Gestire i modelli su un set: tutto quello che un fotografo dovrebbe sapere

Gestire i modelli su un set: tutto quello che un fotografo dovrebbe sapere

Avere la capacità di dirigere i modelli nelle tue sessioni fotografiche è alla base di qualunque genere di progetto fotografico tu voglia realizzare.

Puoi allestire la migliore location, avere la migliore illuminazione e il top degli hair stylist, ma tutto questo non ti servirà a nulla se il volto della tua modella non saprà esprimere l’emozione che stai cercando. Il tuo compito non sarà solo quello di inquadrare e scattare fotografie, ma anche quello di dare le giuste istruzioni ai tuoi modelli.

Ecco un elenco di cosa è meglio fare e non fare, con una piccola aggiunta bonus alla fine dell’articolo.

Se in passato hai lavorato come assistente di altri fotografi, avrai assistito a molti modi diversi di approcciarsi ai modelli. Alcuni li ignorano, alcuni gridano, altri scambiano qualche parola di circostanza e altri ancora cercano di comportarsi in modo seduttivo. Dipende tutto da chi sono e da che genere di immagine stanno cercando.

Su alcuni set fotografici di moda troverai persino fotografi che non rivolgono nemmeno la parola ai loro modelli; si limitano a restare seduti su una sedia, si fanno passare il comando remoto di scatto della fotocamera e fanno un cenno col capo per segnalare che lo spettacolo sta per iniziare.

Nella maggior parte dei casi si tratta di vecchi fotografi rimasti fermi agli anni ’80 o abituati a comportarsi come dive, ma lavorano con i migliori modelli sulla piazza. I modelli ricevono un canovaccio e non hanno bisogno di nessun’altra indicazione: conoscono i loro corpi, le pose che riescono meglio in fotografia e come sfoggiare al meglio gli abiti che indossano.

Ciononostante, la maggior parte dei modelli con cui lavorerai avrà bisogno di indicazioni su cosa ti aspetti da loro e quali siano gli scopi del tuo progetto. Questo diventa ancora più importante quando lavori con modelli amatoriali. Quindi come raggiungere i tuoi obiettivi?

Credo che ci sia una sola cosa da fare, mentre esiste un intero elenco di cose da evitare.

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Cosa fare: adatta il tuo comportamento alla personalità del tuo modello o modella

Così come esistono diversi tipi di fotografi, naturalmente esistono diversi tipi di modelli. Non ci dimentichiamo che, dopotutto, siamo semplici esseri umani. Alcuni di noi hanno le batterie Duracell incorporate, mentre altri sono caricati a manovella. Alcuni di noi amano alzarsi presto la mattina, mentre altri non riescono a concentrarsi prima di mezzogiorno. Tutte le modelle sono uniche e questo vale indipendentemente dal fatto che si tratti o meno di professioniste.

La mattina prenditi qualche momento per scambiare due chiacchiere con loro. Rivolgi loro domande sulla loro vita, scopri se hanno senso dell’umorismo (o meglio, se ce l’hanno uguale al tuo) e, soprattutto, fai loro capire quello che vuoi ottenere e perché hai scelto proprio loro. Per iniziare, qualche complimento è sempre il benvenuto. Falle sentire speciali, tutti abbiamo bisogno di conferme.

Bastano dieci minuti per ottenere questo risultato, dopodiché potrai tornare a giocare con la tua fantastica nuova attrezzatura fotografica. Prenditi cura dei loro bisogni: cibo, bevande, pantofole confortevoli e accappatoi puliti per i momenti in cui vengono truccate o cambiano guardaroba. Se dimostrerai cura e attenzione nei loro confronti, si impegneranno molto più di quanto richiesto.

Quando inizia la sessione di scatti, adattati all’energia della tua modella o del tuo modello. Spesso mi piace pensare che fotografare qualcuno sia un po’ come una danza. Il fotografo conduce, il modello segue.

Se calpesti i loro piedi, non riuscirai a compiere il passo di danza che volevi. Se hanno bisogno di una guida dolce, parla con calma e serenità. Se hai bisogno che si connettano al loro David Bowie interiore, comportati così anche tu.

Se vuoi che ridano, inizia a ridere. Se vuoi che gridino e si arrabbino, chiedi a tutto il tuo staff di iniziare a gridare a più non posso. Puoi anche usare la musica, per aiutarti, ma se vedi che distrae la tua modella, spegnila. Se i tuoi modelli sono molto timidi, chiedi al tuo staff di lasciare il set per i primi scatti, finché non li vedrai maggiormente a loro agio.

Sei lo specchio di quello che vuoi che il tuo modello diventi. Guidali nel tuo mondo, ma adatta il modo in cui lo fai alla loro personalità.

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Quando vado nelle aziende a scattare ritratti ai professionisti che vi lavorano, mi capita sempre la persona di mezza età molto timida che, per qualche motivo, detesta la propria immagine.

In questo caso, se è un uomo cercherò di trovare un’intesa, mentre se è una donna le farò tantissimi complimenti di qualunque tipo (mi complimenterò persino per gli orecchini che ha scelto). Se lavoro con una ragazza timida che ha bisogno di sciogliersi, farò il clown finché non si sarà rilassata e si sentirà più a suo agio. Se lavoro con un modello che ha già visto di tutto e fatto ogni tipo di lavoro, ma si comporta con me in modo un po’ sostenuto, lo prenderò scherzosamente in giro dicendogli: “Avanti, è tutto qui quello che sai fare?”, per stimolare il suo ego di professionista.

Con alcuni modelli è un’ottima idea mostrare loro cosa funziona e cosa no. Quando capiscono cosa fare, e come, sono sempre molto contenti. Fai una velocissima post-produzione sul tuo laptop con loro presenti, rassicurali sul fatto che in foto sono riusciti molto bene.

Anche le modelle più alte e magre hanno insicurezze legate alla loro immagine! Alcune modelle che hanno più esperienza cedono al narcisismo: se scatti in tethered, guarderanno quello schermo dopo ogni singolo scatto. Toglilo dalla loro vista; devono creare una connessione con te, non con la loro immagine.

La modella è la tua partner per un giorno. Il modello è la tua tela, l’espressione fisica della tua creatività. Quello che ti danno è il tuo risultato finale. Escludendo alcuni modelli, che sembrano scesi direttamente dal pianeta degli snob e che, se non riescono a esprimere quello che cerchi, è colpa tua, non loro.

Potresti non averli scelti con abbastanza cura o aver sbagliato qualcosa nel dirigerli. Proteggere la tua relazione con loro è una delle cose più importanti su un set fotografico.

Qualche tempo fa ero su un set per un servizio di moda commissionato da una rivista e il parrucchiere e l’hair stylist stavano impazzendo (credo per via dello stress): continuavano a toccare la modella cambiandole pettinatura, aggiungendo e togliendo accessori, impedendomi di ottenere uno scatto decente e spingendo la modella a un grado di irritazione oltre ogni limite.

Continuavano a commentare i difetti delle immagini che apparivano sullo schermo con una voce così alta che io e la modella riuscivamo a sentirli. Stavano distruggendo il collegamento emotivo che io e la modella cercavamo di creare, facendomi perdere la connessione con lei.

Inoltre, c’era la pressione dovuta al fatto di dover scattare in una finestra temporale molto precisa. Stavamo utilizzando dei gioielli di altissima fascia, creati da diversi designer, che ci avevano inviato i loro prodotti con numerose guardie del corpo e che non avevano nessuna intenzione di fermarsi oltre il tempo necessario per realizzare il servizio. Anche perché, dopo il lavoro con noi, avrebbero dovuto portare quei gioielli su altri set.

In quel momento ho fatto una cosa che non avevo mai fatto prima, e che non credevo mai sarei stato in grado di fare. Li ho presi a male parole, gridando loro di uscire dal mio set e andare a prendersi un caffè, una vodka o qualunque accidenti di cosa di cui potessero aver bisogno per calmarsi. Loro due mi hanno guardato con enorme sorpresa e sono usciti.

In quel momento le guardie del corpo hanno emesso qualche grugnito di soddisfazione, i miei assistenti hanno soffocato qualche risata e la modella mi ha subito amato tantissimo. A quel punto siamo diventati veri e propri complici. Per tutto il resto della giornata quella modella ha dato il meglio che potesse darmi.

Sorprendentemente, ho ottenuto anche molto più rispetto dagli altri presenti, compresi i rappresentanti della rivista. Connettiti con i tuoi modelli.

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Cosa non fare:

  • Non pensare che i tuoi modelli sappiano cosa ti aspetti da loro, se non glielo spieghi con un linguaggio che sia per loro comprensibile. Non ti leggono nel pensiero.
  • Non aspettarti che i modelli non sentano il freddo e la fame. Sii sensibile e attento ai loro bisogni fisici. Se stai scattando in una location in pieno inverno con una modella che sta gelando perché è in abiti estivi, condividi con lei queste sensazioni. Spesso, quando scatto in queste situazioni, mi tolgo di dosso il mio comodo e caldo parka e rimango in maglietta, in modo tale che i miei modelli sappiano che non gli chiederò mai di rimanere al gelo più di quanto non potrei sopportare di fare io stessa.
  • Non usare strani comandi vocali. A meno che tu non usi apposta un accento strano, per scherzo, frasi come “fai l’amore con la macchina fotografica” sono proprio fuori moda. Dico davvero!
  • Anche se non sei soddisfatto dei risultati che stai ottenendo, o non sai cosa fare per migliorare, non darlo a vedere. Ti potresti interrogare sul perché le luci non danno l’effetto che volevi, ma il tuo modello penserà di non rispondere alle tue aspettative, o che tu sia un fotografo incapace, che non sa quello che vuole. Entrambe le convinzioni, per te, sono letali. Tu sei il capo, quindi il tuo umore è contagioso; se hai un dubbio, tutti si sentiranno insicuri. Quindi, se hai perso il controllo della situazione, calmati e dimostrati sicuro di te finché sei sul set, riservando alla privacy di un bagno i tuoi tentativi di sbattere la testa contro il muro.
  • Non toccare la modella, a meno che tu non abbia chiesto e ottenuto il permesso di farlo. E’ ancora più fondamentale se sei un uomo. A volte può aiutare ad essere più rapidi, soprattutto quando stai cercando di spiegarle una posa. Può anche aiutare a creare un senso di intimità, ma chiedi sempre il permesso prima di farlo. Sono una donna e anche io non mi permetto mai di farlo senza chiedere prima l’autorizzazione.

Il segreto per capire veramente cosa prova il tuo modello

Se sei arrivato a leggere fino alla fine, grazie di cuore per la tua attenzione, mi fa molto piacere.

Ed ecco il mio ultimo consiglio: puoi chiedere a centinaia di modelli cosa piace loro e cosa no, e sicuramente in questo modo otterrai moltissime informazioni. Ma capirli veramente è tutta un’altra storia. C’è solo un modo per farlo: farne esperienza in prima persona. Diventa un modello tu stesso, per un’ora o un giorno.

Avrai moltissimi colleghi che potrebbero voler provare la tua nuova attrezzatura o semplicemente volersi divertire un po’. Potresti chiedere loro di farti un ritratto o di posare per una sessione di scatti. Quando ti trovi dall’altro lato dell’obiettivo inizi a vedere le cose sotto una luce diversa. Ti renderai conto di quanto tempo passi a guardare il fotografo mentre scatta oppure di quanto tempo aspetti tra uno scatto e l’altro. O, ancora, di quanto il suo stato d’animo influenzi il tuo.

Durante i primi minuti (o ore) ti accorgerai di essere stranamente attento a quello che fai e magari anche fortemente intimidito (sì, a volte capita, anche alle persone più sicure di sé). Ti accorgerai di quanto sia fondamentale ricevere indicazioni precise e di quanto questo sia utile per lasciarti andare e per riporre fiducia nel fotografo. Vedrai quanto poco ci metterai ad annoiarti. Potresti realizzare che non è così semplice quanto credevi e iniziare a rispettare maggiormente la professione del modello. Fallo!

Nella mia prima esperienza, ho dovuto spogliarmi completamente in una foresta, per un amico. Quella volta ho scoperto che le zanzare possono pungerti in punti davvero strani, che se devi fissare il sole può farti davvero male agli occhi e che, dopo solo due ore trascorse nel tentativo di esprimere quello che il fotografo desidera da te, puoi sentirti veramente esausta e irritabile.

Non ti sto dicendo di cercare necessariamente uno scenario estremo: non hai bisogno di andare in una foresta, spogliarsi in uno studio fotografico è già piuttosto difficile (scherzo, prova una sessione di ritratti)! Va bene qualsiasi cosa. Il punto è quello di rendersi conto che fare la modella richiede capacità specifiche, così come lo richiede il saper dirigere bene qualcuno. Prendi e fallo, ti divertirai!

Mai e poi mai mostrerò i nudi, ma questa è una sessione di ritratti realizzata dal fotografo Audray Saulem, che non si è arreso e alla fine è riuscito a tirare fuori qualcosa di buono dalla causa persa che sono quando mi trovo davanti all'obiettivo.
Mai e poi mai mostrerò i nudi, ma questa è una sessione di ritratti realizzata dal fotografo Audray Saulem, che non si è arreso e alla fine è riuscito a tirare fuori qualcosa di buono dalla causa persa che sono quando mi trovo davanti all’obiettivo.

Articolo di ANNA DABROWSKA liberamente tradotto dall’originale: https://fstoppers.com/fashion/secret-directing-models-dos-and-donts-you-need-know-photographer-110364

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Lalez

Autore: Lalez

Traduttrice e programmatrice, appassionata di arte e di cultura, sono una persona molto curiosa e amo la conoscenza sotto tutti i suoi aspetti. Le mie città sono New York e Gion, in Kyoto.
Il mio genere fotografico preferito è la street photography, accompagnato a un debole per i ritratti. Ho una vera passione per Photoshop, l’editing di immagini e tutto ciò che mi permette di “giocare” con le fotografie.
Infine, amo il cielo azzurro. Sopra ogni cosa.

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