Dopo l’introduzione agli m42 e la descrizione di alcuni modelli specifici di grandangolo, è ora di parlarti delle focali normali, quelle attorno ai 50mm. Come nel precedente articolo, ti parlerò con più attenzione degli obiettivi in mio possesso, ma ti suggerirò anche qualche altro modello dalle caratteristiche interessanti.

Gli obiettivi “normali”

Con focale “normale” si intendono tutte quelle focali che si avvicinano, come inquadratura, a quello che è l’angolo di campo di visione dell’occhio umano. Tale angolo di campo, a seconda delle teorie e dei seguenti calcoli, viene equiparato all’inquadratura che la focale 43mm ottiene sul cosiddetto “full frame”, il sensore delle dimensioni della pellicola standard (35mm).

I normali sono dunque tutti gli obiettivi vicini ai 43mm di focale e più precisamente con tale definizione vengono indicati i cosiddetti “cinquantini”, cioè gli obiettivi da 50mm di focale. Rientrano però in questo gruppo anche obiettivi poco diversi, come i 40mm, i 52mm, i 55mm, i 58mm o i 60mm.

Come già in precedenza ti ho ricordato, tale discorso vale in riferimento al formato di sensore “full frame” (24x36mm), mentre per altri formati (aps-c e m4/3) ti servirà il solito calcolo della “focale equivalente” per capire meglio che angolo di campo andrai ad utilizzare.

Perché comprare un “cinquantino” M42?

Gli obiettivi di focale attorno ai 50mm sono i più diffusi in assoluto e anche fra i più semplici da produrre. Di conseguenza son tra quelli che costano meno sul mercato. Sono spesso economici anche quando presentano aperture ampie e grande qualità di immagine.

Proprio per questo motivo sul mercato troverai, per quasi tutti i marchi di fotocamere digitali moderni, un 50mm f/1.8 (o con apertura molto simile) autofocus a prezzi estremamente invitanti, spesso sotto i 200€ e ancor più spesso attorno ai 100€. Nel mercato dell’usato potresti trovarli anche a meno di queste cifre!

La domanda che quindi ti farai sarà: perché dovrei comprare un 50ino d’annata quando un obiettivo moderno costa così poco?

Ti rispondo che i motivi per comprare un 50mm M42 sono molti, ma i tre che potresti trovare più importanti sono:

  • L’economicità: è vero, ti ho detto che i cinquantini moderni costano poco, ma ciò non significa che costino meno di un M42. È possibile trovare dei 50mm con questo attacco a veramente pochi euro, partendo dai 10€ per quelli meno luminosi fino ad arrivare a poche centinaia di euro per obiettivi di un certo pregio, con apertura di f/1.4 e f/1.2, che nella versione autofocus ti costerebbero molto di più (anche oltre un migliaio di euro).
  • La resa particolare: gli obiettivi moderni hanno una qualità di immagine molto omogenea e spesso si rivelano nitidi e perfettini, ma senza un reale carattere e quindi con una minore possibilità di usarli con fantasia. Gli obiettivi M42, invece, presentano quasi tutti caratteristiche peculiari, soprattutto nella resa dello sfocato, ma anche nella tridimensionalità e nella resa della profondità. Ciò significa che per poche centinaia di euro potrai provare anche decine di obiettivi e decine di rese diverse, permettendoti di sperimentare o, nel caso tu abbia già una buona esperienza fotografica, di ritrovare magari un po’ di passione sopita.
  • La luminosità e la qualità ottica: è quasi impossibile trovare dei 50mm che non siano di buona qualità. Anzi, spesso sono di ottima o eccellente qualità. Ed altrettanto difficile è trovare obiettivi che non abbiano una apertura massima di almeno f/3.5, ma molto più spesso f/2 o anche di più. Ciò significa che potrai sperimentare ridottissime profondità di campo o fotografia in bassa luce con un esborso economico relativamente basso, e con una facile reperibilità sul mercato. Dovrai rinunciare all’autofocus, ma in molti casi questa rinuncia non incide particolarmente sull’esperienza fotografica.

Nel mio corredo ci sono attualmente tre cinquantini M42: il Carl Zeiss Tessar 50mm f/2.8, l’Helios 44M 58mm f/2.0 e l’Helios 44-7 58mm f/2.0, di cui farò una recensione più approfondita.

Carl Zeiss Tessar 50mm f/2.8 “Zebra”

Il Tessar è un obiettivo quasi mitologico. Non tanto per l’ottima qualità o il marchio “Zeiss” (uno dei marchi più importanti e blasonati della storia della fotografia) stampigliato sull’obiettivo, quanto più per l’importanza del progetto e nella sua enorme diffusione.

Tessar è un nome ispirato alla parola greca τέσσαρες (tèssares), cioè “quattro“, come il numero di lenti che compone lo schema ottico dell’obiettivo. Tale schema ottico è fra i più semplici ed efficaci mai realizzati e pertanto la sua applicazione è stata ampia e costante nel tempo.

Ne trovrai quindi innumerevoli versioni, distinte da colorazioni, materiali o dettagli lievemente diversi. Io ti segnalo l’esistenza della versione “Zebra”, caratterizzata cioè dalla presenza di metallo argentato e metallo nero sullo stesso obiettivo, perché è quella che possiedo.

Ti faccio poi presente che, se possibile, è meglio acquistare modelli che presentino la possibilità di scelta tra automatico e manuale, di solito corredati da una manopola, un pulsante o un altro meccanismo contrassegnato da una sigla A/M. Questo perché gli obiettivi automatici sono un po’ più difficili da adattare alle moderne fotocamere digitali, mentre quelli manuali lavorano normalmente in stop-down (con il diaframma che si chiude contestualmente alla scelta dell’apertura) e sono quindi utilizzabili a tutte le aperture ed anche in priorità dei diaframmi.

Caratteristiche costruttive

Come la maggior parte dei cinquantini, anche il Tessar si distingue per dimensioni e ingombri limitati. Il mio Tessar pesa poco ed è molto piccolo, si tiene comodamente in tasca o in una fondina assieme alla fotocamera e ad un altro obiettivo.

Per il resto, come detto, dipende molto dallo specifico sotto-modello: potrà quindi cambiare il materiale di costruzione, la colorazione o altri dettagli come il diametro di filettatura per i filtri (nel mio caso di 49mm).

Tessar 2,8/50 (Pentina) by alf sigaro, on Flickr
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Caratteristiche ottiche.

Il Tessar è uno Zeiss, e questo equivale alla quasi assoluta certezza di una ottima qualità ottica. E per di più è un cinquantino, che di per sé è una ulteriore garanzia di buona qualità. E infatti il Tessar si dimostra, pur facendo la tara degli anni passati dalla sua ideazione e produzione, un obiettivo molto, molto buono.

La nitidezza è ottima ed uniforme: l’obiettivo è utilizzabile tranquillamente a tutta apertura e migliora ovviamente chiudendo un po’ il diaframma. Il mio esemplare ad f/5.6 si rivela eccellente su tutta l’immagine, senza apprezzabili peggioramenti sui bordi rispetto al centro (uso però un sensore aps-c).

Il contrasto è eccellente, ed è probabilmente il suo punto di forza, per i miei gusti: pur essendo abbastanza contrastato, infatti, il Tessar mantiene un’ottima leggibilità delle luci e delle ombre. A parità di condizioni ambientali e di scatto, rispetto ad altri obiettivi in mio possesso, rende un’immagine più intensa e d’impatto pur non pregiudicando la leggibilità dei dettagli fini.

I colori sono leggermente tendenti al freddo, ma per lo più neutri nel bilanciamento e molti vividi nella resa. Trovo molto bella soprattutto la resa dei verdi, dell’acquamarina e dei gialli, ma su questa caratteristica mi devo basare solo sul mio esemplare: i trattamenti antiriflesso successivi potrebbero avere rese totalmente differenti.

Le bourgeon de magnolia @Parc by ai3310X, on Flickr
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Quando si parla di cinquantini solitamente si esclude che tu possa individuare ad occhio distorsioni rilevanti, ed il Tessar non fa eccezione, rivelandosi particolarmente corretto sotto questo punto di vista.

Lo sfocato è interessante, anche se non così particolare come in altri obiettivi M42: con sfondi non troppo lontani lo sfocato tende ad essere molto risolvente e quindi un po’ “nervoso”. Ti capiterà quindi di avere degli sfondi un po’ troppo dettagliati e pieni di elementi. Non è per forza un male, anzi io lo trovo molto interessante in alcuni contesti come la macro o lo still life.

Con sfondi più lontani, invece, lo sfocato si rivela più omogeneo e meno caratterizzato.

In entrambi i casi la gradualità di passaggio tra parte di immagine a fuoco e parte di immagine fuori fuoco è molto gradevole e dona ai soggetti una notevole tridimensionalità anche se l’apertura massima è “solo” f/2.8. Anche a diaframmi più chiusi mantiene parte di questa caratteristica, mentre nel caso di utilizzo paesaggistico la tridimensionalità si trasforma in una bella resa della profondità, donando alle foto di questo genere un bel “respiro”.

Io lo utilizzo spesso invertito, con i tubi di prolunga o su soffietto, per realizzare macro più o meno spinte: viste le sue caratteristiche mi sembra l’utilizzo migliore e di certo non ti farà rimpiangere troppo un obiettivo dedicato.

Tulipe @Mon jardin by ai3310X, on Flickr
Creative Commons Creative Commons Attribution 2.0 Generic License   by  ai3310X 

Utilizzo e reperimento.

Questo obiettivo su un sensore full frame rappresenta l’obiettivo standard per eccellenza, quello con cui una enorme quantità di fotografi importanti del passato ha realizzato la quasi totalità della propria opera. Puoi utilizzarlo quasi in ogni genere fotografico: ritratto, street, paesaggio, macro, still life ed altro ancora. Vista l’equivalenza con l’angolo di campo visivo umano, renderà inquadrature naturali e poco caratterizzate, lasciando spazio alla scena fotografata.

Su aps-c, il cinquantino invece assume l’angolo di campo di un medio-tele e quindi il suo utilizzo diventa meno diversificato, anche se forse più adatto ad alcuni generi specifici. Nel ritratto, ad esempio, il restringimento di angolo di campo può aiutare nelle inquadrature più strette. Nel paesaggio invece aiuta a cogliere dettagli più lontani senza avere il tipico schiacciamento dei piani dei teleobiettivi, donando maggiore ariosità alle foto. In macro aiuta ad avere distanze di lavoro più comode e più profondità di campo a parità di ingrandimento.

Il Tessar è facilissimo da reperire in ogni tipo di mercato che tratta anche materiale fotografico. Si trova senza troppa fatica ad un prezzo compreso tra 35 e 55€.

I pro e contro di questa lente sono:

PRO:

  • Ottima nitidezza
  • Costo limitato
  • Pesi e ingombri trascurabili
  • Versatilità
  • Resa omogenea e corretta
  • Filettatura filtri standard da 49mm

CONTRO:

  • Resa meno fantasiosa di altri cinquantini m42
  • Versatilità limitata su sensore aps-c o più piccolo
  • Sfocato a volte nervoso

Helios 44M 58mm f/2.0 ed Helios 44-7 58mm f/2.0

L’Helios, al pari del Tessar, è un obiettivo quasi mitico, soprattutto per l’enorme diffusione e reperibilità (è stato prodotto per quasi 40 anni), ma anche per l’incredibile rapporto qualità-prezzo che questa lente può vantare.

Di produzione sovietica, l’Helios si basa su un progetto della Zeiss, il Biotar 58mm f/2.0. E’ quindi una sorta di “clone” russo di un’ottica tedesca, come sempre apprezzata per qualità generale del progetto e della resa.

Come avrai capito dalla doppia versione in mio possesso, l’Helios 44 è stato prodotto in molte sotto-versioni, distinguibili grazie a ciò che segue il “44” nella sigla.

Innanzitutto vanno distinti i modelli “M” da quelli “K”: gli “M” sono gli obiettivi con attacco a vite M42, mentre i “K” presentano la baionetta tipica della Pentax. Potresti trovare qualche modello denominato “Д”, ed in questo caso ti troveresti di fronte ad un rarissimo obiettivo per Zenit-D analogica.

Al di là della lettera che contraddistingue l’attacco dell’obiettivo, sono i numeri che seguono il “44” ad indicare le specificità più importanti dei vari modelli. Si parte dal semplice modello 44 per arrivare al 44-7, l’ultima versione prodotta. In mezzo, come avrai intuito, ci sono i vari 44-2, 44-3 e così via.

Le differenze principali consistono nel numero di lamelle del diaframma, nella presenza o meno del trattamento antiriflesso multistrato, nella grandezza del diametro filtri, nella presenza o meno del meccanismo di selezione A/M (automatico/manuale), nella risolvenza delle lenti utilizzate e nella resa dello sfocato.

Caratteristiche costruttive.

L’Helios 44 è un obiettivo piccolo e poco ingombrante, con diametro filtri variabile da 49mm a 52mm a seconda del sottomodello. Nel mio caso l’Helios 44M è un 49mm, mentre l’Helios 44M-7 è un 52mm.

Entrambi sono abbastanza leggeri, ma non quanto il Tessar che ti ho precedentemente descritto. Il modello 44M pesa di più ed impiega più metallo nella sua costruzione, mentre il 44-7 è poco più leggero e più plasticoso.

Come ti ho già detto alcuni modelli presentano un meccanismo di selezione fra apertura automatica e manuale, altri no. Ti consiglio di scegliere i modelli con questa caratteristica, ti eviteranno di dover applicare una lieve (e facile) modifica all’obiettivo che però comporta il suo parziale smontaggio.

Caratteristiche ottiche.

L’Helios 44 è uno di quegli obiettivi che, volenti o nolenti, ha fatto la storia della fotografia. Come tutti i cinquantini ha buona qualità ottica, a cui aggiunge una buona luminosità ed uno sfocato particolarissimo ed interessante.

Per quanto riguarda la nitidezza, l’Helios 44M è nitido al centro ad f/2, mentre ai bordi lo diventa solo ad f/4, apertura in cui su aps-c è veramente già ottimo. Il 44-7 è invece un po’ più risolvente, e questa caratteristica si presenta a tutti i diaframmi.

In generale la nitidezza e la risolvenza degli Helios si dice che aumenti con l’aumentare del numero di denominazione del modello: se hai bisogno della presenza di molti dettagli fini ti consiglio quindi di indirizzarti subito sui modelli più recenti come il 44-7.

Lo sfocato è certamente il punto forte degli Helios, in quanto molto interessante e particolare. In condizioni normali di ripresa questo obiettivo offre un ottimo sfocato “da ritratto”, morbido ed omogeneo, graduale e ben dosato.

Nel caso invece lo sfondo presenti determinate caratteristiche, ad esempio la presenza di molteplici elementi ripetuti e riflettenti come ad esempio il fogliame di un albero, lo sfocato assume le caratteristiche di una girandola che segue i bordi dell’obiettivo, ottenendo un bokeh dei punti luce sempre più allungato e piegato man mano che ci si allontana dal centro del fotogramma. In inglese tale effetto viene chiamato “swirl”, termine entrato anche nel corrente lessico fotografico italiano.

In molti sostengono che lo swirl si noti più nei primi modelli (diciamo fino al 44-3) che negli ultimi, ma nei miei due esemplari la resa mi sembra essere la stessa. Ti ricordo che gli obiettivi russi, soprattutto i cinquantini in kit come l’Helios, sono stati prodotti in un numero esorbitante di esemplari, spesso in stabilimenti diversi e in epoche molto diverse. Ciò significa che l’assemblaggio e la costruzione possono variare molto da esemplare ad esemplare (è difficile mantenere gli standard su un tal numero di pezzi) ed è quindi possibile che troverai più differenze tra due esemplari dello stesso modello che tra modelli diversi.

Buone la profondità e la tridimensionalità delle immagini scattate con gli Helios 44, soprattutto se montate su un corpo macchina full frame. Su un sensore aps-c invece l’apertura di f/2 a volte non si rivela abbastanza per creare effetti tridimensionali marcati.

La distorsione, come prevedibile, è quasi nulla.

Interessantissimi risultano i flare, sempre molto morbidi e con una resa “affascinante”, ma difficili da controllare in controluce ad esempio sui paesaggi. Un paraluce, come sempre, ti aiuterà molto.

Sui tubi di prolunga si rivela un ottimo obiettivo per la ripresa dei fiori, grazie alla buona nitidezza al centro ed ai particolari effetti dello sfocato, nonché alla sua generale gradevolezza.

Utilizzo e reperimento.

L’Helios 44M ha una focale particolare un po’ più lunga dei normali cinquantini, anche oltre gli altri 55mm “da ritratto”. I 58mm dell’Helios lo rendono un obiettivo particolarmente interessante sia su formato 135 che su aps-c. Nel caso del full frame puoi utilizzare questo obiettivo come tuttofare con una particolare predilezione per il ritratto, mentre su aps-c risulta più specifico proprio per quest’ultimo genere. Quegli 8mm in più gli consentono di avere la focale equivalente di un 85mm (su Nikon, Pentax, Sony, Fuji, su Canon diventa supera i 90mm), cioè la focale “classica” per il ritratto.

Ma il suo utilizzo non si limita a questo, essendo abbastanza versatile anche per altri generi, quali il paesaggio e le riprese ravvicinate naturalistiche o di still life. Io lo utilizzo molto anche nei concerti, trovando la focale comoda per inquadrare uno o più componenti dei gruppi sul palco.

Il suo costo fino ad un paio di anni fa era veramente irrisorio: lo potevi trovare nei mercatini o su-ebay per una quindicina di euro o poco più, nel caso dei sottomodelli più diffusi, fino ad arrivare ai 30€ per i modelli più rari. Attualmente il prezzo medio si aggira attorno ai 25€, con punte di oltre 40€ e qualche raro affare a circa 20€.

L’aumento del prezzo testimonia la qualità della lente e la piena sfruttabilità dell’obiettivo in digitale. 25€ sono un costo comunque abbordabilissimo per un obiettivo che rende sicuramente di più di quel che costa.

I pro e contro di questa lente sono:

PRO:

  • Sfocato “swirl” veramente particolare
  • Buona resa generale
  • Versatilità
  • Focale che rende molto bene con i ritratti
  • Reperibilità estrema

CONTRO:

  • Poca resistenza al controluce
  • Variabilità di resa da esemplare ad esemplare
  • Prezzo in ascesa
  • Resa ai bordi morbida se non si chiude un po’ il diaframma.

Altri obiettivi

La quantità di obiettivi attorno ai 50mm disponibili con attacco m42 è semplicemente enorme ed è impossibile essere esaustivi o anche solo completi nella loro elencazione o individuazione. Nello sterminato parco di 50ini disponibili mi limiterò a segnalarti qualche esemplare notevole per qualche particolare caratteristica.

Iniziamo dall’Industar 50-2 50mm f/3.5, un obiettivo russo che si fregia di essere il primo (o uno dei primi) “pancake” della storia: è cioè un obiettivo molto, molto piccolo e sottile, leggerissimo e con una resa comunque all’altezza delle aspettative. Il suo costo s’aggira attorno ai 15-20€ ed è sicuramente un oggetto simpatico da utilizzare.

Salendo molto di qualità ti consiglio di non perdere l’occasione di provare un Pentax Takumar 55mm f/1.8, un obiettivo eccellente nella tridimensionalità e nella nitidezza, reperibile sui 70€.

Ancora meglio, ma con un prezzo attorno ai 100€, è il suo fratellone Pentax Takumar 50mm f/1.4, un obiettivo di grandissima qualità che ti permetterà di sperimentare la fotografia a grandi aperture e minime profondità di campo.

Da questo punto di vista un ulteriore passo avanti è rappresentato dal Porst 55mm f/1.2, un superluminoso che si trova fra i 100 ed i 200€ e che ti permetterà di divertirti con le grandi aperture senza svenarti eccessivamente.

Interessanti sono anche gli Yashica, i Fuji, i Mamiya-Sekor, i Chinon, gli Zenitar, i Pentacon, i Meyer Gorlitz e gli Zeiss, ma sono veramente innumerevoli le marche ed i modelli disponibili. Ed ognuno di questi esemplari offre caratteristiche peculiari e rese particolari che vale la pena provare.

Buon divertimento!

Se ne vuoi sapere di più, o vuoi avere qualche informazione generale in merito a qualche specifico modello, ti invito ad iscriverti al forum di FotoComeFare ed a lasciare una domanda nell’apposita sezione sull’equipaggiamento, magari verificando con la ricerca interna che non se ne sia già parlato e che non ci sia quindi già la risposta ai tuoi dubbi.

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