L’acqua può essere un soggetto molto fotogenico. Gli schizzi, i riflessi, il movimento sono elementi che spesso danno una marcia in più ad una foto.

Tra le varie tecniche che si possono impiegare per sfruttare al meglio l’acqua nei nostri scatti, ne esiste una che permette di ottenere quello che molti chiamano l’effetto seta. Grazie ad esso corsi d’acqua, cascate e onde assumono l’aspetto di un morbido panno di seta.

In questo tutorial ti spiego come si usa questa tecnica per ottenere foto come quella qui sotto (che ho scattato ad uno scoglio colpito dalle onde).

Il segreto è nel tempo di esposizione

Per ottenere l’effetto seta è assolutamente necessario impiegare tempi di esposizione lunghi o molto lunghi. Ma quali sono i valori migliori da usare?

Come sempre, non c’è una regola fissa. Prima di tutto devi valutare due fattori:

  • la velocità a cui si muove l’acqua,
  • il risultato finale che vuoi ottenere.

Più lenta scorre l’acqua, più lento deve essere il tempo di esposizione (a parità di risultato finale). Per quanto riguarda il risultato, diminuendo il tempo di esposizione, aumenti l’uniformità del flusso d’acqua e viceversa.

Quindi il modo di scatto da usare è il modo manuale, oppure quello a priorità di tempi.

Difficilmente userai tempi più rapidi di mezzo secondo. Più spesso dovrai ricorrere a esposizioni lunghe qualche secondo. Per la foto in cima all’articolo, ad esempio ho usato un tempo di esposizione pari a 1/6 s.

Ovviamente, con tempi di esposizione così lenti, non è possibile scattare a mano libera senza che gli elementi statici della foto risultino mossi. Dovrai quindi avere un treppiede o qualsiasi altro accessorio atto a tenere ferma la fotocamera. Ad esempio, per la foto sopra, visto che non avevo un treppiede con me, ho usato la custodia della fotocamera come appoggio.

Ma c’è un altro problema derivante dall’uso di tempi lunghi. Come avrai intuito se già conosci il triangolo dell’esposizione, quando si aumenta il tempo di esposizione, è necessario modificare adeguatamente apertura ed ISO, per evitare la sovraesposizione.

Come impostare apertura e ISO

Per la foto qui sotto ho usato le medesime impostazioni di quella riportata all’inizio dell’articolo, tranne per il tempo di esposizione, pari in questo caso ad 1s. Siccome è stata scattata pochi istanti dopo, le condizioni di luce erano identiche.

Come puoi notare, un tempo di esposizione sei volte più grande ha reso l’acqua molto più uniforme e morbida ma al contempo ha introdotto una forte sovraesposizione. Infatti il mare è di un bianco abbagliante.

Per evitare, o almeno ridurre, questo problema, è necessario usare valori di ISO bassi, così si riduce anche il rumore, e valori di apertura alti (ovvero aperture più chiuse). Ciò vuol dire spesso spingersi ai valori massimi di apertura possibili, f/22 o maggiori.

In questo modo, aumenterai la profondità di campo. Qualora volessi uno sfondo sfocato, dovresti usare un’apertura più ampia.

Ho scattato la foto qui sopra sotto un cielo coperto, con apertura pari a f/36. Come puoi notare quindi, le aperture più chiuse possono non bastare ridurre il rischio di sovraesposizione.

Bisogna usare allora altri metodi per ridurre la quantità di luce che entra nella fotocamera.

Come limitare la luce disponibile

Il metodo più facile ed economico per poter usare tempi lunghi evitando la sovraesposizione è quello di scattare la foto quando la luce disponibile è poca. Ciò significa fotografare di sera o di mattina.

Addirittura, è una buona idea scattare di notte: esposizione molto lunghe, anche quando la luce ambientale è praticamente assente, sembrano realizzate in pieno giorno. Altrimenti, cerca corsi d’acqua che si trovino in zone molto ombreggiate, come all’interno di un bosco.

Quando le condizioni naturali non permettono di usare il tempo di esposizione che vorresti, devi ricorrere ad un filtro.

La soluzione migliore è un filtro ND (neutral density). Il filtro si avvita alla parte frontale dell’obiettivo e non fa altro che limitare la luce che entra nella fotocamera. Ogni filtro è identificato da un numero che indica quanto la luce viene ridotta: un numero maggiore indica una riduzione maggiore.

Anche i filtri polarizzatori riducono la quantità di luce acquisita dalla fotocamera. La riduzione è piccola, generalmente tra uno e due stop. Però, se possiedi un filtro polarizzatore e non vuoi spendere ulteriore denaro, in molte occasioni questo potrebbe essere sufficiente.

Conclusione

Come vedi, ottenere l’effetto seta non è difficile. Oltre agli aspetti tecnici, che ho descritto in questo articolo, ricorda che comunque è fondamentale trovare il giusto soggetto e creare una composizione efficace. Una volta fatto ciò, si tratterà solo di scattare qualche foto di prova per determinare il corretto tempo di esposizione.

La via più veloce per imparare bene l’effetto seta, ti consiglio questo ebook: Esposizioni lunghe con filtri neutri.

Per prendere ispirazione, ecco il link ad una galleria che ho creato su Flickr con una selezione di scatti esemplari: http://www.flickr.com/photos/albertocv/galleries/72157627869477958/.