In inglese esiste un termine apposito che indica l’abitudine di guardare continuamente lo schermo della fotocamera. Il termine è “chimping”. Da cosa deriva?

Bè, non è un termine elogiativo, viene da “chimpanzee”, ovvero scimpanzé. Esso fa riferimento ai versi da primate che si fanno quando si osservano le foto che ci piacciono, tipo “Oooh”, “Ahhh” e simili. Te lo saresti mai aspettato?

Puoi intuire quindi che almeno una parte della comunità dei fotografi guarda male all’uso eccessivo del display della fotocamera. Ovviamente poi ci sono gli estremisti che condannano anche il minimo utilizzo dello schermo per verificare la qualità dei nostri scatti.

Come sempre, gli estremismi sono sbagliati, ma ci sono effettivamente delle controindicazioni nel guardare continuamente lo schermo della fotocamera. Al contempo esso è uno strumento potentissimo in mano la fotografo digitale e non va assolutamente sprecato.

In questo articolo ti spiego come il display è utile e come usarlo al meglio per fare foto migliori.

Perché guardare lo schermo della fotocamera è sbagliato

Effettivamente, una prassi comune tra i principianti e i fotografi della domenica è quella di passare decisamente troppo tempo a controllare ogni singolo scatto sul display. Scatta, controlla, scatta, controlla: è un automatismo.

Con questa pratica, sicuramente perdi molteplici occasioni per fare belle foto. Ciò vale soprattutto se fai street photography, fotografia di viaggio, foto sportive, foto agli spettacoli (ad esempio ai concerti), foto ai bambini o agli animali.

Ma vale anche se fai ritratti in posa. In primo luogo, se hai sempre gli occhi sulla fotocamera non riesci a creare un legame con il soggetto. In secondo luogo, i ritratti migliori sono quelli che mostrano spontaneità, quindi devi essere pronto a cogliere l’attimo.

Da un punto di vista più artistico, la tua capacità di creare foto che esprimano te stesso dipende anche da quanto sei coinvolto nell’attività creativa, con gli occhi che osservano la scena da fotografare e le mani che controllano la fotocamera. Le continue interruzioni nella tua concentrazione non possono fare altro che spezzare l’attenzione necessaria all’attività creativa.

Quando lo schermo della fotocamera risulta utile

Quindi, la prima cosa da realizzare è che devi cercare di minimizzare il tempo che perdi ad osservare il monitor della fotocamera. Detto questo, ci sono diversi momenti un cui vale la pena tenerlo d’occhio. Andiamo a vedere quali sono.

Verificare l’esposizione

Lo schermo della fotocamera serve a verificare la correttezza dell’esposizione, ma non come potresti pensare, ovvero osservano la foto. Infatti, la luminosità e le ridotte dimensioni di questo schermo non ti garantiscono una valutazione efficace. Inoltre, all’aperto, il riflesso del sole rende impossibile una buona verifica.

Invece, uno strumento potentissimo a tua disposizione su qualsiasi fotocamera digitale è l’istogramma. Quando vuoi valutare l’esposizione di una foto fai così:

  • attiva l’istogramma,
  • verifica che non ci siano picchi schiacciati a destra (luci bruciate) o a sinistra (ombre chiuse),
  • verifica che l’esposizione sia il più possibile spostata a destra, senza infrangere il punto precedente.

Se l’istogramma risponde a queste condizioni, sei a posto. Potrebbe servire della post-produzione, ma niente nella foto sarà irrecuperabile. Con l’esposizione a destra, inoltre, ti garantisci anche di avere il maggior dettaglio possibile nelle ombre.

Ovviamente, non è possibile sempre far sì che la foto sia esposta a destra e al contempo nessun pixel sia bruciato. A questo scopo ha senso utilizzare la funzionalità che ti permette di evidenziare le zone bruciate.

Attivala e verifica l’estensione e la posizione delle zone bruciate. Se sono piccole e/o interessano parti dell’immagine in cui non è necessario dettaglio (ad esempio le nubi bianche in cielo), puoi evitare di preoccupartene.

Valutare la composizione

A grandi linee, sullo schermo puoi anche valutare la composizione. Ovviamente, non potrai avere una verifica dettagliata, ma riuscirai ad avere un’impressione globale.

Osserva la foto nella sua interezza, con l’avviso per le alte luci disabilitato perché ti distrae, e cerca di percepire se la composizione ti sembra sbilanciata. Se è così, questo è il momento migliore per muoverti e giocare con la lunghezza focale in maniera da riprendere la scena nel modo più efficace possibile.

Inoltre, alcune fotocamere ti permettono di sovrapporre all’immagine una griglia (tipicamente quella dei terzi). Usala, soprattutto se sei alle prime armi.

Esaminare la messa a fuoco

Ecco un problema tipico e drammatico: fotografi una scena o un soggetto bellissimi, la luce è perfetta, la posa anche, la composizione non potrebbe essere migliore. Guardi rapidamente la foto sul retro della fotocamera e va tutto bene.

Torni a casa, la scarichi sul computer ed il punto di messa a fuoco è lievemente spostato. Si tratta di un paio di centimetri, ma bastano per avere a fuoco il naso invece che l’occhio in un ritratto dalla profondità di campo ridotta. Hai perso una foto perfetta.

Il problema è che lo schermo della fotocamera è troppo piccolo, non ti permetterà mai di valutare la messa  fuoco precisamente. Però la soluzione è semplice.

Quando rischi di sbagliare la messa a fuoco (ad es. nei ritratti, nella macro o con soggetti in movimento), dopo aver scattato prenditi qualche secondo per osservare la foto. Ma non guardarla ad ingrandimento normale: zooma abbondantemente e scorri la foto in maniera da valutare con attenzione la zona che vuoi a fuoco. Salverai così un sacco di scatti.

Scovare il micromosso

Quando impieghi lunghezze focali più elevate, il rischio del micromosso aumenta. Come per la messa a fuoco, il micromosso è impossibile da notare guardando la foto intera sullo schermo della fotocamera.

Allora, come nel caso della messa a fuoco, scandaglia per bene la foto zoomata. In questo caso ti serve un’osservazione più lunga, perché il micromosso interessa l’intera foto, mentre il punto di messa a fuoco può essere molto isolato.

Controllare il rumore

Quando alzi l’ISO oltre ai livelli critici, puoi ritrovarti una foto dal rumore eccessivo, impossibile da recuperare. Applicando la stessa tecnica degli ultimi due punti, puoi verificare se una foto risulta eccessivamente rumorosa.

Infatti, a grandezza naturale potresti non notare difetti eccessivi. Prova a zoomare sulle aree scure e sulle zone di colore uniforme. Se trovi un’eccessiva quantità di rumore sai che devi abbassare l’ISO.

Ovviamente, tieni anche a mente quanto puoi ripulire la foto in fase di post-produzione. Se hai un programma con una buona funzione di riduzione del rumore (ad esempio Lightroom), non scartare le foto che sai di poter recuperare.

Live view

Finora, abbiamo visto tutti i casi in cui è utile osservare lo schermo dopo aver scattato. Ovviamente, non dobbiamo dimenticare che puoi usare anche il live view per aiutarti al momento dello scatto.

Usalo soprattutto per valutare la profondità di campo e in condizioni di scarsa luminosità, come nella fotografia notturna. In questi casi ti può mostrare cose che il mirino ottico, se usi una reflex, non ti permette di vedere.

Conclusione

Quindi, per concludere, hai visto come lo schermo della fotocamera ti possa essere utile, anche indispensabile, in molti casi. Però non usare questa scusa per cadere continuamente nell’abitudine di guardare ogni singola foto.

Abbasso il chimping, evviva l’uso ragionato del display per avvalersi dei vantaggi della fotografia digitale e fare foto migliori già al momento dello scatto (prima della post-produzione).

Tu trovi il display utile in altre situazioni? Raccontacelo in un commento.