Se fai ritratti regolarmente, sono certo che tu abbia una qualche lista di controllo informale da consultare, almeno mentalmente, sia prima sia dopo che hai premuto il pulsante di scatto. Ti vuoi assicurare che la composizione sia interessante, la parte desiderata del volto sia a fuoco e l’illuminazione adeguata al soggetto; tutte le cose importanti, per essere sicuri. A un certo livello, queste cose diventano facili, ciò che non è sempre così facile è catturare le emozioni.

Quando fai scatti di strada o ritratti spontanei, non è molto difficile catturare l’emozione genuina, perché stai registrando i momenti come accadono, avvalendoti dell’inconsapevolezza o dell’indifferenza verso la macchina fotografica. Ma quando si tratta di mettersi in posa per una sessione di ritratto, ottenere emozione autentica dal soggetto può essere una strada difficile da percorrere.

Molte persone normalmente scioltissime tendono a irrigidirsi una volta arrivati di fronte alla macchina fotografica. All’estremo opposto, altri reagiscono con sorrisi esagerati o ogni tipo di espressione facciale imprevedibile e poco lusinghiera.

Ci vuole un po’di sforzo – per lo più nel momento in cui si decide di essere semplicemente un fotografo consapevole – ma fare in modo che i propri soggetti esprimano certe emozioni spontanee è certamente un obiettivo raggiungibile, e con enorme profitto. I seguenti consigli si applicano se i tuoi ritratti sono formali o seguono l’impulso del momento, per professione o per hobby.

Parole, parole, parole

Chiacchierare, cinguettare o, comunque lo vuoi chiamare – questo è particolarmente importante se la persona che si sta fotografando è un estraneo. Parlare aiuta te, il fotografo, a farti un’idea sulla personalità del soggetto e aiuta il soggetto a dimenticare la macchina fotografica. Lo puoi mettere a proprio agio facendo domande su di lui, senza essere invadente o andare troppo sul personale, ma esprimendo un reale interesse per le risposte.

Con qualcuno che non conosci, è naturale che tu possa correre il rischio di soffermarti su un argomento che il soggetto non è pronto a discutere, quindi parti con moderazione e fai in modo che loro dettino il flusso della conversazione, prendendo i tuoi spunti da loro.

Inoltre, puoi raccontare una storia divertente per far ridere o sorridere il tuo soggetto. Non importa che approccio usi, è richiesto un certo grado di intuizione, ma più ti applichi, migliori risultati otterrai.

Come sfruttare l’ambiente

Supponiamo che tu non stia riprendendo in studio ma a casa di un cliente (o di un amico). E’ improbabile che scatterai tutte le foto della sessione nello stesso posto, ma ne farai alcune in salotto, alcune nella stanza da letto, alcune nel cortile sul retro.

Ma prima di iniziare a cambiare scenari all’interno della casa del tuo cliente, inizia con l’impostazione più semplice, per permettere al cliente di sentirsi a proprio agio con te e con la tua macchina fotografica. Poi lascia che il cliente ti faccia fare un tour della casa, che ti mostri tutti i luoghi e gli oggetti preferiti. Le persone tendono a sentirsi a proprio agio con le loro cose preferite e amano mostrarle, specialmente nell’ambito di una fotografia.

Fai il regista per ottenere risultati migliori

Non tutti si sentono a proprio agio a dare ordini. Ma non vederla così; cerca di vedere te stesso come una sorta di guida saggia e illuminata, che guida il soggetto nella direzione giusta.

Fagli sapere da che parte inclinare la testa, dove mettere le mani, dove guardare, e qualsiasi altra cosa che possa tirare fuori il meglio. Il soggetto vedrà che, sotto la tua guida esperta, tutto ciò che resta è rilassarsi e posare. Non importa quale espressione del viso vuoi ottenere, dare al tuo soggetto indicazioni concise e delicate aiuterà a raggiungere lo scopo.

Utilizza l’elemento di sorpresa

Abbiamo già stabilito che le persone hanno la tendenza a diventare imbarazzate una volta che la fotocamera è puntata su di loro. Questo non sarà vero per tutti i tuoi soggetti, ma è inevitabile che dovrai affrontare questa situazione, prima o poi.

Se la tua parlantina e le indicazioni che hai dato sono servite a poco, prova a entrare in modalità stealth. Potresti imbatterti in un certo numero di occasioni in cui non stai riprendendo, ma il soggetto sta facendo qualcosa di diverso, pensando che tu sia distratto.

Questi momenti speciali, che occorrono quando il soggetto non sente il peso della lente su di sé, agendo probabilmente in modo più naturale, possono fornire alcune occasioni d’oro. La spontaneità di questi scatti a sorpresa può rivelare l’emozione autentica che stai cercando.

(out)take by jDevaun, on Flickr
Creative Commons Attribution-No Derivative Works 2.0 Generic License  by jDevaun

Il successo di un ritratto dipende dalla tua preparazione. Avere tutta l’attrezzatura pronta e in perfette condizioni è un “must”, devi anche essere pronto a interagire con il soggetto in modo tale da aiutarlo a darti la migliore prestazione possibile.

Ciò si ottiene approcciando il rapporto tra fotografo e soggetto come una relazione simbiotica. Ascolta il consiglio del celebre fotografo ritrattista Bambi Cantrell: “L’espressione batte la perfezione. Se hai la fotografia più perfetta dell’universo, essa vale zero senza l’espressione giusta del soggetto”.

Articolo liberamente tradotto da How to capture authentic emotion in portraits di