5 osservazioni sulle recensioni delle macchine fotografiche

5 osservazioni sulle recensioni delle macchine fotografiche

Il mio sito, Inspired Eye, è un sito di fotografia, ma ogni tanto faccio anche recensioni di macchine fotografiche. Ecco alcune cose che ho notato nel corso di quest’attività.

1) La fotocamera migliore non esiste

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Ricevo continuamente email da parte di persone che mi chiedono consigli, e la verità è che spesso raccomando macchine fotografiche che personalmente a me non piacciono.

Non perché io sia particolarmente ipercritico, ma semplicemente perché con alcune fotocamere non mi ci trovo bene.

Nonostante questo, riesco a riconoscere che alcuni modelli sono veramente ottimi e adatti a molte esigenze.

Penso che le due marche migliori siano Sony e Samsung. Però non le uso, personalmente adoro le Fuji.

È per questo che sostengo che la migliore fotocamera non esiste: non ce n’è una che va bene per tutti.

E’ tutta questione di trovare quella adatta a te.

A volte quella che piace a te non va bene per tutti gli altri. Penso per esempio alla mia recensione della Panasonic LF1, che onestamente mi è piaciuta molto, nonostante non fosse stata granché apprezzata da tutti gli altri.

2) Gli aspetti più importanti di una macchina fotografica

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La prima cosa che i produttori fanno, quando rilasciano una nuova macchina fotografica, è sottolinearne le caratteristiche.

Dopo averne recensite molte, la prima cosa che mi viene da dire è che la maggior parte delle fotocamere è di livello adeguato.

Non testo più la qualità d’immagine, semplicemente fornisco ai miei lettori immagini a dimensione piena in JPG e RAW e lascio che siano loro a giudicare. Come a chiunque altro, anche a me piace confrontare le immagini, ma credo che parlare sempre e solo di qualità d’immagine possa confondere il giudizio.

Negli ultimi anni abbiamo visto molti miglioramenti. Le fotocamere moderne producono immagini di altissima qualità e partono tutte da una base decisamente alta, il che le rende di fondo tutte buone.

Penso che al giorno d’oggi i due aspetti di una macchina fotografica a cui si dovrebbe porre maggiore attenzione, una volta verificato che le specifiche siano adeguate a quel che stai cercando, siano l’estetica e l’ergonomia.

Per estetica intendo l’aspetto fisico della macchina fotografica. Volerla perché ti piace.

L’aspetto estetico ti farà venire voglia di usarla spesso, e più la userai e più diventerai bravo e realizzerai fotografie migliori. Se l’estetica non ti piace è probabile che metterai presto da parte i tuoi progetti.

Per ergonomia intendo l’impugnatura della fotocamera. Anche questo ti farà venire più o meno voglia di usarla.

Un buon esempio che mi viene in mente è la Canon EOS M. E’ una buona fotocamera – anzi, un’ottima fotocamera! – per tutti gli usi. Ma non è molto bella e l’impugnatura non è particolarmente comoda. Ho finito per usarla solo per lavoro e alla fine l’ho accantonata.

Non sottovalutare il feeling che hai con una macchina fotografica, perché potrebbe farti da sprone nell’uscire a fotografare o portarti a lasciar perdere del tutto la fotografia.

3) Caratteristiche uniche di una fotocamera

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Al di là di quel che abbiamo detto finora, alcune macchine fotografiche presentano degli elementi speciali che non hanno altre fotocamere, e che può renderle immediatamente superiori a tutte le altre o rovinarle completamente.

Per esempio il mirino ibrido elettronico-digitale di Fuji o lo Snap focus e il Full Press Snap di Ricoh. Sono caratteristiche uniche, che non troverai in nessun’altra fotocamera.

Ma ci sono alcuni elementi unici che possono anche rivelarsi negativi, un difetto cruciale che rovina l’esperienza fotografica.

Per esempio, il telemetro. Io amo il telemetro, ma ha la sgradevole tendenza a disallinearsi. Per me è un difetto assolutamente cruciale, per altri invece va bene così.

E questo mi porta al secondo punto: dipende molto da quali compromessi riesci a trovare in una fotocamera.

Il mirino ibrido lo trovi solo su una Fuji, ma riuscirai ad abituarti al suo autofocus? Lo puoi sapere solo provando. A me, per esempio, va benissimo così, ma ad altri potrebbe non piacere.

4) Molte fotocamere soffrono di “complessità progressiva”

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Nei computer succede spesso che un programma che parte in maniera molto semplice ed essenziale, si complichi sempre di più nella seconda o terza versione.

Questo effetto di complessità progressiva rende il programma sempre più difficile da usare e alla fine ti ritrovi con tantissime opzioni che non usi mai. A mio avviso, ne soffrono anche molte fotocamere moderne.

Ogni nuova versione esce sul mercato con sempre più opzioni, allontanandosi sempre più dalla semplicità di utilizzo iniziale.

Se c’è un produttore che rema controcorrente è sicuramente Leica: ha persino una digitale senza schermo! La sua produzione si concentra sempre molto sulla semplicità di utilizzo, e un altro esempio al di fuori del mondo della fotografia che segue lo stesso ramo di sviluppo è Apple.

Mi piace la mia Fuji X100 proprio perché è semplice: spengo lo schermo, guardo nel mirino, regolo l’apertura, l’ISO ed è fatta. È il buon vecchio meno è meglio.

5) Cosa manca? Procedure semplificate

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Se ci pensi, una fotocamera digitale oggi supera a mani basse qualsiasi prodotto di 10 anni fa.

Abbiamo fatto molta strada dal lato tecnico, ma non così tanto dal punto di vista dell’approccio. Scatti. Estrai la scheda. Metti la scheda nel pc. Elabori le foto. Ormai è così da molti e molti anni, senza modifiche rilevanti.

Fermati con me un attimo a immaginare la seguente scena:

Sei uscito a scattare. Hai 35 nuove immagini. Torni a casa e ti prepari un bel caffè. Fai partire Lightroom, tutte le immagini ti stanno aspettando già lì. Niente estrazione della scheda, niente connessione wifi. E’ già tutto pronto per te.

La tua fotocamera si è connessa in automatico alla rete di casa tua e ha scaricato le foto sul pc. Ovviamente ha scaricato solo le nuove fotografie, perché sa la data in cui le ha scaricate l’ultima volta.

Perché non è stata ancora creato questo automatismo? Abbiamo il wifi già da diverso tempo, l’unica cosa che manca è una semplificazione del flusso di lavoro.

E la post-elaborazione? Proviamo a continuare a immaginare:

Apri una foto su Lightroom. La elabori come vuoi. Apri altre due foto e applichi la stessa elaborazione. Clicchi su un bottone “Carica il preset sulla fotocamera”. Il software crea un preset basato sulla media delle tre immagini. Lo carichi sulla fotocamera. Esci a fotografare. E il tuo preset è già caricato nella fotocamera.

Anche questo, perché non esiste già? Certo, le digitali offrono molte possibilità di personalizzazione che puoi salvare come vuoi, ma le poche opzioni disponibili, come contrasto, saturazione ecc., sono troppo limitate per le mie esigenze. In questo modo potresti rendere la post-elaborazione estremamente più veloce, risparmiando qualcosa come il 95% del tempo.

Conclusione

Dopo aver avuto tra le mani tantissime fotocamere e averne recensita la stragrande maggioranza (sono un ex attrezzaturadipendente in riabilitazione!), sono giunto alla conclusione che non esiste la macchina fotografica migliore.

La maggior parte delle fotocamere è ottima e andrà sicuramente bene qualunque cosa tu voglia fare, e l’aspetto e l’ergonomia di una fotocamera sono molto importanti.

Tutto ciò per dire che probabilmente hai già per le mani un’ottima digitale, con la quale potrai ottenere tutto ciò che cerchi. Sii te stesso, resta concentrato e continua a scattare.

Articolo di OLIVIER DUONG liberamente tradotto dall’originale: http://www.theinspiredeye.net/observed-from-camera-reviews

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Lalez

Autore: Lalez

Traduttrice e programmatrice, appassionata di arte e di cultura, sono una persona molto curiosa e amo la conoscenza sotto tutti i suoi aspetti. Le mie città sono New York e Gion, in Kyoto.
Il mio genere fotografico preferito è la street photography, accompagnato a un debole per i ritratti. Ho una vera passione per Photoshop, l’editing di immagini e tutto ciò che mi permette di “giocare” con le fotografie.
Infine, amo il cielo azzurro. Sopra ogni cosa.

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