Se ti interessa la fotografia di paesaggio, sono sicuro che avrai già letto numerosi articoli e tutorial del tipo “come migliorare….”.

Questi articoli sono utili a modo loro, ma la cosa migliore per fare progressi è analizzare i propri errori.

Tenendo ciò presente, ecco 8 errori comuni che possono rovinare una fotografia paesaggistica. Questa non vuole essere una lista “scientifica” , ma una serie di aneddoti ed episodi ricorrenti che ho osservato negli anni.

É importante ricordare come il cervello interpreta una scena: essere sul posto è molto diverso dal guardare una fotografia.

Quando si è presenti, tutti i sensi mandano informazioni al cervello per mantenere alto il livello di interesse. Al cervello non interessa se non c’è niente in primo piano perché sceglie di concentrarsi sulle belle montagne all’orizzonte, usando i rimanenti sensi per creare un momento pieno di emozioni.

Il cervello ricorda una scena come “la somma delle sue parti più belle”, probabilmente spostando l´attenzione verso qualche altro scenario altrettanto bello dopo pochi istanti.

Questo è in netto contrasto con il guardare una fotografia, che può solamente catturare una piccola parte dell’intera esperienza.

Per questo motivo i fotografi devono lavorare con difficoltà per catturare gli elementi che il cervello nota di più e, soprattutto, filtrare quegli elementi che il cervello filtra, ma la fotocamera no.

Il cervello umano è attratto dalla bellezza e filtra tutte le cose che ritiene poco attraenti per concentrarsi sulle parti che gli piacciono.

La macchina fotografica non divide le cose belle dalle cose “brutte”, ed è compito del fotografo trasformare l´immagine in una composizione artistica.

La buona notizia è che si può allenare l’occhio fotografico e renderlo capace di identificare in qualsiasi scena gli elementi che creano una buona composizione.

Veniamo agli 8 errori tipici.

Dynamic Serenity by papalars, on Flickr
Creative Commons Attribution-No Derivative Works 2.0 Generic License  by  papalars 

Dimenticare di includere il primo piano

Questo è probabilmente l´errore più comune di un principiante. É facile rimanere rapiti dalla bellezza di una montagna distante, pensando solo a quel soggetto, ma, per le ragioni sopra elencate, probabilmente esso non funzionerà da solo.

L’occhio dell’osservatore in generale guarderà il primo piano e se lì non c’è nulla per accenderne l’interesse, lo perderai.

Ricorda, in una fotografia non ci sono suoni, odori o la lieve brezza che ti accarezza le guance: c’è solo ciò che l’osservatore vede con i propri occhi e perciò devi far sì che l’intera immagine gridi “guardami!”.

Kimmeridge Bay

If there is no natural foreground interest you can try adding a little as I did in this shot – (Photo by Richard Walker Photography)

Affrettare uno scatto

Se vuoi ottenere una bella fotografia paesaggistica, devi essere preparato a spendere parecchio tempo per trovare il punto migliore da cui fotografare. Se tua moglie o i tuoi bambini iniziano ad annoiarsi, lasciali a casa.

A meno che tu non sia fortunato, è bene aspettarsi almeno un’ora di preparativi sul posto per un grande scatto.

Bisogna esplorare l´area per trovare i punti migliori e aspettare che la luce, le nuvole e le altre cose siano a posto. Questa è una cosa che non va fatta di fretta.

Prenditi anche molto tempo per fare scatti da angolature differenti.

Dimenticarsi di scattare in verticale

Quando fotografi i paesaggi, l’istinto incontrollabile è di scattare con la fotocamera in orizzontale. Il fatto è che la maggior parte delle volte sarà l’opzione migliore.

Comunque, non sarà sempre così. Talvolta una scena esige di essere fotografata con la fotocamera in verticale e talvolta è quasi impossibile dire quale sarà meglio, in particolare se sei un principiante.

Quindi, cosa fai, scatti in orizzontale o verticale? È facile, prova entrambi.

Prepara l’inquadratura, scatta in orizzontale e poi ruota la fotocamera di 90 gradi e fai qualche scatto in verticale. Preoccupati di qual è meglio quando sarai davanti al computer.

Morning Herd

Sometimes shooting portrait style is better than shooting landscape – (Photo by Richard Walker Photography)

Fotografare l’orizzonte storto

Questo è molto facile da correggere. Non c´è scusa per un orizzonte non dritto: usa un treppiedi e una bolla per assicurarti che la tua macchina fotografica sia assolutamente dritta.

Se non ne hai una, puoi comprare una bolla da collegare alla slitta del flash al prezzo di una birra. È meglio non usare la bolla inclusa nella macchina fotografica, perché possono non essere accurate.

Qualsiasi soluzione tu scelga, non cercare di valutare a occhio, il profilo del paesaggio può disorientarti molto più di quanto pensi e, nonostante si possa raddrizzare in post-produzione, perderai inevitabilmente parte dell’immagine.

Fotografare solo con il grandangolo

Molte persone pensano che la fotografia paesaggistica si possa risolvere semplicemente usando le lenti più corte possibili, ma non è cosi. La fotografia paesaggistica punta sullo scegliere gli elementi giusti e incorporarli nello scatto per produrre il lavoro migliore possibile.

Non fraintendere: le vedute ampie vanno bene, ma non sono la risposta definitiva. A volte si rischia di catturare troppi elementi in una scena e questo può distogliere l’attenzione dal risultato che vuoi ottenere.

Se puoi porti in una posizione migliore, ottimo, ma ci vuole tempo e le condizioni ambientali cambiano velocemente, comportando spesso troppi rischi. Non essere timido nello zoomare, anche molto, ci sono moltissime foto paesaggistiche di grande effetto scattate a 200mm o più.

Un effetto collaterale interessante di scattare a lunghezze focali maggiori è che così si appiattisce la profondità, portando tutti gli elementi uno vicino all’altro.

Trees At Sunrise

This image was shot at 97mm using a 24-105mm lens – (Photo by Richard Walker Photography)

Impostare l’esposizione sbagliata

La fotografia di paesaggio spesso richiede di fotografare sia il cielo che la terra e questi due elementi spesso sono molto differenti in termini di esposizione.

Il problema è che, se esponi per il cielo, la terra può essere troppo scura e se esponi per la terra, il cielo può risultare bruciato e il dettaglio perso.

Il tuo scopo come fotografo paesaggista è di assicurarti che tutti gli elementi nello scatto siano esposti correttamente, in modo che il massimo dettaglio sia rivelato all’osservatore.

Ci sono due modi principali di controllare l’esposizione in questa situazione, l’HDR e l’uso di filtri graduati.

L’HDR implica la creazione di esposizioni multiple (di solito almeno 3) e di fonderle insieme usando un software. Un’esposizione sarà per le parti chiare dell’immagine (il cielo), una per le aree scure (la terra) e poi una intermedia (per approfondire, ti consiglio il videocorso sull’HDR).

I filtri neutri a densità graduata (o graduati o digradanti) sono un mezzo per controllare l’esposizione al momento dello scatto, per provare a ottenere un’esposizione equilibrata nella fotocamera invece che in post-produzione.

Usare un filtro graduato è un po’ come mettere un paio di occhiali da sole sulla fotocamera, ma solo per la parte luminosa (il cielo). I filtri graduati funzionano al meglio quando c’è un separazione orizzontale ben definita tra la terra ed il cielo.

_MG_5185 by JF Marrero, on Flickr
Creative Commons Creative Commons Attribution-Noncommercial-No Derivative Works 2.0 Generic License   by  JF Marrero 

Includere troppo disordine

Nella vita quotidiana, il cervello umano lavora efficacemente per rimuovere tutti i dettagli non desiderati da una scena, concentrandosi solamente su cosa desidera farti notare, che molto spesso sono gli elementi più attraenti.

Quando sei sulla spiaggia, osservando una bella veduta dell’orizzonte, con il Sole che tramonta lontano, non dai molto peso alle cartacce che qualcuno ha lasciato sulla sabbia.

Devi auto-condizionarti per notare questi dettagli, altrimenti potrebbero rovinare il risultato finale.

Prenditi sempre il tempo necessario per comporre una scena, in modo tale da non mostrare gli elementi non desiderati, o, quando possibile, persino eliminarli prima dello scatto.

Se tutto questo non funziona, è possibile rimuovere gli elementi indesiderati in post-produzione.

The Barn

Try to remove any unwanted items from a scene by adjusting the position from which you shoot and your angle. You can read more about how I shot this here – (Photo by Richard Walker Photography)

Sbagliare la post-produzione

Molte persone considerano la post-produzione di un’immagine come un imbroglio, ma io sono dell’idea che ogni soluzione è accettabile se comporta un gran risultato.

Se sei giornalista, l´immagine non dovrebbe essere modificata oltre i ritocchi alla luce e al contrasto, ma per un fotografo artistico, non ci sono regole secondo me.

Che cosa cerchi di fare? Stai cercando di ritrarre una scena fedelmente, esattamente come l’hai vista di persona? Stai cercando di creare un’opera d’arte che la gente voglia ammirare più e più volte?

Non penso che molte persone abbiano problemi con il modificare il contrasto o la brillantezza per rendere un´immagine più vivida, ma per qualche motivo ci sono più problemi ad accettare la rimozione di elementi. E’ accettabile? Io dico di sì.

Dopo tutto, è perfettamente in linea con il punto precedente. Qual è la differenza tra fare modifiche sul luogo dello scatto e in post-produzione? Alla fine anche tramite lo zoom e il proprio posizionamento il fotografo praticamente rimuove elementi non voluti o non necessari.

Aggiungere elementi? Più controverso. Se il tuo scatto è eccellente, ma il cielo è piatto, è accettabile aggiungere un cielo migliore? Bene, io dico di sì. Pur non utilizzandolo nella pratica molto spesso, è certamente un qualcosa a cui non mi oppongo.

É meglio scattare in RAW invece che jpeg, perché questo formato dà più controllo in post-produzione, permettendoti di fare la differenza tra una buona foto e una grande foto. Puoi approfondire l’argomento nel Corso di Photoshop CS6 di FotografiaProfessionale.it

Ricorda: queste non sono regole fisse, ma solamente idee su come affrontare la tecnica fotografica che spero possano esserti d’aiuto.

Articolo liberamente tradotto da 8 Common Landscape Photography Mistakes Beginners Make del fotografo paesaggista Richard Walker.

Immagine di copertina