Prima di conoscere il mondo delle reflex, mi è capitato di fare foto che risultavano sfocate, o in cui il punto di messa a fuoco era sbagliato, e di non riuscirne a comprendere assolutamente il motivo.

Il problema principale era che la scelta della modalità di messa a fuoco era demandata completamente alla macchina fotografica. Purtroppo una fotocamera non è sufficientemente intelligente da intuire sempre la miglior strategia per la messa a fuoco. Quindi, in certe occasioni, può capitare che non ci troviamo d’accordo.

Quando usiamo la messa a fuoco automatica, gli algoritmi di messa a fuoco interpretano la scena inquadrata e valutano diversi aspetti per determinare quale punto deve essere a fuoco.

Senza addentrarci nei dettagli di questi algoritmi, possiamo dire che sono tre gli elementi che più li influenzano:

  • intensità della luce,
  • contrasto,
  • movimento del soggetto o della fotocamera.

È facile quindi immaginare che in alcune situazioni gli algoritmi possano venire confusi.

2013-09-05: (247/365) Out of Focus P1110 by lundyd, on Flickr
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Per esempio, se fotografiamo una persona in ombra su uno sfondo luminoso, potremmo ottenere lo sfondo a fuoco e la persona sfocata.

Oppure, nel caso stessimo fotografando un soggetto immobile e, sullo sfondo si stessero muovendo degli oggetti, questi ultimi potrebbero risultare a fuoco a discapito del soggetto.

Le macchine fotografiche reflex e bridge, fortunatamente, ci danno la possibilità di avere maggiore controllo sulla modalità di messa a fuoco. Esse, inoltre, mettono a disposizione dei sistemi autofocus cosiddetti “multipunto“, che permettono al fotografo di selezionare il punto di messa a fuoco utilizzando il selettore sul dorso della fotocamera.

Le fotocamere più economiche dispongono di una decina di punti per la messa a fuoco, mentre le professionali più costose permettono di selezionare tra una cinquantina di punti diversi. Se vogliamo imparare a fotografare con maggiore consapevolezza, è necessario conoscere bene come funzionano e quando si usano le diverse modalità di messa a fuoco automatica.

Modalità singola

Nelle macchine fotografiche Nikon, questa modalità è chiamata AF-S, nelle Canon One Shot.

In questa modalità, il fotografo sceglie il punto di messa a fuoco tra quelli disponibili. Una volta premuto a metà corsa il pulsante di scatto (come abbiamo visto nell’articolo che spiegava come evitare foto sfocate), la messa a fuoco è bloccata. Ma se il soggetto inquadrato si sposta, sarà necessario focheggiare nuovamente. Si tratta della modalità che permette più controllo al fotografo, al contempo non dandogli alcun aiuto.

Quando usarla: questa modalità è consigliata ogni qualvolta fotografiamo soggetti immobili: nature morte, ritratti, paesaggi, ecc. In questi casi il rischio che il soggetto si sposti è praticamente nullo e poter controllare con precisione il punto di messa a fuoco può essere indispensabile per fare una foto corretta (come abbiamo visto, ad esempio, nell’articolo sui consigli per i ritratti). Al contrario, se il soggetto o i soggetti sono in movimento, usare questa modalità rischia di farci sfuggire alcune occasioni per scattare foto.

Modalità continua

Nelle Nikon, questa modalità è indicata come AF-C. Nelle Canon è chiamata AI Servo.

Essa permette di selezionare quale punto, tra quelli disponibili, deve essere messo a fuoco, ma può correggere la messa a fuoco nel caso in cui il soggetto o il fotografo si spostino. Quindi, dopo che abbiamo premuto il pulsante di scatto fino a metà corsa, fino a che non scattiamo, la macchina può intervenire per rimettere a fuoco adattandosi alle modifiche nella scena.

Quando usarla: questa modalità torna utile quando inquadriamo soggetti in movimento come animali, bambini, atleti. Usando questa modalità, potremo cambiare l’inquadratura in maniera da mantenere il punto di messa a fuoco sul soggetto scelto e la fotocamera continuerà a mettere a fuoco finché non premeremo il pulsante di scatto fino in fondo.

Modalità automatica

Nelle macchine fotografiche Nikon, questa modalità è chiamata AF-A, mentre nelle Canon è chiamata AI Focus.

È la modalità che probabilmente troveremo impostata la prima volta che accendiamo la macchina fotografica, quindi quella che useremo nelle nostre prime foto. Essa decide automaticamente quale tra le due modalità precedenti utilizzare: se il soggetto è fermo, la modalità a singolo punto, se il soggetto si muove, la modalità continua.

Quando usarla: la modalità automatica non è solamente per i principianti. Grazie all’efficacia degli algoritmi interni alla macchina fotografica, nella maggior parte dei casi essa compie la scelta giusta. Potrà però accadere che ci troviamo in situazioni in cui la modalità automatica fallisce ed otteniamo risultati indesiderati. In tal caso, valutiamo a quale delle oltre due modalità ricorrere.

Conclusioni

Nella maggioranza delle situazioni potremo usare tranquillamente la modalità automatica. Stiamo però attenti a posizionare con cura il punto di messa a fuoco tra quelli disponibili.

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Lettura ulteriore:

Understanding camera autofocus: http://www.cambridgeincolour.com/tutorials/camera-autofocus.htm

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