In fotografia, un filtro è un accessorio che si avvita (o fissa in altro modo) sull’obiettivo e permette di modificare una foto al momento in cui scatti. Per la fotografia analogica (quella con il rullino) esistono tantissmi tipi di filtri.

Sostanzialmente, essendo la post-produzione più difficile che per le foto digitali, se scatti in analogico puoi fare una “pre-produzione” impiegando appunto i filtri. Puoi così usarli per alterare i colori ed altri aspetti delle foto senza dover ricorrere a Photoshop.

Molti dei filtri utili nella fotografia analogica, nella fotografia digitale non servono più. Gli stessi effetti si possono ottenere al computer, con un maggiore controllo sul risultato finale e un’altissima qualità.

Alcuni filtri però hanno ancora senso, anzi sono necessari per ottenere certi risultati. In questo articolo ti voglio elencare quali sono i filtri ancora utili nell’era della fotografia digitale e a cosa servono.

Il filtro polarizzatore

Polarising filter by The_Sacul, on Flickr
Creative Commons Attribution-Noncommercial-Share Alike 2.0 Generic License  by The_Sacul

Il filtro polarizzatore è uno strumento piuttosto particolare. La funzione principale di questo filtro è quella, appunto, di polarizzare la luce. La principale conseguenza è che l’eliminazione della luce riflessa.

Due sono gli effetti principali che si ottengono usando il polarizzatore:

  • rimozione dei riflessi dalle superfici, ad esempio sui corsi d’acqua, permettendo quindi di recuperare la trasparenza,
  • aumento della saturazione, grazie alla rimozione dei riflessi nelle microscopiche gocce d’acqua sospese nell’aria.
Polarising Filter Examples by asgw, on Flickr
Creative Commons Attribution 2.0 Generic License  by asgw

Il filtro polarizzatore ha come unico “difetto” la diminuzione dell’esposizione di uno o due stop. Quindi, per avere la medesima esposizione, dovrai aumentare il tempo di posa o l’ISO o usare un’esposizione più ampia.

Per approfondire l’uso del filtro polarizzatore, leggi questo tutorial: il filtro polarizzatore circolare.

Filtro a densità neutra

Rangitoto @ Dawn by Chris Gin, on Flickr
Creative Commons Attribution-Noncommercial-No Derivative Works 2.0 Generic License  by Chris Gin

I filtri a densità neutra sono detti anche più semplicemente filtri ND. Essi hanno unicamente lo scopo di ridurre la quantità di luce che entra nell’obiettivo. Perché mai ciò dovrebbe servire?

Ebbene, ci sono alcune situazioni in cui è necessario usare tempi di posa lunghi, o in generale più lunghi rispetto al calcolo automatico dell’esposizione. Se la luce disponibile è troppa, per poter allungare il tempo di posa è possibile usare un valore più alto per l’apertura (supponendo di aver già impostato l’ISO al minimo). Però, valori molto alti possono causare diffrazione. Inoltre, anche un’apertura più chiusa in molte situazioni può non bastare.

In questi casi, non potendo controllare le fonti di luce, l’unica possibilità risiede nel filtro ND. Un filtro di questo tipo di presenta come un pezzo di vetro più o meno scuro che va avvitato davanti all’obiettivo.

Nei casi più comuni, i filtri ND vengono usati per:

  • ottenere lunghe esposizioni diurne, ad esempio per ottenere l’effetto seta sull’acqua,
  • permettere un’apertura molto ampia e quindi ottenere lo sfocato anche in situazioni di luce forte,
  • permettere un’apertura ampia nella fotografia con flash e rispettare il tempo minimo di sincronizzazione (1/250s).

Il primo caso è di gran lunga il più frequente e permette di ottenere scatti veramente stupefacenti. Per una guida approfondita all’uso dei filtri ND per le lunghe esposizioni, ti consiglio l’ebook Esposizioni lunghe con filtri neutri.

La quantità di luce “bloccata” dai filtri a densità neutra varia in base al modello. Per capire i nomi dei vari modelli, ti consiglio la tabella in questa pagina.

I filtri ND sono disponibili ai prezzi più disparati. Spesso puoi trovare filtri che fanno il loro dovere anche tra quelli economici.

Tieni però in considerazione che alcuni modelli economici aggiungono una dominante alla foto, tipicamente color magenta. Questa è facile da rimuovere in post-produzione, soprattutto se usi un cartoncino grigio medio. Però, se puoi risparmiarti il lavoro, è meglio.

Filtri ND graduati

All paths lead to cows by Chris Gin, on Flickr
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Differentemente dai filtri ND “lisci”, quelli graduati sono divisi a metà: una metà scura ed una chiara. Il confine tra le due parti è sfumato, così da rendere la transizione graduale.

Lo scopo dei filtri graduati è quella di equilibrare l’esposizione tra due parti di una scena che hanno una differenza (di luminosità) molto ampia. Per questo trovano utilizzo soprattutto nella fotografia di paesaggio.

Ad esempio, immagina di fotografare un paesaggio al tramonto, in direzione del sole. Il cielo è bellissimo ma estremamente luminoso rispetto alla terra. Senza filtri, puoi solamente ottenere un cielo bruciato e il terreno correttamente esposto, oppure il terreno nero ed il cielo correttamente esposto.

Se invece sovrapponi la parte scura del filtro graduato al cielo e quella trasparente al terreno, otterrai una foto dall’esposizione bilanciata, con tutti gli elementi sufficientemente dettagliati.

Ovviamente, il filtro può essere spostata in alto o in basso. In questo modo puoi posizionare l’orizzonte dove vuoi e sovrapporvi la linea divisoria.

Filtri close up

Close-up lens filters by asgw, on Flickr
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I filtri close up sono un’alternativa economica ad un obiettivo macro. Sostanzialmente, hanno lo scopo di ridurre la distanza minima di messa a fuoco dell’obiettivo per permetterti ingrandimenti maggiori.

Ne esistono di diversi tipi, che permettono diverse quantità di ingrandimento. I modelli più economici spesso introducono aberrazione cromatica nelle foto, che implica una sfumatura colorata attorno ai bordi degli oggetti.

Può essere molto fastidiosa e anche difficile da rimuovere in post-produzione. I migliori modelli sono i filtri close-up a doppio elemento, che evitano qualsiasi problema.

~ Today,  it rains ~ by ViaMoi, on Flickr
Creative Commons Attribution-Noncommercial-No Derivative Works 2.0 Generic License  by ViaMoi

Filtri UV

È facile ritenere il filtro UV un filtro inutile. Serve a filtrare i raggi ultravioletti, ma ti sfido a trovare la differenza tra una foto scattata con filtro UV e una senza.

L’utilità di questo filtro è di altro tipo. Sostanzialmente, non va usato per introdurre qualche effetto particolare nelle immagini, ma per proteggere la lente frontale.

Infatti, molti consigliano di comprare un filtro UV per ogni obiettivo che possiedi, montarlo e non staccarlo più. In questo modo, se l’obiettivo prende una botta sulla parte frontale, a rovinarsi o a rompersi sarà il filtro UV, non la lente dell’obiettivo. Siccome un filtro UV costa tra i 10 e i 30 euro, sacrificare uno di questi filtri al posto di un obiettivo che ne costa centinaia o più sembra una buona strategia.

Il filtro UV, inoltre, non impedisce di usare contemporaneamente altri filtri. Esso infatti presenta una filettatura che ti permette di avvitare un ulteriore filtro davanti ad esso. Così puoi avere la protezione senza perdere la possibilità di aggiungere gli effetti permessi dagli altri filtri.

Combinare più filtri

Come hai letto alla fine della sezione precedente, su un filtro UV è possibile avvitare qualsiasi altro filtro. Ovviamente, in questo caso non sommi più effetti, perché l’UV è trasparente.

È possibile anche combinare gli altri tipi di filtri, per sommarne gli effetti. Ad esempio, nelle foto di paesaggio in riva la mare, al tramonto, è tipico l’uso un filtro ND per ottenere l’effetto seta e di un filtro graduato per equilibrare l’esposizione di cielo e mare (o terra), come nella foto qui sotto.

Dawn by Chris Gin, on Flickr
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Oppure, puoi pensare di usare un filtro ND per allungare il tempo di posa ed un filtro polarizzatore per eliminare i riflessi. In questo caso, il filtro polarizzatore dovrà ovviamente essere montato davanti, perché devi poter girare la parte frontale (come trovi spiegato nel tutorial sul filtro polarizzatore).

Una soluzione di altissima qualità è il sistema di filtri Lee. Questo marchio non solo produce filtri di ottima qualità, ma anche una serie di accessori che permettono di usare filtri diversi su un singolo supporto.

Quando combini i filtri, fai attenzione che se sono molto economici i difetti si sommano e potrebbe diventare difficile correggerli in post-produzione.

Il diametro dei filtri

Se possiedi più di un obiettivo, ti sarai probabilmente accorto di come la lente frontale possa avere diametri diversi a seconda dell’obiettivo. Ciò implica che, per montare un filtro su un obiettivo devi acquistarlo del diametro giusto. Inoltre, se vuoi lo stesso filtro su obiettivi di diametro diverso devi comprare più “copie” del filtro, solo con diametri diversi.

Per evitare una spesa così grossa, puoi rivolgerti agli anelli step up (o adattatori o step down). Si tratta di anelli da montare prima del filtro che ti permettono di accoppiare filtri e obiettivi di diametro diverso.

Ad esempio, questo kit contiene numerosi anelli adattatori Anelli Step Down. Se usi un kit del genere, ti conviene comprare il filtro più grande possibile e poi usare gli anelli per adattarlo.