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Quest’estate proteggi la fotocamera dalle intemperie!

Ora ti racconterò una storia. La scorsa estate, ero in vacanza in Sicilia e, ovviamente, avevo portato con me la fotocamera, con tre obiettivi (18-55mm, 35mm, 70-300mm).

Avevo letto già da molteplici fonti, ad esempio da Il libro della fotografia digitale di Scott Kelby, che, quando ci si trova all’aperto, è meglio evitare di cambiare obiettivo. Qualora questo sia inevitabile, meglio almeno cercare di tenere il foro dell’obiettivo rivolto verso il basso. Infatti, il rischio di far entrare polvere o, ancor peggio, sabbia, dentro il corpo macchina diventa molto elevato. I granelli di polvere e sabbia, se si depositano sul sensore, compaiono nelle foto. Quelli di sabbia possono graffiare sensore e lenti.

Lungo tutta la vacanza, stetti molto attento a seguire questi consigli. Raramente cambiai l’obiettivo mentre mi trovavo all’aperto e comunque evitai di farlo in situazioni pericolose, ad esempio in ambienti molto polverosi.

Un giorno però mi trovavo in spiaggia e c’era un forte vento. Dopo aver scattato qualche foto con il 18-55, volli mettere alla prova il Sigma 70-300mm f4-5,6. Quindi, mi chiusi in auto (sudando come una spugna) sostituii l’obiettivo e tornai in spiaggia per fotografare.

La sfortuna volle che in quel giorno ci fosse un vento veramente forte, che a tratti non permetteva di stare in piedi. Le folate più violente sollevavano inoltre molta sabbia. Ignaro del pericolo, cominciai a scattare qualche foto.

Dopo qualche minuto, sollevando la fotocamera verso il cielo notai dei puntini scuri, molto evidenti contro lo sfondo chiaro. Pulii la lente frontale dell’obiettivo, alzai nuovamente la fotocamera verso il cielo e i puntini erano ancora al loro posto. Qualche minuto dopo, il numero dei puntini era persino aumentato. Cosa sta succedendo?

Nonostante non avessi tolto l’obiettivo all’aperto, il vento era così forte che la sabbia si stava infiltrando nella sottile fessura tra l’obiettivo il corpo macchina. Nulla di irreparabile, ma al ritorno dovetti ripulire un sacco di foto dalle macchioline scure.

Come evitare questi problemi?

Le fotocamere professionali, tra i pregi le che rendono così costose, hanno una maggiore resistenza alle condizioni climatiche avverse (in inglese si dice che sono weather proof, a prova di clima). Le fotocamere che invece possiamo permetterci noi poveri mortali, sono meno “corazzate”. Perciò, la mia povera D3000, nulla poté contro quella tempesta di sabbia.

L’unico modo che avrei avuto per evitare che la sabbia entrasse nella fotocamera era quello di non fotografare. Infatti, non appena mi accorsi del problema, riposi la fotocamera per limitare i danni. Se pensi di portare la tua reflex in viaggio, attento a condizioni particolarmente estreme, per evitare problemi come quello che ho avuto io o persino più grossi, in certi casi meglio lasciare la fotocamera nello zaino.

Al di là di condizioni così estreme, è sempre una buona idea avere con te un panno con cui pulire l’esterno della fotocamera, a fine giornata oppure ogni volta che serve. Anche lo sporco che si accumula sulla superficie esterna, infatti, può entrare nel corpo macchina, ad esempio durante il cambio di un obiettivo. Inoltre, anche se non pensi di cambiare obiettivo perché ne hai uno solo con te, a lungo andare lo sporco accumulato sulla fotocamera potrebbe comunque passare attraverso le giunture, come è successo a me. Quindi, meglio tenere sempre pulita la superficie esterna di obiettivi e corpo macchina.

Esiste anche un tipo di sporco un po’ meno aggressivo, ovvero le macchie che si formano sulla lente frontale dell’obiettivo. Per pulire queste, porta con te un panno in microfibra per la pulizia delle lenti, se ne trovano a prezzi molto convenienti. Attenzione a non usare panni non appropriati, potresti graffiare irrimediabilmente la lente. Inoltre, allo stesso scopo esiste anche un’apposita penna, che da un lato ha morbidissime setole per spazzolare, dall’altro un tessuto speciale per rimuovere le macchie più ostinate.

Un altro accessorio veramente economico è l’air blower. Si tratta di una pompetta da usare per soffiare via la polvere più grossa dall’interno del corpo macchina. Soffiando all’interno del corpo macchina, possibilmente rivolto verso il basso, si possono rimuovere i granelli che rischiano di finire sul sensore.

Altri rischi

I viaggi possono essere veramente stressanti per le nostre reflex. Oltre a sabbia e polvere devi guardarti da un paio di altri grossi rischi.

Innanzitutto, le botte. Quando ti sposti con la telecamera al collo, potresti farla sbattere contro superfici rigide. La parte più esposta a questo rischio è l’obiettivo. Il consiglio di Scott Kelby nel suo libro della fotografia digitale, è quello di lasciare sempre montato il paraluce, anche se pensi non serve. Sarà lui ad assorbire i colpi e a proteggere così l’obiettivo.

In secondo luogo, le cadute. In viaggio, mille motivi possono portarci a distrarci e a far cadere la fotocamera. Se possibile, tienila sempre al collo, magari con una cinghia più resistente di quella fornita di base. Altrimenti, avvolgi almeno la cinghia attorno al polso, in maniera che non scivoli.

Alcuni fotografi, per limitare ancora di più i rischi, proteggono la lente frontale dell’obiettivo con un filtro UV. Questo non altera le foto, ma funge da scudo contro le botte e le cadute, di cui la lente frontale è la prima vittima. Se ne compri uno, attento a scegliere quello con il diametro giusto. Puoi scoprirlo leggendo le scritte sull’obiettivo.

Come finisce la storia?

Purtroppo, la storia della mia vacanza in Sicilia finisce con una visita ad un centro specializzato per la pulizia del sensore. Molta sporcizia era entrata nel corpo macchina ed in particolare si era depositata sul sensore. Essendo una procedura molto delicata, preferii portarla da una persona con l’attrezzatura giusta. Ad un prezzo molto economico, il problema fu risolto.

Nonostante fossi già istruito, non ha saputo evitare che il sensore della mia fotocamera si sporcasse. Nel tuo prossimo viaggio, per non ripetere il mio errore, metti quindi in pratica questi consigli:

  • non cambiare mai l’obiettivo all’aperto,
  • se proprio devi farlo, evita i luoghi molto polverosi,
  • pulisci la fotocamera almeno una volta al giorno e in tutte le occasioni in cui si sporca eccessivamente,
  • “spolvera” l’interno del corpo macchina con un air blower,
  • quando le condizioni climatiche sono troppo avverse, ad esempio quando c’è troppo vento o troppa pioggia, evita di usare la fotocamera.

Mettendo in pratica questi suggerimenti, renderai minimo il rischio di sporcare le foto e di dover sprecare tempo e denaro per pulire la fotocamera da un professionista.

Autore: Alberto Cabas Vidani


Alberto è il creatore di FotoComeFare e l'autore della maggior parte degli articoli. Fotoamatore appassionato, condivide le sue conoscenze in maniera da renderle il più possibile comprensibili a fotografi di qualsiasi livello.

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  • roberto

    Io consiglierei invece:

    - cambia l'obiettivo ogni qual volta devi, ma con le opportune precauzioni, senza troppi problemi;
    - usa l'air blower solo se noti macchie nelle foto, altrimenti rischi di peggiorare la situazione (far entrare ancora più polvere);
    - usa un buon filtro uv sempre montato sull'obiettivo;
    - fotografa sempre ed in ogni condizioni climatiche (quelle estreme danno foto memorabili), con la dovuta cautela.

    Con la spesa di 2 euro, si possono comprare i sacchetti da frigo, quelli per congelare gli alimenti.
    Sono eccezionali per isolare macchina e obiettivo da qualsiasi sostanza nociva, polvere sabbia o acqua.
    Basta un elastico legato alla lente dell'obiettivo, e un filtro uv, e qualsiasi apparecchio può tranquillamente funzionare anche in una tempesta di sabbia o durante un'acquazzone….

    • Alberto Cabas Vidani

      Ma quindi intendi insacchettare la macchina, lasciando scoperta solo la lente frontale?
      Hai usato spesso questo metodo?

      • roberto

        Proprio così.
        insacchetti la macchina, in modo che l'apertura del sacchetto sia dalla parte della lente frontale, applichi il paraluce dell'obiettivo, se ne sei provvisto, e con un elastico chiudi il sacchetto sulla parte finale dell'obiettivo.
        Devi solo stare attento, se scatti con la messa a fuoco manuale, a non ostruire la parte dell'obiettivo interessata.
        Se non dovessi vedere bene per colpa della plastica che copre il mirino, o usa il live view o fai un piccolissimo foro di fronte al mirino, e tutti i problemi sono risolti.

        • Alberto Cabas Vidani

          Ok, capito.
          Ma non dà fastidio per la ghiera dello zoom?

  • Carmine

    io direi invece di munirsi di un obbiettivo tutto fare x evitare di doverlo cambiare…ad esempio il 18-200 della canon per la mia 40D…cmq ottimo articolo…

    • Alberto Cabas Vidani

      E\’ assolutamente un ottima soluzione, effettivamente avevo parlato dei tuttofare (qui http://www.fotocomefare.com/scegliere-obiettivi-t… e poi non mi è venuto in mente di citarli nell\’articolo.
      Attenzione però che rimane il problema di quando la polvere o l\’acqua entrano dalle fessure, come è successo a me.

      • Carmine

        si avevo letto l'articolo…l'unica soluzione è fare veramente attenzione….è vero anche che le foto che ne possono uscire da una condizione atmosferica non ordinaria come una tempesta di sabbia o un'acquazzone possono essere eccezionali, ma a meno che non trovo il modo per proteggere la mia reflex non la tirerò mai fuori dalla borsa in una condizione simile…

    • Matteo

      Scusa, quanto hai pagato il 18-200?

    • Alessandro

      Lo zoom 18-200 l'ho avuto (quello nikon) è deceduto durante un viaggio in thailandia volando in un giume insieme al sottoscritto. Sembra la soluzione geniale, ma non lo è. Gli zoom che si estendono durante la zoomata sono dei veri e propri meccanismi succhiapolvere. Sono in pratica delle pompe. In più la polvere che si deposita sulla parte estesa entra inevitabilmente nello zoom e nella fotocamera quando l'obiettivo si accorcia.

  • Alessandro

    Soluzioni? Usare zoom tropicalizzati o IF e che non si estendano durante la zoomata. Altra precauzione, fare una foto per la mappatura della polvere ad ogni sessione di scatti (in postproduzione programmi come capture nx avendo una mappatura la rimuovono in automatico dai file), se si mappa la polvere evitare poi la pulizia automatica del sensore che sposta la polvere da una parte all'altra. Fate tutte le foto che volete anche perchè potrebbe non ricapitare mai l'occasione e poi fate pulire il sensore.

    • http://www.fotocomefare.com Alberto Cabas Vidani

      Grazie, consigli molto avanzati. Avevo letto in effetti dell’effeto “risucchio” degli zoom che si estendono. In situazioni polverose la situazione si aggrava parecchio.

  • Maria

    Ciao Alberto volevo farti una domanda riguardo i filtri UV.
    Vorrei comperare il kit hoya per la mia fotocamera in ‘primis’ per il filtro ND8 , all’interno del kit c’è anche il filtro polarizzatore ( ho già letto il tutorial su questo e potrebbe venir utile averlo) oltre a questi 2 vi è poi il filtro UV, potresti dirmi se  oltre all’effetto protettivo  puo’ essere utile anche in altre occasioni ?Grazie infinite come sempre.Maria.

    • Alberto Cabas Vidani

      Ciao, tutto quello che so sul filtro UV è che l’effetto sulle foto, se c’è, è impercettibile. Solitamente lo consigliano in primis per proteggere il vetro dalle botte.

  • http://twitter.com/MattiaMB Mattia Bortolamai

    Ottimo articolo. Sono in procinto di partire per il mar rosso e l’idea del sacchetto è geniale :)

    • Alberto Cabas Vidani

      Perfetto :-)

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