La prima regola di composizione fotografica che ogni principiante impara è la regola dei terzi. Su questo blog ne ho già parlato nell’articolo Come fare foto più belle usando la regola dei terzi.

Sostanzialmente, questa regola suggerisce di dividere una foto in 9 parti uguali e di allineare gli elementi principali con le linee della griglia così ottenuta o ancora meglio con i loro incroci.

A chi non sa nulla di composizione, la regola dei terzi permette di passare da foto anonime a immagini che finalmente hanno un perché.

Ebbene, la regola dei terzi è in realtà una semplificazione di un’altra regola che vale la pena inserire nel proprio arsenale per una composizione ancor più efficace: sto parlando della sezione aurea.

SunFlower: the Fibonacci sequence, Golde by lucapost, on Flickr
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Ritorno al passato

Attorno al 1200, il matematico italiano Leonardo Fibonacci scoprì il numero aureo: 1,618033.

Nel Rinascimento si diffuse la consapevolezza che questo numero corrispondesse a un rapporto tra dimensioni che ricorre molto spesso in natura (come le proporzioni tra gli arti di molti esseri viventi). Infatti, molti artisti ne fecero uso nella composizione dei loro quadri, delle opere architettoniche, delle statue e così via.

Ovviamente non si trattava solamente di una sorte di impazzimento generale attorno a un numero.

Si scoprì ben presto che il numero aureo (detto anche sezione aurea, rapporto aureo o proporzione divina) applicato alle arti figurative permetteva composizioni particolarmente piacevoli per l’occhio umano.

Sezione aurea e fotografia

Come spesso accade, i principi applicabili in altre forme d’arte si possono importare in fotografia con la medesima efficacia.

La sezione aurea fornisce degli strumenti compositivi simili alla griglia che si usa per la regola dei terzi, di cui ho parlato nell’articolo citato sopra. Il più semplice è la griglia qui sotto.

Mentre la griglia della regola dei terzi è questa.

La differenza sta nel rapporto tra la colonna centrale e ciascuna delle laterali (e altrettanto per le righe). Mentre nella regola dei terzi queste sono tutte uguali, nella sezione aurea esse stanno in rapporto secondo il numero aureo.

Quindi, se la prima e la terza colonna misurano 1, la seconda misura 0.618 (non preoccuparti, non serve mica memorizzare questi numeri per usare la sezione aurea nella composizione fotografica!).

La necessità di semplificare

La sezione aurea nella pratica fotografica si applica come la regola dei terzi: il punto su cui si vuole dirigere l’attenzione dell’osservatore va allineato con i punti di intersezione della griglia, o almeno con le linee.

Nasce quindi un dubbio: come faccio a verificare al momento di uno scatto che le righe siano posizionate rispettando questo rapporto “strano”?

Un dubbio simile se lo saranno posti in molti, (anche) per questo esiste la regola dei terzi. Dividere ad occhio la scena in 3 parti uguali è molto più facile.

Resta comunque il fatto che la sezione aurea permette una composizione molto più equilibrata e “naturale”.

Nature Pattern by SidPix, on Flickr
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Come spesso accade, se continuerai ad immaginare la griglia sovrapposta all’immagine e ad usare questa regola compositiva, l’avrai fatta tua e sarai in grado di comporre facilmente la scena come con la regola dei terzi.

Altrimenti, molti programmi di fotoritocco forniscono griglie che aiutano a sfruttare la sezione aurea in post-produzione ritagliando la foto. Se possibile, però, è sempre meglio impostare la composizione desiderata al momento dello scatto.

Due approcci alternativi: il triangolo e la spirale aurea

Sfruttando la sezione aurea è possibile creare altre figure geometriche che aiutano nella composizione.

Prima di tutto il triangolo aureo.

Questa griglia si ottiene tracciando una diagonale dell’inquadratura e poi la perpendicolare che la collega ad uno degli angoli che non le appartengono. L’inquadratura ha due diagonali e ciascuna ha due perpendicolari, quindi si ottengono al massimo 4 combinazioni.

Il punto importante è l’intersezione delle due linee. Questo va sovrapposto al punto di interesse della foto (il soggetto principale).

Infine puoi usare anche la spirale aurea.

La spirale si ottiene suddividendo l’immagine ripetutamente in rettangoli aurei.

Ciò che è importante per il fotografo, però, è che essa non solo individua il punto di maggiore interesse in corrispondenza a dove si “arriccia”, ma anche una linea che può guidare lo sguardo dell’osservatore.

Riuscendo a disporre gli oggetti nella foto in maniera da seguire almeno indicativamente la spirale, otterrai composizioni molto efficaci.

Anche della spirale esistono diverse varianti, che dipendono da come si suddivide l’inquadratura. Sostanzialmente, il “ricciolo” si può spostare a destra, a sinistra, in alto e in basso.

In conclusione

Puoi considerare la sezione aurea come il livello superiore della regola dei terzi.

Ora che la conosci, il modo più semplice per cominciare ad abituartici è modificare le foto che hai già, ritagliandole in modo da allineare i soggetti principali con la sezione aurea. Ciò ti aiuterà a immaginare la griglia, qualsiasi variante tu voglia usare, sovrapposta ai tuoi scatti.

Poi, ovviamente, il miglior modo per imparare ad usare questa regola, come qualsiasi altra, è usarla il più spesso possibile quando fotografi.

Per finire, ho messo insieme una piccola galleria su Flickr con vari esempi di applicazione della sezione aurea. Poni attenzione soprattutto alla varietà dei soggetti e dei modi in cui è stata applicata. Ecco il link: sezione aurea su Flickr.

Immagine di copertina