L’attrezzatura fotografica non è fondamentale: te lo spiega William Klein

L’attrezzatura fotografica non è fondamentale: te lo spiega William Klein

Prendi un cattivo ragazzo e mettigli una macchina fotografica in mano. Imponigli le regole del tempo, quelle di Cartier-Bresson (siamo negli anni 50) e aspetta che si ribelli.

Aggiungici uno scenario brutto e squallido, come la New York di quegli anni. Il risultato è William Klein, il primo grande rivoluzionario della storia della fotografia di strada.

Nato a New York nel 1928 da una famiglia di poveri immigrati ebrei, arriva in Europa arruolato nell’esercito americano. Congedato dopo la guerra, si stabilisce a Parigi per fare il pittore, influenzato dall’anticonformismo del suo maestro, Fernand Legér. Successivamente inizia ad appassionarsi alla fotografia.

Totalmente autodidatta, non nasconde affatto di “non saper usare la macchina fotografica”, anche un po’ provocatoriamente. I suoi scatti sono mossi, sfocati, fortemente contrastati, scuri o sovraesposti.

Fotografie solo all’apparenza sbagliate, ma che in realtà sono la chiave per raccontare in maniera molto cruda un mondo privo di regole, sporco e grezzo, che quindi non poteva rispettare i dogmi della fotografia “pulita” imposti dal grande genio di quegli anni: Henri Cartier-Bresson.

Proprio questa visione innovativa di William Klein può aiutarti a trovare nuove idee per la tua fotografia. E magari anche darti la forza per rompere alcune convinzioni di cui fatichi a liberarti. Le 5 lezioni qui di seguito, possono senz’altro aiutarti nello scopo.

1. Non interessarti solo alla fotografia

“Quando arrivai a Parigi decisi di fare il pittore. Nel 1948 ebbi modo di conoscere il grande pittore Fernand Legér di cui apprezzavo le idee artistiche. Frequentando il suo atelier ho constatato che egli invitava i propri allievi a prendere spunto, per la realizzazione delle proprie opere, dai quadri dei maestri del 400 come Masaccio o Piero della Francesca, cercando poi di stabilire dei legami tra l’arte, l’architettura, la grafica e gli altri mezzi espressivi tra cui anche la fotografia.

Il collegamento tra le arti ha molto influenzato la mia formazione artistica. Quando ho iniziato a fotografare, questa sensibilità acquisita mi ha molto aiutato a ricevere stimoli positivi da ciò che osservavo”.

Insegnamento

Quando vogliamo migliorare fotograficamente, ciò che solitamente facciamo è approfondire la tecnica. Cerchiamo di imparare tutto sulla profondità di campo, sugli ISO e sui vari sensori.

Il passo successivo è conoscere quasi ossessivamente le caratteristiche tecniche della più svariata attrezzatura. I più motivati, infine, passano a studiarsi tutta la biografia dei loro fotografi preferiti.

Sia chiaro, per un approccio “maturo” alla fotografia, quelli sopra elencati sono step necessari ed obbligati, ma non devono diventare la tua unica fonte di nutrimento creativo. Il rischio, molto serio, è di andare in overdose di tecnica e di non avere più stimoli o nuove idee.

Una volta fatti i passi necessari per conoscere la materia che ami, non disdegnare di visitare mostre d’arte, guardare tanti film o ascoltare tanta buona musica, per esempio.

Svariare tra le arti sarà un formidabile nutrimento per le tue idee. Ti consentirà, più di qualunque altra cosa, di maturare una visione originale e a 360° del mondo che ti circonda. E di questo non potrò che beneficiarne anche la tua fotografia.

2. Non aver paura di sperimentare

“Nello scattare le mie fotografie, mi sono sentito libero da ogni accademismo oltre che da tutti quei preconcetti che consideravano scarse le foto sgranate, mosse o di cui si era ingrandito un solo particolare. In quegli anni, infatti, grazie all’influenza esercitata dall’opera di Cartier-Bresson, gran parte della fotografia era strettamente legata a dei canoni rigorosi, a differenza di quanto avveniva con altre forme artistiche”.

Insegnamento

Questo punto è una diretta conseguenza del punto 1: maturare una visione diversa del mondo, ti libererà da tutti i vincoli e gli stereotipi che la fotografia “canonica” ti impone. Le regole sono importanti e conoscerle è fondamentale, ma ciò non deve limitare la tua libertà espressiva.

Rompere le regole (o tentare di farlo) è probabilmente l’unico modo per creare qualcosa di nuovo. Attenzione però: sovvertire le regole deve sempre essere funzionale a ciò che vuoi comunicare e mai fine a se stesso. Altrimenti rischierai di apparire solo un eccentrico.

3. Entra nella scena

“La maggior parte delle cose che ho fatto con la fotografia sono oggi considerate accettabili, tranne forse l’uso che ho fatto del grandangolo. A me sembrava più normale dell’obiettivo da 50 mm. Si potrebbe anche dire che il 50mm è un’imposizione di un punto di vista limitato.

Nessuna lente è davvero normale o giusta, perché la vita la vediamo dai nostri due occhi, mentre la fotocamera ha un occhio solo. Quindi, tutte le fotografie sono deformazioni di ciò che effettivamente vedete con i vostri occhi, non importa quale obiettivo utilizziate!”.

Insegnamento

Il chiaro riferimento è a Cartier-Bresson, convinto fautore del 50mm. Klein invece ha sempre preferito utilizzare un 24mm o al massimo un 28mm, per sentirsi coinvolto nella scena.

Se vuoi ambientare al massimo i tuoi scatti di strada, usare un grandangolo è probabilmente la soluzione migliore. Perché è vero che il 50mm è vicino alla lunghezza focale dell’occhio umano, ma noi di occhi ne abbiamo due, non uno solo! Un grandangolo, quindi, ti permette di avere un angolo di campo molto più ampio e realistico.

4. Non farti condizionare dall’attrezzatura

“Il filtro giusto, la pellicola giusta, la giusta esposizione – non erano argomenti che mi interessavano molto. Ho avuto una sola fotocamera per iniziare. Di seconda mano con due lenti e senza nessun filtro. Quello che mi interessava era immortalare qualcosa sulla pellicola per poi passarla sotto il mio ingranditore, magari per ottenere un altro quadro”.

Insegnamento

Hai comprato quell’obiettivo che volevi tanto, perché le recensioni sul web dicevano che aveva una nitidezza eccezionale. Hai iniziato a scattare ma non eri soddisfatto, perché probabilmente hai considerato la tua fotocamera non all’altezza del nuovo obiettivo. Quindi hai messo da parte i soldi per acquistare l’ultimo modello reflex da millemila megapixel, sicuro di poter fare finalmente foto eccezionali.

Poi ti accorgi che non è sufficiente. Vai in depressione e smetti di scattare. Nei casi più gravi cambi hobby.

Parti dal presupposto che oltre il 90% delle fotografie che hanno fatto la storia, sono state scattate con attrezzatura neanche equiparabile a ciò che ti permette di fare oggi il tuo smartphone.

Allora cosa ti manca? Certamente non la tecnologia. William Klein non si è mai fatto condizionare dalla limitatezza dei suoi mezzi. Anzi, proprio questi limiti hanno sviluppato la sua creatività.

Quindi prendi quello che hai e inizia a scattare. Fatti ispirare dal mondo che ti circonda ed esprimiti in base a ciò che i tuoi mezzi di permettono. La vera forza è nelle idee, non nell’attrezzatura.

5. Vai dritto per la tua strada

“Nel 1950 non riuscivo a trovare un editore americano per le mie immagini di New York… Tutti quelli a cui ho mostrato le foto esclamavano ‘Questa non è New York, troppo brutta, troppo squallida e troppo unilaterale’ hanno anche detto ‘Questa non è la fotografia, questo è merda!'”.

Suggerimento

Il riferimento è a “Life is Good”, che in America venne considerato come il lavoro di un fotografo di scarso valore. Tuttavia William Klein riuscì a trovare un editore in Europa, che si convinse a pubblicare il suo libro.

Il successo fu discreto ma non entusiasmante, ma questo non bastò a fargli cambiare la sua visione fotografica. Klein continuò a raccontare la strada, da Parigi a Tokio a Mosca, sempre a modo suo, fino ad imporre il suo stile in tutto il mondo. Fino a farlo entrare nell’Olimpo della fotografia mondiale.

Se hai idee innovative e ci credi fortemente, non abbandonarle solo perché non ottieni l’apprezzamento totale del pubblico. Storicamente, tutto ciò che è nuovo è mal digerito. Certo, non è sicuro che continuando a fotografare a modo tuo otterrai successo, ma questo non è un buon motivo per snaturarti e per fotografare solo ciò che gli altri si aspettano di vedere.

Approfondimenti

William Klein è un fotografo davvero sui generis e sopra le righe. Se vuoi ampliare la sua conoscenza, ti consiglio di iniziare da questi libri:

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Autore: Marco Morelli

Ho iniziato ad interessarmi alla fotografia molti anni fa, usando le mie foto come spunto per il mio primo grande amore: la pittura. Col tempo, poi, la fotografia è diventata la mia principale passione e il mio lavoro. Dipingere mi ha insegnato il piacere di osservare i dettagli e di cercare un significato in ciò che, abitualmente, passa nell'indifferenza della normalità. Oggi, la fotografia, la pittura, il disegno e la grafica sono solo alcuni dei mezzi che utilizzo per raccontare le mie emozioni. Puoi seguirmi anche sul sito www.marcomorelli.eu

  • Fedepan

    Io ho sempre sostenuto che la gente spenda più soldi in macchine fotografiche che nel saperle usare… detto ciò, trovo questa articolo fuori contesto attuale… Certo, è vero, vedo foto fatte con il cellulare che esprimo molto di più di foto fatte con l’ultimo modello da cachilioni di pixel, certo la foto prima di tutto è fatta di contenuti e di espressioni, ma allo stesso tempo è sbagliato far passare il messaggio che l’attrezzatura non conti o non serva perchè conta e serve ma se e solo se la si usare e la si sa sfruttare cosa che spesso non avviene!

    • Ciao, grazie per il tuo commento.
      Non bisogna decontestualizzare il concetto. Nell’articolo non si dice soltanto che “l’attrezzatura non è fondamentale”, ma anche che inseguire l’ultimo ritrovato tecnologico, senza avere nulla da dire, rende inutile anche la migliore attrezzatura.
      Ovviamente questo concetto può non essere applicabile alla fotografia professionale, dove molte volte le situazioni (soggetti in rapido movimento, scarsa luce ambiente, ecc) ti obbligano ad avere anche un’attrezzatura di alto livello.

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