Gli occhi di un gatto sono finestre per un altro mondo“.

La foto che ti presento in questo articolo ha cercato di rendere merito, anche solo parzialmente, a questo adagio irlandese.

La mia famiglia vive a contatto con moltissimi gatti, liberi nel giardino di casa ma costantemente accuditi. Questo significa, ovviamente, che ho la possibilità di fotografarli ogni volta che mi va.

Se possiedi qualche animale domestico e anche a te piace la pet photography, capisci il divertimento dietro tutto questo.

L’occasione è quindi ghiotta per darti, nelle righe che seguono, qualche consiglio su come “sfruttare” l’animale domestico di famiglia, per organizzare una sessione fotografica a lui dedicata. Che sia tuo, di tua sorella o dello zio che viene a trovarti la domenica.

Ma, prima dei consigli su come fotografare al meglio il tuo gatto e il tuo cane, ecco qualche informazione su questa foto.

La storia dietro lo scatto

La primavera è la stagione dei nuovi arrivati: tra marzo e giugno, non appena i cuccioli hanno compiuto una certa età, le madri li portano più vicini alla casa perché facciano il loro debutto ufficiale e siano introdotti agli altri membri del clan felino.

Vederli correre e giocare sul prato, iniziare la loro esplorazione del mondo tra cadute e ruzzoloni, è un vero spasso. A pochi mesi dalla nascita hanno di solito occhi bellissimi, blu o verdi. Prima che cambino colore è praticamente imperativo dedicargli qualche scatto.

I gattini che vedi in questa foto si trovavano avvolti tra le zampe della madre, mentre tutta la famiglia riposava all’interno di una cesta. Erano mezzi addormentati ma anche incuriositi dai “click” della mia macchina fotografica, quindi guardavano sempre dritto verso l’obiettivo.

A un certo punto, mi sono resa conto che, allontanandomi dai soggetti e zoomando un po’ di più, ottenevo un’inquadratura che era quasi completamente occupata dal pelo nero della madre, in mezzo al quale luccicavano questi punti blu intenso.

In realtà, il momento in cui ho visualizzato lo scatto che volevo, è stato quello in cui riuscivo a fare entrare nel frame tre diversi gatti, per un totale di tre paia di “finestre per un altro mondo”.

Purtroppo, nel momento in cui ho premuto il pulsante di scatto, il terzo soggetto si è spostato e così ne ho potuti fotografare solo due. Accontentiamoci.

Dati tecnici e impostazioni della reflex

La fotografia è stata scattata utilizzando una lunghezza focale di 55 mm: mi trovavo, quindi abbastanza vicina ai miei soggetti.

In genere, però, la lunghezza focale migliore per fotografare i pets è il classico zoom medio, o zoom tutto fare. L’uso di queste ottiche ti permette, infatti, di isolare facilmente il tuo animale domestico dallo sfondo, e renderlo davvero protagonista nella fotografia. Si possono anche ottenere bellissimi effetti bokeh.

Vista l’escursione focale, con gli zoom puoi anche restare a una certa distanza, senza interferire con l’azione che si svolge di fronte a te, e sfruttare la loro versatilità qualora il soggetto fosse troppo irrequieto e si spostasse molto all’interno del campo visivo.

Un’altra e diversa possibilità è l’uso di grandangolari: comportano di doversi avvicinare molto di più, ma restituiscono anche inquadrature ampie, nelle quali il gatto o il cane sono collocati “al centro del loro mondo”. Se lo sfondo è particolarmente bello, quindi, (per esempio: un prato fiorito) osa con il grandangolo!

Solo due parole sulle impostazioni date alla reflex per ottenere questo scatto. Così poche perché, di fatto, la fotografia non ha comportato nessun particolare accorgimento, tranne uno: è stato necessario misurare l’esposizione sul soggetto dal pelo chiaro.

Come forse sai,oggi tutte le reflex ti permettono di misurare correttamente l’esposizione solo su una parte del tuo fotogramma. Si tratta della modalità di misurazione dell’esposizione spot, normalmente contrassegnata su fotocamere Canon da un pallino al centro di un quadrato. Se vuoi subito approfondire l’argomento, puoi trovare altre informazioni nell’articolo sulle modalità di misurazione dell’esposizione.

A che serve il metering mode spot? Semplice: ti permette di ottenere un’esposizione perfetta di una specifica area del fotogramma, mentre tende a sottoesporre le ombre tutto intorno. Capisci perché ho pensato che funzionasse in questo specifico caso? Perché così facendo ho ottenuto un nero ancora più nero nelle parti attorno al gatto grigio, e questo ha fatto risaltare ancora di più il colore degli occhi.

Come fotografare il gatto o il cane di famiglia

Ti avevo promesso che non mi sarei fermata alle solite quattro chiacchiere sulla foto, ma ti avrei invece dato qualche dritta per fotografare il gatto o il cane di famiglia.

Che dire a questo proposito? Cani e gatti vanno fotografati. Se hai un coniglio anche il coniglio va fotografato: c’è talmente tanta energia, dolcezza e filosofia, in mix quasi perfetto, nei nostri pets che non immortalarli è un peccato e chi li possiede lo sa.

Ma se pensi che le loro caratteristiche naturali bastino, da sole, per ottenere belle foto sei sulla strada sbagliata. Scommetto che sei abbastanza stufo delle foto di gattini e cagnolini tutte uguali. Forse anche i tuoi contatti Facebook e Instagram sono stanchi e vorrebbero vedere qualcosa di diverso, non credi?

Voglio lasciarti quindi qualche consiglio per ottenere il massimo dalla tua pet photography, per cambiare il modo in cui hai fotografato fino ad oggi il tuo gatto, cane, coniglio, roditore. Iniziamo.

Ci vuole pazienza. E qualche croccantino.

Questa è, forse, la parte più difficile, che non riguarda strettamente la fotografia ma piuttosto il tuo modo di porti e comportarti durante la sessione fotografica. Parti dal presupposto che gli animali non sono collaborativi. Però possono diventarlo se li rispetti e non li forzi a fare alcunchè.

Il segreto è aspettare finchè il gatto non sarà pronto a fare qualcosa, a compiere l’azione che vorresti congelare, a sbadigliare in quel modo curioso, a giocare con il fratello. Una foto spettacolare non la otterrai al primo tentativo.

Mentre attendi, approfittando per trascorrere qualche ora all’aperto, puoi incentivare il tuo cucciolo a prestarti attenzione, in tanti modi diversi. Compreso elargendo qualche ricompensa. Leggi come puoi stimolare la sua curiosità qui di seguito.

Ehy tesoro, guarda qui.

Difficilmente una frase come questa interesserà in alcun modo il tuo peloso. Piuttosto, esistono moltissimi modi per attirare la sua attenzione e fare in modo che guardi verso la fotocamera.

Questo vale ancora di più per i gatti che, per quanto abbiano diverse personalità, sono certamente tutti accomunati da una curiosità istintiva.

Puoi, per esempio, produrre un rumore schioccando le dita, agitare delle foglie secche, stropicciare tra le dita la carta di uno cioccolatino.

Per fotografare il cane puoi chiedere la collaborazione di un assistente che lo conosca bene, che lo chiami e lo faccia reagire come tu desideri, per esempio agitando il suo giocattolo preferito tra le mani, alla stessa altezza della fotocamera.

La sua personalità, prima di tutto.

Gli animali hanno personalità diverse. Una razza è diversa dall’altra e un individuo da un altro.

Se il tuo cane è noto per essere un gran dormiglione, potresti impostare il servizio fotografico su questo aspetto, scegliendo come location il divano o il letto, meglio se vicini a una finestra in modo da potere sfruttare una fonte di luce naturale.

Ecco un esempio di quello che voglio dire. In questa foto ho ritratto Biglia, il cane di mia sorella. Come tutti i Jack russell che ho conosciuto, Biglia è esuberante. Questo è il vero tratto distintivo della sua personalità, quello che merita di essere evidenziato.

Ma questo significa anche che per fotografarla fatico il doppio di quanto farebbe il proprietario di un Bovaro del Bernese. Attenzione: anche il bovaro ha una splendida natura, decisamente più pacata e tranquilla. Quello che voglio dire è, semplicemente, che devi rispettare il carattere del tuo cane e sapere valorizzarlo, qualunque esso sia.

Nel caso di Biglia mi divertiva vederla scorazzare a perdifiato per la campagna: mi ha immediatamente ispirato fotografie nelle quali questi aspetti del suo carattere venissero esaltati. Ho quindi chiesto la collaborazione di mio cognato, per riuscire a riprenderla dalla giusta prospettiva.

Dopo avere settato la macchina fotografica ed essermi accovacciata a terra, ho chiesto al mio collaboratore di posizionarsi davanti a me (senza interferire con il campo visivo ) e chiamarla a più riprese, lanciandole un bastoncino o attirando, comunque, la sua attenzione.

Quando Biglia è stanca di saltare e scavare buche assume un’espressione malinconica, che ho catturato in questa foto con cui si è conclusa la giornata fotografica. Non bisogna stressare gli animali, chiedendogli più di quanto siano disposti a dare.

Mettiti alla stessa altezza del tuo soggetto.

Quante fotografie hai scattato al tuo cane inquadrandolo dall’alto in basso? Non è ora di smetterla? Fotografandolo alla sua stessa altezza, chi osserva la foto avrà la sensazione di entrare a far parte della scena, di potere allungare una mano per accarezzarlo. Questo è quello che ci interessa trasmettere.

Si tratta di fornire un punto di vista non “umano” ma, al contrario, dare un assaggio di come la vita appare ai suoi occhi. Mettiti, quindi, sempre alla stessa altezza degli occhi del soggetto, accovacciandoti o sdraiandoti.

Usa la luce naturale.

Non mi piacciono le foto di animali domestici fatte in studio. Questo genere di scatti tende a togliere spontaneità ai soggetti e al sapore generale della foto: non è quello, infatti, il loro ambiente naturale domestico, nel quale si muovono tutti i giorni. Per quanto puoi lavorare per metterli a loro agio, in uno studio non si sentiranno a casa.

Inoltre sconsiglio l’uso del flash, che li spaventa o semplicemente infastidisce. Fotografarli all’aperto ti permette di sfruttare la luce naturale.

Le ore del giorno migliori sono alba e tramonto, quando i raggi solari non sono perpendicolari sui tuoi soggetti, ma li illuminano lateralmente e soprattutto irradiano la temperatura di colore calda della golden hour.

Il vero must della fotografia con luce naturale è l’uso di un softbox o di un pannello riflettente. Ne puoi ottenere uno casalingo acquistando al ferramenta un piccolo pannello di polistirolo bianco e orientandolo in modo che rifletta la luce del Sole sul soggetto, eliminando le ombre.

Coinvolgi le persone.

Una delle mie pet photographer preferite è Nicole Mlakar e il motivo è presto detto. Oltre ai bellissimi colori e alla illuminazione del tutto naturale che usa nelle sue fotografie, Nicole scatta coinvolgendo molto le persone, i proprietari delle “star” fotografate.

Gli chiede, per esempio, di stringere il cane tra le braccia, di farlo giocare o divertire, di comportarsi con lui come si comportano tutti i giorni. Ecco, io trovo che questa interazione tra l’animale e il suo padrone sia la vera chiave per ottenere bellissimi scatti di pet photography.

D’altra parte, se riesci a imprimere in una fotografia il rapporto del tutto particolare che lega l’animale al suo padrone, se la foto risulta anche spontanea e correttamente eseguita da un punto di vista tecnico, hai ottenuto il massimo ottenibile.

Uno scambio di sguardi d’intesa o un posa che comunichi tenerezza e fiducia sono scene dal forte impatto emozionale e soprattutto sono proprio quelle foto che la tua famiglia amerà di più conservare e appendere in casa.

Conclusione

Riassumendo, è veramente importante, per ottenere foto espressive del tuo cane o del tuo gatto, metterlo a suo agio e concentrarti sul suo carattere e sul rapporto particolare che lo lega al suo padrone.

È un genere di foto che facciamo tutti, ma tu sei capace di andare oltre la “foto dei gattini”?

Se vuoi concentrarti in particolare sulla fotografia ai cani, la così detta dog photography voglio anche segnalarti l’articolo sull’attrezzatura necessaria e quello che ti spiega come impostare la reflex.

Se applicando questi consigli riesci a ottenere foto migliori di quelle fatte fin’ora ne sarò felice e lieta se mi racconti la tua esperienza nei commenti. Usali anche per qualunque ulteriore domanda o dubbio.

Ciao, bau, miao!