5 lezioni da Alex Webb sulla fotografia

5 lezioni da Alex Webb sulla fotografia

Se dovessi pensare ad un fotografo contemporaneo che ha influenzato, più di altri, la fotografia di strada, questi sarebbe certamente Alex Webb.

D’altra parte il fotografo americano (è nato a San Francisco nel 1952) è oggi considerato unanimemente uno dei più grandi esponenti di questo genere fotografico.

Nato in una famiglia di artisti (padre scrittore, giornalista e fotografo, madre scultrice, fratello insegnante di pittura), Alex Webb inizia ad approcciarsi alla fotografia intorno ai 10 anni, spinto dal padre.

In verità, l’esperienza con la camera oscura non lo entusiasma particolarmente: “A dieci anni ho imparato la tecnica della camera oscura. Non mi è piaciuta molto, e per cinque anni mi sono dedicato ad altre arti”.

La pittura di De Chirico in particolare svolge un ruolo importante nella sua formazione: “Da giovane mi sono anche appassionato a De Chirico, mi è sempre piaciuto; e se si guardano le mie fotografie credo si veda bene l’influsso della pittura, e in particolare della sua: l’uso dei blocchi, dei cubi, il modo di inserirli nell’inquadratura, tutto questo è influenzato dalla pittura”.

I blocchi, appunto. Uno dei tratti riconoscibili della fotografia di Alex Webb è proprio la particolare complessità della composizione. All’interno di una sua foto, spesso sono riconoscibili più scene che comunicano tra loro. Una sorta di “composizione a strati”, vero marchio di fabbrica di questo grande fotografo di strada.

Un altro tratto caratteristico è l’uso accentuato del colore.

Ma non è stato sempre così. Alex Webb inizialmente scatta in bianco e nero, ma tutto cambia dopo un suo viaggio ad Haiti.

È la metà degli anni 70 e il fotografo americano è ad un bivio: “Nel 1975, ho raggiunto una sorta di vicolo cieco nella mia fotografia. Stavo fotografando in bianco e nero il panorama sociale americano del New England e dintorni di New York – parcheggi desolati abitati da figure umane sfuggenti, smarriti, in cerca dei bambini legati con la cintura in seggiolino in auto, i cani di strada.

La fotografia era un po’ alienata, a volte ironica, a volte divertente, forse un po’ surreale, ed emotivamente distaccata. In qualche modo avevo la sensazione che il lavoro non stava dandomi niente di nuovo, come se stessi solo copiando qualcun altro”.

A quel punto decide di concedersi un viaggio ad Haiti e l’impatto con questa terra è esplosivo: il tripudio di colori in cui si ritrova catapultato gli fa capire la necessità di cambiare completamente il suo modo di fotografare e di narrare.

Gli fu subito chiaro che un bianco e nero non avrebbe potuto descrivere in maniera appropriata quel mondo. Fu lì che sperimentò il colore per la prima volta.

Sperimentare, studiare l’arte, provare tecniche nuove, sono solo alcune delle strade che possono aiutarti a trovare nuove ispirazioni. Nelle cinque “lezioni” che seguono, il grande street photographer americano ti regala altrettanti interessantissimi spunti per aiutarti a migliorare la tua fotografia.

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1. Esci dai social!

“È interessante come Internet dissemini la fotografia. Da un lato, è ridicolo quante milioni di foto circolano, e ci sono foto molte fotografie brutte in giro che non vorrei mai vedere. Ma in positivo, è una forma di democratizzazione.

Al giorno d’oggi viene fotografato quasi tutto quello che succede. Per esempio quando ci sono stati i disordini in strada in Iran, c’erano delle foto di quegli eventi; prima del digitale, prima di Internet, non ci sarebbero state. Le foto si diffondono come non era mai accaduto prima, è una forma di democrazia”.

Insegnamento

Le discussioni sui social o sui gruppi tematici sono all’ordine del giorno. Da una parte i puristi dell’estetica della fotografia, dall’altra chi interpreta la fotografia come un semplice mezzo comunicativo. In mezzo, milioni di fotografie inutili.

In effetti la fruibilità del mezzo fotografico ha davvero sdoganato quest’arte. Ormai tutti abbiamo continuamente una fotocamera in tasca, grazie soprattutto ai moderni smartphone.

Come in tutte le situazioni in cui un mezzo espressivo è disponibile a tutti, la qualità generale del prodotto artistico cala. Questo, però, non vuol dire che la fotografia sia caduta in disgrazia. Anzi, probabilmente mai come in questo periodo la fotografia è un continuo fermento di nuove proposte e idee.

Naturalmente non puoi limitarti a giudicare il livello fotografico generale da quello che vedi sui social. Inizia a frequentare siti di un livello superiore (il sito del National Geographic o quello di Magnum oppure 500px sono degli ottimi esempi).

In alternativa, compra riviste specializzate di settore. Ne esistono moltissime di un livello qualitativo davvero buono.

Scoprirai fotografi sconosciuti al grande pubblico ma davvero molto bravi, che possono aiutarti moltissimo a migliorare e a trovare nuove ispirazioni.

2. Prenditi il tempo necessario

“Spesso il tempo è il miglior editor. La percezione che si ha del proprio lavoro il giorno dopo aver fotografato è molto diversa una settimana dopo, e ancora di più dopo 3 settimane o 3 mesi.

Il tempo aiuta a liberarsi dai legami affettivi che si hanno con le immagini: ‘mi sono trovato così bene con la persona che ho fotografato, che la foto non può che essere bella’, oppure ‘ce l’ho messa tutta per fare questa foto, quindi non può essere venuta male’.

Il tempo ci dà la distanza necessaria per vedere con più chiarezza il nostro lavoro”.

Insegnamento

Molte volte capita di affezionarsi emotivamente ad uno scatto, fino al punto da non riuscire più ad essere obiettivi circa la qualità dello stesso. Come dice Alex Webb, un legame affettivo col soggetto, o anche la difficoltà nell’eseguire lo scatto, possono influire negativamente in questo senso.

Dopo essere tornato dalla tua sessione fotografica, evita di lavorare subito ai tuoi scatti o, peggio, di pubblicarli immediatamente sul web.

La cosa migliore da fare è far sedimentare le emozioni, in modo da poter valutare tutto con più distacco in un secondo momento. Quindi, lascia i tuoi scatti nell’hard disk per qualche giorno, prima di iniziare a lavorarci.

In quest’ottica, anche farti aiutare da una persona esterna, che magari stimi particolarmente, può aiutarti ad ottenere la migliore selezione dei tuoi scatti fotografici.

3. Cammina tanto, ma con giudizio

“Mi vedo come qualcuno che parte, esplora e poi, alla fine, scopre. L’unica cosa che so fare, è affrontare un luogo camminando.

Questo è ciò che fa un fotografo della strada: cammina, osserva, aspetta, parla, e poi guarda e aspetta ancora un po’, cercando di non perdere mai la fiducia nel trovare subito dietro l’angolo qualcosa di inatteso, di sconosciuto, oppure il lato nascosto di cose che conosce già”.

Insegnamento

Se vuoi davvero diventare un fotografo di strada, non puoi esimerti dal camminare.

Erwitt, Koudelka, Bresson sono solo alcuni dei tanti esempi che potrei farti di fotografi che hanno basato il loro successo sui chilometri percorsi.

Il motivo è ovvio: più strada fai, più situazioni differenti puoi incontrare, più possibilità hai di trovare delle foto vincenti.

Attenzione però, perchè è fondamentale camminare con giudizio.

Quando sei in giro, soffermati sulle situazioni potenzialmente interessanti. Magari insegui da lontano il soggetto che ritieni giusto per la tua foto. Attenzione però, non ti sto dicendo che devi diventare uno stalker. Devi solo cercare di far “cadere” il tuo soggetto su uno sfondo adeguato.

Nella fotografia di strada, infatti, lo sfondo è importante quasi quanto il tuo soggetto. Devi stare attento a non avere scene caotiche, con oggetti o terze persone che possono distogliere l’attenzione.

Un buon metodo è quello di ruotare intorno alla scena o cambiare il punto di vista (magari abbassandoti al livello del suolo).

Comunque sia, se non vuoi stancarti troppo camminando a vuoto, evita a prescindere tutte quelle strade in cui ti accorgi che lo sfondo potrebbe creare disturbo alle tue foto.

4. Fotografa al tramonto

“Anche in un mondo dominato dall’elettricità e dalla luce artificiale, il crepuscolo resta un momento magico. Quando il giorno svanisce e i lampioni delle strade si illuminano, entrano in gioco una moltitudine di luci diverse.

Le sfumature ambrate del tramonto contrastano con il verde dei lampioni ai vapori di mercurio; le ombre azzurrognole della notte che avanza attenuano il calore delle lampade a incandescenza. Al tramonto, questi diversi tipi di luce si ritagliano un proprio spazio separato, un proprio mondo distinto di colori”.

Insegnamento

La luce tenue è sempre la luce migliore per fotografare. Il crepuscolo, poi, è il momento migliore in assoluto. Le ombre sui visi sono più delicate, ma anche quelle proiettate sul suolo, nette e allungate, possono diventare delle forme interessanti per arricchire le tue fotografie.

A mezzogiorno, al contrario, luci intense e ombre dure possono diventare difficili da gestire.

Attenzione però. Se decidi di fotografare a colori, regola il bilanciamento del bianco manualmente.

Il bilanciamento automatico, infatti, tende ad eliminare le dominanti di colore, come per esempio il rosso del tramonto. Di conseguenza, potresti avere paesaggi sciatti e slavati, invece del rosso vivo tipico di quest’ora.

Naturalmente, se le tue foto sono in bianco e nero, non hai bisogno di adottare questo accorgimento.

5. Racconta col tuo occhio

“Essere street photographer per me non è solo fotografare in strada, è un fatto di attitudine, un po’ diversa da quella del fotogiornalista. Quella dello street photographer è di uscire con la mente sgombra, e scoprire, lasciare che la strada, il mondo che lo circonda gli parlino in modo più diretto possibile.

Ai giovani consiglio di uscire, viaggiare e scoprire ciò che li appassiona. Tutti siamo diversi, ognuno può dare un’interpretazione diversa del mondo. I giovani che vogliono approcciarsi alla street photography devono essere curiosi, scrutare ogni minimo particolare”.

Insegnamento

Qualcuno dice che in fotografia è già stato detto e fatto tutto.
Se parliamo di reportage e di progetti fotografici, in effetti trovare qualcosa di veramente innovativo è abbastanza complicato.

Questo induce, molte volte, a frenarsi davanti a un tema che ci appassiona, ma che è stato già trattato da qualcun altro.

Questo è un atteggiamento profondamente sbagliato. La storia della fotografia è piena di esempi di temi simili, ma trattati in maniera differente.

Per cui, se qualcosa ti appassiona davvero, cerca di raccontarlo in base al tuo punto di vista e alle tue emozioni, senza preoccuparti troppo del fatto che qualcuno l’ha già raccontato prima di te.

Più che il tema, quel che conta davvero è la tua interpretazione personale.

Approfondimenti

Se conoscere Alex Webb ti ha incuriosito, non ti resta che approfondire la sua conoscenza leggendo qualcuno dei suoi innumerevoli libri. Per esempio potresti iniziare da qui:

Immagine di copertina; 
Immagine articolo

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Autore: Marco Morelli

Ho iniziato ad interessarmi alla fotografia molti anni fa, usando le mie foto come spunto per il mio primo grande amore: la pittura. Col tempo, poi, la fotografia è diventata la mia principale passione e il mio lavoro. Dipingere mi ha insegnato il piacere di osservare i dettagli e di cercare un significato in ciò che, abitualmente, passa nell’indifferenza della normalità. Oggi, la fotografia, la pittura, il disegno e la grafica sono solo alcuni dei mezzi che utilizzo per raccontare le mie emozioni.
Puoi seguirmi anche sul sito www.marcomorelli.eu

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