La fotografia è un arte, siamo tutti d’accordo spero. Però, include una componente tecnica non indifferente. Così, il consueto scontro tra arte e tecnica nella fotografia digitale si ripresenta spesso e violentemente.

Sono sicuro che anche tu avrai amici che sanno a memoria i cataloghi delle fotocamere e degli obiettivi e che sono pronti a giudicare la superiorità di una tecnica su un’altra. Nelle loro foto nulla è mai lasciato al caso.

Sull’altro versante, un gruppo molto più sparuto è composto dagli artisti più puri. Per loro vale solo l’espressione di sé, qualsiasi regola o irrigidimento li imprigionerebbe. Loro devono solo puntare e scattare, non esiste che studino qualche manuale.

La verità è che le due devono coesistere, non contrapporsi, ma quanta tecnica e quanta arte ci devono essere nelle tue foto?

Dove nasce il problema

Il problema è che molte persone tendono ad estremizzare, a voler vedere tutto o bianco o nero. Ciò rende le cose più facili, in ogni campo.

Ma gli estremismi sono sempre sbagliati, nella vita e in fotografia. Prediligere la tecnica all’arte o una tecnica ad un’altra, o esigere che ogni foto risponda ad un insieme preciso di regole, fa perdere completamente l’aspetto artistico ed espressivo. E rende anche impossibile l’innovazione, se si è costretti a muoversi all’interno di binari prefissati da qualcuno che è venuto prima.

D’altra parte, credere alla superiorità di un’arte quasi anarchica, senza tecniche né regole, senza dover conoscere il mezzo (fotocamera, obiettivi, flash, ecc…) vuol dire affidarsi in una certa misura al caso.

La tecnica è un’ammaliante sirena

Per molti fotografi, non solo principianti, è decisamente facile cadere tra le braccia della fede nella tecnica. Essa ha il vantaggio di lasciare poche incertezze e di dare soddisfazioni piuttosto immediate.

Leggi libri e tutorial, scandagli il web, studi diligentemente e ti trovi a sapere esattamente quali testi pigiare, quali angolazioni scegliere, quali direzioni dare. Ogni foto diventa così una lista di istruzioni da eseguire, una ricetta garantita per il successo.

Infatti, una foto tecnicamente corretta è corretta oggettivamente. Se l’esposizione è corretta, la messa a fuoco è giusta, i colori non presentano dominanti, magari è rispettata qualche regola base di composizione, nessuno potrà obiettare.

Inoltre, sapere tante cose, conoscere tutte le caratteristiche dell’equipaggiamento, conoscere le tecniche, conoscere le regole, dà una soddisfazione immediata. È qualcosa che puoi sciorinare in qualsiasi conversazione con altri poveri fotografi.

Sapere tutto sulle fotocamere e sulle tecniche fotografiche non vuol dire però fare belle foto. Anche quando fai foto che ad un inesperto potrebbero sembrare belle, ad un occhio esigente potrebbero sembrare sterili, mere esecuzioni e non creazioni.

L’indeterminatezza dell’arte

Quando una foto diventa più artistica, più un’espressione di te, ti mette a disagio farla vedere a qualcuno. La bellezza nell’arte è soggettiva, qualcuno potrebbe amare i tuoi lavori, qualcun altro potrebbe disprezzarli totalmente.

Ciò crea grande insicurezza e quindi molti preferiscono tenersene lontani. Meglio limitarsi a conoscere l’attrezzatura ed eseguire le tecniche.

Inoltre, “l’artisticità” di una foto non è misurabile. Posso dire che c’è un po’ di micromosso in uno scatto, ma non che un sentimento è espresso più o meno bene. Posso affermarlo, ma devo riconoscere che è soggettivo.

Inoltre, se in pochi mesi, studiando assiduamente, puoi memorizzare tonnellate di informazioni sugli aspetti tecnici della fotografia, diventare un fotografo artistico e creativo richiede un processo di maturazione interiore richiede più tempo e maggiore partecipazione.

Allora chi vince?

Nessuno vince, la risposta invece è la seguente.

In una disciplina come la fotografia, la tecnica è fondamentale, ma deve essere accompagnato da uno sforzo artistico e creativo. La tecnica viene prima in ordine cronologico, l’arte viene prima in ordine di priorità.

Quindi, prima di tutto devi sapere usare gli strumenti: devi conoscere la tua fotocamera dentro e fuori, sapere quali pulsanti pigiare, conoscere i suoi limiti tecnici e i suoi punti di forza. Lo stesso vale per obiettivi, flash e altri strumenti, a seconda del tipo di fotografia che pratichi.

Poi devi studiare la tecnica: leggi libri, siti e frequenta corsi che ti insegnino la composizione, l’uso della luce naturale e artificiale, l’uso dei colori, i vari generi fotografici. Sii uno studente diligente e poi metti in pratica per un tempo ragionevole tutto ciò che hai imparato, fino a che non ti destreggi in maniera soddisfacente.

A questo punto saprai fare foto corrette, saprai eseguire uno scatto in un certo modo se te lo chiedono, farai anche qualche foto molto bella.

Le conoscenze tecniche sono fondamentali in qualsiasi disciplina, pensa ad un pittore che non sa come si combinano i colori, o i vari tipi di pennellate. O ad un musicista che non conosce le note, le scale e gli accordi.

Da qui avrai una base solidissima per cominciare a metterci del tuo, ad essere artistico, ad essere creativo. Potrai cominciare a rompere le regole, ora che le conosci e le sai usare. Impara a conoscere i lavori di altri autori e scopri quali risuonano di più con la tua sensibilità.

Prova ad imitarli e grazie a questo a capire come tu senti e vedi il mondo, i tuoi soggetti. Difficilmente troverai libri che ti guidino passo passo in questa fase. Più facilmente potresti trovare un mentore che ti trasmetta la sua sensibilità. Potrebbe anche bastare solamente leggere di lui (o di lei) per assimilarne i valori.

Arrivato a questo punto, potresti anche dimenticarti qualche aspetto tecnico. Non dimenticare però di aggiornarti di quando in quando. Qualche nuova tecnica ogni tanto può darti un nuovo strumento che stimoli la tua creatività.

Una parola sui puritani

Parlando di estremismi, non posso non menzionare i vari puritani della fotografia quelli che, ad esempio:

  • io uso solo la messa a fuoco manuale,
  • io uso solo l’esposizione manuale,
  • un paesaggio senza treppiede è sempre sbagliato,
  • la pellicola era meglio,
  • l’HDR fa schifo,
  • questa foto non è nitida,

Cerca di non assumere mai una posizione del genere. Ci sono foto che hanno fatto la storia (senza immortalare un evento storico) e che violano tutti i comandamenti della fotografia.

Ogni contrapposizione su assunti di questo tipo non ha senso, non c’è mai (tranne per i problemi più basilari) una risposta univoca. Impara a temere e rifuggire l’istinto di appartenenza che ti vuole far aderire ad uno o all’altro partito di puritani.