Le persone viaggiano per molti motivi diversi, in molti modi diversi. Ma c’è un elemento che rappresenta un problema un po’ per tutti: riuscire a realizzare fotografie di momenti importanti del nostro viaggio pur continuando ad apprezzare ciò che ci circonda.

In altre parole: vivere l’attimo mentre lo catturiamo, qui ed ora.

Ecco alcuni passi per aiutarti ad apprezzare al massimo le tue esperienze internazionali pur continuando a scattare fotografie.

Passo 1: sii qui ora.

Un modo di uscire da questa rete di sicurezza è quello di tornare indietro a lezioni di vita impartite ormai quasi 50 anni fa.

Nel 1967 Bhagavan Das fu la guida di un professore di Harvard, il Dr. Richard Alpert, attraverso l’India. Verso la fine del loro viaggio Alpert si era convertito all’Induismo e aveva cambiato il suo nome in Ram Das. Nel 1971 scrisse un libro sulla spiritualità, intitolato Sii Qui Ora, che era stato il motto di Bhagavan Das lungo il loro viaggio.

Sii Qui Ora si focalizza sul vivere appieno il momento in cui sei, rimandando le distrazioni a un altro momento. E’ una cosa che, con le richieste pressanti dell’era digitale, sta diventando sempre più difficile.

Dando da mangiare a un elefante in Malesia durante il American Youth Leadership Program (AYLP).

Dando da mangiare a un elefante in Malesia durante il American Youth Leadership Program (AYLP).

Passo 2: mantieni uno schema “2 giorni sì, 1 giorno no”.

Una cosa che faccio per assicurarmi di vivere l’esperienza dei miei viaggi, non solo documentandola, è rispettare uno schema “2 giorni sì, 1 giorno no” per la mia fotocamera. Seguendo questa regola ho la libertà di interagire con ciò che mi circonda in modi diversi.

Mi aiuta anche a mantenere il rispetto verso culture che possono non amare le fotografie non richieste. In particolare nei paesi in via di sviluppo, fare fotografie ad autoctoni senza richiederne prima il permesso, o senza capirne davvero la cultura, può causare uno stato di voyeurismo culturale, ovvero l’osservare e fotografare culture senza entrare in contatto con ciò che le circonda.

Ricorda: sei un turista nello spazio in cui loro vivono.

Trekking alle Tre Cime di Lavaredo sulle Dolomiti.

Trekking alle Tre Cime di Lavaredo sulle Dolomiti.

Passo 3: inizia con un bloc notes

Un modo di documentare il tuo viaggio senza una fotocamera è quello di segnarti appunti su un bloc notes. Prendere note non infrange lo spazio personale di nessuno. Mentre a volte una fotocamera può essere oggetto di ostilità, un bloc notes e una penna possono diventare un ponte, un pretesto per iniziare conversazioni.

Una volta mi stavo aggirando nel Farash Khana, un quartiere della Vecchia Delhi, in India, ed è successa una cosa che mi ha sorpreso. Gli autoctoni erano abituati a che gli stranieri entrassero con la loro fotocamera, facessero foto senza chiederne il permesso invadendo i loro spazi e poi se ne andassero.

Quando ho capito che la mia fotocamera non era la benvenuta l’ho messa via, iniziando ad aggirarmi solo con carta e penna, e ho cercato di vivere il quartiere. E’ tutto cambiato di punto in bianco, all’improvviso le persone hanno iniziato ad avvicinarsi a me per chiedermi di cosa stessi scrivendo, invitandomi a entrare nei loro negozi. Alla fine sono stati loro a chiedermi di scattare dei ritratti.

Ritratto dei proprietari di un negozio che mi hanno invitato a fare loro un ritratto a Farash Khana.

Ritratto dei proprietari di un negozio che mi hanno invitato a fare loro un ritratto a Farash Khana.

Passo 4. Sii autentico

Per essere veramente “qui e ora” mentre viaggiamo dobbiamo porci domande difficili: siamo in questo museo o tempio per osservarne e apprezzarne l’arte e l’architettura? O siamo qui per scattarci una foto, per mostrare agli altri che abbiamo visitato questo luogo?

Essere autentico riguardo alle foto che scatti limiterà naturalmente il tuo attaccamento verso la tua macchina fotografica.

Un giovane Aaron ci mostra cosa non fare all'Alhambra in Spagna.

Un giovane Aaron ci mostra cosa non fare all’Alhambra in Spagna.

Passo 5: fai la foto e metti da parte la macchina fotografica

Quando abbiamo la fotocamera in mano finiamo a passare la maggior parte del nostro tempo nel tentativo di catturare la foto perfetta, perdendoci quel che volevamo vedere. Alcuni dei più famosi fotografi hanno fatto successo proprio documentando quest’abitudine. Mi vengono in mente subito le fotografie di Martin Parr, che immortalano persone intente a cercare lo scatto perfetto alla Torre di Pisa, e “Suns from Flickr” di Penelope Umbrico.

Questo è anche uno dei motivi per cui i musei e gli spazi culturali hanno iniziato a bandire i selfie stick (la prova definitiva che Christopher Lasch aveva ragione nel suo La Cultura del Narcisismo, del 1979). Quando siamo in viaggio cresce naturalmente il desiderio di registrare i nostri momenti più belli, aggiungendo un notevole carico di distrazione alle nostre esperienze.

Questo significa che non dovresti fare foto al Taj Mahal o alla Torre di Pisa? OVVIAMENTE NO.

Vedi? Nemmeno io ne sono immune.

Vedi? Nemmeno io ne sono immune.

Quello che sto cercando di dirti è di cercare di portare con te, mentre viaggi, il mantra di Das. Per quanto un certo luogo possa essere bellissimo al di là dell’obiettivo, è molto più maestoso quando lo guardi senza cercare di ficcarlo dentro un mirino o uno schermo.

Dopo aver scattato le tue fotografie, non passare il resto del tempo a tua disposizione guardando le foto e vedendo se sei riuscito a fare lo scatto perfetto. Respira la meraviglia che ti circonda. Hai tutto il resto della vita a disposizione per rivedere le fotografie che hai fatto.

Passo 6: Ignora i like e fai log out

I social media possono rappresentare uno strumento estremamente potente per i viaggiatori in cerca di consigli mentre si trovano in luoghi mai visti prima, ma possono anche diventare di grosso intralcio nel momento in cui esci dal tuo solito ambiente. Può diventare fin troppo semplice dimenticarti di uscire una sera per scoprire un posto nuovo, rimanendo imbrigliato nell’aggiornarti sui social media sulle vite dei tuoi amici in tutto il mondo.

Inoltre tutti noi, chi più e chi meno, cerchiamo una conferma sulle decisioni della nostra vita attraverso i “like” e i “retweet” online, in particolare quando siamo in viaggio. Se ti concentri di meno sul numero dei like sul tuo Instagram e di più sul catturare un’esperienza autentica, sarai maggiormente in grado di concentrarti sui tuoi viaggi.

Se non pubblichi quella foto online nell’esatto momento in cui l’hai scattata, la tua vita continuerà lo stesso. Avrai lo stesso i tuoi like e retweet, solo un po’ più tardi. Ora, goditi il luogo in cui sei.

Ragazzo che usa i piedi per remare al lago Inle, in Myanmar.

Ragazzo che usa i piedi per remare al lago Inle, in Myanmar.

Passo 7: ricordati dei ricordi.

Alla fine, quello che rende la tua vita degna di essere vissuta sono i ricordi e le esperienze che vivi. Quando viaggi, accumuli nuovi ricordi automaticamente. Vivendo “qui adesso” sarai in grado non solo di documentare il tuo viaggio, ma anche di apprezzare le esperienze di vita che stai vivendo in quel momento stesso.

Famiglia che mi ha invitato a visitare la loro casa in Cambogia.

Famiglia che mi ha invitato a visitare la loro casa in Cambogia.

Articolo di AARON EISENBERG liberamente tradotto dall’originale: http://blog.culturalvistas.org/exchange-tips/how-to-take-travel-photos-while-living-in-the-moment