Spaventati dal modo manuale? Da oggi non più!

Spaventati dal modo manuale? Da oggi non più!

Vuoi avere il pieno controllo della tua fotocamera? Ti capita di guardare con timore alla piccola M sul selettore dei modi di scatto? Questo articolo è dedicato a te e a tutti coloro che vogliono far fare un salto alle proprie abilità fotografiche. Oggi, finalmente, impariamo ad usare il modo manuale.

Abbiamo già visto perché e quando il modo manuale è utile, voglio ricordare soprattutto quanto sia d’aiuto per imparare bene a controllare l’esposizione.

Grazie alla sofisticazione delle attuali fotocamere, spesso possiamo ottenere foto soddisfacenti anche usando i modi automatici o semiautomatici. Quindi, perché sottoporsi alla fatica di imparare a scattare in manuale e alle infinite frustrazioni di foto non riuscite?

La verità è che il modo manuale ci affida la completa responsabilità di ottenere la corretta esposizione e, spinti da questa responsabilità, dobbiamo attrezzarci per imparare a impostarla correttamente. È come quando da piccoli ci veniva data la responsabilità dei nostri fratelli minori ed eravamo costretti a crescere.

Se il desiderio della conoscenza ti anima, seguimi.

Non siamo completamente soli

Nell’usare il modo manuale, dovremo impostare i tre parametri del triangolo dell’esposizione, ovvero ISO, apertura e tempo di esposizione (ti consiglio di leggere gli articoli linkati, se per te sono concetti nuovi), in maniera da ottenere un’esposizione corretta.

Come abbiamo già detto, nel modo manuale la fotocamera non ci assiste impostando automaticamente questi parametri. Essa però ci fornisce uno strumento che aiuta a capire se le nostre scelte sono corrette: l’esposimetro.

Come avrai intuito, l’esposimetro serve a misurare l’esposizione. Non ci dilunghiamo in disquisizioni tecniche a riguardo, ti basti sapere che l’esposimetro considera:

Esposimetro
L’esposimetro

Successivamente, determina se la combinazione di questi fattori porta a un’esposizione corretta, o al contrario a un’immagine sovraesposta o sottoesposta. Quest’informazione viene visualizzata attraverso un indicatore come quello nella figura qui sopra.

Esso è solitamente visibile sia all’interno del mirino della fotocamera, sia sullo schermo (ovviamente solo se abbiamo selezionato il modo manuale), sia anche sul display a cristalli liquidi di cui dispongono le fotocamere di fascia medio-alta, vicino al pulsante di scatto. Cosa ci comunica questo indicatore?

Il modo in cui l’indicatore mostra le informazioni può variare a seconda del modello e della marca della macchina fotografica, ma comunque è possibile generalizzare alcuni elementi:

  • quando l’indicatore si sposta verso destra, ovvero verso i numeri positivi, vuol dire che la foto risulterebbe sovraesposta,
  • quando l’indicatore si sposta verso sinistra, ovvero verso i numeri negativi vuol dire che la foto risulterebbe sottoesposta,
  • se l’indicatore è a zero, l’esposizione è corretta.

I numeri servono a comunicare di quanti stop interi l’esposizione è sovra o sottoesposta, mentre i segni tra un numero e un altro indicano le frazioni di stop (1/3 e 2/3).

In alcune fotocamere, l’indicatore è visualizzato in verticale, in altre (per esempio nella mia Nikon D3000) la scala è invertita, ovvero i numeri positivi sono a sinistra e i numeri negativi sono a destra.

Facciamo un esempio

Ora, se puoi, prendi in mano la tua fotocamera e impostala sul modo manuale (prima accendila, ovviamente).

Leggi cosa dice l’esposimetro:

  • se è spostato verso i numeri negativi, aumenta il tempo di esposizione fino a portarlo a zero,
  • se invece è in territorio positivo, diminuisci il tempo di esposizione fino a portarlo a zero.

Leggi il tempo di esposizione e annotalo. Ora, mantenendo fissa l’inquadratura (per non modificare la luce ambientale), aumenta il tempo di esposizione sino a raggiungere la prima tacca intera dopo lo zero (o prima, a seconda di come è fatto il tuo esposimetro). In altre parole, raggiungi la tacca corrispondente al +1, ovvero ad una foto sovraesposta di uno stop.

A questo punto, leggi nuovamente il valore del tempo di esposizione e ti accorgerai che è esattamente uno stop superiore al valore che hai annotato precedentemente. Talvolta potrebbe non essere uno stop esatto, a causa del fatto che comunque l’esposimetro non è preciso “al millimetro” (se il concetto di stop ti è nuovo ti consiglio di leggere gli articoli sul triangolo dell’esposizione).

La stessa procedura può essere ripetuta modificando l’apertura o provando a sottoesporre invece che a sovraesporre.

Questo esempio è utile per capire come si utilizza l’informazione presentata dall’esposimetro. Quando è spostato verso i numeri positivi, per portarlo verso lo zero abbiamo tre opzioni (che possono essere anche combinate):

  • Esposimetro +1aumentare il valore dell’apertura,
  • ridurre il tempo di esposizione
  • ridurre l’ISO.

Viceversa, quando è spostato verso i negativi le opzioni sono:

  • Esposimetro -1usare valori più bassi per l’apertura,
  • usare valori più alti per il tempo di esposizione,
  • usare valori più alti per l’ISO.

Inoltre, l’esposimetro ci indica anche esattamente di quanto dobbiamo correggere questi valori (a meno che l’esposizione non sia fuori scala).

Come modificare ISO, tempo di esposizione e apertura

Chiaramente, se non hai idea di come controllare i parametri del triangolo dell’esposizione sulla tua macchina fotografica, l’esempio appena descritto non serve a nulla.

I controlli su cui agire dipendono dalla marca e dal modello della vtua fotocamera. Generalmente, sulle reflex, sono presenti una o due ghiere dietro e davanti al pulsante di scatto che controllano apertura e tempo di esposizione. Ruotandole aumentiamo o diminuiamo il valore di questi due parametri.

Quando la ghiera è una sola, come sulle reflex digitali più economiche, essa controlla solo tempo di esposizione o apertura e, per modificare l’altro parametro, è necessario premere in contemporanea un pulsante apposito.

Per controllare l’ISO è spesso necessario entrare nel menù o usare il pulsante apposito. Questa apparente scomodità non è comunque così pesante in quanto, per correggere l’esposizione, ci troveremo molto meno spesso a modificare l’ISO piuttosto che l’apertura o il tempo di posa.

Con gli altri tipi di fotocamere, le compatte e le bridge, purtroppo ho poca esperienza diretta. Solitamente queste presentano molti meno comandi fisici e richiedono invece di agire via software, ovvero entrare nei menù.

Quindi il consiglio è sempre quello di dare un’occhiata al manuale della tua fotocamera in cui sarà sicuramente specificato come agire su apertura, tempo di esposizione ed ISO (ovviamente solo se la fotocamera dispone dei modi semiautomatici e manuale).

No pain, no gain

Gli anglosassoni usano questo modo di dire per spiegare che senza fare fatica e mettersi in difficoltà non si fanno progressi. Vale anche per noi appassionati di fotografia che vogliamo padroneggiare il modo manuale e il triangolo dell’esposizione.

Una volta capito come funzionano l’esposimetro e i controlli sulla tua fotocamera, doppiamo solo fare pratica, pratica e ancora pratica e prepararci a buttare via un sacco di foto. Credo però ne valga la pena, perché anche se useremo di rado il modo manuale, quanto imparato nel processo di apprendimento rimarrà con noi e ci aiuterà in ogni scatto.

So che l’argomento può essere un po’ ostico, se hai domande e richieste di chiarimenti, non esitare a condividerle nei commenti! Ti aspetto.

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Autore: Alberto Cabas Vidani

Ho fondato FotoComeFare nel 2010 per divulgare la fotografia digitale. Ho fatto in modo che gli articoli su questo sito riuscissero sempre a insegnare o ispirare, usando un linguaggio comprensibile a chiunque.
Ora FotoComeFare è uno dei siti più visitati (se non il più visitato) tra quelli che insegnano la fotografia in Italia. Da un blog con un solo autore (me stesso), è diventato un sito con un’intera redazione.
Spero di poter continuare su questa strada e di continuare ad aiutarti a comunicare con le migliori foto possibili.

  • Splendido post! Non vedo l'ora di arrivare a casa per prendere in mano la mia reflex e iniziare a fare un pò di prove! :) Condivido su Facebook!

    • Alberto Cabas Vidani

      Grazie, condividere gli articoli è la cosa migliore da fare se vi piacciono il sito e gli articoli.

  • ottimo post ed ottimo blog!
    Soprattutto per me che ho paura del tastino 'M'
    Messo tra i preferiti! ;)

    • Alberto Cabas Vidani

      Grazie mille!

  • Fabio

    Mi hai svelato un mondo in cui non mi ero ancora addentrato… mi ero fermato al P, A, S… Grazie.

    • Alberto Cabas Vidani

      Di nulla.

  • Guido

    Finalmente un blog dove si parla di fotografia e non di macchine!!!! Molto bello.
    Aggiunto ai preferiti.
    grazie

    • Alberto Cabas Vidani

      Grazie dei complimenti e del commento. E\’ esattamente quello che voglio fare, parlare di fotografia, soprattutto di come imparare a fotografare.

  • rizzetto stefano

    complimenti molto semplice molto utile

    • Alberto Cabas Vidani

      Grazie mille.

  • Rinux

    Avrei molto da ridire sull'uso che fai dei verbi "aumentare" e "ridurre"…!

    • Alberto Cabas Vidani

      Perchè ritieni non vadano bene e con cosa li sostituiresti?

  • Rinux

    Per il diaframma:
    aprire, se si passa, ad es., dal valore f/5.6 al valore f/4 o superiori ( f/2.8, f/2, ecc. );
    chiudere o diaframmare, se si passa dal valore f/5.6 al valore f/8 o inferiori ( f/11, f/16, ecc. ).

    Per il tempo di scatto:
    impostare un tempo più lungo (e qua ci sta bene anche l'aggettivo superiore), se si passa, ad es., da 1/60 ad 1/30 oppure ad 1/15 oppure ad 1/8 ecc.;
    impostare un tempo più breve (e qua ci sta pure bene l'aggettivo inferiore), se si passa, ad es., da 1/60 ad 1/125 oppure ad 1/250 oppure ad 1/500 ecc.
    Tutto qua… e le ambiguità di colpo scompaiono!
    Ciao.

    • Alberto Cabas Vidani

      Ok, grazie.

  • Mtt_sold

    No va beh, non puoi capire di che utilità sia stato leggere questo articolo (ti seguo da un po’ e li ho letti praticamente tutti ormai)..Hai spalancato le porte verso un mondo tutto nuovo e te ne sono davvero grato! Sono un po’ di mesi che mi diletto a “giocherellare” con la modalità manuale ma ero completamente all’oscuro di come padroneggiare l’esposimetro..Ho provato subito a fare delle prove a casa e sono rimasto piacevolmente sorpreso dal risultato nonostante siano foto di prova..sono sicuro che approfondendo ulteriormente l’argomento e soprattutto praticando sarò soddisfatto dei risultati che otterrò! Grazie mille per l’articolo e per il tempo che dedichi a tutti noi fotoamatori..
    Mattia da Torino

    Ps: una piccola annotazione di semantica per il futuro (non per pignoleria ma per chiarimento): alla settima riga a partire dall’inizio dell’articolo parli di sofisticazione, che tuttavia ha un altro significato rispetto a quello che vuoi dar ad intendere in quanto significa alterazione/contraffazione e non lo sviluppo tecnologico delle macchine di ultima generazione che sottintendi.
    Detto questo, ancora complimenti e grazie!

    • Alberto Cabas Vidani

      Grazie due volte. Uno per avermi dato il tuo feedback sull’utilità dell’articolo. Due perchè era un errore molto stupido e non me n’ero proprio accorto.

      2012/8/27 Disqus

  • Nighty

    Ciao Alberto,
    innanzitutto grazie per i tuoi preziosi consigli e complimenti vivissimi. Leggendo l’esercizio sopra riportato pero’ non capisco una cosa, tu dici “Leggete nuovamente il valore del tempo di esposizione e vi accorgerete che è esattamente uno stop superiore al valore annotato precedentemente.” 
    Non mi è chiaro, volevi dire che forse è l’apertura che è diventata di uno stop superiore?

    • Alberto Cabas Vidani

      No, l’esercizio serve a dimostrare che, se l’esposimetro misura uno stop in più di luce, allora hai aumentato di uno stop il tempo o l’apertura.
      Se imposti il modo manuale, apertura, tempo e ISO sono scelti da te, non dalla macchina. Quindi, una volta che l’esposimetro è a 0, se ruoti la ghiera dei tempi fino a portarlo a +1, guardando il tempo di posa ti accorgerai di averlo aumentato di 1 stop.
      L’apertura rimane invariata.

      • Ilparis

        Scusa ma se io imposto su manuale non riesco mica a modificare i parametri, se ruoto la ghiera a me rimangono le tacchette tutte sulla destra..:(

  • Michail

    Ciao! L’articolo mi è piaciuto tanto, ma ti volevo chiedere come posso controllare se i parametri che ho inserito sono corretti in una reflex analogica (io ho una Zenit ET). Grazie!

  • Andrea Pilone

    Ciao! ti scrivo per un consiglio. Possiedo una Nikon D7100 con qualche obiettivo pro- (es. Nikkor 24-70 mm f/2.8 ecc.) e scatto il 90% delle mie foto in manuale e in RAW, solo con bilanciamento del bianco in automatico e lavorando tra diaframma, tempi e ISO. Leggendo altri articoli, ho appreso che buona norma è quella di esporre sempre “a destra”, per recuperare il maggior numero di dettagli e quindi andare poi a scurire un po’ l’immagine in post-produzione (utilizzo sempre Lightroom 6). A questo punto, è corretto come consiglio quello di “mirare” sempre alla prima o seconda tacca a destra rispetto allo zero dell’esposimetro? in altre parole, sovra-esporre di 1/3 o 2/3 di stop a destra? oppure anche di più? ovviamente senza alzare mai gli ISO oltre 1600 (“limite rumore” per la mia D7100). Grazie per la passione con cui scrivi gli articoli. ciao, andrea

    • Alberto Cabas Vidani

      Ciao, non mi sbilancerei a darti un consiglio generale in questa direzione.

      • Andrea Pilone

        Si in effetti dipende molto dal tipo di fotografia che si vuole realizzare…. ad esempio, se prevale il low-key bisogna rimanere molto più a sinistra nell’istogramma.. grazie per tutti gli articoli che scrivi.

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  • giancarlo

    sempre complimenti per la chiarezza espositiva.

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