Tutto quello che devi sapere su crop factor e lunghezza focale equivalente

Tutto quello che devi sapere su crop factor e lunghezza focale equivalente

C’è una malattia che affligge la gran parte delle fotocamere digitali, reflex bridge e compatte, che risponde al nome di crop factor (o fattore di moltiplicazione). È un concetto che ho già trattato nell’articolo Crop factor: le dimensioni contano?, ma qui voglio darti qualche dettaglio in più.

Prima, una breve spolverata su cos’è il crop factor. Le reflex digitali di più alto livello hanno un sensore, che è il circuito deputato a registrare le immagini, grande quanto il negativo di una foto analogica. Per questo sono dette full frame (pieno formato, in italiano). Per motivi economici, la gran parte delle fotocamere digitali monta invece sensori più piccoli. Il crop factor indica il rapporto tra i sensori più piccoli e quelli del pieno formato.

La fotocamere reflex digitali hanno valori di crop factor che si aggirano attorno all’1.5x. Le compatte hanno crop factor molto più elevati, superano anche il 4x, perché hanno sensori più piccoli.

Lunghezza focale equivalente

Un’immagine prodotta da un sensore più piccolo risulta come il ritaglio di quella memorizzata dal sensore più grande. Però, stampato alla medesima dimensione, il ritaglio sembra un ingrandimento di una porzione della foto più grande (vedi l’altro articolo sul crop factor per un esempio). Quindi, una foto scattata ad una determinata lunghezza focale su un sensore più piccolo risulta come se fosse stata scattata con una lunghezza focale maggiore. Questa è detta lunghezza focale equivalente ed il crop factor si usa per determinarla. Avrai letto spesso nelle specifiche delle fotocamere e degli obiettivi la dicitura “focale equivalente 35 mm”, o qualcosa del genere. Questa è la focale che si ottiene moltiplicando il crop factor per la focale reale dell’obiettivo. Essa indica la focale che si dovrebbe utilizzare su un sensore a pieno formato per ottenere le stesse immagini che si ottengono con un sensore più piccolo. Di per sé, questa è un’informazione che tende spesso a creare solamente confusione. Quando usi una fotocamera, l’importante è quello che vedi sullo schermo LCD o attraverso il mirino. Che te ne frega di cosa vedresti su una fotocamera a pieno formato? Ma soprattutto, in quanto possessore di una reflex mi sono trovato spesso a chiedermi: la focale equivalente, è veramente equivalente?Siccome la mia fotocamera ha un crop factor pari a 1.5x, un obiettivo 50 mm dovrebbe corrispondere ad un 75 mm: è esattamente così o ci sono alcune differenze? Rispondiamo a queste domande.

L’angolo di visuale è lo stesso

Un aspetto cruciale per me è sempre stato l’angolo di visuale. Le lunghezze focali più corte hanno un angolo più largo, quindi permettono di includere più cose nell’inquadratura. Ebbene, il crop factor rende l’angolo di visuale di un obiettivo identico a quello con focale equivalente. Quindi, un 50 mm su un sensore con crop factor di 1.5x ha lo stesso angolo di visuale di un 75 mm su una fotocamera a pieno formato.

La profondità di campo cambia

Qui la cosa si fa un po’ più complicata. È necessario infatti fare un un’assunzione iniziale. Quello che ci interessa è vedere come cambia la profondità di campo scattando la stessa identica foto con una fotocamera a pieno formato ed una con sensore più piccolo. Se usi la stessa lunghezza focale e scatti una foto puntando nella stessa direzione e dalla stessa posizione con entrambe le fotocamere otterrai foto differenti. Infatti, la fotocamera con sensore più piccolo , come dicevamo prima, ci farà vedere un ingrandimento dell’inquadratura a pieno formato. Queste sono quindi due foto diverse. Per ottenere la stessa foto, dovrai avanzare usando la fotocamera a pieno formato oppure indietreggiare usando quella con il sensore più piccolo. In questo caso, la profondità di campo sarà inferiore nella foto scattata con la fotocamera a pieno formato. In altre parole, la porzione di foto sfocata sarà maggiore nella foto a pieno formato. Questa cosa implica? In molti casi, questo fatto non ha un implicazioni né positive nè negative. Se però sei abituato a vedere foto con sfondi molto sfocati, scattate usando fotocamere a pieno formato, sappi che per ottenere gli stessi risultati su una fotocamera con sensore più piccolo dovrai usare lunghezze focali maggiori o avvicinarti al soggetto.

La fregatura quando scatti a mano libera

Secondo me, la conseguenza pratica più significativa del crop factor è anche la più nascosta. Riguarda la scelta del tempo di esposizione minimo per evitare foto mosse quando scatti a mano libera. Come descritto nell’articolo che parla di come evitare foto mosse, c’è una regola empirica che a questo scopo suggerisce di usare un tempo di esposizione minore o uguale all’inverso della lunghezza focale. Quindi, se stai usando una lunghezza focale pari a 100 mm dovrai impostare una tempo di esposizione pari a 1/100s o più piccolo, cioè 1/200s, 1/250s e così via. Ma se non usi una fotocamera a pieno formato, quale lunghezza focale devi tenere in considerazione: quella reale scritta sull’obiettivo o quella equivalente ? Purtroppo, devi tenere in considerazione la focale equivalente. Perciò se se usi la lunghezza focale di 100 mm, e la tua fotocamera ha un crop factor pari a 1.5x, il tempo di esposizione potrà essere al massimo pari a 1/150s. Sulle fotocamere compatte vale lo stesso discorso, anche se, non avendo le tacche che indicano lunghezza focale sull’obiettivo, è necessario andare un po’ ad intuito. Effettivamente, in certi casi il crop factor può quindi costituire un problemaperché tempi troppo brevi in situazioni di scarsa luce sono assolutamente inutilizzabili.

Anche la diffrazione peggiora

La diffrazione è un problema che si presenta usando le aperture più chiuse, ovvero con valori più alti. Quando è presente diffrazione, la foto perde nitidezza. Riducendo la dimensione del sensore, si aumenta il rischio di diffrazione. Quindi, si riduce il massimo valore di apertura utilizzabile. In generale, comunque, questo non significa che devi continuamente tenere a mente il crop factor per determinare se nella tua foto ci sarà diffrazione. Molti altri fattori contribuiscono a causarla. Meglio se fai qualche esperimento e scopri qual’è il valore massimo di apertura fino cui puoi spingerti con la tua fotocamera e i vari obiettivi che possiedi prima di introdurre diffrazione.

In conclusione, che me ne faccio di questo crop factor?

Molto difficilmente il crop factor ti guiderà nella scelta della fotocamera da comprare. Se stai considerano una compatta, non passerai ad una reflex solo per il crop factor più ridotto. Allo stesso modo, difficilmente comprerai una fotocamera a pieno formato per avere il sensore di grandezza massima. Queste sono macchine fotografiche dal costo elevatissimo e devi avere molti buoni motivi per acquistarne una. Penso che, tutto considerato, le uniche situazioni in cui devi tenere bene a mente il crop factor sono quando scatti a mano libera e vuoi evitare foto mosse. In questi casi stai sempre attento al tempo di esposizione e considera la focale equivalente per determinare quello giusto. Questo argomento a volte può diventare un po’ intricato. Hai capito tutto o ti serve ancora qualche chiarimento? Non esitare a chiederlo nei commenti.             http://dpanswers.com/content/tech_crop.php

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Autore: Alberto Cabas Vidani

Ho fondato FotoComeFare nel 2010 per divulgare la fotografia digitale. Ho fatto in modo che gli articoli su questo sito riuscissero sempre a insegnare o ispirare, usando un linguaggio comprensibile a chiunque.
Ora FotoComeFare è uno dei siti più visitati (se non il più visitato) tra quelli che insegnano la fotografia in Italia. Da un blog con un solo autore (me stesso), è diventato un sito con un’intera redazione.
Spero di poter continuare su questa strada e di continuare ad aiutarti a comunicare con le migliori foto possibili.

  • Mirella

    Ecco perché, pur impostando tempi che mi sembravano corretti, capita di fare foto mosse. Utilissimo consiglio quello di considerare nei tempi di esposizione la focale equivalente (il crop factor della mia Canon è 1,6), lo metterò subito in pratica!

    • Alberto Cabas Vidani

      Benissimo, felice di essere stato utile.

    • Rinux

      Se avessi usato Nikon probabilmente molte di quelle foto le avresti avute nitide. :-) :-)
      Scherzo naturalmente.

  • Giorgio Tinski Vignola

    Vorrei risponderti che esiste il problema uguale e contrario se si usano formati grandi (intendo per la pellicola). Avere più profondità di campo non sempre è un male, dipende dal contesto e da cosa devi fotografare e come. Ci si adatta e comunque spesso basta aprire un po' i diaframmi. Per esempio con i tele è un vantaggio :). Un saluto Giorgio

    • Alberto Cabas Vidani

      Intendi cose tipo il medio formato, vero?
      Diciamo che è un\’esperienza nulla con questi…
      Grazie del contributo!

  • Giorgio Tinski Vignola

    Si il medio e il grande formato (banco ottico per intenderci) hanno una ridotta profondità di campo. Il vantaggio in quel caso è il grande formato della pellicola e gli ingrandimenti che si possono effettuare. E' vero che la piccolezza del sensore sulle compatte è veramente un problema ma si posson fare belle cose anche con quelle. Un saluto e complimenti per il blog. Giorgio

    • Alberto Cabas Vidani

      Grazie.

  • Pin0

    Bellissimo articolo, complimenti. Finalmente ho capito i riflessi pratici della differenza con una fullframe, a parte il prezzo … ovviamente.
    Mi è piaciuto molto il capitolo sulle foto a mno libera e sulla diversa gestione dei tempi minimi di esposizione rispetto alla "effettiva" lunghezza focale "equivalente". Ne terrò conto nei miei prossimi esperimenti.
    La mia D7000 dovrebbe avere un crop factore di 1,5 giusto?
    Sono scontati, ma … complimenti per il blog.
    Pino

    • Alberto Cabas Vidani

      Esatto 1,5.
      Grazie dei complimenti.

  • Rinux

    Al primo rigo del paragrafo "Anche la diffrazione peggiora" avrei evitato l'ossimoro "usando le aperture più chiuse" a favore dell'espressione "usando diaframmi più chiusi".

    • Alberto Cabas Vidani

      Evidentemente il termine apertura non ti piace. A forza di leggere materiale in inglese, in cui si usa il termine aperture, ho sempre preferito apertura invece che diaframmi.
      Un ossimoro comunque di per sè non rovina la lettura. In questo caso poi non si tratta necessariamente di un ossimoro: apertura è un nome, non indica la qualità di essere aperto in questo caso.

      • Rinux

        Mi spiace dirtelo ma se non vedi un ossimoro in "apertura (più) chiusa" vuol dire che una ripassatina alle figure retoriche non ti farebbe male.
        Poi: non che 'apertura' non mi piaccia; preferirei la si usasse – quando si fa divulgazione fotografica – con gli aggettivi 'maggiore' e 'minore'.
        Riserverei, invece, gli aggettivi 'aperto' e chiuso' al sostantivo 'diaframma'.
        Forma e contenuto, imho, dovrebbero andare di pari passo.
        Non te lo dovrei dire io che il tradurre alla lettera un testo in inglese, molte volte conduce ad aberrazioni… linguistiche.

        • No, no. Hai frainteso. Lungi da me tradurre letteralmente.
          In inglese viene usato sempre il termine apertura. Non viene mai usato l’equivalente di diaframmi in italiano. Perciò, abituato a leggere il termine aperture, tendo a preferire apertura invece che diaframmi.
          Non riesco ancora ad afferrare quale vantaggio ottenga la divulgazione fotografica dall’usare maggiore e minore invece che aperto e chiuso per l’apertura.

  • Fabio

    come sempre molto interessante, utile e intuitivo malgrado si parli di cose non semplici!
    Continuo a seguirti sempre, grazie!!!
    Fabio

    • Alberto Cabas Vidani

      Grazie a te delle tue parole.

  • Baldo

    Come il commento qui sopra di Fabio ti faccio di nuovo i complimenti x la chiarezza con cui esponi concetti complessi. Li sai rendere chiari a noi comuni mortali.
    Bene, ho capito che sbagliavo e devo impostare i tempi in base alla focale equivalente ma mi è rimasto ancora un dubbio.
    Se su un corpo medio formato monto un obiettivo adatto al pieno formato l’immagine che verrà focalizzata sul piano del sensore (piano di fuoco?) nn sarà piu ampia del sensore stesso? Nn devo tener conto anche della quantita di luce che nn viene catturata x calcolare la luminosita di un obiettivo? È un aspetto che ancora nn mi è chiaro e nn riesco a trovare informazioni ma piu probabilmente è una mia paranoia inutile…
    Ancora complimenti!

    • Alberto Cabas Vidani

      Innanzitutto grazie infinite dei complimenti.
      Per rispondere alla tua domanda, direi che serve prima un chiarimento. Tu parli di medio formato, ma forse volevi intendere i sensori "croppati" ovvero quelli con un crop factor maggiore di 1. Il medio formato è in realtà un sensore più grande del 35 mm, quindi più grande del pieno formato: http://www.chrysis.net/photo/photo_man/txt/medio_….
      Supponendo che tu intendessi questo, innanzitutto è vero che l'immagine "vista" dall'obiettivo sarà più grande di quella catturata dal sensore. Infatti, spesso ho letto che usare un'obiettivo per pieno formato su una macchina croppata dia il vantaggio di usare solo la parte centrale delle lenti, che è la migliore.
      Comunque, al momento dello scatto questo non deve preoccuparti, tu vedi quello che vede il sensore (a meno della copertura del mirino, ma questa è un'altra storia).
      Riguardo alla seconda parte, la luminosità, non so risponderti precisamente. Cosa intendi per luminosità di un obiettivo?
      Può accadere che alcuni obiettivi risultino più "luminosi" a parità di f-stop, a causa delle loro caratteristiche costruttive. Ma questo non dipende necessariamente dal fatto che usi un obiettivo per full frame su una fotocamera con sensore più piccolo.

  • Lorenzo

    Interessante articolo.
    Le reflex moderne hanno anche il vantaggio di incorporare nella lente (Canon) o nella macchina (Nikon) un stabilizzatore d'immagine (IS – Canon, VR – Nikon).
    Questo di certo aiuta nello scatto a mano libera, salvando 2-3 stop per l'esposizione.
    Quindi anche scattando a mano libera con una macchina con crop-factor mi attengo alla regola empirica lunghezza focale – 1/tempo di esposizione, per evitare mossi.
    Ci sarebbe da considerare inoltre la gamma di colori ripoducibile da un sensore con crop-factor rispetto ad un full-frame (minore densità di pixel), e il rumore introdotto…
    Il vantaggio ovviamente del crop-factor è nello scattare con una lente tele-photo (per la focale moltiplicata).
    Lo svantaggio ovvio è nell'avere una lente grand'angolo (10-22mm) … che perde d'angolo (16-35mm)

    • Ciao, grazie del contributo, avevo escluso il discorso sul rumore, ma effettivamente è una cosa da tenere in considerazione.
      Riguardo alla stabilizzazione, devo precisare che lo stabilizzatore per le Nikon non è nel corpo macchina. Tra l’altro dicono che sia più efficace quello sull’obiettivo.

  • la regola vale anche con il flash

    • Alberto Cabas Vidani

      Certo, le caratteristiche ottiche non c’entrano con l’illuminazione.

  • la regola vale anche con il flash

  • Luca

    Articolo molto interessante, io aggiungerei una cosa importante. un altro elemento che non varia è la prospettiva, cioè un 50mm a pieno formato o un 50mm su medio formato hanno la stessa prospettiva, quello che cambia come giustamente detto è l’angolo di campo.

  • Davide

    Ciao Alberto,
    Se con il mio Fisheye faccio uno scatto, oltre a moltiplicare i mm per il crop factor per ottenere i mm reali, rischio di perdere l’effetto marginale a bordo foto (quindi quello più accentuato e particolare) della mia lente?
    (Ti pongo questa domanda perché ad ora sto scattando con una Canon EOS 300 analogica 35mm quindi non ho problemi di “taglio” (credo? :s ), ma sarei intenzionato a passare al digitale senza perdere l’effetto della mia lente preferita. Il tutto cercando un prodotto accessibile nel mondo Canon.)

    Ciao e grazie in anticipo della risposta.

    • Alberto Cabas Vidani

      Ciao, sicuramente montando il fisheye su un corpo “croppato” la lunghezza focale percepita cambia. Ho trovato questa discussione: http://www.fredmiranda.com/forum/topic/974177. Effettivamente dicono che il fisheye è meno “fishy” sul DX

  • Danilo_BB

    Scusa ma non ho capito.
    È la densità di pixel del sensore maggiore che crea la dimensione dell’immagine finale ingrandita?
    Se il sensore APS-C riceve un’immagine piu’ piccola visto l’angolo di ripresa ridotto, per quale ragione devo ottenere un’immagine finale ingrandita se otticamente non è tale?
    Grazie

    • Alberto Cabas Vidani

      Ciao,
      a quale passaggio ti riferisci?

      • Danilo_BB

        Tralasciando per il momento il discorso sulla la densità del sensore, quello che vorrei capire adesso meglio è in sostanza:
        se inquadro un soggetto fisso con un 50mm e una full frame e successivamente sempre lo stesso soggetto, sempre con un 50mm ma con una aps-c, nel mirino della aps-c il soggetto risulta più vicino o alla stessa distanza ?

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