In questo articolo vedremo cos’è e come si usa la compensazione dell’esposizione per correggere l’esposizione calcolata automaticamente dalla macchina fotografica.

Gli algoritmi per il calcolo automatico dell’esposizione fanno solitamente un buon lavoro. In alcuni casi, però, non c’è modo di far sì che la fotocamera produca uno scatto con l’esposizione che desideriamo. In altre parole, ci sono situazioni in cui la fotocamera continua a sovraesporre o sottoesporre la porzione di immagine per noi importante.

Solitamente, questo problema si verifica quando una parte considerevole della scena inquadrata è troppo o troppo poco luminosa. In questi casi, quando usiamo un modo di scatto automatico o semiautomatico, la macchina fotografica, cercando di ottenere una corretta esposizione per queste zone “estreme”, sbaglia l’esposizione di altre parti che potrebbero essere per noi più importanti.

Le macchine fotografiche che dispongono dei modi di scatto program, a priorità di apertura e a priorità di tempo (indicati dalle lettere P, A, S sull’apposito selettore) mettono a disposizione uno strumento molto utile in questi casi che è la compensazione dell’esposizione.

Cos’è la compensazione dell’esposizione?

Logo della compensazione dell'esposizione

Il logo che si trova sul pulsante della compensazione dell’esposizione.

Di solito, la compensazione dell’esposizione è accessibile attraverso i menù, oppure attraverso la pressione di un tasto (nell’immagine all’inzio dell’articolo) combinata con la rotazione della ghiera che si trova sul dorso della macchina fotografica.

Lo scopo di questo strumento è quello di dire alla macchina fotografica di acquisire più o meno luce rispetto alla quantità misurata automaticamente.

La variazione rispetto all’esposizione calcolata automaticamente è misurata in EV (Exposure Value). Un EV corrisponde a uno stop (se non sai di cosa sto parlando, ti consiglio di leggere gli articoli su triangolo dell’esposizioneapertura).

Solitamente, le macchine fotografiche permettono incrementi o decrementi pari a 1/3 o 1/2 EV. La compensazione massima, sia crescendo che calando, dipende dal modello di macchina fotografica, ma solitamente è pari almeno a 2 EV.

Come e quando usare la compensazione dell’esposizione?

Quando impostiamo la compensazione dell’esposizione su un valore negativo, chiediamo alla macchina di acquisire meno luce. Quindi, otteniamo una foto più scura rispetto a quella che si sarebbe ottenuta con l’esposizione calcolata automaticamente. Viceversa, se la compensazione dell’esposizione è un valore positivo, otterremo una foto più chiara, più luminosa.

Una situazione tipica in cui usare una compensazione dell’esposizione negativa, si ha quando fotografiamo un soggetto normalmente illuminato con uno sfondo molto scuro.

A me è successo, ad esempio, pochi giorni fa, dovendo fotografare un albero di Natale addobbato con le luci. Cercando di esporre correttamente l’albero, che era piuttosto buio essendo all’aperto e di sera, la macchina fotografica aveva elevato il tempo di esposizione in maniera da acquisire più luce. In tal modo, le luci che addobbavano l’albero erano diventate eccessivamente abbaglianti. Quindi ho impostato la compensazione dell’esposizione a -0,7 e ottenuto una foto in cui sì l’albero era più scuro, ma le luci avevano un aspetto più normale e piacevole.

Foto di una montagna innevata sottoesposta

Foto di montagna innovata con una compensazione dell'esposizione pari a +2 EV

Una compensazione dell’esposizione positiva è invece utile per esempio quando si fanno foto sulla neve.

La neve riflette molta luce ed è molto “estesa”, perciò inganna gli algoritmi della macchina fotografica.

Tenendo in considerazione questa ampia parte dell’inquadratura eccessivamente luminosa, la macchina fotografica ridurrà il tempo di esposizione o l’apertura, ottenendo una foto probabilmente sottoesposta.

Usando un valore positivo di compensazione dell’esposizione, faremo sì che la macchina acquisisca più luce, producendo uno scatto con esposizione corretta.

Concludendo

Purtroppo, è difficile trovare delle regole assolute che ci dicano in ciascuna situazione quale valore usare per la compensazione dell’esposizione. Piuttosto, è meglio tenere sempre presente che, nelle situazioni in cui il calcolo automatico dell’esposizione fallisce, possiamo intervenire e ottenere un’esposizione corretta grazie alla compensazione dell’esposizione.

Il resto lo fanno l’esperienza e un occhio allenato. Valutando con occhio critico la luce disponibile e la composizione della scena e tenendo in mente i valori usati di volta in volta per la compensazione, ci abitueremo ad intuire il valore corretto da usare senza andare per tentativi.

Ti sei trovato anche tu in situazioni in cui ottenere l’esposizione corretta è stato problematico? Raccontalo con un commento qui sotto, condividendo anche le soluzioni che hai adottato.

Se desideri conoscere un altro modo per correggere esposizione automatiche sbagliate ti interesserà l’articolo sul blocco dell’esposizione.