Le fotocamere digitali sono strumenti sempre più sofisticati e tecnologici. Il loro continuo progresso regala ai fotografi sempre maggiori strumenti creativi e facilita continuamente il loro lavoro.

Il rovescio della medaglia, però, è che il numero di impostazioni, di voci di menù su cui possiamo agire è sempre maggiore. Per diventare bravi fotografi non possiamo scattare in automatico, quindi dobbiamo assolutamente conoscere e modificare secondo le nostre necessità queste impostazioni.

Però, com’è ovvio, i valori impostati per una foto in una determinata situazione spesso non vanno bene per un’altra foto scattata in una situazione diversa, in cui come minimo potrebbe essere cambiata la luce.

Bisogna allora stare all’erta e ricordarsi di verificare alcune impostazioni di base, ogni volta che la situazione cambia, per evitare di scattare foto che poi andranno eliminate. Vediamo in questo articolo quali sono le impostazioni fondamentali da verificare prima di scattare.

Le impostazioni da verificare in ogni occasione

Alcune impostazioni vanno controllato indipendentemente dalla situazione in cui ci si trova. Per alcune di queste ci possiamo accorgere di un eventuale errore osservando l’anteprima della foto. In molti casi però non si ha il tempo di verificare le foto se non dopo averne scattate un po’, quindi meglio prevenire.

Modo di scatto. Io scatto soprattutto a priorità di apertura, ma qualche volta mi conviene usare il modo manuale. Se mi dimentico di verificare il modo di scatto e lascio in manuale senza ricordarmene, la probabilità di ottenere foto sotto o sovraesposte è altissima, perché mi aspetto che la fotocamera stia correggendo l’esposizione in automatico, mentre non è così. Devo quindi impostare il modo di scatto più adeguato alla situazione (leggi l’articolo sui modi di scatto semiautomatici per approfondire).

Apertura e tempo di esposizione. Quando si usa il modo manuale, a priorità di apertura o a priorità di tempi (ma anche il modo P), può succedere di dimenticarsi di modificare apertura, tempo di esposizione o tutti e due. Ad esempio, un’apertura sbagliata porta come minimo ad una profondità di campo sbagliata e trasforma completamente la foto.

ISO. L’ISO merita un discorso a parte perché è spesso un’impostazione un po’ nascosta e ci si pensa di meno rispetto ad apertura e tempo di posa. Una volta ero per i campi a fotografare fiori ed avevo lasciato l’ISO elevata di cui avevo avuto bisogno precedentemente per alcune foto in interni. Avrei potuto mettere l’ISO al minimo, perché stavo usando un treppiede e non c’era vento, quindi il tempo di esposizione poteva tranquillamente allungarsi. Mi sono accorto solo a casa di aver scattato foto con un livello di rumore altissimo e non necessario: foto rovinate.

ISO automatica. A nulla vale controllare l’ISO se poi si lascia attivata l’ISO automatica, senza saperlo. Così facendo non riusciremo minimamente a capire perché con ISO (apparentemente) a 100 il rumore continuerà ad essere troppo alto. Meglio disabilitare l’ISO automatica quando non serve, o almeno verificare la soglia.

Modalità di misurazione dell’esposizione. È lecito fidarsi della modalità valutativa (o matrix), ma in alcuni casi critici non possiamo fare a meno di usare la modalità spot o altre analoghe. Nei casi in cui mi sono dimenticato la modalità spot attiva, la fotocamera ha misurato l’esposizione in base a una porzione così insignificante dell’inquadratura, che la foto è risultata inevitabilmente da buttare.

Bilanciamento del bianco. La cosa migliore in questo caso è scattare in RAW. Punto. Se proprio non ti va, allora meglio verificare di non aver impostato un bilanciamento del bianco totalmente inadeguato alla situazione. Ad esempio un bilanciamento per l’illuminazione a incandescenza usato all’aperto è garanzia di foto dominate da una tonalità blu decisamente spiacevole.

Scatto senza card. Ebbene sì, è possibile scattare foto senza che la memory card sia inserita. Cerca tra i menù la voce Scatto senza card (o una simile) e disabilitala. Altrimenti ti accorgerai di non avere nessuna foto solamente quando vorrai trasferirle nel computer.

Le impostazioni da verificare solo in certi casi

La lista è già abbastanza lunga, ci sono altre impostazioni che è necessario controllare, ma per fortuna non sono sempre un problema.

Stabilizzazione. Quando si fotografa usando un cavalletto è consigliato disattivare la stabilizzazione. Altrettanto importante però è ricordarsi di riattivarla quando torniamo a tenere in mano la fotocamera. Soprattutto con i teleobiettivi rischiamo di accorgerci del micromosso solo sullo schermo del computer.

Spegnere il bip. Generalmente, al momento dell’acquisto, tutte le fotocamere hanno attivato il segnale sonoro che annuncia l’avvenuta messa a fuoco. In molti casi risulta molto fastidioso: a teatro, alle cerimonie e nei musei ad esempio. Io l’ho disabilitato per sempre. La luce rossa all’interno del mirino è sufficiente a farmi capire quando il soggetto è a fuoco.

Spegnere l’illuminatore AF. Molte fotocamere sono dotate di una luce che serve ad aiutare la messa a fuoco, anche questa può disturbare. Io l’ho trovata utile solo in situazioni di luminosità estremamente scarsa. Di solito la tengo disattivata.

C’è altro?

Questa è una lista più che esauriente di impostazioni da verificare prima di scattare. Te ne vengono altre in mente? Condividile nei commenti.