocamere. Infatti, tra 100 e 200 hai 125 e 160, tra 800 e 1600 hai 1000 e 1250.
      Gli stop interi rimangono quelli che hai citato tu all’inizio. Puoi trascurare i terzi di stop, oppure se li consideri devi considerarli anche per il tempo di esposizione e l’apertura.
      Ne avevo parlato qui http://www.fotocomefare.com/apertura-diaframmi-tu….

      • salca

        ho capito! molto chiaro! Grazie

        • http://www.fotocomefare.com Alberto Cabas Vidani

          Di nulla.

  • giacomo

    Ciao! Grazie mille per i tuoi articoli! Ma con le Lomo?! Come posso calcolare se la mia macchina (ovviamente) non mi suggerisce alcun tipo di dato? Devo per forza munirmi di un esposimetro?
    Grazie
    Giacomo

    • Alberto Cabas Vidani

      Eh, purtroppo ti sei risposto da solo. Ovviamente senza automatismi e misurazioni nella fotocamera, devi arrangiarti in altri modi.

  • Mtt_sold

    Ciao, vorrei chiederti una spiegazione riguardo le foto in notturna..Come ho già scritto in un altro commento ad un altro articolo, sono alle prime armi e mi sto dilettando ad usare solo la modalità manuale da quando ho preso la reflex..La mia domanda è questa: ho provato a fare delle foto in notturna e le fonti di luce (luna, lampioni etc.) sono sempre venute “a stella” per intenderci, come avessero dei raggi..Non riesco a capire che cosa ho sbagliato e volevo chiederti appunto un consiglio..Ti ringrazio per la disponibilità!

    • Alberto Cabas Vidani

      Non è un errore, di solito è un effetto cercato.
      Le luci a stella si ottengono usando aperture più chiuse, se non le vuoi, apri di più.

      2012/8/30 Disqus

  • luca

    ciao alberto,mi aggiungo agl altri facendoti i complimenti per l’accuratezza e la semplicità con cui spieghi e aiuti i principianti e non a capire i meccanismi della fotografia… io ti chiederei un grosso favore.. notando che non ne parli… accorgimenti,modalità,segreti,e impostazioni manuali per il time-lapse…
    e’ una pratica che va sempre piu di moda…credo che molti troverebbero utilissima una tua pagina su questa tecnica… a presto!

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