Più la tecnologia evolve, più le fotocamere digitali ci aiutano a ottenere foto sempre migliori.

La tecnologia ci dà una grossa mano nell’ottenere colori vividi e realistici, nel creare foto estremamente nitide e dettagliate, nell’evitare foto mosse, nel calcolare la corretta esposizione.

Una componente della fotografia in cui invece la tecnologia non può sostituirsi all’uomo è la composizione.

Nessun algoritmo, per quanto sofisticato, può, al momento dello scatto o in post produzione, migliorare una composizione povera o creare la composizione migliore per una determinata scena.

Quando commentiamo la bella foto di un fotografo che conosciamo, dicendogli: “Tu sì che hai occhio!“, ci complimentiamo proprio con la sua capacità di creare delle belle composizioni, delle composizioni efficaci.

Questa è un’abilità che non viene solo dal talento, ma deve essere opportunamente esercitata.

Numerosissimi sono gli esercizi e le routine che un fotografo può mettere in pratica per migliorare gradualmente la propria visione, il proprio occhio fotografico.

In questo articolo vediamo un esercizio che ho trovato spesso consigliato, ad esempio dal fotografo David duChemin.

L’esercizio

L’esercizio è il seguente:

  • prendi la tua fotocamera;
  • se hai una reflex scegli un obiettivo da montare sulla fotocamera;
  • esci di casa e vai a spasso in città o in campagna;
  • scegli una lunghezza focale: se hai una reflex con un obiettivo zoom imposta la lunghezza focale e non cambiarla mai, se hai una compatta digitale scegli un livello di zoom e non cambiarlo;
  • scegli un soggetto (approfondiamo questo punto più in basso);
  • fino al termine della tua escursione fotografica, fotografa unicamente il soggetto scelto alla lunghezza focale scelta.

La necessità aguzza l’ingegno

Il concetto alla base di questo esercizio sta nel limitare le opzioni a nostra disposizione per costringere l’occhio ad arrangiarsi, a trovare soluzioni creative.

Come avevo già introdotto nell’articolo sugli obiettivi a focale fissa, molti fotografi consigliano di utilizzare questi obiettivi anche in quanto essi possono aiutare nello sviluppare la propria sensibilità, il proprio occhio fotografico.

Quando si usa uno di questi obiettivi, sostanzialmente si mette in pratica proprio l’esercizio appena descritto.

La creatività è una componente fondamentale per riuscire nella fotografia e questo esercizio costringe ad essere creativi ponendosi dei limiti. Anche al di fuori dell’ambito fotografico, riuscire a superare i limiti con soluzioni creative è sempre un ottimo modo di allenare la creatività.

Per capire quanto ciò sia efficace, basta immaginare alcune situazioni che possono capitarci nella vita quotidiana. Ad esempio, quando abbiamo il frigo semivuoto e dobbiamo cercare di preparare una cena con quello che abbiamo, in questi casi possono nascere ricette magari poco raffinate ma sorprendenti.

Oppure, quando si rompe qualcosa e ci attrezziamo per aggiustarlo o sostituirlo almeno temporaneamente con quello che abbiamo in casa.

Spesso, quello che impariamo ogni volta che dobbiamo arrabattarci per trovare una soluzione, ci arricchisce e ci fornisce nuovi strumenti per risolvere problemi simili ma anche per inventare altre soluzioni creative in futuro.

Un’altra utilità cruciale di questo esercizio è quella di abituarci a vedere attraverso una precisa lunghezza focale.

Ripetendo l’esercizio usando diverse di lunghezze focali, ovvero diversi livelli di zoom, a lungo andare ci renderemo conto di quali alterazioni queste imprimono alla prospettiva, di come influiscono sulla profondità di campo, di come influiscono sull’angolo visivo.

Conoscere questi aspetti ci renderà molto più efficaci nella scelta dell’equipaggiamento da usare per le nostre foto.

Infine, limitarsi ad un singolo soggetto ci permetterà di diventare esperti nel fotografare quel soggetto: diventeremo quindi più efficienti a trovare soggetti di quel tipo, capiremo meglio da quali angolazioni fotografarli, impareremo in quali momenti del giorno è meglio fotografarli, eccetera.

Focalizzandosi di volta in volta su un soggetto diverso, accumuleremo un repertorio di soggetti di cui saremo diventati via via esperti.

Come decidere quale soggetto fotografare

A mio parere, la parte difficile di questo esercizio è la scelta del soggetto. Innanzitutto bisogna rendersi conto che per soggetto non si intende un particolare oggetto o una particolare persona ma potrebbe essere anche un concetto, un fenomeno, un colore e molto altro. Un soggetto potrebbe essere un fiore, un animale, ma potrebbero essere anche le riflessioni, attività umane, numeri, materiali, eccetera. Inoltre, possiamo scegliere un soggetto generico oppure andare più nel dettaglio. Possiamo quindi decidere di fotografare tutti i fiori o solo fiori selvatici oppure solo fiori di un determinato colore o un singolo tipo di fiore e così via.

Importante è decidere un soggetto che non sia troppo difficile da trovare nei luoghi in cui andremo a fare le nostre foto, altrimenti l’esercizio diventa una prova di caccia al tesoro.

Quindi, se ci muoviamo in città evitiamo i soggetti che hanno a che fare con la fauna o la vegetazione, mentre se usciamo a fotografare in campagna evitiamo di scegliere come soggetto le persone, i manufatti, i veicoli, eccetera.

E adesso, al lavoro!

Questo esercizio può sembrare una forzatura, ma le sue potenzialità sono evidenti.

Prova a metterlo in pratica la prossima volta che esci a fotografare e poi fammi sapere com’è andata nella sezione dei commenti.