Definire David LaChapelle solo un fotografo può apparire riduttivo. L’artista statunitense (è nato ad Hartford, in Connecticut, l’11 marzo 1963), infatti, è soprattutto famoso per le sue “contaminazioni” artistiche e per lo stile inconfondibile che è riuscito a creare. Una sua foto sarebbe immediatamente riconoscibile tra migliaia.

Quest’ultimo aspetto è davvero singolare, visto che lui stesso spiega di non aver mai cercato di “costruirsi” uno stile (ma di questo te ne parlerò più avanti).

David LaChapelle è sempre stato attratto dall’arte in senso generale e fin da giovanissimo comincia a frequentare le scuole d’arte più importanti degli Stati Uniti.

Prima la “North Carolina School of the Arts” e successivamente la “School of the Arts” di New York, danno al giovane David le basi della sua formazione artistica.

Dopo una breve esperienza nei marine, David LaChapelle torna a New York. Lì incontra Andy Wharhol che, affascinato dalle sue foto, gli propone di realizzare un servizio per la rivista “Interview”.

“”Interview” era la rivista con la R maiuscola, l’unica che mi interessasse. Era lo Zeitgeist, lo spirito del tempo. “Interview” era il giornale su cui si doveva apparire. Se uno voleva sapere cosa succedeva nel mondo, il mondo dell’arte e della cultura pop, guardava “Interview”. Era il centro del mondo”.

Come lo stesso David LaChapelle conferma, negli anni ’80 “Interview” era probabilmente la rivista pop più importante e di tendenza del mondo. Infatti quell’esperienza cambia la sua vita.

“All’improvviso le gallerie non mi servivano più, non guadagnavo più i soldi per vivere vendendo foto nelle gallerie. Mi sembrava che tutto fosse più spazioso. Mi misi in testa che le riviste fossero come gallerie, e che se qualcuno strappava la pagina della rivista su cui stava una foto e l’attaccava sul frigorifero, ecco, quello era il museo, il museo privato di qualcuno”.

Da quel momento la storia artistica di David LaChapelle cambia completamente. Diventa molto presto uno dei fotografi di moda più ricercati del pianeta.

La lista degli artisti che richiedono espressamente un suo servizio fotografico diventa lunghissima. Angelina Jolie, Madonna, Marilyn Manson, Elizabeth Taylor, Michael Jackson, Leonardo DiCaprio, Lady Gaga sono solo alcuni nomi. Ma anche politici come Hillary Clinton e atleti come Lance Armstrong e David Beckham cercano e ottengono di farsi immortalare dall’estroso artista.

Ma cosa affascina davvero delle creazioni di David LaChapelle? Come ti spiegavo, le sue fotografie sono davvero uniche nel loro genere. Le distingue il loro carattere onirico, innanzitutto.

“Amo creare tramite l’uso della fantasia, tramutando in immagine i miei sogni”. Guardando le sue foto, puoi accorgerti che probabilmente è quella la chiave di tutto. David LaChapelle ha l’innata capacità di dare libero sfogo alla propria fantasia e creatività, riuscendo a tramutarle in immagini.

Ed è proprio questa sua caratteristica unica che può migliorarti come fotografo. Quante volte ti è capitato, infatti, di “avere in testa un’idea” ma di non riuscire a rappresentarla in una foto?
David LaChapelle, con i suoi suggerimenti, può davvero aiutarti in questo senso.

1. Non cercare lo stile

“Cominciai a lavorare per chi potevo, e a fare quante più foto potevo, lavoravo giorno e notte. Lavoravo con questo stile esasperato. Ma di stile non sapevo un bel niente. Non ci pensavo. Erano le cose che mi attraevano.
Facevo quello che mi interessava e mi attiravano il colore, il senso dell’umorismo, la sessualità e la spontaneità.

Era tutto molto intuitivo. Non pensavo mai: «Ecco, questo è lo stile…».Uno fa quel che gli piace, e poi ecco che spunta uno stile. La gente rimette insieme tutto quanto e decide che quello è il tuo stile”.

Suggerimento

Ai miei corsi di fotografia, spesso capita di imbattermi in allievi letteralmente frustrati dalla ricerca di un proprio stile, che cercano di maturare ma che dicono di non trovare.

Quando chiedo loro cosa intendono per “stile personale”, mi fanno puntualmente l’esempio di molti fotografi famosi, che hanno un proprio stile molto riconoscibile.

Ma è proprio questo il punto: si vede la questione da un’angolazione sbagliata. Non è lo stile ad aver reso famoso il fotografo, bensì è quel fotografo ad essere diventato famoso proprio perché, scattando “a modo suo”, ha dato vita ad un suo stile personale. Che col tempo è diventato riconoscibile.

David LaChapelle dice esattamente la stessa cosa: non ha senso intestardirsi nella ricerca di un fantomatico stile fotografico, magari scimmiottando qualcuno. Se metti nello scatto tutto ciò che sei, tutto ciò che hai imparato e che senti dentro di te, avrai automaticamente creato un tuo stile. Uno stile che sarà personale proprio perché ti rappresenta.

Il problema, semmai, è proprio quello di riuscire a non “imitare” i fotografi famosi. Farsi influenzare dai propri punti di riferimento è inevitabile. Molte volte, però, si finisce per scopiazzarli. Questo ti impedisce di tirar fuori la tua vera anima e ciò si ripercuoterà anche sulla tua fotografia.

2. Fotografa te stesso

“Io mi immaginavo una pagina bianca su cui potevo fare tutto quello che volevo. E questo mi dava ispirazione, così mi venivano le idee. Cosa ci voglio mettere qui, ora? Ci mettevo le mie ossessioni, le cose a cui pensavo: le cose che avevo in mente.

Riuscire a tirarle fuori e a metterle su una pagina era per me una liberazione e un successo, anche perché altri si sentivano vicini a quelle idee, si creava come una rete di rapporti. Cominciò così, e poi tutto a un tratto il mio scopo era fotografare quanta più gente potevo per ricostruire il mondo della cultura popolare e il mondo in cui vivevamo. Per registrarlo, e per vedere fino a che punto potevo spingere la gente e le situazioni”.

Suggerimento

Molte volte, anche al fotografo più preparato, può capitare che venga meno l’ispirazione. La conseguenza più grave (e più ricorrente) è che, non sentendosi ispirati, non si prenda neanche la fotocamera in mano. Questa è la cosa peggiore che tu possa fare.

Anche se ti sembra di non avere idee, prendi la tua macchina fotografica ed esci a scattare. Puoi cominciare dal tuo genere fotografico preferito (il paesaggio, il ritratto o la street photography), ma è comunque importante che tu ci provi.

Per esperienza personale posso dirti che l’ispirazione è molto più facile che ti colga con una fotocamera in mano, piuttosto che stando a casa ad aspettare.

Molte volte può essere uno scorcio, oppure una persona o una situazione particolare a farti scattare la scintilla. Se rimani a casa a pensarci, verrà meno anche la possibilità che quella scintilla si manifesti.

3. Poniti dei limiti

“È molto più faticoso lavorare in proprio, da soli, perché non ci sono limiti e si può fare tutto quello che si vuole. Avere un parametro o un limite è sempre più facile. Si lavora all’interno del limite, magari lo si forza e si oltrepassa la linea, ma quando i limiti non ci sono proprio è più difficile. È sicuramente più stimolante, ma è anche molto più complesso”.

Suggerimento

In questo caso David LaChapelle fa una distinzione tra lavoro commissionato e lavoro personale. Quando hai una commissione hai anche delle indicazioni, dei paletti, oltre i quali non puoi andare. Questo, in un certo senso, ti facilita il lavoro.

Se, invece, devi sviluppare un progetto personale su un’idea totalmente tua, avendo qualunque mezzo a disposizione, diventa tutto molto più difficile. Lo spazio in cui muoverti è talmente ampio che, paradossalmente, fatichi a trovare la strada da percorrere.

Se hai questo problema, quindi, come risolverlo? Potresti provare ad “importi” dei paletti. I paletti possono essere innumerevoli.

Per esempio potresti importi di usare un solo obiettivo (magari dalla lunghezza focale fissa). Oppure potresti decidere di scattare in analogico, o ancora di utilizzare solo una macchina fotografica istantanea.

Una volta scelta la “strada da percorrere” ti accorgerai che anche la tua idea avrà trovato la sua maniera migliore per materializzarsi attraverso i tuoi scatti.

4. Stampati un libro

“Non mi piace che le mie foto vengano viste sullo schermo di un dispositivo, qualunque esso sia. Vengono sciupate. Consumate, consumate, consumate, e poi scartate. Un quantitativo inimmaginabile di fotografie viene messo online, visto per qualche secondo e poi sparisce nell’oblio.

Io penso che il potere dell’arte, e della fotografia in particolare, sia quello di fermare il tempo. Mi piace l’idea quindi di custodire le mie opere in un libro stampato bene, che possa raccontare una storia con qualità e soprattutto con calma. Un libro lo prendi, lo apri, lo sfogli, lo guardi, poi lo riponi. E nel momento in cui lo consulti nuovamente, il libro è sempre lì ad aspettarti”.

Suggerimento

La mole di foto che si scatta ogni giorno è veramente impressionante. Tempo fa rimasi molto colpito da una ricerca: ogni 2 minuti, negli Stati Uniti, vengono scattate più foto di tutte quelle scattate nell’intero diciannovesimo secolo in tutto il mondo. Un dato che fa riflettere.

Questo aumento vorticoso di fotografie (e fotografi), ha naturalmente abbassato la qualità media delle foto stesse. Oggi, con uno smartphone, tutti hanno costantemente una fotocamera appresso. Si fotografa di tutto, ma paradossalmente esistono molte meno stampe fotografiche rispetto al passato.

Ora la fruibilità delle foto si ferma alla condivisione sui social. Abbiamo archivi pieni di fotografie che, prima o poi, finiranno per andare perdute.

Si, perché una fotografia stampata diventa “immortale”. Al contrario, un file ha vita molto breve, in quanto praticamente legata alla vita dello smartphone o dell’hard disk del computer. Tra 10 anni (o anche meno) sarà molto difficile ritrovarsi una foto scattata oggi. A meno che tu non l’abbia stampata.

Il consiglio di David LaChapelle (ma anche il mio) è quello di stampare le tue foto migliori. Abituati a selezionarle e a scegliere le migliori. Esistono molti servizi di stampa online, la maggior parte di essi con costi veramente irrisori.

La fotografia stampata, oltre che diventare praticamente eterna, ha anche il pregio di farti rivivere più intensamente l’emozione vissuta dietro quello scatto. Toccare la carta con le proprie mani rende decisamente più reale il tuo ricordo.

In realtà, David LaChapelle si spinge anche oltre. Piuttosto che stampare semplicemente delle foto, il valore aggiunto è dato dallo stampare un vero libro fotografico.

Stampare un libro con le foto di un viaggio o di un evento importante ti farà rivivere in maniera ancora più completa la tua esperienza. Anche in questo caso, se utilizzi uno dei numerosi servizi online, puoi trovare dei prezzi davvero convenienti.

Avere una libreria fotografica della tua vita può diventare qualcosa di molto prezioso ed emozionante.

5. Impara innanzitutto la tecnica

“Se hai l’ispirazione ma non hai la tecnica per realizzare la tua idea non puoi manifestarla e quindi non puoi andare avanti. Devi avere entrambe. La tecnica è molto importante per me nella fotografia. Ho trascorso 12 anni in camera oscura, 6 anni sul bianco e nero e 6 anni sul colore.

La chiarezza dell’immagine è importante quanto la chiarezza del concetto di ciò che sto cercando di comunicare allo spettatore. Se hai grandi idee ma non hai modo di esprimerle, non c’è modo di crearle esattamente come vuoi che siano, quindi soffri”.

Suggerimento

Ad una prima lettura, il suggerimento di David LaChapelle può apparire scontato. Se vuoi scattare delle buone foto devi conoscere i principi dell’esposizione e della composizione, come minimo. Giusto?

In realtà questa è la tecnica base, che naturalmente devi conoscere. Ma se vuoi veramente avere la possibilità di esprimere al meglio i tuoi concetti, devi andare oltre.

Per avere una piena padronanza della tecnica, devi anche sapere quando utilizzare il colore o il bianco e nero, per esempio. Oppure devi saper usare ad arte la sovraesposizione o la sottoesposizione per enfatizzare dei concetti.

Anche usare sapientemente l’apertura del diaframma ti aiuta ad esprimere meglio la tua idea. O, ancora, utilizzare un grandangolo o un medio tele o un teleobiettivo può cambiare totalmente l’impatto visivo delle tue immagini.

Gli esempi di “tecnica applicata alle idee” possono essere innumerevoli. Ma come sviluppare questa sorta di sensibilità?

Devo dirti che difficilmente la svilupperai frequentando un corso o guardando un tutorial su internet.
Uno dei metodi più efficaci, invece, è certamente quello di studiare i grandi fotografi che hanno fatto la storia della fotografia.

Studiare i loro progetti fotografici, scoprire come sono nati e sono stati realizzati e, soprattutto, guardare le foto realizzate, ti farà fare un deciso salto di qualità.

Approfondimenti

I libri fotografici di David LaChapelle sono delle vere opere d’arte. Se vuoi conoscere a fondo il suo particolare approccio alla fotografia, ti consiglio di acquistare almeno uno dei seguenti libri: