Lo sai cosa può fare veramente il tuo teleobiettivo?

Lo sai cosa può fare veramente il tuo teleobiettivo?

Un teleobiettivo copre le lunghezze focali dai 70 mm in su. Sono quelle lunghezze focali che ingrandiscono le cose rispetto a come le vediamo ad occhio nudo.

D’altronde, è per questo che si usa un teleobiettivo per ingrandire gli oggetti lontani, non è vero?

Infatti, non è vero. come ti avevo già spiegato nel caso degli obiettivi grandangolari, anche le lunghezze focali tipiche dei teleobbiettivi hanno numerosi effetti estetici sulla foto. L’ingrandimento è l’ultimo degli effetti che dovresti tenere in considerazione.

In questo articolo, ti voglio quindi spiegare quali sono gli effetti visivi più importanti di un teleobiettivo per capire quando e come usarlo al meglio.

Compressione delle distanze

Partiamo proprio dal l’effetto che citavo all’inizio: l’ingrandimento. Un principiante solamente utilizza le lunghezze focali più elevate per avvicinarsi ai soggetti senza doversi muovere. È quello che fai quando zoomi sulla macchina fotografica.

Quello che succede, però, è che non solo la distanza del soggetto dalla macchina fotografica si riduce, ma si riducono anche le distanze tra tutti gli elementi all’interno della scena. Sostanzialmente, quindi, gli elementi della scena sembrano più vicini tra loro.

Così, riduci l’effetto prospettico, che fa sì che gli oggetti più vicini sembrino più grandi rispetto agli oggetti lontani. Con il teleobiettivo, gli oggetti distanti appaiono più grandi rispetto a come appaiono ad occhio nudo.

Quindi, con il teleobiettivo puoi modificare le relazioni tra gli oggetti su diversi piani nella scena. Puoi rendere più forti le interazioni tra elementi che prima erano pochissimo o per niente correlati.

Ad esempio, puoi far sembrare una persona in primo piano estremamente piccola rispetto ad una montagna o ad un edificio sullo sfondo, creando un senso di incombenza. Oppure, due persone tra loro distanti, che quindi ad occhio nudo hanno dimensioni ed importanza diversa, grazie a lunghezze focali elevate possono sembrare più vicine tra loro e quindi in relazione.

Questa compressione dà anche più forza all’aspetto grafico e geometrico delle linee all’interno della foto. Avvicinando tra loro i vari elementi, le linee si intersecano in modi nuovi e possono essere molto utili per rinforzare la composizione e creare interessanti giochi astratti.

Arma segreta per lo sfocato

Ottenere lo sfocato è uno dei più grandi crucci dei fotografi principianti. Come avevo già scritto nel tutorial su come ottenere lo sfocato, la lunghezza focale è un fattore determinante.

Lunghezze focali più elevate riducono la profondità di campo e quindi aumentano lo sfocato. In altre parole, i teleobbiettivi ti aiutano ad ottenere lo sfocato.

Ovviamente, più sale la lunghezza focale, più scende la profondità di campo, più aumenta lo sfocato. Anzi, quando superi i 200 mm di lunghezza focale equivalente (ma anche prima), diventa difficile, se non impossibile, ottenere una scena nitida dal primo piano allo sfondo, soprattutto se lo sfondo è piuttosto distante.

Lo sfocato, di per sé, non fa la foto. Lo sfocato è uno strumento per creare un’atmosfera eterea in uno scatto ma soprattutto per isolare i soggetti. Quindi, considera i teleobbiettivi come degli strumenti per isolare i soggetti.

Quando vedi una tipica fotografia sportiva di un’azione di gioco o di un’esultanza, in cui il soggetto è ben definito contro uno sfondo sfocato uniformemente, stai certo che è stata usata una lunghezza focale molto elevata (anche perché, spesso il fotografo deve stare a decine di metri dal soggetto).

Meno sfondo, meno confusione, minore difficoltà

Altra importantissima conseguenza dell’uso di un teleobiettivo è la riduzione dell’angolo di campo. Sostanzialmente, il teleobiettivo riduce l’ampiezza della visuale.

Così, una porzione meno ampia dello sfondo viene inclusa della foto. Come sai, un brutto sfondo può rovinare una foto. Allora, uno sfondo più ristretto riduce il numero di variabili da tenere in considerazione.

Da questo limitato punto di vista, usare un teleobiettivo rende un po’ più facile fotografare: almeno hai meno da pensare riguardo allo sfondo. Ovviamente, ciò non vuol dire che il teleobiettivo sia una scorciatoia per fare foto belle con meno fatica.

Ridurre gli elementi presenti sullo sfondo è un altro ottimo modo, insieme al lo sfocato, di dare maggiore importanza ai soggetti in primo piano. Meno cose ci sono nell’inquadratura, più importanza acquisiscono le poche cose presenti.

Ovviamente, se al contrario hai bisogno di una visuale molto ampia, come ad esempio in una foto di paesaggio, oppure di fornire contesto attorno ai soggetti principali, un ridotto angolo di campo diventa uno svantaggio e non un vantaggio.

Per quali generi conviene usare un teleobiettivo

Ora ti indico alcuni generi in cui l’uso di un teleobiettivo è consigliato. Come sempre, ricordati che sono delle linee guida, troverai sempre qualche fotografo che crea immagini superbe usando lunghezze focali che assolutamente non ti aspetti.

Ritratto

Praticamente tutte le peculiarità di un teleobiettivo che abbiamo visto servono nella fotografia di ritratto:

  • la compressione delle distanze comprime anche gli spazi tra gli elementi del volto. Occhi e orecchie sono più vicini tra loro rispetto a quando si usa grandangolare e il naso non viene ingigantito. In questo modo, il viso ha un aspetto molto più piacevole;
  • lo sfocato permette di isolare alla perfezione il soggetto principale, oltre che a creargli intorno una sfumatura decisamente artistica;
  • il minor angolo di campo toglie spazio alle distrazioni e concentra tutta l’attenzione sul soggetto ritratto.

Tradizionalmente, la lunghezza focale preferita per i ritratti sono gli 85 mm (come nella foto qui sotto), su una fotocamera a pieno formato. Infatti esistono obiettivi a focale fissa da 85 mm che danno risultati eccezionali.

85mm F1.2L II USM portrait by Cook24v, on Flickr
Creative Commons Attribution-No Derivative Works 2.0 Generic License  by Cook24v

La scelta della lunghezza focale dipende molto anche da quanta parte del corpo del soggetto vuoi catturare. Mi sono trovato spesso a gradire molto l’effetto ottenuto usando lunghezze superiori ai 150 mm (lunghezza focale equivalente) per ritratti ravvicinati del solo viso.

Fotografia naturalistica

Quando vuoi fotografare animali piccoli e grandi nel loro habitat naturale, non puoi avvicinarti di più di tanto. Qui, sicuramente il teleobiettivo diventa uno strumento utile proprio perché semplicemente permette di avvicinarti ai soggetti senza doverlo fare fisicamente.

In questo genere fotografico, sono molto diffusi quelli che vengono chiamati i supertele: obiettivi a focale fissa giganteschi, da 300, 400 (come nella foto qui sotto), 500 mm (o anche più), con apertura massima molto ampia. Questi veri e propri cannoni ti permettono di appostarti ben nascosto e fotografare dalla distanza gli animali senza disturbarli (o farli arrabbiare …).

Fotografia sportiva e d’azione

Se guardi a bordo campo durante una partita di calcio, o di molti altro sport, vedrai che schiere di fotografi armati di cannoni simili a quelli che ti citavo sopra per la fotografia naturalistica. Infatti, anche in questo caso si trovano spesso obiettivi da 300 mm.

Grazie a questi teleobbiettivi estremamente lunghi, i fotografi sono in grado di fare ritratti ravvicinati ad atleti che si trovano a decine di metri di distanza. Inoltre, l’elevata lunghezza focale, combinata con un’ampia apertura massima, permette di sfocare uniformemente lo sfondo, creando quelle immagini spettacolari e potenti che puoi vedere sulle copertine delle riviste sportive.

Nella fotografia d’azione puoi anche includere la fotografia ai concerti. In questi casi vedrai più facilmente usato un 70-200 mm piuttosto che un super tele lungo e pesante. Infatti, i fotografi ai concerti hanno bisogno di una certa mobilità e comunque possono stare più vicini ai loro soggetti rispetto ai fotografi sportivi.

Fotografia macro

Un teleobiettivo, nonostante ingrandisca fortemente i soggetti, non basta per la fotografia macro. Per capire come distinguere un vero obiettivo macro, ti consiglio di leggere l’articolo Introduzione alla fotografia macro: concetti base e scelta dell’equipaggiamento.

In ogni caso, le più tipiche foto macro si fanno con i teleobbiettivi. Soprattutto quando vuoi fotografare soggetti estremamente piccoli, come gli insetti, le lunghezze focali più ricorrenti sono 90 mm e 105 mm.

Obiettivi macro più corti probabilmente non ti permetteranno di creare quegli scatti spettacolari solitamente associati agli obiettivi macro. Possiedo un 60 mm macro che è un ottimo obiettivo, ma va bene solo per foto ravvicinate di fiori o, ad esempio, di cibo.

Difetti dei teleobbiettivi

Fin qui ti ho parlato di come e quando usare i teleobbiettivi. Voglio anche renderti noti, però, i fattori che rendono un teleobiettivo scomodo o meno raccomandabile come acquisto.

Prima di tutto, essendo più lunghi, i teleobbiettivi sono più ingombranti e anche più pesanti. Per la fotografia in viaggio, per scattare a mano libera o anche se usi un treppiede meno resistente, i teleobbiettivi sono meno indicati.

In secondo luogo, ricordati sempre che, per scattare a mano libera, il tempo di posa deve essere al massimo pari a uno fratto la lunghezza focale equivalente.

Quindi, ad esempio, se vuoi fotografare usando una lunghezza di 200 mm, il tempo di posa dovrà essere pari a 1/200 s o meno. Quando la luce non è ottimale, questo tempo di posa diventa troppo lento e porta quasi sicuramente a fare foto mosse. Puoi salvarti se possiedi un obiettivo stabilizzato, ma non tutti hanno questa opzione.

Poi, i teleobbiettivi, soprattutto se di qualità e con apertura ampia, sono molto costosi. Facilmente, sono più costosi dei grandangolari di qualità paragonabile.

Inoltre, anche i filtri per i teleobbiettivi sono più costosi. Infatti, il diametro del filtro in questo caso deve essere maggiore e ciò comporta un aumento di prezzo.

Infine, una cosa di cui ti accorgi ben presto con l’esperienza è che con il teleobiettivo aumenta il rischio che qualcosa di indesiderato entri nell’inquadratura. Infatti, usando questo tipo di obiettivi in molti casi ti posizioni lontano dal tuo soggetto.

Mentre tu lo vedi ravvicinato, a causa della lunghezza focale elevata, tra te e il soggetto c’è molto spazio che può essere riempito da cose e persone che passano. Non è raro, quindi che, ad esempio, fotografando una persona sull’altro lato della strada, un veicolo o un passante si frappongano rovinando l’inquadratura.

Conclusione

Personalmente, ho una predilezione per le lunghezze focali più elevate e quindi appena ho potuto mi sono procurato un 70-200 f2.8.

Tu usi, hai usato o vorresti usare un teleobiettivo? Hai qualche consiglio da dare? Li preferisci ai grandangolari?

Fammelo sapere con un commento.

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Autore: Alberto Cabas Vidani

Ho fondato FotoComeFare nel 2010 per divulgare la fotografia digitale. Ho fatto in modo che gli articoli su questo sito riuscissero sempre a insegnare o ispirare, usando un linguaggio comprensibile a chiunque.
Ora FotoComeFare è uno dei siti più visitati (se non il più visitato) tra quelli che insegnano la fotografia in Italia. Da un blog con un solo autore (me stesso), è diventato un sito con un’intera redazione.
Spero di poter continuare su questa strada e di continuare ad aiutarti a comunicare con le migliori foto possibili.

  • grazie alberto, i tuoi consigli sono sempre utilissimi!

  • grazie alberto i tuoi tutorial e consigli sempre utilissimi!

  • per i ritratti penso che le lunghezze focali più consigliate siano quelle che vanno da 85mm a 135mm… sotto gli 85mm non credo abbia senso fare ritratti per il discorso della  compressione… io ho un nikkor 70-300mm VR e sto raccimolando soldi per passare al mostro sacro 70-200 f2.8 VR… una cosa che avrei aggiunto in questa guida è “i casi in cui utilizzare il VR”… infatti quando i tempi di scatto sono molto brevi come 1/500s il VR è inutile se non deletereo perchè si rischia addirittura di scattare foto mosse 

    • Alberto Cabas Vidani

      Bè, magari è l’argomento per un altro tutorial.

      Sei sicuro però che la stabilizzazione debba essere spenta con tempi rapidi?E’ una cosa che non avevo mai sentito, l’ho cercata ed effettivamente sembra più una leggenda metropolitana.Tra l’altro non riesco a immaginarne il motivo, al contrario del motivo per spegnere la stabilizzazione sul treppiede.

      • il problema è che quando lavori con tempi tipo 1/500s lo stabilizzatore continua a girare anche dopo che l’otturatore si è chiuso e perciò diventa controproducente… infatti per foto sportive dico che va benissimo anche un obiettivo non stabilizzato ma molto luminoso come un 2.8

        • Alberto Cabas Vidani

          Comunque non capisco. Se gira dopo che l’otturatore è chiuso, come può influire sulla qualità della foto?

          • gira quando l’otturatore si apre e visto che è più lento di alcune velocità di scatto continua a girare anche dopo… cmq è una cosa che ho provato sul campo e devo dire che la differenza anche se minima si riesce a notare

    • Maria Co2

      Ciao io uso un nikkor 50mm  f1,8 e mi trovo benissimo per i ritratti..il bokeh che regala è molto morbido e personalmente non ho mai sentito l’esigenza di andare oltre; il peso eccessivo del tele non mi attira per nulla o forse probabilmente per il tipo di fotografie che eseguo per ora non mi serve…altro discorso quando avrò i soldi per un bel safari…ahi me lì mi sa che ci vuole per forza se non voglio fronteggiare a 4 occhi le meravigliose fiere..
      Saluti,Mary.

  • Io non uso focali sopra il 50mm da quasi un anno (potrei dire che non uso focali sopra il 35 ma non mi voglio sbilanciare) e sono fierissimo di questa scelta!!! :)

    • Alberto Cabas Vidani

      Bè, dai, non parlerei di fierezza, tutte le scelte sono valide se poi le foto funzionano.

      Tu perchè hai fatto questa scelta?

    • Anna Veronesi

       Anche io utilizzo moltissimo il 35 mm, adoro l’effetto sfumato e morbido che ottengo; riesco a far emergere ancora di più il particolare che mi ha catturato nell’immagine.
      Poi direi che mi salva molto bene anche in quasi tutte le situazioni: è difficile non portare a casa una foto buona, vista anche la luminosità dell’obiettivo; chiaro che con uno zoom alcune cose troppo distanti e non avvicinabili si possono catturare diversamente, altrimenti mi avvicino io!

  • Simone

    Con il mio canon 70-200 f4 mi trovo benissimo, certo sarebbe stato meglio il 2.8 ma mi accontento…ottimo per foto sportive, animali e perché no, anche street!

  • Ottimo articolo Alberto, e ottimi come sempre i link che aggiungi agli argomenti trattati in precedenza, ci permettono di recuperare tanto materiale interessantissimo!! Grazie.

  • Giovanni Russo

    bell articolo , bravo , io ho appena acquistato un nikon 70 200 f4 , ne sono felicissimo , mi piacciono molto i ritratti e gli scatti rubati e sopratutto adoro il fatto della compressione dei piani classico del tele , ho anche un 12 24 f4 nikon , amo anche i grand angoli..ho avuto un 35 mm, venduto dalla disperazione , visuale troppo normale…magari un giorno lo apprezzerò chi lo sa ..un saluto e grazie dei tuoi articoli.
    giovanni

  • salvatore

    io uso un teleobiettivo sigma 70-300 mm non stabilizzato su un corpo macchina canon 1200 d

  • Michele

    Ciao Alberto, complimenti per i tuoi articoli, sempre interessanti. Mi sono stati molto utili soprattutto quando mi sono avvicinato al mondo delle reflex, circa due anni fa. Io ho una Nikon D5100, equipaggiata con il Nikkor 18-105, Nikkor 35mm e il Sigma 10-20 f/3.5 ad apertura fissa. Mi manca un tele….ma volevo un tuo parere. So che il Tamron 70-300 è ottimo, ma io ero tentato di prendere un super-tele, il nuovo Tamron 16-300 o il Sigma 18-300. Questi sono utilissimi come obiettivi di viaggio, perchè coprono tutte le lunghezze focali necessarie senza dover cambiare obiettivo. Chiaramente la qualità viene un pò sacrificata. Purtroppo non potendoli provare non posso testare io direttamente la qualità. Io faccio soprattutto fotografie di viaggio (reportage) e NON mi interessa assolutamente l’avifauna. Per me avrebbe senso comprare il Tamron 70-300? E’ troppo specifico? La mia pura è di comprarlo e non usarlo mai a causa della sua ristretta gamma focale (non faccio safari e non faccio birdwatching), o di cambiarlo in continuazione mentre faccio trekking. Un supertele mi sarebbe certamente più utile, ma ho paura che la qualità mi deluda. Tu cosa mi suggerisci? Grazie mille!
    Michele

    • Alberto Cabas Vidani

      Ciao, ti consiglio di chiedere sul forum: https://www.fotocomefare.com/forum-fotografia.
      Personalmente, ho avuto un 70-300 per il viaggio, ma alla fine l’ho venduto. Ora per il viaggio tendo ad avere un tuttofare e un obiettivo più corto, luminoso e leggero per quando fa veramente buio.

      • Michele

        Grazie Alberto! Guardo sicuramente se sul forum c’è qualche discussione aperta in merito e, casomai, chiedo!

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