Faccio il fotografo di matrimonio da qualche anno. Ho iniziato facendo l’assistente di un fotografo più esperto e scattando in decine di matrimoni. Appena mi sono sentito pronto per “camminare da solo”, ho fatto il grande passo verso il professionismo.

Al mio primo matrimonio da “pro” mi sentivo abbastanza preparato. Feci anche belle foto, ma la gestione dell’evento fu un disastro. Nonostante avessi una certa esperienza, imprevisti del tutto nuovi mi colsero impreparato.

Per fortuna riuscii ugualmente a portare a casa un buon servizio fotografico. Questo mi diede il coraggio per andare avanti.

Quando mi sono approcciato a questo genere di fotografia, ho capito molto presto che la conoscenza della tecnica fotografica non era sufficiente.

Certo, per vendere il tuo prodotto è indispensabile fare belle foto. Ma è solo la punta dell’iceberg. Se non sei capace di gestire l’evento, i clienti e gli imprevisti, anche la tua creatività ne risentirà pesantemente.

In questo articolo troverai 10 lezioni che ho imparato personalmente sul campo. Ogni lezione è conseguenza di un errore che ho commesso. Se vuoi intraprendere questa professione, questi 10 consigli ti permetteranno di evitare i miei stessi errori (e quindi risparmiare tempo).

1. Portati sempre un assistente

Spesso ho visto colleghi lavorare da soli, quindi senza avvalersi del supporto di un assistente. Non critico questa scelta, però può limitare molto il risultato finale.

Il mio stile fotografico è quello del reportage, quindi preferisco utilizzare obiettivi dalla lunghezza focale abbastanza corta (Canon 35mm f/2 e Canon 24-70 f/2.8).

Nella realizzazione di un servizio fotografico da matrimonio, però, è necessario prestare la giusta attenzione anche ai dettagli. Un obiettivo grandangolare o normale non è particolarmente adatto a questo tipo di fotografia.

Per questo motivo il mio assistente usa sempre un obiettivo dalla lunghezza focale maggiore (Canon 135mm f/2) rispetto a quella che uso io. Quest’obiettivo permette di ottenere un bello sfocato, grazie anche all’ampia apertura di diaframma.

L’alternativa è muoversi da solo con 2 fotocamere (cambiare continuamente l’obiettivo lo trovo poco pratico). Ma ti assicuro che tenere appese al collo due reflex per tutta la giornata, non è affatto semplice.

Quando hai un assistente al seguito, è sempre auspicabile che abbia attrezzatura della tua stessa marca. Io uso una Canon 5d Mark IV e preferisco sempre avere un assistente che utilizza macchine Canon.

Il vantaggio è duplice. Innanzitutto è più agevole scambiarsi le macchine fotografiche (che montano sempre obiettivi differenti, ad esempio un grandangolo e un medio tele) in caso di necessità.

Inoltre, in fase di postproduzione, avere file sfornati da macchine fotografiche della stessa marca permette di avere una resa fotografica coerente. Ciò velocizza moltissimo il lavoro.

2. Usa la sensibilità (non sto parlando degli ISO)

Questo non è un suggerimento tecnico, ma piuttosto un consiglio di gestione e di approccio verso l’evento.

Il matrimonio è una festa bellissima. Dalle coppie è giustamente visto come il giorno più bello e importante della propria vita. Ciò porta con sé, inevitabilmente, un carico di tensioni e aspettative.

Soprattutto durante i preparativi c’è un gran via vai di persone. Parrucchiere, estetista, fotografi, videomaker, tutti con i relativi assistenti. Gli sposi sono al centro dell’attenzione, così come parenti e amici più stretti. Se sei già sposato, potrai capire benissimo di cosa sto parlando.

In tutto questo caos, conservare il sangue freddo è assolutamente indispensabile. Personalmente, preferisco scattare qualche foto in meno, piuttosto che aggiungere ulteriore tensione a momenti delicati.

Occorre, quindi, sviluppare una certa sensibilità nel capire quando è opportuno essere più discreti. Su questo non ci sono consigli specifici che posso darti. Sicuramente l’esperienza migliorerà la tua capacità di capire quando è meglio farsi da parte.

In questi momenti concitati, non mettere la fotografia al di sopra di tutto. Attendi qualche minuto affinché si stemperi la tensione, poi ricomincia a scattare.

I miei clienti hanno sempre apprezzato moltissimo questo mio modo di fare. La discrezione può garantirti più feedback positivi rispetto a tante foto fatte bene.

3. Non dimenticare la seconda fotocamera

Questa è una regola semplice quanto indispensabile: mai dimenticare di portare una fotocamera di scorta. D’altra parte il matrimonio è un evento unico ed irripetibile. Se fallisci, non esisterà la prova fotografica di quel giorno. Inoltre, molto probabilmente, i tuoi clienti potrebbero chiederti un risarcimento per il danno subìto.

Naturalmente è necessario che la fotocamera di scorta abbia caratteristiche tecniche di pari livello alla fotocamera principale. Lavorare con una prima camera costosissima e poi avere una entry level di scorta ha decisamente poco senso.

La fotocamera di scorta, in gergo, viene chiamata “muletto”. Oltre a salvarti la vita in caso di necessità, il muletto può essere un ottimo ausilio per “integrare” gli scatti della prima fotocamera.

Io lo tengo sempre pronto nello zaino, corredato da un obiettivo fisso medio tele con grande apertura di diaframma. In questo modo sono pronto ad utilizzarlo in qualunque momento, per ottenere punti di vista differenti o in situazioni di scarsa luminosità.

4. Preparati la “borsa salvavita”

Quando preparo l’attrezzatura per il matrimonio che farò il giorno dopo, dedico un’attenzione particolare alla mia “borsa salvavita”.

In essa ci metto tutto ciò che non fa parte dell’attrezzatura tipica di un fotografo, ma che spesso risulta di pari importanza.

Fotografo matrimoni da molti anni e mi sono imbattuto negli imprevisti più svariati. Una volta, per esempio, per correre scivolai in una pozzanghera, inzuppandomi completamente pantaloni e maglietta. Dovetti farmi prestare dei vestiti da un cameriere, per non andare in giro completamente zuppo.

Nella borsa salvavita, quindi, ci metto tutti quegli accessori che potrebbero servirmi in caso di necessità. Ti faccio un elenco completo di ciò che metto nella mia borsa:

• pantaloni e maglia di ricambio
• poncho antipioggia (indispensabile in caso di matrimonio “bagnato”)
• ombrello
• carica batterie per il cellulare
• prolunga elettrica
• presa multipla
• sacchetti di plastica

Chiaramente le esigenze personali possono essere le più disparate. Io per esempio, essendo miope, ho anche bisogno di un paio di occhiali di riserva.

Il più delle volte non avrai bisogno di quello che c’è dentro la borsa salvavita. Ma quella volta che dovesse servirti, potrebbe salvarti il matrimonio!

5. La luce non basta mai

Come ti ho già detto, il mio genere fotografico è il reportage. Questo significa cercare di ottenere scatti spontanei senza foto posate.

Il reportage di matrimonio, per essere realizzato al meglio, necessita della luce naturale. Le moderne macchine fotografiche danno una grossa mano in questo senso. Anche lavorare ad alti ISO, infatti, non provoca grande decadimento di qualità.

Nonostante questo, potresti ritrovarti a scattare in situazioni particolarmente buie. In questi casi la luce artificiale può essere fondamentale.

Io porto con me sempre due faretti a led e due flash. Entrambe le fonti luminose vengono utilizzate staccate dalla macchina (anche in questo caso, l’ausilio di un assistente è fondamentale).

Usare faretti e flash separati dalla fotocamera porta l’indubbio vantaggio di ottenere un’illuminazione più naturale.
Se aggiungi la luce artificiale a quella proveniente, per esempio, da una finestra da una porta, avrai un effetto ancora migliore.

Ti basta posizionare il faretto o il flash in prossimità della finestra o della porta. La foto sopra è stata ottenuta proprio in questo modo, cioè posizionando un faretto fuori dalla finestra, al di là della tenda.

Tendenzialmente preferisco usare i faretti a led, che hanno il pregio di poter regolare velocemente la temperatura colore del fascio luminoso. Sui flash si possono applicare le gelatine, ma le operazioni risultano più macchinose.

6. Informati preventivamente sui parenti degli sposi

Quando ho iniziato a fotografare i matrimoni, le peggiori gaffe le ho fatte scambiando i vari parenti o dimenticando di fotografare qualcuno di particolarmente importante.

È normale fare confusione. Il giorno del matrimonio hai a che fare con una moltitudine di persone, spesso sconosciute.

D’altra parte, gli sposi hanno sempre persone care a cui tengono particolarmente e che si aspettano poi di ritrovare maggiormente ritratte nel servizio fotografico. Se non sei sufficientemente fisionomista (come me) potresti avere un problema.

Fortunatamente imparo in fretta dai miei errori. Quindi, dopo aver collezionato una serie di brutte figure, ho cominciato ad organizzarmi.

Prima di ogni matrimonio, invio sempre una scheda-questionario agli sposi. Sulla scheda chiedo una serie di notizie e dettagli utili all’organizzazione. Una parte del questionario è dedicata agli invitati.

Le domande riguardano i nomi dei genitori e dei testimoni, di eventuali fratelli e sorelle e di qualunque altra persona avrà una funzione attiva nel matrimonio. Inoltre, una parte è dedicata alle persone particolarmente importanti da ritrarre.

Il giorno del matrimonio, sia io che tutti i miei collaboratori abbiamo una copia del questionario. Questo ci aiuta a tenere sempre sotto controllo l’organizzazione dell’evento e a non dimenticarci di eventuali richieste degli sposi.

7. Fatti un giro nella location

Che si tratti di una chiesa, o di una location diversa (al chiuso o all’esterno), un sopralluogo preventivo può risultare di vitale importanza.

Soprattutto nei luoghi chiusi potresti ritrovarti a lavorare con pochissima luce. Inoltre, conoscere gli spazi operativi, può evitarti brutte sorprese.

Spesso mi sono ritrovato a lavorare in chiese particolarmente anguste, dove tra l’altro era vietato salire sull’altare.
Un sopralluogo preventivo ti permetterà di valutare quantità e tipo di luce (calda, fredda o mista) e di organizzare al meglio il tuo lavoro.

Potrai decidere dove poggiare la tua attrezzatura durante la cerimonia. Soprattutto potrai definire come coordinare i movimenti con assistente e videomaker, per evitare di intralciarvi durante scatti e riprese.

8. Pianifica i tempi di spostamento

In un servizio fotografico di matrimonio, l’organizzazione dei tempi è un altro fattore fondamentale. Valutare in maniera errata gli spostamenti può causare un ritardo nello svolgimento dell’evento stesso. Soprattutto, ti costringerà a lavorare in fretta, compromettendo l’aspetto creativo.

Io solitamente dedico almeno un’ora agli scatti a casa dello sposo e almeno un’ora e mezza a casa della sposa. Quindi dovrai considerare la distanza dalla location della cerimonia e da quest’ultima al luogo del ricevimento (se sono luoghi diversi). Inoltre, tra la fine della cerimonia e l’inizio del ricevimento, dovrai dedicare almeno un’ora alle foto in esterna.

Il mio primo consiglio è quello di coinvolgere anche gli sposi nell’organizzazione dei tempi. In questo modo farai capire loro l’importanza di essere puntuali, per evitare un accumulo di ritardi.

Infine, siccome non puoi intervenire sui tempi di cerimonia e ricevimento, cerca di pianificare le foto in esterna in modo da essere sufficientemente flessibile (ma di questo te ne parlo nel prossimo punto).

9. Tieni pronto un “piano B” per le foto in esterna

Le foto in esterna insieme agli sposi si scattano solitamente tra la fine della cerimonia e l’inizio del ricevimento.
Durante quest’arco di tempo (in genere un paio d’ore) è possibile rilassarsi insieme agli sposi e dar sfogo alla propria creatività.

Io cerco di pianificare sempre tutto, però esistono gli imprevisti che possono far saltare qualsiasi piano. Per esempio la cerimonia potrebbe dilungarsi più del previsto. Oppure un acquazzone potrebbe rendere impossibili le foto al mare.

Se hai calcolato un paio d’ore per lo shooting in esterna, innanzitutto dovrai tener conto degli spostamenti. Se la cerimonia si dilunga oltre il previsto, sarà opportuno cambiare al volo il luogo scelto, scegliendo un posto più vicino.

Allo stesso modo, in caso di condizioni meteo avverse, sarebbe preferibile avere un “piano B” che prevede un luogo chiuso come set di scatto.

Dovresti sempre evitare di farti trovare spiazzato davanti alle emergenze. Gli sposi scelgono un professionista proprio perché è abituato ad affrontare gli eventuali imprevisti, quindi dovrai farti trovare sempre pronto.

10. Goditi la festa

Secondo la mia esperienza, una delle cose più odiate dagli sposi sono i fotografi che scandiscono i tempi del matrimonio secondo le proprie esigenze.

Il reportage di matrimonio in particolare presuppone una presenza del fotografo molto discreta. Una coppia ti può scegliere proprio per questa tua caratteristica. Non deluderli!

Molte volte ho visto colleghi che, in maniera piuttosto invadente, chiedevano ripetutamente agli sposi di ballare o di mettersi in posa per loro. Preferisco non avere questa mano pesante.

Durante il ricevimento, gli sposi iniziano a rilassarsi dopo ore di grande stress emotivo. Balli e divertimento dovrebbero essere i protagonisti indiscussi di questo momento.

In questa fase, il mio modo di lavorare prevede una presenza dei fotografi costante e attiva, dove ci si mette completamente a disposizione degli sposi.

Sia io che i miei collaboratori siamo sempre pronti a catturare ogni momento significativo della festa, dedicando la giusta attenzione agli sposi ma anche al resto degli invitati.

Se riuscirai a goderti la festa insieme a tutti gli altri, la tua presenza verrà percepita come discreta ma allo stesso tempo attenta. Inoltre, anche per te diventerà molto meno faticoso lavorare.

Conclusioni

La fotografia di matrimonio è un genere fotografico molto complesso, che implica una preparazione tecnica a 360 gradi. Ritratto, macro, paesaggio, architettura, reportage: da un punto di vista fotografico devi saper fare tutto e bene.

Come avrai capito da queste mie 10 “lezioni”, però, essere preparato tecnicamente non basta. Nello zaino del bravo fotografo di matrimonio è fondamentale infilarci anche empatia, sensibilità, sangue freddo, resistenza (fisica), capacità organizzative e di problem solving.

In realtà, tutte queste capacità che vanno al di là della tecnica sono proprio ciò che differenzia un fotografo professionista (e professionale) da un fotografo improvvisato.

Tieni presente che gli sposi si affidano al professionista proprio perché sa cosa fare in ogni situazione. Quindi, se vuoi diventare un apprezzato fotografo di matrimonio, ti consiglio di sviluppare soprattutto queste caratteristiche. Le capacità tecniche le do per scontate.

Se vuoi intraprendere questa professione, il primo passo obbligato è quello di fare inizialmente l’assistente di un fotografo di matrimonio esperto.

Come ti ho spiegato all’inizio, fare l’assistente ti permette di prendere confidenza con l’evento matrimoniale.
La casistica di problematiche però è infinita, quindi parti dal presupposto che non sarai mai al riparo da tutti gli imprevisti. Solo il tempo e l’esperienza faranno di te un fotografo migliore.

Approfondimenti

Oltre all’esperienza sul campo, anche studiare qualche libro potrà aiutarti. Ti segnalo quelli che ho letto io e che ho trovato molto buoni:

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