Il lens flare è un fenomeno che non si manifesta in natura ma si presenta in particolari condizioni quando si fotografa. Visivamente si presenta così

o così

flarescape by mugley, on Flickr
Creative Commons Attribution-Share Alike 2.0 Generic License  by mugley

Nonostante sia un imprevisto, non è necessariamente da evitare. In certe foto esso infatti viene appositamente ricercato.

In questo articolo ti voglio parlare del lens flare: cos’è, come si ottiene e come si evita.

Perchè si verifica il lens flare?

Gli obiettivi delle fotocamere non hanno solamente una lente frontale ed una posteriore. All’interno presentano diversi gruppi di lenti, come si può leggere nelle specifiche di ogni singolo obiettivo.

Talvolta accade che alcuni raggi di luce entrino nell’obiettivo ed invece di raggiungere direttamente il fondo, e quindi il sensore, si riflettano su queste lenti interne più volte, formando il flare. Questo fenomeno è più probabile quando nell’inquadratura sono presenti fonti di luce molto forti oppure la luce penetra lateralmente rispetto al sensore.

Il risultato è che la foto in genere perde di contrasto e si formano delle “macchie” luminose di diverse forme o strisce (come puoi vedere nelle foto sopra).

Come evitare il lens flare

Nella maggior parte dei casi, vorrai evitare il flare. Ecco vari modi per farlo.

Prima di tutto, tieni pulita la lente frontale dell’obiettivo. È sufficiente una pompetta per la polvere ed un panno di microfibra.

Poi, cerca di tenere montato il paraluce, è fatto apposta. In assenza del paraluce, puoi usare la mano per schermare la sorgente di luce che crea il lens flare.

Se puoi, usa una lente a focale fissa. Internamente è più semplice, contiene meno gruppi di lenti, perciò riduce la probabilità di riflessi interni.

Usa quando puoi obiettivi con lenti coated (rivestite, in inglese). Queste sono opportunamente trattate, proprio per evitare i riflessi che generano il flare. In generale, lenti di maggiore qualità (quindi più costose) riducono di molto il rischio di avere lens flare.

Anche i teleobiettivi possono aiutare, il minore angolo di campo, infatti, riduce la probabilità di includere sorgenti di luce nell’inquadratura. Inoltra, sempre l’angolo di campo limita la possibilità che la luce entri in maniera incidente dalla lente frontale.

Se ti è possibile cambiare la composizione ci sono diverse cose che puoi fare:

  • cerca di posizionarti il più possibile con le spalle verso la sorgente di luce,
  • frapponi tra te e la sorgente qualche oggetto, ad esempio i rami di un albero, o una persona,
  • se non puoi fare altrimenti, cambia lievemente l’inquadratura in maniera da spostare il flare in una posizione che dia meno fastidio.

Infine, anche la post-produzione può aiutare. Quando il flare è isolato, in forma di una singola o poche macchie o strisce, sia Lightroom che Photoshop forniscono strumenti che permettono di rimuoverlo con un paio di clic. Su Lightroom ti consiglio lo strumento di rimozione macchie.

Come ottenere il flare

Ribaltando i consigli qui sopra è possibile aumentare la probabilità di ottenere il flare. Ricorda comunque che non potrai mai controllarlo completamente. Ad esempio, puoi fare in modo che il lens flare compaia, ma non riuscirai a determinarne esattamente la forma.

Per avere un po’ più di controllo, ti conviene usare il live view. Potrebbe anche accadere che tu veda il flare nel mirino, ma questo ti mostra la scena alla massima apertura. Se scatti ad un’apertura più chiusa, il flare cambia.

Con il live view puoi simulare l’apertura che avrà la foto finale, quindi capire come sarà il flare. Anche questa però non è una simulazione esatta, perché il flare dipende anche dal tempo di posa, che il live view non simula.

La prima cosa da fare è scattare controsole, o includere una fonte di luce molto forte nell’inquadratura. In questo secondo caso potrebbe trattarsi di un lampione acceso, ad esempio.

Spesso basta che la fonte di luce sia molto forte e che scatti verso di essa, non serve che essa sia presente nell’inquadratura. Ciò è particolarmente vero quando la sorgente di luce è il sole, essendo esso la più forte che puoi avere a disposizione.

Aiuta anche usare una lente sporca. Ciò non vuol dire tirare una secchiata di fango sulla lente. Basta lo sporco che si deposita in seguito al normale utilizzo.

Compatibilmente con le tue scelte compositive, una lente grandangolare è meglio di un teleobiettivo, quando parliamo di flare. L’ampio angolo di campo rende molto più facile includere una sorgente di luce nell’inquadratura, oltre al soggetto. Inoltre esso facilita anche l’ingresso di raggi di luce incidenti.

Parlando ancora di obiettivi, usando lenti più vecchie, senza rivestimento, il lens flare diventa più probabile.

Infine, per facilitare l’ingresso della luce da direzioni “poco consone” e quindi facilitare il flare, non usare il paraluce.

Anche usare filtri può aumentare la probabilità di flare, ma di poco. Semplicemente, l’aggiunta di un’ulteriore lente aumenta la probabilità che si creino riflessi non voluti.

Se non ce l’hai fatta ad ottenere il flare e vuoi a tutti i costi averlo, puoi sempre aggiungerlo in post-produzione (come nell’immagine qui sopra). Su internet trovi numerosi tutorial che ne parlano. Attento però che ottenerne uno credibile e non pacchiano è difficile.

Usalo con moderazione

Il lens flare era di moda alcuni anni fa. Forse di recente sta tornando, anche nel cinema. Però è facile abusarne.

Come molti altri effetti molto evidenti, va usato con parsimonia e inserito solo quando è proprio indicato e giustificato. Inoltre, cerca il più possibile di evitare di aggiungerlo con il fotoritocco, è molto facile rovinare una foto in questo modo.

Per qualche approfondimento tecnico ed immagini esplicative, clicca qui: http://www.cambridgeincolour.com/tutorials/lens-flare.htm.