Per scattare buone foto macro non è sufficiente acquistare il più costoso obiettivo macro in commercio, attaccarlo alla fotocamera e fiondarsi a pochi centimetri da fiori, insetti, funghi e chi più ne ha più ne metta.

Le condizioni estremamente particolari che caratterizzano la macro fotografia, come la distanza ridottissima dai soggetti e le loro microscopiche dimensioni, costringono a prestare alcune attenzioni altrettanto particolari.

Abbiamo già visto come l’apertura debba essere tenuta a valori molto più elevati di quanto ci aspetteremmo. Vediamo in questo articolo quali sono i valori consigliati per il tempo di esposizione e quali sono le condizioni di luce migliori.

Yellow Star by photophilde, on Flickr
Creative Commons Creative Commons Attribution-Share Alike 2.0 Generic License   by  photophilde 

Tempi di esposizione decisamente brevi

Talvolta i soggetti per le nostre foto macro sono oggetti inanimati in luoghi chiusi. In questi casi, siamo liberi di usare qualsiasi tempo di posa, senza controindicazioni.

Molto più spesso, però, capita di voler fotografare soggetti in movimento, come piccoli animali o insetti, che si spostano molto rapidamente. Oppure capitano facilmente soggetti che dovrebbero stare fermi, ma non lo fanno. Se hai già provato a fotografare da vicino un fiore all’aperto, sai di cosa parlo.

Sembrerebbe una situazione semplice, con un soggetto inevitabilmente in posa, ma basta un po’ di vento per rendere il nostro compito decisamente improbo. Non solo il fiore si muove, rovinando continuamente la composizione, ma se il tempo di posa non è sufficientemente ridotto, la foto risulterà mossa e da buttare.

In queste situazioni è difficile scattare con tempi più lenti di 1/100s, mentre è probabile dover usare tempi molto più veloci. In condizioni “normali”, ciò potrebbe non costituire in problema. Sappiamo però che la fotografia macro non è “normale”.

Come abbiamo visto, l’apertura va ridotta parecchio nella macrofotografia. Perciò, la quantità di luce che colpisce il sensore diminuisce e, per il triangolo dell’esposizione, diventa necessario aumentare il tempo di esposizione o l’ISO.

Dovendo tenere l’ISO bassa per ridurre il rumore, l’unica soluzione spesso è quella di usare tempi di esposizione più lenti, esattamente il contrario di quello che ci servirebbe.

Come risolvere questo problema? Lo vediamo al prossimo punto.

A caccia di luce

Molti fattori concorrono a ridurre la luce a disposizione nella fotografia macro:

  • l’apertura ridotta, di cui abbiamo già detto,
  • la distanza ravvicinata dal soggetto, che riduce la quantità di luce ambientale catturata,
  • l’uso di tubi di estensione.

Siccome, però, paradossalmente abbiamo bisogno di più luce, come facciamo a garantircela?

Innanzitutto, la cosa più ovvia, è cercare di fotografare durante le ore più luminose della giornata, all’aperto. La luce abbagliante del Sole di mezzogiorno in molti casi permette di tener il tempo di esposizione decisamente basso.

Quando il Sole è a picco, però, stai attento alle ombre. Nella macrofotografia una piccola ombra può oscurare completamente il soggetto o una sua parte significativa.

Un piccolo pannello riflettente posizionato appena fuori dall’inquadratura è la soluzione più semplice per conferire direzionalità alla luce e alleggerire le ombre. Si trovano in vendita modelli estremamente economici e pieghevoli, quindi facilissimi da trasportare, come questi riflettori su Amazon.it.

In the Shadow of a Flower by Hamed Saber, on Flickr
Creative Commons Creative Commons Attribution 2.0 Generic License   by  Hamed Saber 

Creare la luce

Come sempre accade, quando la luce non basta dobbiamo crearcela da soli. Questo vuol dire usare un flash.

Come saprai, il flash integrato non è raccomandabile. Potresti provare al massimo ad usarlo come flash di riempimento, però a distanza ravvicinata è molto probabile che il flash integrato getti l’ombra dell’obiettivo sul soggetto da fotografare.

Purtroppo, si rende necessaria l’opzione più costosa, ovvero il flash esterno, e anche questo può non bastare. Infatti, il flash esterno montato sulla fotocamera non riesce ad illuminare le zone più vicine all’obiettivo. Alcuni flash (come il Nikon SB-700) possono essere inclinati verso il basso, proprio per venire incontro a queste esigenze, ma non tutti danno questa possibilità.

Una soluzione intermedia, allora, è quella di usare il flash separato dalla fotocamera. Per fare ciò ci sono tre opzioni (in ordine di costo e comodità crescenti):

  • comandare il flash esterno a distanza usando il flash integrato (se il modello di fotocamera lo permette),
  • usare un cavo apposito per collegare il flash alla fotocamera (come il Nikon Sc-28 Ttl o il Canon OC-E3),
  • usare un trigger flash wireless.

L’uso del flash esterno è un tema a sè stante su cui si potrebbero scrivere diversi libri, quindi mi fermo qui, solo per darti un’idea. Per approfondire, il sito migliore è Strobist.

Infine, la scelta più specializzata è quella del flash apposito per la macro, come il Nikon R1. È un flash che si monta ai lati all’obiettivo e, ovviamente, è la soluzione migliore ma anche la più costosa.

pimped my camera by dryfish, on Flickr
Creative Commons Creative Commons Attribution 2.0 Generic License   by  dryfish 

Su un principio simile si basano i flash macro o gli accessori da aggiungere al flash esterno in vendita su Ebay. Costano poco, ma non ho idea di quale sia la loro qualità. Anzi, se ne hai mai provati, fammi sapere cosa ne pensi inserendo un commento alla fine dell’articolo.

Mirrored Jewel by Bill Gracey, on Flickr
Creative Commons Creative Commons Attribution-Noncommercial-No Derivative Works 2.0 Generic License   by  Bill Gracey 

Concludendo

Nella prossima parte della guida alla fotografia macro vedremo gli ultimi consigli riguardanti le impostazioni e gli strumenti da usare. Non perdere il prossimo articolo, iscriviti alla mailing list inserendo il tuo nome nell’apposito spazio in cima alla pagina.

Immagine di copertina