Tutto sulla luce naturale, la sola cosa che è più potente della tua reflex

Tutto sulla luce naturale, la sola cosa che è più potente della tua reflex

La settimana scorsa ho pubblicato il mio nuovo corso: Natural Light: the photographer’s most powerful tool (ovvero “La luce naturale, lo strumento più potente del fotografo”).

Oggi voglio parlarti del mio viaggio nella fotografia, di come sono evoluto e cresciuto nella mia capacità di usare la luce naturale e come,oggi, sono arrivato a creare questo corso.

Sai cos’è quella cosa che non cambia mai in fotografia?

Attraverso gli anni ho usato molti strumenti fotografici diversi.

Macchine fotografiche, fotocamere dei cellulari, pannelli per l’illuminazione, flash, riflettori, per non parlare di filtri e treppiedi vari. Non mi ricordo nemmeno i nomi di tutti i modelli che ho provato.

La mia attrezzatura è cambiata, e continuerà a farlo sempre.

Un elemento della fotografia che invece è e rimarrà sempre costante è il modo in cui dipendiamo dalla luce naturale.

A meno che tu non sia uno di quei fotografi che lavorano esclusivamente in studio, la luce naturale in un modo o nell’altro è importante anche per te. Nella mia esperienza di fotografo documentarista si è rivelata spesso lo strumento più importante.

Non importa che io usi una reflex digitale di alta gamma, una mirrorless o un cellulare, se voglio riuscire a realizzare fotografie fatte bene avrò sempre bisogno di sapere come sfruttare appieno la luce naturale.

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Non è importante l’attrezzatura che utilizzi. Se sai come trarre il meglio dalla luce naturale, come usarla a tuo vantaggio, puoi realizzare fotografie stupende con qualunque fotocamera.

Guarda le immagini qui sopra: nessuno saprebbe dire con certezza la fotocamera con cui sono state scattate. Il fondamento di una buona immagine è, infatti, l’uso della luce. Tuttavia, nel caso fossi curioso, queste immagini sono state scattate, da sinistra a destra, con: Canon EOS 450D (reflex digitale), iPhone 4S, Panasonic GX7 (mirrorless micro 4/3).

Io ho dovuto imparare nel modo più difficile

Quando ho iniziato a fare fotografia, per imparare la tecnica non avevo a disposizione la grande quantità di risorse che abbiamo oggi.

La mia soluzione è stata guardare i libri di alcuni dei miei fotografi preferiti e cercare ogni indizio che potesse suggerirmi come fossero stati in grado di creare i loro capolavori.

Sono riuscito a rispondere ad alcune delle mie domande sull’uso della luce, semplicemente guardando con molta attenzione le loro immagini, ma per lungo tempo altri quesiti sono rimasti per me un mistero.

Non ho mai trovato la soluzione nemmeno nelle pagine dei loro libri. Ho finito per dover imparare da solo, attraverso innumerevoli esperimenti.

Ho dovuto tentare, imparando per prove ed errori. A volte semplicemente mi piaceva come appariva una certa scena, o la sagoma di una certa persona in un momento particolare.

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Per esempio, sono rimasto colpito da una scena come quella della fotografia qui sopra e ho semplicemente sentito di aver trovato qualcosa. Siccome l’effetto della luce è così evidente, mi era venuta in mente l’idea che la luce potesse essere un fattore importante, che potesse da sola creare l’immagine.

Maheshwar, Madhya Pradesh, India
Maheshwar, Madhya Pradesh, India

In situazioni come questa, invece, non è così immediatamente chiaro che sia proprio la luce il motivo per cui l’immagine trasmette una certa sensazione. Ho scattato molte scene come questa, senza mai capire che era la luce a farle funzionare.

Le mie scelte fotografiche erano guidate dall’istinto e da una comprensione della luce davvero molto vaga.

Stavo anche, consciamente o inconsciamente, imitando gli scatti dei miei fotografi preferiti.

Inizialmente non avevo idea del perché così tante mie immagini fossero banali. Però, con il passare del tempo, dopo aver fatto lo stesso errore centinaia di volte o dopo aver notato che una certa situazione tendeva a produrre esattamente quello che volevo mentre altre no, ho iniziato a capire.

Con quest’approccio probabilmente ci ho messo circa un paio di anni, passati a scattare pressoché regolarmente, per capire davvero come la luce influisse sulle mie fotografie. Ci sono voluti un altro paio di anni per capire come sfruttare appieno qualunque luce naturale, e riuscire finalmente a produrre immagini d’impatto con regolarità.

Non ho niente contro quest’approccio. Non ho letto nulla che potesse aiutarmi a imparare, non ho seguito corsi e ho imparato tutto puramente dai miei successi e fallimenti.

Ma… (e questo è un grande “ma”), se avessi avuto sottomano una qualunque risorsa che potesse insegnarmi ciò che ho scoperto da solo, mi ci sarei buttato sopra senza esitazione!

Non riesco neanche a immaginare quanto tempo avrei risparmiato se qualcuno mi avesse spiegato come scolpire il volto di un soggetto con la luce, o anche solo come creare in maniera efficace un’immagine centrata su una sagoma in controluce.

Come puoi fare progressi per capire la luce naturale

Se sei da solo e non hai nessuno a insegnarti può essere davvero, davvero difficile capire gli effetti e gli scopi della luce.

Ho sempre considerato importantissimo condividere le mie fotografie. Mostrarle al maggior numero di persone possibile.

La maggior parte dei commenti che le persone hanno fatto si sono rivelati inutili. Però, ogni tanto, qualcuno ha detto qualcosa che mi ha aperto gli occhi e mi ha aiutato tantissimo a progredire nella mia comprensione della luce naturale.

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Anche commenti come “bellissima luce” mi hanno aiutato a capire che il mio uso della luce in una certa fotografia si facesse notare, si rendesse evidente all’osservatore.

Ho sempre fatto molta attenzione quando le persone descrivono le mie immagini o parlano delle emozioni che suscitano in loro.

A volte gli osservatori dicevano che le mie fotografie sembravano misteriose o ricche di pathos, che è spesso il caso delle immagini come quella qui sopra. Se dicevano che una fotografia faceva sentire loro il calore di un luogo, o la sua freddezza, sentivo di aver davvero colpito nel segno.

Ho capito anche molto presto che la luce era la principale responsabile di quelle sensazioni.

Un paio di anni passati a mostrare le mie immagini alle persone mi ha fatto chiaramente capire che la luce era una parte enorme del modo in cui comunico visivamente.

All’inizio mi ero concentrato sull’usare la luce naturale per rendere bello ciò che decidevo di inquadrare, ma poi ho continuato a evolvermi, realizzando che nella fotografia c’è molto di più che creare immagini belle.

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Dopo essermi perso una quantità incredibile di fotografie potenzialmente stupende, infine ho capito che, almeno virtualmente, qualsiasi possibile luce può essere usata per comunicare qualcosa.

Può non aiutare a creare un ritratto nello stile patinato delle riviste di moda, anzi, in realtà va praticamente nella direzione opposta, come nell’immagine qui sopra. Però, in un momento particolare e in quella particolare situazione, mostrare la pelle di un nomade segnata dalle intemperie sotto il Sole bruciante di mezzogiorno è molto più calzante per la persona e il luogo che stavo fotografando, piuttosto che cercare di rendere tutto più bello e più finto.

Controllare l’effetto della luce su quello che inquadri cambia tutto

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Come per molte altre cose che riguardano la fotografia, ci è voluto molto per realizzare che potessi controllare come la luce cambia quello che inquadro con la mia macchina fotografica, ed è stato un processo graduale.

Ad un certo punto, ho iniziato a capire che, se avessi creato o trovato una situazione in cui il mio soggetto fosse immerso nell’ombra creata dagli alberi, o vicino a una finestra, avrei ottenuto un certo tipo di effetto.

Quell’effetto sarebbe cambiato e avrebbe continuato a cambiare a seconda di dove fosse posizionato il soggetto e da quale punto l’avessi ripreso.

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Sapevo già che se avessi aspettato l’aurora per fotografare un cielo nuvoloso avrei probabilmente realizzato una fotografia con nubi illuminate da diverse sfumature di grigio, rosso, viola e arancione.

Una volta che ho capito che le mie scelte su cosa e quando scattare potessero avere un‘influenza su come la luce modifica ciò che fotografo, mi sono chiesto: perché non creare appositamente (o mettermi ad aspettare) situazioni che facciano apparire il mio soggetto come lo voglio io?

Comprendere appieno che hai il potere di agire su come la luce influisca sulle cose che appaiono nei tuoi scatti è davvero un cambiamento profondo.

Non sarai in grado di controllare la luce naturale di per sè, ma riuscirai a controllare come la tua fotocamera interagisce con l’illuminazione, e a volte, anche come lo fanno i tuoi soggetti.

Verso il minimalismo

Nel mio percorso fotografico c’è stato un momento in cui ho iniziato a usare un flash con un softbox e un riflettore 5 in uno.

Sono oggetti davvero utili, ma si portano dietro due problemi:

  1. hai bisogno di più spazio nella borsa per portarli con te,
  2. perché siano davvero efficaci hai bisogno di qualcuno che se ne occupi per te.

In realtà, per usarli e ottenere esattamente ciò che desideri hai bisogno di lavorare in coppia con qualcuno.

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Alcune persone possono avere sempre qualcuno al loro fianco, o apprezzare moltissimo come appare una fotografia scattata con il flash o con un riflettore.

Incoraggio sempre tutti a fare esperimenti con la luce artificiale. Personalmente però, ho iniziato ad apprezzare sempre di più le immagini che sono create con qualunque luce fosse naturalmente presente sulla scena.

Sono diventato una sorta di purista al riguardo o, forse, ho semplicemente capito che la luce naturale offre talmente tante opportunità creative che non le esaurirò veramente mai. Inoltre, non sarò mai in grado di ricreare il tipo di illuminazione che vedi nelle fotografie qui sopra senza una quantità eccessiva di attrezzi.

Mi sono anche stufato di portare in giro tutta l’attrezzatura e, quasi nello stesso momento in cui si realizzava questo mio cambiamento, mia moglie è rimasta incinta di nostra figlia, il che ha immediatamente significato che non avrebbe più potuto rivestire quel ruolo da “assistente” che teneva il mio flash con il softbox o il riflettore.

Mantenere un profilo minimalista e usare solo la luce naturale mi ha permesso di realizzare almeno in parte il mio sogno: viaggiare per il mondo con niente più che una macchina fotografica. Semplicemente, assorbire tutto ciò che mi circonda e catturare l’essenza di quel che vedo senza manipolarla troppo.

In conclusione: perché ho creato il corso?

Innanzitutto ho creato questo corso perché non ci sono ancora molte guide ben strutturate che si occupano principalmente della luce naturale. Ci sono quantità innumerevoli di libri, ebook e video corsi sull’uso del flash e di altri tipi di luci artificiali, ma per la luce naturale non c’è praticamente niente.

Considerando quanto sia indispensabile la luce naturale per chiunque faccia fotografia, dai reportage ai matrimoni, alle immagini casuali di amici e parenti, è assurdo che non esistano più fonti di informazione tecniche.

So che là fuori ci sono molti fotografi che vorrebbero conoscere le informazioni che ho impiegato anni a scoprire e capire. E a me piace l’idea di condividerle.

Anzi, condividendole e creando questo corso ho solidificato tutto ciò che avevo in mente. Oggi più che mai sono in grado di realizzare immagini convincenti facendo leva sulla luce naturale nei modi che preferisco.

Una gran parte di ciò è dovuta al fatto che, dando vita a questo corso, mi sono messo a ripensare alla luce naturale in modo molto più analitico di quanto non avessi mai fatto.

Puoi imparare molto di più sugli argomenti trattati in questo post. Il corso multimediale Natural Light: the photographer’s most powerful tool  è il corso più completo del suo genere. Oggi è in speciale offerta lancio: non perdere l’occasione!

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Lalez

Autore: Lalez

Traduttrice e programmatrice, appassionata di arte e di cultura, sono una persona molto curiosa e amo la conoscenza sotto tutti i suoi aspetti. Le mie città sono New York e Gion, in Kyoto.
Il mio genere fotografico preferito è la street photography, accompagnato a un debole per i ritratti. Ho una vera passione per Photoshop, l’editing di immagini e tutto ciò che mi permette di “giocare” con le fotografie.
Infine, amo il cielo azzurro. Sopra ogni cosa.

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