Ecco un’edizione insolita di Migliora la mia foto. Ci ha scritto Tiziano chiedendo il nostro parere su quale delle otto foto da lui proposte avesse la migliore composizione.

Commento iniziale

Tiziano, la (serie di) foto da te proposta, graficamente pulita e minimale, si presta molto bene ad un esercizio di composizione. Ti ringrazio molto per questa opportunità.

Come avrai potuto leggere qui sul sito, ad una buona composizione concorrono diversi elementi: c’è la regola dei terzi, le linee di forza, la spirale aurea, il bilanciamento dei pesi di colore o di elementi, ecc.

Nella tua foto abbiamo la possibilità di identificare dei terzi, abbiamo un elemento (l’albero) che attira peso visivo su di sé, due linee convergenti (l’orizzonte e il solco nel terreno), dobbiamo semplicemente scovare il modo migliore per assemblare al meglio lo scatto.

La tua foto

Sovrapponendo la griglia dei terzi (la regola più famosa) agli scatti che hai inviato, puoi vedere come in nessuno di essi l’albero si sovrapponga in modo deciso ad una intersezione.

Per risolvere il problema hai quindi due possibilità, quella del ritaglio (crop in inglese) in post-produzione oppure quella, più divertente, di cercare di immaginare nel mirino della tua macchina le righe dei terzi e scattare di conseguenza la prossima volta. Questo, in una situazione come quella in cui ti sei trovato tu, può voler dire spostarsi di qualche metro, sdraiarsi per terra, inclinarsi da un lato, insomma tutto il necessario per ottenere una composizione migliore.

Arrivo quindi al sodo: la mia composizione preferita è la prima, a patto di ritagliarla leggermente. Ti propongo questa versione:

In questo modo, togliendo un po’ di terreno e di cielo non significativo, riportiamo nei terzi lo scatto (l’albero ora è proprio sul punto d’intersezione), forziamo le linee ad entrare nello scatto da sinistra ed a convergere tra loro sul lato destro.

Visivamente la ritengo anche più bilanciata, all’albero si contrappone il convergere delle linee, all’azzurro si contrappone il marrone, idealmente lo sguardo va per prima cosa sull’albero, percorre il solco nero, risale l’orizzonte e torna all’albero.

Considerazione finale

Quando parliamo di composizione è un peccato soffermarsi, come in questo esercizio, solamente alla regola dei terzi. Sul campo dovresti forzarti a provare uno scatto orizzontale o verticale, con tele o grandangolo, spostandoti verso sinistra o destra per modificare la traiettoria del solco nel terreno, dare moltissimo spazio al cielo oppure ridurla al minimo.

Giocare con la composizione, nella pratica, porta a “stancarsi” fisicamente ma regala grandi soddisfazioni.

Pensa se, da qualche strano punto d’osservazione, quel solco avesse portato lo sguardo verso l’albero, la potenza di quella composizione si sarebbe rivelata in modo quasi violento.

Alla prossima!