Nella composizione fotografica il meno è più

Nella composizione fotografica il meno è più

I fotografi principianti (ma non solo loro) soffrono spesso di una specie di avidità: tendono a cercare di spingere la maggior quantità possibile di cose dentro l’inquadratura. Quante volte ci è capitato di fermarci davanti ad una scena che forniva un bel colpo d’occhio, portare la fotocamera all’occhio, ridurre lo zoom quanto bastava e scattare? E quante delle foto scattate in questo modo sono poi state in grado di suscitare in noi la stessa emozione, la stessa curiosità che ci avevano colti dal vivo?

Per me è stata una situazione piuttosto comune, e in certi casi lo è ancora. Il problema principale è che i nostri occhi e il nostro cervello sono molto più sofisticati del sensore e dei circuiti della fotocamera. Innanzitutto siamo dotati di una visuale stereoscopica (tridimensionale), mentre le foto sono bidimensionali.

In secondo luogo, dal vivo percepiamo molti più aspetti di una scena rispetto a quelli che sono colti da una foto: il movimento, gli odori, i cambiamenti di illuminazione. Complessivamente, riusciamo a focalizzare la nostra attenzione sugli elementi più interessanti, più belli, escludendo quelli che invece “rovinano” la scena. Quando la stessa scena è riprodotta in una foto, questo non succede: il nostro occhio ed il nostro cervello devono essere aiutati a focalizzarsi sugli elementi importanti.

Sottraendo si aggiunge alla foto

Aiutare chi osserva la foto a concentrarsi sugli elementi più significativi vuol dire rendere
la foto più efficace, più capace di veicolare il proprio messaggio. Abbiamo visto per esempio come si possono usare le linee diagonali o le cornici per fare ciò. Uno dei modi migliori è ridurre il numero di elementi che si trovano all’interno di una foto.

Convincersene è difficile, soprattutto agli inizi. Bisogna fare uno sforzo di fiducia e provare a scattare molte foto riducendo gli elementi contenuti. Solo dopo molti scatti eseguiti con questo approccio, ci accorgeremo del miglioramento.

Questo concetto si avvicina a quelli trattati in altri articoli. Per esempio abbiamo visto come spesso sia meglio semplificare gli sfondi, per dare più attenzione alla soggetto principale. Anche scattando foto più da vicino, si riduce la quantità di oggetti e persone inclusi nell’inquadratura.

Come comporre foto più semplici

Ci sono molti modi di ridurre il numero di elementi nell’inquadratura e quindi di semplificare la composizione. Eccone alcuni.

Innanzitutto, possiamo cambiare il punto di vista (come abbiamo visto anche nell’articolo La ricetta per foto di impatto? Tutti giù per terra!). Ad esempio, puntando verso il cielo avremo uno sfondo più libero o ruotando su noi stessi muoveremo qualche fonte di distrazione fuori dall’inquadratura.

Possiamo anche avvicinarci al soggetto, come abbiamo già accennato nell’articolo sui vantaggi delle foto ravvicinate. In questo modo, il soggetto riempirà una maggior parte dell’inquadratura e quindi un minor numero di altre cose potrà entrarci.

Possiamo ridurre la profondità di campo, aumentando la porzione di immagine sfocata. Per farlo, riduciamo il valore dell’apertura, oppure aumentiamo la lunghezza focale, o ancora avviciniamoci al soggetto, compatibilmente con quello che vogliamo vedere nella nostra foto.

Talvolta, fortunatamente, è anche possibile spostare il soggetto, in particolare se si tratta di una persona, di un oggetto di piccole dimensioni o anche di un animale.

In generale, è evidente che prima di scattare è necessario percorrere attentamente con l’occhio tutta l’inquadratura, valutare ogni singolo elemento contenuto e chiedersi: questo elemento aggiunge o sottrae efficacia la foto? Comunica qualcosa di utile o distrae l’osservatore? Ogni elemento disturbante andrà eliminato usando uno dei metodi elencati qui sopra. Chi possiede una fotocamera dotata di LiveView, è particolarmente fortunato, in quanto può usare l’anteprima della profondità di campo per valutare se lo sfocato lo aiuta a semplificare la composizione, prima di scattare. Altrimenti, è necessario fare uno scatto di prova ed eventualmente ripeterlo cambiando impostazioni.

Non è sempre vero

Just one from all the gems

Una foto paesaggistica, ma comunque molto semplice.

Just one from all the gems di © Ahmed Amir

Ho trovato sorprendente quanto spesso sia vero che una composizione più semplice è più efficace. Nonostante ciò, sono molti anche i casi in cui la composizione deve includere molte cose. Ad esempio, nella fotografia di paesaggio, sia per quanto riguarda paesaggi naturali che quelli cittadini. In questi casi, la bellezza della foto spesso è data anche dalla ricchezza dei suoi contenuti. Anche molte foto di viaggio, scattate in paesi esotici che ritraggono mercati colorati e chiassosi, sono efficaci proprio perché molto affollate.

Quindi, è necessario sempre fotografare “cum granu salis” e non applicare ciecamente determinate regole, anche se in molti casi sono efficaci.

Come imparare

Come tutte le altre regole, tecniche e consigli riguardanti la composizione, è necessario fare un po’ di pratica per imparare a semplificare la composizione. Un buon modo di farlo è usare un approccio simile a quello che abbiamo visto nell’esercizio in cui ci costringevamo a fotografare sempre lo stesso soggetto alla stessa lunghezza focale.

Infatti, provate, la prossima volta che uscite a fotografare, a costringervi a fare solo foto con una composizione semplificata, che includano pochi elementi nell’inquadratura. Cercate di cogliere singoli oggetti o parti di oggetti, o persone, che costituiscono il punto interesse principale di una foto ed immortalateli evitando il più possibile di includere altro dell’inquadratura.

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Autore: Alberto Cabas Vidani

Ho fondato FotoComeFare nel 2010 per divulgare la fotografia digitale. Ho fatto in modo che gli articoli su questo sito riuscissero sempre a insegnare o ispirare, usando un linguaggio comprensibile a chiunque. Ora FotoComeFare è uno dei siti più visitati (se non il più visitato) tra quelli che insegnano la fotografia in Italia. Da un blog con un solo autore (me stesso), è diventato un sito con un'intera redazione. Spero di poter continuare su questa strada e di continuare ad aiutarti a comunicare con le migliori foto possibili.

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