Molte macchine fotografiche attualmente in commercio, dalle compatte alle reflex, dispongono di un modo di scatto automatico per le foto notturne.

È probabile che numerosi fotografi, tra i loro primi scatti, ne abbiano qualcuno catturato di notte. Converrai con me che queste foto hanno un fascino particolare, che quelle scattate di giorno non possono avere.

La fotografia notturna, come molti altri generi di fotografia, può essere praticata a diversi livelli, anche se pochi fotografi ne fanno il loro interesse principale.

Non è il caso di Phil Hart, un fotografo che vanta esperienza ventennale in questo genere fotografico e che ha scritto un ebook straordinario su come fotografare le stelle, che non posso non consigliarti: A caccia di stelle.

In questo articolo affrontiamo alcuni concetti di base, una buona partenza per avventurarci nella fotografia notturna.

Ice Skating at London Eye by Lima Pix, on Flickr
Creative Commons Creative Commons Attribution 2.0 Generic License   by  Lima Pix 

Quali soggetti migliori per fotografare le stelle?

A mio parere, il soggetto più affascinante, che è diventato disponibile solo negli ultimi decenni, sono i paesaggi urbani.

Di notte, più precisamente di sera, quando il sole cala, cominciano ad accendersi le luci negli edifici e sulle strade. Negli ultimi momenti del tramonto, ma anche quando il sole è ormai calato completamente, le fonti luminose della città forniscono soggetti sempre in posa e sempre accattivanti.

Si possono ottenere scatti veramente efficaci sia catturando lo skyline (fotografando la città da lontano), sia focalizzandosi su singole strade o su singoli edifici la cui illuminazione ci ispira.

Ma la fotografia notturna si può praticare anche escludendo qualsiasi prodotto dell’uomo.

I paesaggi naturali che siamo abituati a vedere ogni giorno, probabilmente sono stati immortalati infinite volte. Ma di notte, sicuramente in pochi si sono avventurati a fotografare le stelle includendole in questi paesaggi.

Di notte ogni paesaggio assume sfumature completamente nuove, che spesso lo rendono più misterioso e quasi stregato. Spesso i risultati possono cambiare drasticamente a seconda delle fasi della Luna, in particolare quando è piena o è completamente oscurata.

Un altro soggetto “tecnologico” delle nostre foto notturne, legato ai tempi moderni, sono le scie di luce.

I mezzi di trasporto in movimento di sera e di notte hanno sempre qualche fanale acceso. Con le giuste impostazioni della macchina fotografica, possiamo tramutare ogni fonte di luce in movimento in una scia luminosa che attraversa la nostra inquadratura.

Opportunamente inserite nelle nostre composizioni, le scie di luce producono effetti quasi poetici. Quando si inquadrano strade trafficate, magari all’interno di città, le luci di molteplici veicoli si combinano creando spettacolari fasci multicolore.

Retro tram and retro lights by AZso, on Flickr
Creative Commons Creative Commons Attribution-Noncommercial 2.0 Generic License   by  AZso 

Un ultimo soggetto importante sono proprio la Luna e le stelle in cielo. Nei luoghi in cui l’inquinamento luminoso è limitato, è possibile catturare splendide immagini del cielo notturno in cui le stelle sono nitidi punti luminosi o creano scie circolari dovute al movimento della Terra.

Come fotografare con poca luce

È un’ovvietà, però tutti gli accorgimenti necessari per fotografare di notte dipendono dalla limitatissima quantità di luce disponibile e dal modo in cui le fotocamere si comportano in questa situazione.

Ti consiglio di leggere questo libro che abbiamo recensito: Fotografare in notturna o con luce tenue.

In ogni caso la prima cosa da tenere presente è che avrai bisogno di esposizioni molto lunghe, spesso nell’ordine dei minuti.

Le difficoltà principali che ci troveremo ad affrontare sono le seguenti:

  • la messa a fuoco automatica, con così poca luce, non funziona;
  • la misurazione automatica dell’esposizione è messa in difficoltà dalle grosse differenze di luminosità tra le fonti di luci artificiale e la ridotta luce ambientale;
  • anche la migliore tecnologia di stabilizzazione disponibile, dati i lunghissimi tempi di esposizione necessari, non sarà in grado di correggere eventuali movimenti della fotocamera, quindi questa dovrà stare assolutamente immobile;
  • i tempi di esposizione lunghi potranno portare a un aumento del rumore catturato dalla fotocamera;
  • le luci artificiali di colori differenti, renderanno difficile il calcolo del bilanciamento del bianco.

L’attrezzatura di base per fotografare le stelle

La fotografia notturna non richiede attrezzature costosissime, ma ha alcuni requisiti precisi:

  • assolutamente necessario è un treppiede, possibilmente di marca, in maniera che sia più stabile e annulli completamente il rischio di vibrazioni;
  • la fotocamera dovrà disporre del modo di scatto manuale o almeno di quello a priorità di tempi (S o Tv);
  • molto utile sarà un comando di scatto remoto, se ne trovano sia con filo che senza;
  • se non è possibile procurarsi un comando di scatto a distanza, la fotocamera deve disporre dello scatto ritardato, di solito usato per l’autoscatto;
  • gli obiettivi consigliati di solito sono i grandangolari, che permettono lunghezze focali piuttosto ridotte.

Come impostare la fotocamera per la fotografia notturna

Se sei fortunato, talvolta, selezionando le modalità di scatto a priorità di apertura o program, potrai già ottenere qualche scatto interessante.

Dovrai però essere molto fortunato.

Visto che non ti piace ottenere delle foto per caso, ma vuoi essere un fotografo consapevole, ecco le impostazioni di base da tenere in considerazione:

  • l’ISO va impostata al minimo, per ridurre il più possibile il rumore, che sarebbe molto visibile nelle zone scure della foto;
  • il modo di scatto da scegliere è possibilmente quello manuale, se questo non è disponibile o non abbiamo ancora imparato ad usarlo, scegliamo il modo di scatto a priorità di tempi;
  • molti consigliano di usare un valore basso per l’apertura, questo riduce la profondità di campo, però può essere necessario per mantenere il tempo di esposizione entro soglie accettabili;
  • assolutamente consigliato il formato RAW, in maniera da facilitare la correzione del bilanciamento del bianco e la riduzione del rumore;
  • va abilitato lo scatto ritardato o con comando a distanza;
  • nei casi in cui la messa a fuoco automatica fallisce a causa dell’assenza di fonti di luce, è necessario usare la messa a fuoco manuale;
  • la misurazione dell’esposizione matrix potrebbe andare bene, ma sarebbe meglio una misurazione parziale che consideri un’area dell’inquadratura maggiore della misurazione spot.

Attenzione speciale merita la scelta del tempo di esposizione, in quanto esso è l’aspetto cruciale della fotografia notturna.

La cosa migliore, nei primi tempi, è andare per tentativi. Potrai cominciare impostando un tempo di esposizione di qualche secondo e vedere che risultato ottieni. Se non ti soddisfa, aumenta il tempo di uno stop e ripeti fino a che non ottieni il risultato voluto.

Ti accorgerai che non è possibile andare oltre un certo valore per il tempo di esposizione, solitamente 30 secondi. Superandolo, in molte fotocamere si attiva la modalità “Bulb”.

In questa modalità una pressione del pulsante di scatto, sulla macchina o su un comando remoto, comporta l’apertura dell’otturatore. Un’altra pressione del pulsante chiuderà l’otturatore. Durante tutto il tempo in cui questo rimarrà aperto, il sensore continuerà a catturare luce.

Il calcolo dell’esposizione, quando si entra in modalità Bulb, diventa più complesso e ne parleremo in un prossimo articolo.

Fotografare le stelle con la regola del 600

Per fotografare le stelle, questa è una regola semplicissima ma molto utile per evitare di ottenere strisce luminose al posto di stelle puntiformi.

Le strisce luminose sono causate dal tempo di esposizione molto lungo impostato. Il sensore della fotocamera registra la luce da cui viene colpito, quindi registrerà anche il movimento delle stelle nell’arco celeste.

Molte volte questo effetto è voluto e produce scatti davvero suggestivi. Se però il tuo intento è quello di fotografare stelle puntiformi, allora ti conviene applicare la regola del 600, molto pratica e immediata.

Sostanzialmente, per ottenere il tempo limite a cui non si verificherà “l’effetto striscia”, devi fare:

Tempo di scatto = 600/Lunghezza focale.

Faccio un esempio pratico. Se stai utilizzando un obiettivo 18mm, il tempo limite di scatto sarà dato da: 600/18 = 33. Quindi, se monti un obiettivo con lunghezza focale di 18mm, il tempo limite in cui puoi essere sicuro che le tue stelle non inizieranno ad apparire come strisce è di 33 secondi.

Attenzione però: il valore ottenuto è riferito ad un obiettivo montato su fotocamera full frame. Se utilizzi un sensore APS-C, dovrai dividere il risultato ottenuto per il fattore di crop del sensore. Quindi, in caso di APS-C Canon, dovrai dividere il risultato per 1,6 (nel nostro esempio, i 33 secondi diventeranno 20.8).

Se non ti è chiaro cosa è il fattore di crop, puoi leggere questi due articoli: “Crop factor: le dimensioni contano?” e “Tutto quello che devi sapere su crop factor e lunghezza focale equivalente“.

Evita l’inquinamento luminoso

Se vuoi fotografare le stelle nella maniera migliore possibile, l’inquinamento luminoso può diventare il tuo primo nemico.

Di notte, la presenza di luce ambiente nel cielo dovuta all’illuminazione pubblica e privata delle città, impedisce di avere un cielo completamente nero. Questo, naturalmente, riduce anche la visibilità delle stelle stesse.

Purtroppo l’Italia è un territorio particolarmente “inquinato” sotto questo punto di vista. Il consiglio generale è quello di allontanarti il più possibile dalle città. Se vuoi essere un po’ più scientifico e organizzato, esistono delle vere e proprie mappe dedicate all’inquinamento luminoso.

A questo link puoi trovare una mappa interattiva molto ben fatta e sempre aggiornata. Puoi anche trovare un mucchio di risorse molto utili per fotografare le stelle riducendo al minimo gli effetti negativi dell’inquinamento luminoso.

Conclusione

Con queste nozioni, puoi già provare a fare qualche esperimento e tentare di fotografare le stelle. È importante procedere in maniera scientifica, non a caso, e ricordarsi quali combinazioni di impostazioni hanno prodotto gli scatti migliori.

Se fotografare le stelle ti appassiona, ho la guida per te. L’ebook “A Caccia di Stelle” ti spiega chiaramente tutte le tecniche necessarie e tutti i tipi di foto che puoi fare al cielo notturno (per saperne di più clicca qui: Guida alla fotografia notturna).

Buona fotografia!

Ulteriori letture

Guida alla fotografia notturna su ZMPhoto: FOTOGRAFIA NOTTURNA.

Spunti per la fotografia notturna: Night Photography Ideas and Techniques

Una lezione gratuita ed approfondita sulla fotografia notturna: Free Night Photography Lesson

30 esempi di fotografia notturna: 30 of Excellent Night Photography

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