Via dal divano: le armi per combattere la pigrizia e non smettere di fare foto

Via dal divano: le armi per combattere la pigrizia e non smettere di fare foto

Con l’inizio dell’anno, sul forum di FotoComeFare ci sono stati alcuni interessanti scambi su un argomento filosofico/psicologico, una lotta interiore che tutti ci troviamo spesso ad affrontare (li trovi qui e qui). Parlo della pigrizia che spesso ci porta a non fotografare, quando in realtà lo vorremmo fare e sappiamo di averne bisogno e che ci dà piacere.

Puoi dare la colpa al divano, alla tv, all’X-box, alla stanchezza, alla famiglia. Ma, se rifletti, molte volte dipende principalmente da te, da quanto la tua motivazione è forte.

Spessissimo, tranne in situazioni veramente catastrofiche, se desideri veramente fare qualcosa, fai in modo di riuscirci. Ti richiederà sforzo e organizzazione, magari infastidirai qualcuno, ma alla fine lo farai e le conseguenze saranno positive. Ciò si applica anche alla fotografia, ovviamente.

Ecco allora che in questo post voglio parlarti di come rimanere motivato in fotografia, avvalendomi anche di numerose letture che ho fatto sui lavori creativi.

Non fare la lucertola

La scienza ha scoperto nel tempo che il nostro cervello ha una parte chiamata in inglese lizard brain (letteralmente “cervello lucertola”), che ha un ruolo molto importante nel non farci intraprendere le cose più creative e avventurose. È una parte molto antica, che era presente anche noi nostri antenati preistorici, dobbiamo imparare a riconoscere la sua influenza e adeguatamente scartarla.

Il lizard brain, in soldoni, ha il principale scopo di farci sopravvivere e stare al sicuro. Si tratta di qualcosa comune anche agli altri animali. Nell’uomo primitivo era ciò che gli permetteva di non farsi uccidere dai predatori e di evitare altre situazioni rischiose.

Al giorno d’oggi, non siamo più minacciati da predatori mortali, ma questa parte del cervello è ancora viva e vegeta e interpreta altri aspetti della nostra vita come minacce. Non si tratta però di minacce alla nostra vita, ma spesso sono minacce al quieto vivere, al comfort, alla tranquillità. Talvolta si tratta semplicemente del rischio di fare brutta figura.

Chi vive di creatività (sempre più persone al giorno d’oggi), ma anche chi ha un hobby creativo in cui si impegna, conosce benissimo questa sensazione: perché dovrei alzarmi presto per fotografare tramonti eccezionali? Perché dovrei chiedere ad un estraneo affascinante il permesso di fotografarlo per strada? Perché devo uscire con il freddo? Perché devo fare queste foto per un amico se poi magari non gli piacciono neanche?

Nel 99% dei casi i ragionamenti perfetti che facciamo per evitare di fotografare, sono razionalizzazioni di istinti animali (paure) che non hanno niente a che vedere con ciò che è realmente giusto fare.

Se la tua fotografia è un hobby che prendi seriamente e trai piacere dal fare foto sempre migliori, sai bene che la cosa migliore per te è continuare a fotografare, il più spesso possibile. Questa deve essere la tua priorità.

Se la fotografia è il tuo lavoro, o vuoi che lo diventi, fotografare con costanza è un requisito non sindacabile.

Il lizard brain spesso ti farà desistere semplicemente per la paura di fallire, di rimanere deluso o di ricevere critiche negative. Ma anche la paura di avere successo si mette frequentemente in mezzo. Quando diventi bravo, hai un nuovo livello sotto cui non puoi scendere, hai più occhi che ti guardano, aspettative maggiori da parte degli alti, non hai più scuse per non riuscire.

Sapere queste cose e imporsi di agire è necessario, ma non è sufficiente. Per assicurarti di riuscire a trovare la giusta motivazione, devi trovare dei sistemi, delle buone pratiche da ripetere con costanza per allenarti a non desistere mai.

Ecco qui sotto diversi suggerimenti. Se li metti in pratica ripetutamente, una qualsiasi combinazione, porteranno sicuramente dei cambiamenti.

Iscriviti ad un foto club (o a qualche altro gruppo)

La motivazione esterna può essere molto più forte di quella interna. Quindi una buona idea è quella di trovare un paio di amici o un vero e proprio club con cui organizzare delle uscite fotografiche.

Una volta che l’uscita è programmata e hai preso l’impegno, sarebbe increscioso non partecipare.

Se proprio non c’è nessuno con cui puoi organizzarti, o altre condizioni te lo impediscono, allora anche una community online ti può bastare. Primo, il feedback degli altri può fungere comunque da stimolo. Secondo, molte community organizzano sfide fotografiche a cadenza regolare.

Oltre agli appuntamenti da rispettare, partecipare ad un gruppo ti darà motivazione anche grazie alle utili critiche e allo stimolo che deriva dallo scambio diretto con altre persone.

Comincia un progetto 365 (o 52, o altro…)

Puoi anche prendere un impegno con te stesso, qualcosa che ti faccia crescere artisticamente e che abbia delle caratteristiche stringenti che ti “forzino” a fotografare.

Questo impegno può prendere la forma di un progetto fotografico. In particolare, funzionano molto bene i progetti 365 e 52, in cui devi scattare e condividere una foto al giorno o alla settimana, rispettivamente.

Ovviamente, la foto deve essere la migliore che puoi fare, non basta uno scatto casuale. Non puoi nemmeno recuperare foto vecchie, a meno che il tuo progetto non sia sulla post-produzione.

È anche fondamentale condividere le foto. Una volta partito, ti sentirai in dovere di continuare perché ormai l’impegno è pubblico.

Partecipa a concorsi

Un’altra ottima motivazione esteriore può venire dai concorsi. Ce ne sono a bizzeffe, online e offline.

Puoi impegnarti a partecipare regolarmente a qualche concorso, mensilmente, ma anche settimanalmente.

Scegline qualcuno che ti motivi, ad esempio uno con una giuria rinomata, organizzato da un sito o un’agenzia importante, oppure con ricchi premi.

Tieni la fotocamera pronta

Se già fai fatica a trovare la motivazione per fotografare, dovresti almeno ridurre al minimo i possibili ostacoli materiali. Se tirare fuori la fotocamera e prepararla ti richiede più di 2 minuti, sei sulla cattiva strada.

Fai in modo di avere sempre la fotocamera pronta e facile da raggiungere:

  • deve montare un obiettivo che puoi usare in più occasioni,
  • la memory card deve essere inserita e avere spazio libero,
  • la batteria deve essere carica.

Se poi è già opportunamente impacchettata in una borsa agevole da trasportare, ancora meglio. Così, quando l’ispirazione ti coglie, basta afferrare la borsa, o solo la fotocamera, e lanciarsi.

Non dimenticare lo smartphone

Ormai la maggior parte degli smartphone in circolazione ti permette di fare foto decenti. Se proprio ti pesa prendere la fotocamera e magari anche gli obiettivi, oppure non ce l’hai con te e trovi una opportunità fotografica, ricordati di afferrare lo smartphone e fare il meglio che puoi, anche con le sue limitazioni.

Leggi libri di fotografia

Leggere e soprattutto osservare libri di fotografia è fondamentale innanzitutto per imparare. Ma se leggi libri di o su grandi fotografi, non manuali e testi tecnici, è importantissimo anche l’ispirazione che ricevi.

Se leggi libri di fotografi che ti fanno venire voglia di emularli, l’effetto è dirompente. Vedere foto che ammiri ti spingerà a prendere subito la fotocamera in mano per cercare di ottenere qualcosa di simile.

Certo, se ti piacciono i fotografi di guerra, potresti trovarti in difficoltà. Però prova a praticare un genere adiacente. Ad esempio, i fotografi di guerra fanno reportage ed il reportage è anche vicinissimo alla street photography.

Se poi ti piace la fotografia di viaggio, ma le vacanze sono lontane, puoi trasformarti in un turista nella tua città, o improvvisare una gita fuori porta verso una destinazione non troppo lontana.

Soprattutto, non sottovalutare l’utilità di ritornare sullo stesso libro più volte. Anzi, quando senti che la motivazione si affievolisce, ricordati quale testo ti era servito e sfoglialo di nuovo per riportarti sulla retta via.

Se non sai da dove cominciare, trovi diverse recensioni di libri sulla fotografia cliccando qui.

Vai alle mostre

Assistere ad una bella mostra fotografica è un’esperienza molto più forte che leggere un libro. Le foto stampate in grande formato, le note storiche, il modo in cui l’esposizione è curata e le opere sono raggruppate, ti fa sentire più vicino al fotografo.

Sostanzialmente, assistere ad una mostra ha lo stesso effetto che leggere un buon libro di fotografia, ma moltiplicato.

Poniti degli obiettivi

Ampliando il concetto di intraprendere un progetto, puoi pensare in generale a fissarti egli obiettivi. Scegli degli obiettivi che siano precisi, misurabili e non totalmente fuori dalla tua portata.

Quindi, l’obiettivo “fare foto migliori” oppure “diventare il più bravo fotografo del mio Paese” non vanno bene. Piuttosto, poniti obiettivi di questo tipo:

  • imparare ad usare il flash montato sulla fotocamera, direzionando la luce,
  • migliorare nel ritratto testa e spalle con luce naturale,
  • fare il primo servizio su commissione,
  • fare almeno un viaggio fotografico,

Il tuo nuovo amico, il calendario

Usiamo tutti agende e calendari per organizzare il nostro tempo al lavoro e spesso anche quello personale. Quando qualcosa è sul calendario, ad esempio una partita di calcio, difficilmente la mancheremo.

Allora, fai lo stesso con i tuoi impegni fotografici:

  • ogni venerdì, dalle 17.00 alle 18.00, esperimenti fotografici nello studio casalingo,
  • la prima domenica del mese, gita fuori porta a scopo fotografico,
  • il giorno X, mostra su…
  • ecc.

Spesso, solo il semplice atto di fissare qualcosa sul calendario da a quella cosa importanza e la rende inderogabile.

Impegnati verso qualcuno

Per rendere la cosa ancora più inevitabile, prendi un impegno concreto verso qualcun altro:

  • prometti ad un amico di fotografare un evento,
  • impegnati a fare un reportage per una no profit,
  • fatti assumere per le foto al concerto di una band locale.

Saltare l’impegno sarebbe decisamente vergognoso, troverai sicuramente la motivazione.

Fai un viaggio

Il consiglio di solito è: non aspettare di partire per un viaggio per imbracciare la fotocamera. In questo  caso però ti dico il contrario: se non trovi la motivazione, dalle una spinta visitando un posto nuovo.

Quando sei in un luogo sconosciuto tutto ti sembra molto più fotogenico, l’hai sicuramente provato. Senza dover organizzare un viaggio lungo, probabilmente basta che visiti un città diversa, o, se abiti in un piccolo centro, vai in città.

Impara una tecnica nuova

Questo è più interessante. Magari ti sei impigrito sulle foto che già sai fare, ad esempio il paesaggio. D’altronde, ti vengono sempre decentemente, senza sorprese, perché cambiare?

Invece, puoi provare a rimanere nello stesso genere fotografico e ad esempio cambiare qualche aspetto tecnico: mai provato il paesaggio con il teleobiettivo ? Oppure con un filtro ND?

Oppure prova qualcosa di totalmente nuovo: se sei  a tuo agio con il paesaggio prova la foto in studio con luce artificiale. Se fotografi solo cose inanimate, prova la street photography, vai addosso alle persone.

In questo modo avrai così tanto da imparare da avere la motivazione per mesi di fotografia.

Espandi il tuo equipaggiamento

Quando hai un nuovo giocattolo, sia esso un flash, un obiettivo, un filtro, è impossibile resistere al desiderio di metterlo direttamente alla prova, di vedere cosa puoi tirarne fuori e se puoi fare tipi diversi di foto. Quindi, se ti manca la motivazione, procurati qualche nuovo pezzo di attrezzatura.

Se hai un budget generoso, pensa ad un obiettivo con lunghezze focali che il tuo corredo non copre, oppure con un’apertura massima che non hai mai ancora provato. Oppure prova un flash, se non l’hai mai usato, o un flash aggiuntivo se sei già bravo con uno solo.

Con un budget più ristretto, puoi pensare a qualche accessorio per usare il flash in studio, come softbox, ombrelli, trigger radio. O semplicemente puoi acquistare dei filtri. Con gli ND puoi sperimentare le lunghe esposizioni, con i macro puoi faro fotografia ravvicinata con un obiettivo che prima non te lo permetteva.

Se invece proprio non hai budget, magari trova un amico che può prestarti qualcosa per un weekend o più. L’importante è che sia qualcosa di stimolante.

Crea un sito fotografico

Questa è un’idea più impegnativa, però è estremamente interessante e può portare grossi frutti. Ti sarà utilissima se vorrai fare della tua passione un lavoro.

In particolare, ti suggerisco di creare un blog. Dal punto di vista tecnico non hai bisogno di competenze specifiche, i software al giorno d’oggi sono facilissimi da usare.

Una volta che il tuo blog è online, puoi anche solo pubblicare le tue foto, con un po’ di storia o di commento. Fallo però regolarmente.

Quando avrai preso un po’ il ritmo, e magari avrai già qualche lettore affezionato, vedrai che sarà impossibile smettere e dovrai alimentarlo con sempre nuove foto.

Prepara un piccolo studio still life

Spesso non possiamo uscire a fotografare perché il clima è veramente funesto. Se la situazione avversa si protrae, rischiamo di non poter fotografare per settimane.

Per ovviare a questo particolare problema, trova qualcosa che puoi fare in casa. Ad esempio prova lo still life, oppure la toy photography, o i ritratti degli animali domestici o dei tuoi familiari.

Sul forum di FotoComeFare ci sono numerosi esempi di questo tipo di foto, cercali nella sezione Critica foto

Rivedi vecchie foto

Se proprio proprio non hai modo di fotografare, sicuramente avrai delle foto vecchie da rivedere. Non è ovviamente la stessa cosa che fare nuove foto, ma la post-produzione è comunque un aspetto fondamentale del fare fotografia.

Allora siediti al computer, apri il tuo programma preferito e pesca qualche foto non elaborata, oppure una foto che vuoi reinterpetare.

Conclusioni

Come vedi, ci sono tantissimi modi per allenarsi a mantenere la motivazione necessaria per fare le foto. Prova a metterne in pratica qualcuno che ritieni più alla tua portata. Provai per un po’ di tempo e diventerà parte di te.

Tu hai qualche altro sistema per “costringerti” a fotografare, anche quando il divano sembra così comodo?

Sono curioso di conoscerlo, condividilo con un commento qui sotto.

Foto di copertina

Autore: Alberto Cabas Vidani

Alberto è il creatore di FotoComeFare e l'autore della maggior parte degli articoli. Fotoamatore appassionato, condivide le sue conoscenze in maniera da renderle il più possibile comprensibili a fotografi di qualsiasi livello.

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  • Fabio Fedeli

    Felice (o triste?) per aver ispirato questa discussione…mi è servito comunque leggere un po’ di consigli.. alla fine per il project 52 sto rimandando, ma in compenso mi sono iscritto a un corso fotografico base (4 incontri più uscita fotografica).. è il massimo che mi posso permettere come tempi (lavorando sui turni non mi è facile seguire corsi a lungo termine) e anche se si spiegano cose che già, bene o male, ho imparato (soprattutto grazie a te, Alberto) rappresenta una buona fonte di motivazione, a documentarmi, a fare foto, a studiare meglio i menù della mia macchina… quindi Fabio 1- Divano 0 per questa volta :D

    • Alberto Cabas Vidani

      Grazie di essere passato. E complimenti per la vittoria.

  • Alexrozzy

    Un’articolo bellissimo, oltre che estremamente utile! Grazie Alberto! Ogni tanto mi prendono questi ”periodi”, mancanza di ispirazione o idee e finisco quasi col ”bloccarmi” trovando chissà quante scuse per non fotografare…terrò a mente questo tuo articolo come vademecum! Tanto per cominciare, da poco ho appena iniziato ad esplorare lo still life ”casalingo” utilizzando il mio flash off-camera con un ombrello, un pannello diffusore e il classico cartoncino a”limbo” come sfondo….nuovi stimoli! in più è enormemente cresciuta ancora di più la voglia di imparare ad usare e gestire meglio il flash esterno e le fonti di illuminazione! Tutte le cose che hai detto nell’articolo sono assolutamente vere! Bisogna trovare stimoli ed impegnarsi sempre…perchè abbiamo bisogno di fotografare e ci fa stare bene! :) Alla prossima!

    • Alberto Cabas Vidani

      Grazie della risposta entusiastica. Buona fotografia!
      Il 31/gen/2014 00:06 “Disqus” ha scritto:

Chi c'è dietro FotoComeFare?



authorMi chiamo Alberto Cabas Vidani, sono un informatico per formazione e un fotografo per passione.


Ho fondato FotoComeFare nel 2010 per condividere le consocenze che avevo acquisito e che continuo ad acquisire su fotografia digitale e fotoritocco.


Voglio rendere queste conoscenze accessibili a chiunque, anche ai principianti assoluti.


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