Le foto panoramiche si distinguono per estendersi molto di più in larghezza che in altezza. Sono indiscutibilmente molto affascinanti per il senso di spazio ed ampiezza che trasmettono e perché solitamente ritraggono scene molto ampie, includendo molti più elementi rispetto ad una foto “normale”. Tipicamente, le foto panoramiche riguardano paesaggi naturali e anche urbani, ma possono essere usate anche per comporre soluzioni più creative, come potete vedere negli esempi qui sotto.

Realizzare immagini come queste, grazie ai progressi dei software disponibili, non è affatto difficile. Soprattutto, è possibile farlo senza acquistare attrezzature oltre a quelle che sono già a nostra disposizione. Le immagini panoramiche si ottengono combinando tra loro una serie di foto scattate in sequenza (tecnica detta stitching). Per assicurarsi un buon risultato e facilitare il lavoro al computer che combinerà le foto, è necessario scattarle seguendo alcune regole. In questo articolo vediamo le regole da applicare per ottenere foto panoramiche perfette.

La procedura per scattare foto panoramiche

Innanzitutto, vediamo quali sono i passi da seguire per scattare le foto da combinare in un’immagine panoramica:

  1. posizioniamoci in un punto da cui, rotando su noi stessi, possiamo osservare l’intero panorama,
  2. inquadriamo l’estremo destro o sinistro del panorama è scattiamo una foto,
  3. individuiamo un punto centrale rispetto alla foto appena scattata,
  4. ruotiamo su noi stessi cambiando l’inquadratura sino a sovrapporne il margine al punto centrale che avevamo individuato al passo precedente,
  5. scattiamo un’altra foto,
  6. ripetiamo a partire dal punto tre.

Queste la procedura generale, vediamo ora come impostare la fotocamera, come comporre i vari scatti e quali attenzioni particolari avere.

Come impostare la fotocamera

Siccome dovremo combinare più foto per ottenere una singola immagine, vogliamo che queste foto non presentino evidenti differenze.

Innanzitutto, non vogliamo che la messa a fuoco cambi di scatto in scatto. Generalmente, le foto panoramiche sono scattate con valori di apertura piuttosto elevati, visto che si tratta solitamente di foto paesaggistiche. L’elevata profondità di campo, quindi, renderà meno problematica la messa a fuoco. A scanso di equivoci, comunque, prima del primo scatto mettiamo fuoco usando l’autofocus, e poi, usando l’interruttore sul barilotto dell’obiettivo, attiviamo la messa a fuoco manuale. In questo modo finché non riattiveremo l’autofocus o non toccheremo la ghiera per la messa a fuoco manuale, la messa a fuoco rimarrà fissa.

Il secondo aspetto a cui porre attenzione è il bilanciamento del bianco. Se scattiamo in RAW, potremo sempre correggere bilanciamento del bianco in post produzione. Per risparmiarci però questo lavoro, possiamo calcolare un bilanciamento del bianco personalizzato, usando l’apposita funzionalità sulla nostra fotocamera, come descritto nell’articolo sul bilanciamento del bianco. Oppure fissiamo il bilanciamento del bianco su “nuvoloso”, così non varierà tra le foto e in più renderà i colori molto più caldi.

Molto più importante è l’esposizione. Usando un modo di scatto automatico o semiautomatico, lasceremmo alla fotocamera il calcolo dell’esposizione. Questa, a seconda del panorama che stiamo fotografando, potrebbe cambiare tra scatto e scatto, anche significativamente. A scanso di equivoci, mettiamo la fotocamera in manuale e impostiamo la corretta esposizione, prima di scattare la prima foto nella nostra sequenza. Manteniamo la stessa esposizione fino a che non avremo terminato di scattare tutte le foto che compongono il nostro panorama. Per impostare l’esposizione nel modo manuale, leggete l’articolo Spaventati dal modo manuale? Da oggi non più!.

Infine, la lunghezza focale. Solitamente, ai panorami e ai paesaggi vengono associate le lunghezze focali più corte. Queste, però, hanno il problema di introdurre una distorsione sferica ai bordi dell’immagine, più evidente ai bordi. Dovendo combinare diversi scatti, potremmo ottenere distorsioni incompatibili ai bordi di ciascuna immagine. Per ovviare a questo problema, è una buona idea usare una lunghezza focale standard, di 50 mm, oppure addirittura tele, ovvero dai 70 mm in su. Ovviamente, non è detto che questa soluzione sia sempre attuabile, in quanto aumentando la lunghezza focale si aumenta anche la compressione della prospettiva e questo potrebbe non combaciare con i risultati che vogliamo ottenere. Inoltre, aumentando la lunghezza focale dobbiamo trovare una posizione più arretrata da cui inquadrare il paesaggio abbracciando la stessa scena.

La composizione delle singole foto

I software di stiching sono molto sofisticati nell’allineamento delle immagini, ma comunque meglio non rendere loro il lavoro più difficile del necessario. La cosa più importante da fare, quindi, è cercare di scattare foto con l’orizzonte dritto e il più possibile alla stessa altezza. Per farlo, si può sfruttare la griglia che la maggior parte delle fotocamere sovrappone all’inquadratura all’interno del mirino o sullo schermo quando si usa il LiveView.

Un altro aspetto da considerare è l’orientazione della fotocamera. Istintivamente, siamo portati ad usarla in orizzontale. Siccome, però, un panorama si sviluppa molto più in larghezza che in altezza, scattando le foto in orizzontale avremmo un’altezza veramente esigua nell’immagine finale. Un’ottima soluzione è quella di orientare la fotocamera in verticale. L’unico svantaggio in questo caso è che dovremo fare un maggior numero di scatti, ovviamente, per coprire la stessa distanza in orizzontale. In compenso, però, avremo fotografato un’area molto più ampia.

Gli optional

Ho fatto i miei primi esperimenti nella creazione di foto panoramiche scattando a mano e il software (Microsoft Image Composite Editor) non ha fatto alcuna difficoltà a comporle. Comunque può essere una buona idea usare un treppiede soprattutto se, aumentando il valore dell’apertura, otteniamo tempi di posa troppo lunghi per evitare foto mosse. In questo caso, meglio usare allora l’autoscatto o un comando a distanza per evitare di far vibrare la fotocamera al momento dello scatto.

Se il panorama contiene oggetti in movimenti, come ad esempio le nuvole, meglio scattare rapidamente, perché i cambiamenti potrebbero essere molto difficili da far combaciare.

Infine, nella procedura descritta sopra, al punto 3, dicevo di individuare un punto centrale in una foto ed usarlo come riferimento per la sovrapposizione della foto successiva. Questa è una soglia molto generosa, si possono ottenere bei panorami anche sovrapponendo solo un quarto di ogni foto con la successiva.

Concludendo

Per comporre le foto trovate molte utility gratuite e a pagamento. Io ho provato Microsoft Image Composite Editor e ne sono stato soddisfatto. Trovate il tutorial video in questo articolo: Come creare foto panoramiche perfette in 5 minuti con l’applicazione gratuita Image Composite Editor (Video tutorial).

Molti consigli sulla fotografia panoramica e di paesaggio si trovano nei tre volumi de Il libro della fotografia digitale: vi consiglio assolutamente di acquistarli se cercate consigli di un esperto sulla fotografia.