Le foto belle si scattano da vicino!

Le foto belle si scattano da vicino!

“Non esistono foto belle o foto brutte. Solo foto prese da vicino o da lontano.”

“Se la foto non è buona, vuol dire che non eri abbastanza vicino.”

Queste citazioni, attribuite a Robert Capa, sono un po’ estreme, ma, crescendo nella fotografia, vi accorgerete di quanto sono vere. Certo, se la nostra unica passione è la fotografia di paesaggio, risulta difficile applicare un concetto del genere. Però, se considerate, tra gli altri, i ritratti (di singole persone o gruppi), le nature morte, la fotografia di strada, le foto di animali, vi sarà presto evidente come essere vicini ai soggetti delle nostre foto le renda molto migliori, molto più potenti, più intriganti.

Perché le foto ravvicinate sono migliori?

Penso che due siano i vantaggi più importanti che derivano dal fotografare a distanza ravvicinata.

Quando scattiamo una foto da molto vicino, più vicino di quanto ci sembrerebbe istintivamente corretto, innanzitutto creiamo maggiore intimità con il soggetto. Questa intimità verrà percepita anche da chi osserva poi la nostra foto. È un concetto che si applica sia a soggetti animati che inanimati. Una foto più intima, fa percepire una comunanza con il soggetto, illude quasi di poterlo toccare.

In secondo luogo, un soggetto da vicino viene ingrandito, quindi potremo apprezzarne maggiormente i dettagli. Quando il soggetto è un essere umano, potremo interpretarne e coglierne più approfonditamente le emozioni, potendo distinguere meglio l’espressione del volto. Quando il soggetto è inanimato, ad esempio un pezzo di artigianato, potremo studiare con precisione le venature del materiale che lo compongono, le sottili variazioni delle forme, ecc.

È una forma mentis

Dalla mia esperienza e dall’osservazione di come molte persone scattano le foto, mi sembra che, istintivamente, qualunque fotografo principiante tenda a scattare le foto da troppo lontano rispetto a come dovrebbe. Non so perché questo accada, ma anche osservando molte delle foto condivise su Internet da fotografi principianti, si nota che spesso una minore distanza dal soggetto avrebbe migliorato drasticamente il risultato finale.

Quindi, è importante che, nei primi tempi, ogniqualvolta scattiamo una foto pensiamo: sono abbastanza vicino? Talvolta, la risposta sarà sì ma saremo comunque in errore. Anche quando pensiamo di essere abbastanza vicini, proviamo ad avvicinarci, potrebbe essere che il nostro istinto non sia ancora ben allenato.

Chiaramente, è importantissimo sapere qual è la giusta distanza che ci fa essere abbastanza vicini. In inglese si usa il modo di dire “fill the frame”, ovvero “riempire la cornice”. La cornice di cui si parla è il riquadro dell’inquadratura. Il criterio da usare in questi casi è quindi quello di riempire l’intera inquadratura con il soggetto della nostra foto. Ad esempio, se stiamo eseguendo un ritratto, riempiamo l’inquadratura con il volto della persona inquadrata o con il suo busto, a seconda del risultato che vogliamo ottenere, lasciando poco spazio attorno. Allo stesso modo, se stiamo fotografando un gruppo di persone, evitiamo di lasciare troppo spazio attorno e sopra alle loro teste. Talvolta, la distanza giusta implicherà addirittura tagliare parti del soggetto che vogliamo fotografare. Pensando ancora ad un ritratto, sono molto di moda i ritratti che tagliano la parte superiore della testa (come visto nell’articolo Consigli di semplice attuazione per migliorare la composizione nei ritratti).

Capite la differenza tra uno scatto ravvicinato ed uno troppo distante?

Tre modi per avvicinarsi ai soggetti

Il modo più ovvio per riempire la cornice, per avvicinarsi ai soggetti, è quello di muoversi, di essere fisicamente più vicini. Talvolta, ciò è impedito solamente dal nostro imbarazzo, la timidezza può spingerci a non volerci esporre, ad evitare il contatto col nostro soggetto. È importante vincere quest’imbarazzo quando è ingiustificato, per potere scattare foto come si deve. Altre volte, purtroppo non è possibile avvicinarsi a causa di ostacoli insormontabili, come un divieto di calpestare un’aiuola che ospita un bellissimo fiore. In questi casi, entrano in gioco i prossimi due modi per avvicinarsi ai soggetti.

Come avrete intuito, un’ulteriore possibilità è costituita dall’aumentare la lunghezza focale. Se abbiamo un obiettivo zoom proviamo a zoomare, se anche questo non basta, proviamo a montare un obiettivo che copra lunghezze focali maggiori (se ce l’abbiamo a disposizione, ovviamente). Stiamo però attenti, che cambiare lunghezza focale vuol dire introdurre alterazioni prospettiche nella foto e altre variazioni, ad esempio alla profondità di campo.

L’ultima spiaggia, consiste nella post-produzione. Quando visualizziamo una foto sullo schermo del nostro pc e ci accorgiamo che avremmo potuto essere più vicini, possiamo sempre ritagliarla, eliminando la parte di troppo. Secondo me, questa deve essere veramente l’ultima delle opzioni. Solitamente, è molto meglio ottenere una foto il più possibile vicina alle nostre aspettative direttamente al momento dello scatto, in quanto ogni elaborazione allunga lavoro e tempo da perdere sulla foto. Inoltre, ritagliare una foto non è completamente indolore. Innanzitutto, a seconda della risoluzione e della porzione di foto da eliminare, potremmo ritrovarci con un immagine a risoluzione troppo bassa. In secondo luogo, l’effetto che si ottiene ritagliando non è assolutamente comparabile con quello che si ottiene aumentando lunghezza focale o avvicinandosi ai soggetti.

Alleniamoci prima di scattare le foto

Come ho sostenuto spesso, è molto utile allenarsi a riconoscere la corretta distanza tra noi e i soggetti delle nostre foto anche senza la fotocamera in mano. Innanzitutto, possiamo farlo osservando le foto dei grandi maestri o di fotografi che in genere ci ispirano, cercando di riconoscere come questi posizionano i soggetti all’interno dell’inquadratura, come riempiono la cornice. In secondo luogo, è sempre un buon esercizio osservare le nostre foto, è vedere in quali di esse la vicinanza con il soggetto ha portato ad un buon risultato e in quali altre essere più vicini avrebbe giovato.

Quindi, d’ora in poi, ricordatevi sempre prima di scattare di chiedervi sono abbastanza vicino? Sto riempiendo la cornice?

Buona fotografia!

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Autore: Alberto Cabas Vidani

Ho fondato FotoComeFare nel 2010 per divulgare la fotografia digitale. Ho fatto in modo che gli articoli su questo sito riuscissero sempre a insegnare o ispirare, usando un linguaggio comprensibile a chiunque.
Ora FotoComeFare è uno dei siti più visitati (se non il più visitato) tra quelli che insegnano la fotografia in Italia. Da un blog con un solo autore (me stesso), è diventato un sito con un’intera redazione.
Spero di poter continuare su questa strada e di continuare ad aiutarti a comunicare con le migliori foto possibili.

  • Irene

    Sono solo agli inizi, ma dalle primissime foto mi sono già accorta che è assolutamente vero!

    • Alberto Cabas Vidani

      Guarda, oggi ho fotografato una gara di kung-fu. Inquadrare il corpo intero serviva sicuramente a riprendere la correttezza e l\’armonia della mossa, ma zoomare sul volto trasmetteva le emozioni in una maniera tale da rendere la foto 1000 volte migliore.

  • Pingback: Le foto belle si scattano da vicino! – FotoComeFare | come-aumentare()

  • Vittoria Priolo

    Ora che leggo questo argomento mi accorgo di quant’è vero…e ricordo una volta fotografai il soggetto cosi vicinissimo che quella foto è stupenda un primo piano perfetto ma senza che lo avevo programmato,invece alcune a distanza non danno la stessa emozione di quello…adesso mi ricorderò questa regola…

  • Fausta Mammarella

    SECONDO ME, se non si ha piacere, anzi, se il guardare la propria immagine riflessa nello specchio causa un senso di fastidio o rifiuto, allora sara’ veramente difficile avvicinarsi a persone per fotografarle- bisognerebbe quindi lavorare su se stessi, in primis. vivo personalmente questo disagio e non riesco ad uscirne
    , e di conseguenza, riesco a fotografare ( sono alle priimissime armi ) solo cose ed oggetti, e niente piu’

    • Hai ragione. Bisogna lavorare su sè stessi. Il consiglio tipico che ho trovato però è quello di buttarsi. Cominciare a fotografare da vicino anche se mette in imbarazzo.

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