Hai pianificato e atteso con eccitazione questo viaggio, verso una destinazione interessantissima e fotogenica.

Non solo è finalmente la tua meritata vacanza, ma hai anche una lunga lista di posti da fotografare. Conosci a memoria i punti di vista migliori e già immagini, pregusti, come sarà ogni scatto.

Così il primo giorno, dopo una lauta colazione, ti rechi sul posto armato della tua fotocamera e dell’obiettivo migliore per la foto che hai in mente. Scendi dall’auto, ti metti in posizione e…

Ti sei scordato di un dettaglio: come te, decine di altre persone (o forse più) conoscono quel posto e hanno desiderato a lungo di raggiungerlo, per le vacanze e magari anche per fotografarlo.

Tutta la magia è persa con quei dannati (ehm…) turisti che inquinano la scena. Maledizione!

Ma sai cosa ti dico? C’è più di un modo per tirare fuori delle buone foto da una situazione così svantaggiata e non si tratta di niente di tecnicamente proibitivo.

In questo articolo, ti spiego come ottenere belle foto anche in luoghi turistici sovraffollati.

Il buon vecchio “trucco” della sveglia all’alba

Un bravo fotografo di paesaggio è già abituato a farlo: per avere buone foto si sveglia quando il sole non è ancora sorto. In questo modo, può raggiungere la sua destinazione poco prima del momento in cui c’è la luce migliore (la golden hour).

Ciò vale anche quando fotografi in viaggio: svegliandoti all’alba, in questo caso, hai molteplici vantaggi:

  • la luce è ottima,
  • la foschia dovuta alla calura estiva (suppondendo che viaggi d’estate) è molto minore che nel resto della giornata,
  • i turisti saranno assenti.

D’altronde, chi è quel pazzo che si sveglia presto anche in vacanza?

Appunto, pensa quanto è difficile per te e capirai quanto sia improbabile che altri turisti lo facciano. Chi la dura la vince.

Tourists at the Trevi Fountain by Benson Kua, on Flickr
Creative Commons Creative Commons Attribution-Share Alike 2.0 Generic License   by  Benson Kua 

Usa un teleobiettivo

I teleobiettivi hanno il grandissimo vantaggio di avere un angolo di campo ridotto. Più cresce la lunghezza focale, più si riduce l’angolo di campo.

Cosa implica questo nel caso di mete turistiche sovraffollate? Con un angolo di campo inferiore, l’area fotografata diventa più piccola, quindi la probabilità di includere estranei diminuisce.

Se pensi che così però otterrai foto diverse da quelle che avevi pianificato, hai ragione. Se avevi pensato ad uno scatto con un punto di vista ampio, da eseguire con un grandangolare, certamente con il tele non otterrai lo stesso risultato.

Però, ciò non vuol dire che non potrai ottenere belle foto. Si tratta di abbandonare le intenzioni originali e fare buon viso a cattivo gioco.

Sfrutta questa situazione come un esercizio creativo.

Cerca una scena che renda bene usando una lunghezza focale elevata. Trova l’inquadratura giusta, che non solo rimuova i turisti indesiderati ma faccia anche onore al soggetto.

Concentrati sui dettagli

Continuando sull’onda del consiglio precedente, un’altra soluzione consiste nel limitarti a fotografare piccoli dettagli da vicino (o con un teleobiettivo). Abbandona le velleità di foto grandangolari che includano l’intero sito e trova i dettagli più attraenti e caratteristici.

Ci sono tantissime situazioni in cui questo è possibile, ad esempio lavorando su dettagli architettonici, vegetazione, oggetti caratteristici, prodotti dell’attività umana. Oppure puoi andare sull’astratto e giocare con colori, forme geometriche, luci e ombre.

La magia delle lunghe esposizioni

Le lunghe esposizioni ci piacciono (come posso dedurre dalle vendite dell’ebook sulle lunghe esposizioni con i filtri neutri). Quando sono usate su soggetti in movimento, creano affascinanti effetti di mosso creativo.

Ma quando sono veramente lunghe e i soggetti si muovono molto velocemente (rispetto al tempo di posa), non si crea nessun mosso. Il soggetto sparisce, rimangono visibili e nitidi solamente gli elementi immobili della scena.

Per applicare questa tecnica devi avere a disposizione un treppiede e, molto probabilmente, un filtro ND (se non fotografi unicamente nelle ore serali o in zone ombreggiate). Ti conviene anche comprare la guida sulle lunghe esposizioni, che ti insegna bene come gestirle al meglio.

Non è però una tecnica applicabile in ogni occasione. Un corso d’acqua, gli alberi mossi dal vento e altri soggetti che si muovono ma non si spostano non scompariranno dallo scatto finale, ma avranno un effetto mosso che potrebbe non essere ciò che vuoi.

Le occasioni in cui questa tecnica è più applicabile sono quelle in cui devi fotografare un monumento o un sito archeologico, in cui la parte importante della scena è immobile e ciò che si muove sono solamente i turisti.

Travelling without moving by 16:9clue, on Flickr
Creative Commons Creative Commons Attribution 2.0 Generic License   by  16:9clue 

La perfezione del fotoritocco

C’è un solo modo per ottenere esattamente la foto che desideri, senza scendere a compromessi.

Essa richiede di avere a disposizione un treppiede e un programma di fotoritocco che permetta di lavorare sui livelli (Photoshop o GIMP ad esempio). Se non conosci un programma di fotoritocco, ti consiglio il Corso di Photoshop CS6 di FotografiaProfessionale.it

Sostanzialmente, si tratta di effettuare vari scatti, con i turisti in posizioni diverse, e poi combinarli in post produzione, tenendo solamente le parti di ciascuno scatto in cui non compaiono i turisti.

Per fare le foto, procedi in questo modo:

  • posiziona il treppiede e componi la foto nel modo che desideri,
  • scatta la prima foto,
  • aspetta che una delle zone occupate dai turisti si liberi e scatta di nuovo,
  • ripeti fino a che la scena può essere ricostruita ricomponendo le parti sgombre dai turisti dalle varie foto scattate.

Una volta al computer, carica le foto nel tuo programma di fotoritocco:

  • crea un livello per ogni foto,
  • verifica che le foto siano ben allineate (non dovrebbe essere un problema, avendo usato il treppiede),
  • usando la gomma, cancella da ciascun livello le parti che presentano turisti,
  • ripeti finché non sono spariti tutti i turisti.

Trovi un paio di esempi di questo tecnica in questo tutorial.

Esistono altre soluzioni automatiche. Come tutte le soluzioni automatiche, il risultato non è sempre garantito al 100%:

  • la funzione Photomerge Scene Cleaner di Photoshop Elements che automatizza il processo descritto sopra,
  • l’utility Tourist Remover di Snapmania, che non ho mai provato.

Se non puoi batterli unisciti a loro

“If you can’t beat them join them” dicono gli inglesi: se non puoi vincere, alleati con i tuoi avversari.

Fin qui abbiamo visto come puoi arrabattarti per eliminare questi invadenti turisti dai tuoi scatti. Ma può essere una lotta molto faticosa.

E se invece decidessi di “usarli” a tuo favore?

In molte fotografie di luoghi turistici, è normale, tipico e caratteristico includere i turisti, quindi puoi renderli parte integrante delle tue foto. Puoi documentare la vita di una meta turistica rinomata, includendo i suoi protagonisti.

Jerusalem: The tourist capital of the wo by modenadude, on Flickr
Creative Commons Creative Commons Attribution-Noncommercial-No Derivative Works 2.0 Generic License   by  modenadude 

Puoi sia lavorare in grande, includendo numerosi turisti, che concentrarti sui ritratti. In questo secondo caso, le tue foto non ritrarranno il luogo in cui ti trovi, ma i turisti stessi.

Un approccio di questo tipo si presta anche ad una sorta di foto di denuncia, che ironizzi sulle abitudini vacanziere dei giorni nostri, spesso assurde. Se vuoi praticare questa strada, ti consiglio di partire studiando il lavoro di Martin Parr.

La parola a te

Che rapporto hai con i turisti che affollano le tue foto?

Se hai qualche esperienza da raccontare, qualche consiglio utile agli altri lettori, condividili con un commento qui sotto.

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