La tua testa gira quando devi scegliere un treppiede? Ora puoi farla smettere

La tua testa gira quando devi scegliere un treppiede? Ora puoi farla smettere

Sul forum di FotoComeFare, ben presto alcuni iscritti si sono distinti per i loro interventi frequenti e informati. Uno di questi è Abulafia (al secolo Federico), la cui peculiarità sono i post lunghi e pieni di informazioni.

Per me è stato naturale proporgli di tramutare tutte quelle conoscenze in un articolo per FotoComeFare. All’inizio si è dimostrato titubante, poi mi ha inviato un’email con una guida alla scelta dei treppiedi lunghissima.

Mi è piaciuta subito e allora eccola qui.

Il cavalletto fotografico (o treppiedi) è uno strumento praticamente indispensabile per qualsiasi fotografo. Nessun corredo fotografico potrebbe dirsi completo, ma anche solo dirsi “corredo”, in mancanza di questo essenziale prodotto, che non andrebbe definito solo come “accessorio”.

Il cavalletto è infatti fondamentale in molte tipologie di fotografia, tra cui spiccano la paesaggistica, l’architettonica, la macro, lo still life (o natura morta che dir si voglia), e la caccia fotografica per fauna ed avifauna.

È inoltre molto utile anche nel ritratto e nella fotografia sportiva o comunque d’azione (anche se in quest’ultimo caso si preferisce il monopiede), nonché per la fotografia in studio, come ad esempio quella fashion o glamour.

Pertanto non dovresti affatto lesinare tempo per la ricerca e denaro per acquistare il treppiede, così come non lo fai per i corpi macchina o per gli obiettivi.

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Le parti di un cavalletto

Per distinguere bene quali sono gli aspetti da valutare in un treppiedi per la fotografia, meglio identificare le sue parti principali. Il cavalletto è di solito formato da:

  • tre gambe, ovviamente (spesso divise in sezioni telescopiche di numero variabile),
  • una base su cui convergono le gambe (e su cui si può direttamente montare la testa o la fotocamera),
  • dei piedi con cui terminano le gambe stesse,
  • una staffa centrale estensibile (solidale e scorrevole nella base), per aumentare l’altezza totale del cavalletto.

Oltre queste parti va considerata la testa fotografica, complemento necessario di ogni cavalletto.  Nei modelli più economici è integrata, ma le soluzioni migliori sono quelle in cui la testa è separata dal treppiedi. Puoi così scegliere la testa giusta per le tue esigenze.

Per una scelta ponderata devi considerare le caratteristiche ed i dettagli di tutto il cavalletto e di ogni sua parte.Manfrotto 055CXPRO Carbon Tripod by fensterbme, on Flickr
Creative Commons Creative Commons Attribution-Noncommercial-No Derivative Works 2.0 Generic License   by  fensterbme 

Costruzione: dimensioni e peso

Per scegliere un cavalletto bisogna tener conto innanzitutto di due esigenze, spesso in conflitto: portabilità ed utilizzabilità.

È fuori di dubbio che un cavalletto grande, alto e pesante sia molto più comodo (nel momento in cui fotografi) e funzionale di un suo equivalente meno generoso: un cavalletto alto non ti costringe a piegarti, e dimensioni grandi e peso importante aiutano a renderlo stabile in ogni situazione. D’altro canto più il cavalletto è ingombrante e pesante, meno è comodo da trasportare e utilizzare in alcuni campi specifici.

Insomma, valuta bene cosa realmente serve e cosa realmente è possibile portarti sempre dietro senza correre il rischio di lasciare sempre a casa le decine o centinaia di euro che hai speso per l’acquisto!Photographing the Sunrise by Bill Gracey, on Flickr
Creative Commons Creative Commons Attribution-Noncommercial-No Derivative Works 2.0 Generic License   by  Bill Gracey 

Dimensioni

Per giudicare adeguatamente le dimensioni del treppiede e capire se sono adatte alle tue esigenze devi valutarle sia da aperto, che da chiuso. In quest’ultimo caso il cavalletto migliore è, ovviamente, quello più corto e che quindi occupa meno spazio.

Diciamo che per la trasportabilità 40-50cm (esclusa la testa) sono un valore medio per i cavalletti più piccoli; più superi questo valore, più ti sarà scomodo portarlo in giro. Più scende valore, più sale la probabilità che il cavalletto sia in borsa con te.

Il cavalletto aperto invece dovrebbe essere adatto a portare la fotocamera all’altezza del tuo occhio quando sei in piedi, e quindi dovrebbe essere proporzionato alla tua altezza.

C’è da ricordare che sul cavalletto va montata necessariamente una testa (che può essere alta da 10 a 30cm, tipicamente), se non è integrata, e la fotocamera stessa, che aggiungerà altri 10cm circa all’altezza totale (anche molto di più in caso di reflex con battery grip, di meno con mirrorless e compatte). Quindi, sarà buona accortezza scegliere un cavalletto che alla massima estensione sia di 20cm circa più basso della tua altezza.

Un cavalletto più alto di te potrebbe essere comunque comodo per fotografare in determinate condizioni, ad esempio per superare l’impaccio di un ostacolo (usando il live view) o per inquadrare molto in alto tenendo l’obiettivo in diagonale.

È importante valutare l’altezza massima del cavalletto sia con la colonna centrale estesa, sia con la colonna centrale abbassata: a parità di altri parametri il cavalletto migliore sarà quello che raggiungerà l’altezza più comoda senza estrarre la colonna centrale.

Anche l’altezza minima è molto importante da considerare: spesso e volentieri alcune inquadrature particolari ti impongono di stare molto vicino a terra. Alcuni generi sono quasi impossibili da fare con cavalletti troppo alti, come ad esempio la macrofotografia.

In questi casi puoi scegliere di avere un ulteriore cavalletto molto piccolo, specifico per queste occasioni, o scegliere invece un treppiede con la cosiddetta “posizione macro”.

Esso altro non è che un sistema di sblocco delle gambe che permette di aprirle più del normale, fino a portarlo a 20-40cm da terra. In questi casi spesso con il cavalletto viene fornita (o è disponibile separatamente) una staffa centrale più corta, in modo che non urti col terreno quando le gambe sono estremamente aperte.

Peso

Il peso è altresì importante: un cavalletto molto pesante è stabile ed adatto alle lunghe esposizioni, ma è anche scomodo e fastidioso da portarti dietro in alcune occasioni, come ad esempio le escursioni montane, o nei casi in cui c’è bisogno di spostarsi spesso.

Anche in questo caso si scontrano esigenze di utilizzabilità e portabilità.

Treppiedi pesanti sono quelli che eccedono il chilo e mezzo, arrivando fino a tre chili ed anche oltre. I treppiedi leggeri invece scendono sotto questo valore anche di molto, a volte anche sotto il chilo.

My tripod and the Delicate Arch, sunset by rickz, on Flickr
Creative Commons Creative Commons Attribution-Noncommercial-No Derivative Works 2.0 Generic License   by  rickz 

Materiali

Il peso dipende quasi esclusivamente dai materiali con cui è costruito il prodotto: alluminio, magnesio e titanio hanno pesi generosi, ottima stabilità e staticità in caso di vibrazioni. Sono i materiali più diffusi (soprattutto l’alluminio) e rappresentano la più ampia fascia del mercato. Il loro prezzo, rispetto agli altri materiali, è abbastanza economico.

Il carbonio è il materiale che invece garantisce la maggior leggerezza, a scapito di un po’ di stabilità (ma con un eccellente smorzamento delle vibrazioni). Purtroppo i costi di questo materiale sono molto più alti rispetto ai precedenti, e quindi i cavalletti realizzati in fibra di carbonio risultano essere molto costosi.

In più, ma è un problema minore, la fibra di carbonio è anche un po’ meno resistente.

Oltre all’alluminio e al carbonio esistono cavalletti in legno (anche di eccellente qualità, ed a prezzi molto alti) ed in plastica (di solito estremamente instabili ed adatti alle sole compatte o mirrorless).

Stabilità

La stabilità è una caratteristica strutturale di cui devi tenere enorme conto; come detto è influenzata da tutte le caratteristiche precedenti più o meno in questo modo:

  • la stabilità aumenta all’aumentare del peso e viceversa,
  • la stabilità è maggiore nei cavalletti meno alti e minore in quelli più alti,
  • la stabilità è molto maggiore nei cavalletti con la colonna centrale non estesa, mentre diminuisce molto quando la colonna centrale è estesa alla massima altezza.

Oltre che dalle dimensioni e dal peso, la stabilità è influenzata anche da alcuni aspetti costruttivi del treppiede, in particolare:

  • la stabilità è maggiore quando il numero di sezioni in cui sono suddivise le gambe è minore,
  • la stabilità può essere aumentata quando al termine inferiore della colonna centrale è collocato di fabbrica un gancio a cui è possibile attaccare pesi (di solito lo stesso zaino fotografico) in modo da bilanciare meglio tutto il sistema,
  • la stabilità può aumentare anche nel caso in cui i piedi siano studiati per adattarsi ai terreni, ad esempio presentando delle punte d’acciaio da conficcare a terra in determinate occasioni.

Tripod by a Wall by garryknight, on Flickr
Creative Commons Creative Commons Attribution 2.0 Generic License   by  garryknight 

Portata

Conoscere la portata di un cavalletto è essenziale. Sapere quanto peso un cavalletto possa reggere prima di rompersi, piegarsi o semplicemente cadere a terra è il parametro principale di cui tener conto. Devi sempre scegliere un cavalletto che sia ben rapportato all’attrezzatura che dovrà sostenere.

La portata del cavalletto è indicata dal costruttore in chilogrammi: fai molta attenzione a tali indicazioni, che sono sempre e comunque indicazioni di massima e che dunque possono essere molto imprecise. Solitamente si tende a considerare realistica la metà della portata dichiarata, per essere più sicuri della reale capacità di carico del cavalletto e ridurre il rischio di un disastroso tracollo della macchina fotografica.

Tripod by fensterbme, on Flickr
Creative Commons Creative Commons Attribution-Noncommercial-No Derivative Works 2.0 Generic License   by  fensterbme 

C’è da aggiungere che la portata influisce anche sulla stabilità: più il carico montato si avvicina all’estremo della portata massima dichiarata, meno il cavalletto sarà stabile. È quindi opportuno che tu scelga cavalletti che dichiarino una portata maggiore rispetto al peso effettivo dell’attrezzatura in tuo possesso, anche in misura del doppio.

Solitamente i cavalletti di marche blasonate e di ideazione occidentale sono più affidabili in quanto a dichiarazioni di carico, mentre nel caso di produzioni asiatiche potrebbe essere necessario cercare una portata dichiarata anche tripla rispetto a quella che realmente ci serve.

Ovviamente non è detto che sia sempre così, ma tieni conto di questa “tendenza” all’esagerazione di tutti i produttori ed in particolar modo di quelli asiatici.

Prima di acquistare un cavalletto effettua quindi un calcolo il più possibile preciso del peso dell’attrezzatura che hai intenzione di utilizzare.

Tieni in conto:

  • il peso della macchina fotografica (completa di batteria e scheda di memoria),
  • il peso dell’eventuale battery grip (completo anch’esso del peso della sua batteria),
  • il peso dell’obiettivo più pesante del tuo corredo,
  • il peso di eventuali slitte macro o supporti per il flash,
  • il peso di eventuali flash o altro tipo di illuminatori,
  • il peso di altri accessori collegati alla macchina,
  • il peso della testa fotografica che dovrai abbinare al cavalletto.

Effettuato questo calcolo ti basterà moltiplicare il risultato per due (o magari per tre) per sapere quale portata è adatta alle tue esigenze.

Esempio pratico basato sul mio corredo: Pentax K-5 (670g solo corpo), batteria (80g), battery grip (250g), altra batteria (80g), obiettivo Tair 3S 300mm f/4,5 (1400g), testa a sfera I-Shoot KS-1 (530g).

Il totale è 3010g, quindi più di 3kg.

Dovrò quindi scegliere un cavalletto che dichiari portata massima di almeno 5-6kg, o di almeno 8-9kg per stare ancora più sicuro.

Costruzione e dettagli

Va fatto un breve cenno ad alcuni dettagli.

Innanzitutto, le sezioni delle gambe dei treppiedi sono serrate da vari sistemi: possono essere chiuse a morsa, o strette da una vite.

I sistemi a morsa sono più veloci e pratici, ma durano di meno e possono essere meno sicuri. I modelli migliori di cavalletto presentano la possibilità di “registrare” la chiusura a morsa del cavalletto, rendendola più o meno stretta tramite chiavi a brugola. Questa possibilità è molto utile anche per ovviare al passare del tempo e all’uso, riportando ad un serraggio ottimale una chiusura che subisce un allentamento progressivo.

I sistemi a vite soffrono un po’ meno l’uso intensivo o il passare del tempo, ma sul campo possono essere un po’ meno immediati da utilizzare, soprattutto in caso di serraggi a vite di non ottimale qualità. In più non è sempre agevole capire a colpo d’occhio se le chiusure sono strette o meno, ma vanno ricontrollate ogni volta che sorge il dubbio, per evitare che ti cada tutto a terra.

In secondo luogo alcuni cavalletti non hanno la colonna centrale, ma ti permettono di avvitare la testa o la macchina fotografica direttamente sulla base. E’ una soluzione estremamente stabile, ma purtroppo poco versatile se hai intenzione di cambiare l’altezza dell’inquadratura spesso e/o velocemente.

Poi, alcuni cavalletti hanno la colonna centrale “decentrabile” attraverso vari sistemi. In questo modo la colonna centrale non ti servirà più solo a variare l’altezza, ma anche e soprattutto a collocare la fotocamera in posizioni particolari e creative. Ti può essere molto utile, ad esempio, per la fotografia macro o in tutte quelle situazioni in cui non puoi intervenire sulla posizione del soggetto da fotografare.

Infine, alcuni cavalletti comprendono un monopiede, integrato in una delle gambe o nella colonna centrale. In questo caso ti basta svitare/sfilare il monopiede dalla sua sede per averlo a disposizione. Ti può essere molto comodo se usi spesso il monopiede e non vuoi portarne uno oltre al già ingombrante cavalletto.Tripod remote controlled selfies, Mizen by tubb, on Flickr
Creative Commons Creative Commons Attribution-Noncommercial-No Derivative Works 2.0 Generic License   by  tubb 

Manca solo la testa

Nel prossimo articolo ti parlerò delle tipologie di teste fotografiche disponibili e di come sceglierle. Avrai così una guida completa per decidere come spendere al meglio i tuoi soldi su un cavalletto di qualità.

Rimani sintonizzato!

Se hai anche tu qualche conoscenza o esperienza da condividere con qualche decina di migliaia di persone ogni mese, inviami la tua proposta di articolo attraverso la pagina dei contatti.

Immagine di copertina

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Autore: abulafia

Laureato in giurisprudenza, ma con una forte passione per le tecnologie fin da piccolo, mi sono avvicinato alla fotografia grazie al corredo analogico sovietico di mio padre; in seguito i primi passi con il digitale, grazie ad una compatta Nikon di famiglia; infine la reflex digitale, una Pentax K-5, ancora corredata con gli obiettivi russi a riprendere una continuità con l'inizio dell'avventura. Oltre alla tecnologia ed alla fotografia ho forti e durature passioni per la letteratura, i fumetti, la fantascienza in ogni forma, il diritto, la politica, la musica, la pittura, il cinema, lo sport (calcio, basket, tiro con l'arco) etc. etc. etc. Fra i miei generi fotografici preferiti ci sono la fotografia paesaggistica, la macrofotografia, la fotografia di concerti ed eventi musicali e la fotografia naturalistica.

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